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Autore: Amaranthine    19/03/2017    5 recensioni
Questa è una raccolta di racconti scritti quando ero più piccola, troverete errori e ingenuità ma forse anche qualche sorriso ;)
Ho pensato a realizzarla grazie a una sfida lanciata da Soul_Shine, a me e ad altre ragazze: pubblicare gli scarabocchi di quando eravamo piccole! Non so se i miei interesseranno a qualcuno, ma in fondo non c'è nulla di male a provarci!
Genere: Comico, Generale, Horror | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Raccolta | Avvertimenti: Incompiuta
Capitoli:
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Ecco un’altra delle mie storie incomplete senza né capo né coda: scriverle mi serviva soltanto per passare il tempo, quindi non troverete mai nessuna trama perché quella non era importante!
Nel capolavoro di oggi, le protagoniste sono due sorelle: Wanda di 15 anni e Stacy di 6, che con la famiglia vanno ad abitare dai nonni.
Scoprirete che anche se Stacy ha 6 anni, sembra tutto fuorché una mezza poppante. Quasi quasi è più intelligente di Wanda... Questo perché in passato (ma, sinceramente, potrei dire fino all'altro ieri) non avevo le idee chiarissime su quali fossero le fasi di sviluppo dei bambini. In una storia del liceo, che non pubblicherò, c'era addirittura una poppante di 4 anni che parlava e faceva dei gran discorsoni motivanti per i fratelli più grandi. 
Stacy è di questo stampo :D
Enjoy.

Ps: non credo che aggiornerò tutte le settimane (anche perché tra poco, ci spero, dovrei riuscire ad aggiornare almeno una delle storie che ho in corso, e mi sembra sia meglio non accavallare gli aggiornamenti), ho deciso che d'ora in poi il giorno fisso di pubblicazione sarà la domenica. Altri aggiornamenti o impegni permettendo.


22-03-17 ---> Ho aggiunto il pezzo iniziale della storia, con le descrizioni dei personaggi, che al primo editaggio non so per quale motivo avevo tolto (metto le freccette per riconoscerlo).
 
*
 
 
 WANDA E STACY, fr.1



1 Capitolo
 

 
--->Stavamo andando in vacanza dai nonni, io i miei, e mia sorella. Ho avuto la sfortuna di non essere figlia unica come mi piaceva restare. Mia sorella Stacy, era troppo perfettina, ed aveva 6 anni meno di me che ne avevo 15.
Mia madre, Jennifer, aveva 42 anni e mio padre Charlie Morgan, 46.
Infine, io, Wanda, ero l'unica che ha compiti da fare durante le vacanze.
Eravamo in aereo, che andavamo Los Angeles – Miami. Mia madre parlottava col cellulare coi miei nonni, i suoi genitori, mio padre dormicchiava accanto alla mamma, e mia sorella, con me, giocava col suo gameboy. Io invece, affacciata dal finestrino, osservavo le nuvole e a volte i campi verdi e le strade che s’intravedevano.
Avevo il ragazzo, Tom Bannet, con il quale andavo d'accordo. Il mio cellulare era spento e non poteva chiamarmi, ma ero io che non volevo essere chiamata. Ero una tipa alla maschietta, coi miei capelli marroni lunghi fino al mento e il mio smalto nero scolorito. Stacy, la perfettina, indossava solo vestitini o gonnelline e comunque portava dei bei capelli lunghi fermati da un ferma capelli azzurro.
La mamma invece adorava mettersi delle lunghe gonne rosse e scarpe col tacco sempre rosse, che s'intonavano coi suoi capelli rossicci. Mio padre era semplicemente vario, adorava tutto e tutto gli andava bene, senza differenze.<---

Pensare era per me il passatempo preferito. Mi piaceva fantasticare su tutto ciò che vedevo, spesso anche della mia famiglia. Immaginavo spesso Stacy vestita da punk coi pantaloni strappati e una gomma in bocca, oppure la mamma con una minigonna blu e le scarpe da ginnastica nere. Sai che bella coppia! Ci mancava papà con qualche chilo di meno, senza maglietta e degli slip! (ma perché tutto questo?)
Io non mi sentivo strana, solo libera. Mi piaceva vestirmi con jeans e scarpe da ginnastica, ma mi piaceva anche mettermi un bell'abito scollato con scarpette col super tacco. (Sì, perché invece noi comune mortali abbiamo la divisa, si sa, e i tacchi sono praticamente il demonio... beh, a volte sì.)
Dopotutto, se non fantasticavo così, su quell'aereo, che altro potevo fare?
“Wanda, incomincia i tuoi compiti invece di ridere da sola!” Mi urlò ad alta voce la mamma.
Non ero mai stata più imbarazzata di così! O perlomeno, escludendo tutte le altre scene simili! Mia sorella si mise a ridere, mentre io sprofondavo nella mia poltrona sentendo la gente ridacchiare. Come aveva potuto dirmi una cosa del genere davanti agli altri? Dice sempre che non le importa delle persone! Ah, neanche a me, ma certe cose, vorrei che le dicesse a bassa voce e dirette a noi, non a tutti!
(…)
Prendemmo un taxi, ma le nostre valige era così tante, che ne dovemmo prendere due, dividendoci così: mamma e papà, io e mia sorella.
Non ero mai stata da loro, ma ci accorgemmo subito della loro casa: chi altro avrebbe potuto scrivere nel cancello: "Wanda e Stacy benarrivate!"
(…)
I nonni abitavano davvero in bella casetta campagnola: si entrava dal cancello che comprendeva un vasto spazio; l'ingresso della casa una verandina. Dentro, nella prima stanza, un bel saloncino con una vecchia TV in bianco e nero, e un camino con sopra una pipa del nonno. Certo che erano proprio all'antica. Io e Stacy avevamo anche paura di come sarebbero state le nostre camere. La nonna ci accompagnò al secondo piano. Vedemmo le stanze e dovevamo ammettere, che quei due letti in legno e quella scrivania con la sedia di paglia con un cuscino, erano all'antica ma molto rustici (non chiedetemi qual è il senso, non lo so):
“Erano i letti di vostra madre e di vostro zio.” Ci disse la nonna.
Essendo la prima volta che andavamo da loro eravamo curiose di vedere la nonna cucinare quei dolcetti che portava a casa nostra quando veniva lei, e il nonno. Purtroppo alle 13 del pomeriggio c’era pronto soltanto il pranzo, ora piuttosto freddo. Piuttosto pesantuccio per quattro che sono appena arrivate da Los Angeles in aereo, ma con la fame... (che c**** sta dicendo! Ahahahah!)
La mamma aveva ricominciato la dieta e aveva coinvolto il resto della famiglia, non mangiando niente durante il viaggio e bevendo solo acqua minerale. (Ma arrestatela, è una folle :O)
Dopo una bell’abbuffata, la nonna volle sapere il nostro viaggio:
“Credimi Maggy, una vera meraviglia! – Le rispose papà – e il paesaggio credimi! Fantastico! Bè io non l'ho visto perché dormivo, ma immagino che sia stato bello!”
“Papà!” Lo interruppe Stacy. Parlai io coi nonni:
“E' stato spettacolare, nonna, si vedevano le nuvole e le case! La gente sembrava delle formiche e le macchine, qualche altro vermiciattolo che si muove. Stacy però non l'ha visto perché giocava.” (Certo, perché dall’aereo si vedono le persone… Disagio!)
“Si esatto! Ho giocato tutto il tempo col gameboy che mi avevate regalato!” Disse mia sorella in difesa.
La mamma era un’esperta negli affari, e riceveva spesso chiamate dai suoi dipendenti. E si, mia madre era capufficio e abbastanza conosciuta nelle reti regionali.
Comunque una delle solite chiamate, la ricevette proprio in quel momento: le vendite di un computer special, da un sacco di soldi, stava crollando. Passò mezz'ora solo per decidere lo sconto del prezzo di vendita. Un perdita enorme, a giudicare di quanto costi il prezzo di fabbrica. (No, vabbè, una sola parola: DISAGIO!!!)
Nel frattempo, papà era rimasto a chiacchierare col nonno, e la nonna ci accompagnò a vedere i suoi 2 cani e i suoi 2 gatti. I cani, Zazy e Paul erano tutti e due maschioni da guardia di razza pastore tedesco, mentre i gatti, due meticci maschi, Billy e Willy.
Così, mentre Stacy, mamma e papà, avevano qualcosa da fare, io mi stavo annoiando solo a pensare ai compiti che avevo.
(…)
“Wanda! Stacy! Venite il nonno ha un regalo per voi!” Ci chiamò papà. Stacy di corsa, con la sua bella gonna bianca si alzò e corse in salotto, e anch'io mi alzai col cellulare in mano verso il salotto. Ma arrivati lì, non trovammo nessuno: ci aspettavano in cucina.
“Chissà, magari è un cucciolo!” Mi sussurrò Stacy con una gomitata.
“Forse ...” Risposi.
Non mi andava l'idea d’avere cani in casa, certo, mi piacciono, ma dovevo ammettere che mi sarebbe seccato badarci.
Il nonno ci disse:
“Ragazze! Io e la nonna ci siamo messi d'accordo con mamma e papà, e vi abbiamo regalato...”
Temevo che lo dicesse ...
“Un cucciolo! Un cucciolo!” Urlò mia sorella. Poi mi disse:
“Visto! Te l'avevo detto!”
Io rimasi un po’ delusa. Mi aspettavo un set per la scuola o qualche attrezzo per la cameretta. Invece... quel cane… (seeee ahahahah vai a dire scemenze da un’altra parte, che qui non ti crediamo!)
“Che c'è Wanda? Non ti piace?” Mi sussurrò all'orecchio mia madre per farsi capire: era la prima volta che parlava piano, ma dopotutto le urla di Stacy erano sonoriche (chiamate la Crusca, qui abbiamo una parola nuova e utilissima da inserire nel dizionario). Comunque imbarazzata le risposi:
“Si mi piace, ma quanti anni ha?”
“Ha un anno! L'abbiamo trovato per strada che vagava senza padrone, e dopo un bella ripulita, ieri abbiamo deciso di regalarvelo!” Mi rispose nonna. (Mi fa troppo ridere… bazzicava tra la spazzatura, probabilmente ha la scabbia e le zecche, ma dopo un bagnetto abbiamo deciso che è perfetto per voi!)
“Grazie nonni! Grazie!” Continuò Stacy. Poi, portandolo fuori, il cucciolo e gli altri cani, giocavano assieme sotto gli occhi di tutta la famiglia.



*


 
Ed eccoci qua! Ho voluto pubblicare il capitolo per intero, anche se forse è più lungo rispetto agli altri, perché penso che così renda molto di più. Leggendolo nella sua interezza resti così O_O, e allora va bene!
Volevo ringraziare le ragazze del "club", con le quali sputtaniamo allegramente la nostra infanzia ormai da diversi mesi (e ne sono contenta XD), e volevo ringraziare anche i lettori silenziosi che mi hanno aggiunto tra le seguite e i preferiti. Non sapete come sono rimasta contenta di sapere che le mie sciocchezzuole (che adesso sembrano così, ma naturalmente in quegli anni ci tenevo molto e le consideravo importanti) abbiano piacevolemente colpito qualcun altro, al punto da volerle seguire.
Quindi ringrazio voi e un po' tutti gli altri, anche chi passa da qui solo ogni tanto, e posso solo augurarmi che le mie pubblicazioni continuino a farvi sorridere :)

A questo proposito, mi sorge un dubbio, vediamo se qualcuno mi sa consigliare: le scemenzuole non troppo lunghe da pubblicare, compreso il capolavoro sugli zombie, sono ancora parecchie. Non so se pubblicare però anche i racconti più lunghi, che non potrei spezzettare come questi, perché in quelli cercavo di mettere un minimo di serietà, anche se magari il risultato è stato sciocco comunque. Sarà il caso quindi di pubblicare qui anche quei lunghi capitoli? Stiamo parlando anche di 15 pagine word! Ve li leggereste? Oppure lascio perdere e se proprio ci tengo apro una nuova raccolta? Dubbi amletici.
Naturalmente, però, c'è ancora tempo del decidere. Vedremo.

Grazie ancora a tutti per essere passati!

Amaranthine.
  
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