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Autore: Brighella    20/03/2017    0 recensioni
Pensieri astrusi e disparati di un giovane impiegato.
Normalità, amori di chi non esce dalla massa. O forse no? Un viaggio dove vedremo l'armonia della vita di Giacinto, un giovane impiegato, pensieroso e malinconico.
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Raccolta | Avvertimenti: Incompiuta
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Chiedo perdono per essere stato assente negl’ultimi 10 giorni. Il lavoro e varie vicissitudini mi hanno tenuto lontano dal foglio e dalla penna. Vi invito a lasciarmi una recensione, così da modellarmi e rendermi un’aspirante scrittore migliore.
Buona lettura!
 
 
 
Giacinto
 
La mia euforia fu malvista da Rosa, ovviamente. Le risposi dopo due ore prendendomi un lungo vagone di insulti. Dopo che finì il suo corollario di espressioni offensive, le chiusi il telefono in faccia. A detta di mio padre, non avevo un’espressione tanto rilassata e contenta da molto tempo.

Quella sera io e Rosa litigammo aspramente; lei riteneva che non l’amassi più che non le dessi il supporto necessario. Io, dal canto mio, non avevo molto da dire lì per lì.

Lei continuò fino a che qualcosa si ruppe, e le vomitai addosso il mio disprezzo per la sua vita sregolata, fatta di feste, il diniego delle responsabilità, e la pretesa che io fossi la sua fonte principale di denaro. Aggiunsi che era finita. Lei era un’estranea che avrei preferito non vedere più, che era una bambina che giocava a fare la vip dei poveri, tra like, selfie, Facebook e altre decine di social dove appagava il suo vuoto mentale. Ero stufo di accompagnarla a comprare trucchi, ero stufo di dover sopportare quel pollaio costituito dalle sue amiche, della sua mania di vestire firmato, della sua superficialità e della sua totale mancanza di empatia, coscienza, gentilezza ed educazione.

Quel fiume in piena la prese del tutto in contropiede. Le lacrime iniziarono a rigare il suo viso, portandosi dietro porzioni di trucco.

Nella mia vita, avrò sbottato circa due volte. Quella era la terza.

Ci fu una specie di stasi, dove lei rimase a fissarmi con una sguardo tra lo sdegno e l’orrore. Era come se avesse assistito alla trasformazione di un lupo mannaro.

Avevo il fiatone e sentivo la pelle bruciare, quella sera.

“Esci dalla mia vita, e non rientrare.” Mi sorpresi di quanto il mio tono fu perentorio.

Lei prese le sue cose e uscì da casa mia.

Da quel punto in poi i ricordi si offuscano irrimediabilmente. Probabilmente mi addormentai.

Sembravano passati anni da quella sera, ma in realtà, erano passati a malapena due giorni.

Non ero passato al bar, quelle mattine. Dopo il lavoro sarei andato a trovare Elena al bar.

Mi sentivo un fedifrago. È l’effetto che fa riottenere la propria libertà? Forse.

Onestamente, non me ne importa un granché.
   
 
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