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Autore: Davos    20/03/2017    1 recensioni
Il Cosmo, un luogo pieno di meraviglie e storia.
Le otto più potenti monarchie del Cosmo si affrontano tra loro per la pace, subordinati al Notaio.
La fiamma blu e bianca si sta accendendo, portando il sangue a nascere.
Genere: Avventura, Guerra, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Il cielo limpido e azzurro aveva soppiantato quello scuro e triste del Fulcro, mentre la strada si era riempita di vita e vegetazione.
La carrozza aveva appena attraversato Ponte Speranza, il ponte centrale di collegamento per arrivare al giardino principale della Prima Accademia.
“Ponte Speranza è stato restaurato un paio di mesi addietro, adesso è completamente nuovo.”
Ildebrando, esprimendo tutta la sua contentezza, illustrava ai compagni la composizione della scuola.
“Ponte Speranza è il ponte principale di accesso, ma in realtà è il sesto ponte costruito.”
Il ragazzo mostrava un sorriso perfetto, enunciando a grandi temi ogni misero componimento di quei luoghi.
La carrozza si fermò appena fu raggiunta la piazza del giardino centrale, facendo scendere i cinque.
“Ravon, tu guarda i ragazzi, io andrò a chiedere informazioni.”
Il Notaio, dopo aver pagato il cocchiere, si guardò intorno, intento a notare ogni minimo particolare di quell’edificio.
La Prima Accademia, chiamata alla fondazione Accademia Analitica, è strutturata su cinque livelli architettonici; il parco centrale, noto come Parco Agreste, è solo un punto di contatto tra le cinque vie principali, ognuna chiamata con il nome di grandi scrittori del Cosmo.
La facciata è coperta dalle fronde degli alberi del parco, il quale si sviluppa tutto intorno alla Accademia.
Il corpo principale dell’Accademia possiede tre navate saldate ad una grande rotonda tetraconica la quale sorregge una cupola aperta a metà, da dove entra la luce, illuminando in modo particolare il centro delle diagonali aritmetiche, delle diagonali che delimitano l’Accademia in due settori.
La facciata possiede una grande vetrata a forma di stella, dalla quale entra l’illuminazione per la prima parte della struttura.
Il Notaio fece scivolare le mani sul pesante e massiccio portone di vetro, ammirando con i suoi occhi chiusi la bellezza della sala grande.
Un enorme sportello, anch’esso di vetro, separava gli studenti dalla segreteria, la quale sembrava più una grande stanza riflessiva che una segreteria.
“Mi scusi, sto cercando l’ufficio del Rettore.”
La donna sollevò gli occhi verso il vestito del Notaio, schifandolo; mise la mano sopra il telefono e appose la cornetta addosso al padiglione auricolare.
“Signor Magnifico Rettore Ilario, sì mi scusi il disturbo, ci sarebbe una persona che vorrebbe parlare con lei…”
Gli occhi della donna si levarono al cielo, continuando a masticare il tabacco.
“Io sarei il Notaio.”
Il vecchio amministratore non sapeva cosa fare in quel caos, tra studenti che si fermavano ad osservarlo e persone che lo distraevano.
La donna riguardò in faccia l’uomo con uno sguardo vacuo e confuso.
“Signore Rettore che cosa faccio? Questo tipo dice di essere un…un notaio… la faccia è brutta, sembra un barbone del parco qui davanti. Come dice, scusi? Il Notaio? Chi è il Notaio?”
La donna chiuse la chiamata, facendo cenno all’uomo di rimanere un momento lì.
“Ma tu sei il Notaio?”
Uno studente stava tirando il vestito del vecchio, mostrando un sorriso estasiato, come se avesse visto un fantasma.
“Io sono il Notaio in carne ed ossa, mentre tu sei uno studente che sta per fare tardi a lezione.”
L’uomo spintonò il ragazzo, rimettendosi a posto il lungo vestito.
“L’ufficio si trova tutto a destra, basta che vada dritto fino alla rotonda.”
Il Notaio non sapeva cosa pensare di fronte a quella situazione insensata, sembrava quasi di essere finiti in un luogo lontano dalla sapienza stessa.
 
“Quindi tu conosci il Notaio?”
Il piccolo tavolino era stato assaltato dagli studenti presenti nella caffetteria, Ravon mostrava tutto il suo orgoglio ai giovani studenti.
“Io provengo dall’Accademia Inferiore...”
Gli studenti stavano zitti, aspettando che l’Assistente parlasse.
“L’Accademia Inferiore non era stata abolita dal Collegio?”
Una ragazzina con i capelli viola e gli occhi scuri si intromise nella conversazione di Ravon, mentre stava a sorseggiare un caffè in bicchiere.
“L’Accademia Inferiore è la migliore accademia presente ai confini del Cosmo.”
Ravon, attorniato dai tirocinanti e dai giovani studenti, sfidava la piccola studentessa, rimproverandola della sua poca conoscenza in fatto di storia.
“La migliore Accademia delle Terre Inferiori non può competere con noi studenti della Prima Accademia.”
“Questa è dura da battere.”
“Crediamo in te Ravon.”
Ravon si guardò intorno, i suoi occhi accesi mostravano un qualcosa di fiducioso, come se in quel preciso istante potesse far crollare l’intera Accademia.
“Prima di dire stupidate, prova a bere del vero caffè e non quello schifo che vendono alla caffetteria.”
Dopo aver detto quelle parole, Ravon prese dalla tasca destra la sua bellissima tazza verde ricolma di caffè, sorseggiandolo come da suo solito, facendo esultare tutti i giovani riuniti.
“Mi piace il tuo modo di pensare, fratello, ci smezziamo un buon cappuccino?”
“Certamente, ragazza dai capelli viola.”
La ragazza strinse la mano all’Assistente, poi entrò dentro a chiedere la bevanda appena stabilita.
“Ravon, hai appena affrontato Julia Morgana.”
“Chi?”
Ildebrando, ancora felice per essere tornato a casa, si alzò dal suo posto, annunciando a voce chiara e precisa tutto il suo sapere.
“Julia Morgana è la terza studentessa più brava secondo il parere della Graduatoria, o almeno fino ad oggi.”
L’Assistente non capiva l’affermazione di quella risposta.
“Oggi c’è l’aggiornamento della Graduatoria, si deciderà chi salirà al posto di Ildebrando.”
Ildebrando, speranzoso nella sua vittoria, neanche ascoltò quel commento partito dal basso, mentre gli altri studenti continuavano ad acclamare Ravon.
“Lei è il signor Assistente del Notaio?”
Ravon, senza capire il perché, si ritrovò uno strano uomo, vestito con un abito a scacchi nero e bianco, indossante un paio di occhiali senza montatura.
“Sì sono io, perché?”
Il sorriso si tinse di rosso nell’uomo, che tirò fuori dalla tasca un taccuino, annotando qualcosa con una stilografica.
“Lei e lo studente tirocinante Ildebrando dovete venire con me nell’ufficio del Rettore.”
“Proprio adesso?”
“Dai zio, lascia ancora un po’ qui il sommo maestro.”
“Vedi, anche i vostri studenti vogliono che io rimanga qua.”
Gli occhi azzurri, di quasi un blu cristallino, dell’uomo inquadrettato si rivelarono strani, moventi, rimanendo fissi sull’Assistente del Fulcro.
“Se non vuole perdere il viaggio verso la Seconda Accademia è meglio che venga con me.”
Ravon e Ildebrando, seguiti da Maffeo e Darilio, si alzarono dai loro posti al bar.
“Almeno fammi bere il cappuccino.”
Julia Morgana, vedendo il rivale ormai lontano, li lanciò il cappuccino, che fu afferrato per un soffio dal povero giovine.
 
L’ufficio del Rettore si presentava una grande stanza di forma rettangolare piena di vetri e finestre, la stanza era strutturata su due piani, un piano terra creato come una sorta di sala d’aspetto e un primo piano comprendente il vero ufficio del Rettore.
Il Rettore Ilario stava seduto nella sua poltrona verde, alle sue spalle un’enorme libreria grande quanto l’intera superficie del muro, si estendeva dall’inizio alla fine in lunghezza, attaccandosi alle finestre ultime.
Il Rettore Ilario appariva diverso da quando era andato al Fulcro, era ingrassato, aveva due enormi bassette e un broncio che risaltava i suoi occhi piccoli, simili a quelli di un topo, la sua testa era calva.
“Signor Notaio, ora che c’è anche il suo aiutante, mi può parlare del lavoro compiuto da Ildebrando.”
Il vecchio e il giovine si guardarono l’un l’altro, senza sapere cosa dire.
“Ildebrando ha svolto un ottimo lavoro con la sistemazione di vari oggetti, facendo anche comode ricerche sulle lingue praticate nel Cosmo e nel Fulcro.”
Il superiore guardò l’attendente, pregandolo con gli occhi di continuare a parlare per lui.
“Posso confermare, Ildebrando ha pulito ogni minaccia presente dentro il Fulcro attraverso la diplomazia. Il suo studente ha persino parlato con una figura molto importante presente nel Fulcro.”
Il vecchio Rettore mostrava un sorriso simile a quello di un coniglio.
“Ildebrando è stato scelto come suo assistente ufficiale, Signor Notaio?”
Ravon e il Notaio si guardarono.
“Ildebrando non ha superato le mie aspettative, ma rimane comunque un ottimo studente.”
Il sorriso di Ilario si spense, ma strinse comunque la mano ai due amministratori del Cosmo.
“Signor Notaio, vorrei dirle grazie di tutto; metterò una buona parola per lei al Preside Ryswell.”
“Grazie anche al suo segretario.”
“Io non ho alcun segretario.”
Il Notaio e Ravon si guardarono tra loro senza comprendere molto.
I cinque se ne andarono dallo studio.
“Secondo te…”
Dall’ombra della biblioteca apparve una figura.
“Hai fatto bene, nessuno deve sapere di questa nostra collaborazione.”
Ilario tremò, come se fosse sotto ricatto.
 
 
“È uscita la nuova graduatoria.”
Ildebrando, contento di essere tornato a scuola,  si diresse immediatamente verso la lista piena di nomi e punteggi.
Lo sguardo piangente cadde su se stesso, facendo crollare il giovane studente.
“Julia Morgana è appena diventata la prima in classifica, superandomi di due punti.”
Maffeo e Darilio si strinsero intorno allo studente, aiutandolo a rialzarsi dalla caduta di stima.
“È stato bello conoscerti Ildebrando, spero di trovarti ai Campionati Accademici la prossima volta che ci saranno.”
Maffeo e Ildebrando si abbracciarono in un rispettoso e calorico gesto di amicizia.
“Lo stesso vale per me.”
Darilio strinse la mano al ragazzo, senza prestare particolare attenzione in quell’affetto.
“Ci rivedremo, lo prometto a tutti ragazzi.”
Ildebrando strinse la mano del Notaio e dell’Assistente, rimanendo entusiasta di tutto quel tempo passato al Fulcro.
“Uno è andato, adesso ci leviamo di torno gli altri e torniamo al Fulcro.”
I due amministratori del Cosmo risero, senza farsi sentire dai due studenti.
 
 
“Finalmente, dopo tanto tempo siamo giunti alla Seconda Accademia.”
La Seconda Accademia si presentava come un grande agglomerato di edifici tutti diversi tra loro, all’interno spiccava notevolmente il corpo centrale e superiore.
La facciata era di forma sferica, comprendente un enorme rettangolo ricco di colonne.
Spiccavano ornamenti da ogni parte che guardavi, il colore rosso delle mattonelle ricoprivano il cielo del tramonto azzurro.
“Attorno al Gran Palazzo Accademico ci sono i Giardini Accademici, fatti costruire dal Rettore Lucrezio, quarto Rettore dell’Accademia.”
L’Accademia aveva enormi conte murarie, rosse anch’esse, lungo le mura si intravedevano almeno trentasette torri, tra cui spiccavano sei torri più alte rispetto al resto.
“Le sei torri rappresentano gli ideatori dell’Accademia, mentre le altre trentuno sono gli aderenti al rinnovo del sistema accademico. L’intero complesso copre sui 2235 metri.”
Maffeo mostrava con grande grazia il suo sapere, creando discorsi lungimiranti sulla conformazione architettonica dell’intero istituto.
Il Notaio si stringeva lo stomaco dalla pena, mentre l’Assistente mostrava chiari segni di follia.
“Le mura formano un triangolo irregolare, capace di annientare le forme.
Il cancello dorato si aprì al passare della carrozza tra le fronde degli alberi secolari, facendo sobbalzare di gioia lo studente e gli accompagnatori.
La facciata murata che si presentava al dinanzi mostrava un numero spropositato di guardi e studenti, i quali mostravano ognuno uno stile unico e strano.
La carrozza si fermò; il cocchiere aprì la porta degli ospiti, buttandoli fuori.
“Maffeo, da che parte si trova l’ufficio della Rettrice?”
I Giardini accoglievano un profumo di menta e sangue, come se quei muri fossero stati costruiti con le carni e i fluidi dei suoi operai.
“L’ufficio si trova all’interno di quell’enorme edificio sormontato da Torre Iulo. Lo vede? L’edificio brutto, che sembra tra un misto di rosso e grigio, il colore del Fulcro pressappoco.”
A quelle parole il Notaio squadrò il ragazzo, annichilendo i suoi occhi.
“Grazie Maffeo, ho capito tutto. Ravon, tu questa volta vieni con me, lascia che i due ragazzi si godano un po’ di tranquillità con i loro coetanei.”
I tirocinanti erano già spariti tra gli arbusti verdissimi di quel luogo, unendosi alla massa di studenti presenti tra le erbe e i profumi.
“Comincio già ad odiare questo orrendo posto.”
“L’odore emanato dai muri sembra indicare che ci siano cadaveri nella zona.”
“I muri sono le tombe, questa scuola è nata da una guerra.”
Il Notaio e l’Assistente si mossero verso lo spazio illustrato da Maffeo, senza capire molto della questione tecnica.
“La Seconda Accademia è la seconda accademia creata nel Cosmo, oltre che l’eterna seconda in qualsiasi classifica collegiale. Questa scuola è nata nel sangue, fondata dai scissionisti del Pensiero Analitico, i quali intravedevano un nuovo orgoglio e modo di ragionare; Palladio e Quintilio sono ritenuti i fondatori dell’Accademia, infatti sono visti come eroi da tutti gli studenti della Seconda Accademia.”
Le foglie verdi degli alberi cadevano sventolate dal vento, mentre una grande area grigia e rossa portava ad un enorme edificio colorato e ricco di altre torri.
Le guardie rosse mostravano severità e giustizia, senza destare una minima confusione dal proprio lavoro.
“La scissione è ricordata come un atto eroico, ma anche come un fallimento. Migliaia di persone morirono per la libertà dall’Accademia Analitica, mostrando sottomissione durante l’ultima invasione, la quale fu guidata proprio dai due fondatori.”
L’enorme colonnato di cemento faceva da apertura all’ufficio della Rettrice, mostrando un interno ricco e lussuoso.
L’intero salone appariva dorato, ricco di luci e volte luminose, sorrette da colonne dorate, le quali erano ornate con rilievi fatti di oro; rilievi che ritraevano particolari momenti della vita agricola e di quella cittadina. Tutto intorno, la sala era coperta da numerosi affreschi e dipinti raffiguranti i Rettori precedenti e parti importanti della storia dell’Accademia, in special modo la sala luminosa comprendente i ritratti ufficiali di Quintilio e Palladio.
Il pavimento era molto complesso, ricordando un gigantesco tappeto intarsiato con più di venti specie differenti e pregiate di legno. Le principali zone del salone possedevano piastrelle di marmo bianco e rosso.
Due guardie stavano a protezione di un enorme portone rosso recante una scritta nella Antica Lingua di Bon, con sopra disegnato lo stemma della famiglia del Trono di Marmo.
“Per molto tempo, le più grandi parentele della famiglia detentrice del secondo trono maggiore hanno finanziato la scissione dalla Prima Accademia.”
L’ambiente luminoso e illuminato faceva girare la testa al Notaio e al suo Assistente, i quali non erano abituati ad un così tanto brillante luogo.
“Chi siete?”
“Io sono il Notaio, avrei un incontro con la Rettrice.”
“E lui chi è?”
“Lui è il mio attendente, viene con me all’incontro.”
Le due guardie si guardarono, senza emettere alcun suono, poi aprirono il grosso portone, mostrando la stanza buia e rossa della Rettrice.
La stanza era rossa, senza luce ma con molta ombra.
Una grande vetrata stava alla schiena della donna, mentre il suo ufficio rosso era perimetrato da alcune librerie ricche di pagine.
Il tappeto rosso e dorato stava sotto i piedi della vecchia scrivania, la quale possedeva una forma simile a quella di una bara.
La Rettrice sedeva nella sua poltrona regale, digrignando i denti e sfavillando gli occhi, osservando un documento che teneva in mano, mentre con quella libera muoveva la penna verde, penna dalla quale colava dell’inchiostro.
“Signora Rettrice.”
Gli occhi truccati della donna si spostarono dal foglio al vecchio, il volto serio divenne improvvisamente un sorriso freddo, acido.
“Caro Notaio, il tempo a sua disposizione è terminato da quello che ho potuto vedere.
Maffeo è stato un buon alunno? Ha saputo imparare qualcosa di nuovo e innovativo?”
“Maffeo è un bravo ragazzo, ha bisogno solo di migliorare di più.”
“E parlare di meno, soprattutto quello.”
La donna spense il suo sorriso, notando il giovane uomo alla destra del vecchio.
“Per caso Maffeo diventerà il suo assistente ufficiale?”
“No.”
Il cuore della donna si sentì crepare in quel silenzio allucinante, come se mille specchi fossero stati rotti all’unisono da una sola pietra.
“Non importa. Ho già ricevuto una chiamata dal Rettore Ilario, il quale mi ha consigliato di mettere una buona parola per lei, quindi io seguirò questo consiglio affidatomi dal collega.”
La Rettrice scoppiò a ridere, anche se sembrava più un singhiozzo di mala sorte che di felicità.
Le mani furono tese, ma la donna strinse solo quella del Notaio, non volendo toccare la feccia delle Terre Inferiori.
Il portone si richiuse, lasciando la povera a godere del suo lamento.
 
“Il Preside Charles Ryswell ha sempre provato a intraprendere relazioni di fiducia con me, sicuramente le buone parole proposte dalle due accademie favoriranno la nostra riforma della Catena.”
Maffeo e Darilio, riuniti attorno ad un mucchio di studenti, furono immediatamente fermati dai due amministratori.
“Maffeo, la Rettrice è contenta del tuo tirocinio.”
“Esattamente, non vede l’ora di osservare altri successi provenienti dai tuoi esami.”
Il Notaio confuso guardò il suo Assistente, senza capire il perché di quelle parole.
Maffeo strinse la mano al suo superiore e a Ravon, esprimendo una buona felicità.
“Darilio, è stato un piacere conoscerti.”
Lo studente della Terza Accademia strinse la mano, mostrandosi più ansioso per tornare a casa che felice per la partenza.
“Darilio, andiamo che altrimenti non partiamo più.”
I tre entrarono nella carrozza, tremanti per l’arrivo alla Terza Accademia e, finalmente, il tanto atteso ritorno al Fulcro.
 



Spazio Autore:
In questo episodio si arriva finalmente alla Prima e alla Seconda Accademia, dove due dei tre studenti sono finalmente fuori dal controllo del Notaio.
Il Notaio e Ravon rimangono soli con Darilio, lo studente della Terza Accademia, pronti a tornare al Fulcro immediatamente.
Il capitolo si sofferma principalmente sugli ambienti e sulla storia delle Accademie, senza mandare avanti di molto la storia.
(Non lamentatevi se il fantasy si unisce al moderno, mica potevo creare delle Accademie in modo mediovaleggiante.)
Saluti a tutti, Davos.


 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
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