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Autore: LordPando    20/03/2017    1 recensioni
"Queste sono le Terre del Cielo. Sono nove..."
E questa è una storia formata da tante altre che si intrecciano:
Sei ragazzi in cerca di avventura;
Un Barone che fugge dalla Nobiltà;
Due cacciatrici orfane in cerca di vendetta;
Un Re in cerca di morte;
Un Minotauro in cerca di denaro;
Pirati in cerca della vita;
E un capitano in cerca del compimento di un fantomatico progetto;
Queste storie si intrecceranno, uniranno, fino a che su di loro non si decideranno le sorti del mondo e di tutti quelli annessi...
Spero di avervi incuriosito, se desiderate chiarimenti io ci sono e poi... non voglio fare spoiler!
Genere: Avventura, Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash
Note: AU, Lime | Avvertimenti: Incompiuta
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                I NOMI DELLE ISOLE                                      

                   

                   Lesaj, la prima.

 

                    Jabenny, la seconda

 

                    Nijawi, la terza

 

                    Kalki, la quarta

 

                    Opoko, la quinta

 

                    Amawa, la sesta

 

                    Nirakna, la settima

 

                    Vuydet, l’ottava

 

                    Nkaia, la nona 

 

                    

 

                    Prologo

 

Queste sono le terre del Cielo. Sono contenute in una sfera di aria. E sono nove, i blocchi di pietra che levitano nell’aria come sono nove i regni che le governano. Ognuno di essi ha un sovrano che amministra il regno alla meglio, lasciando che la maggior parte dei cittadini faccia ciò che vuole della vita. Il globo di aria semisolida che circonda le isole non ha bordi ben definiti, ma mai nessuno, nei nove regni, ha mai cercato di uscirne.

 

 Il globo è molto distante dalle isole, e i viaggiatori dell’Aria ne possono percorrere lo spazio. Le isole sono come delle enormi piramidi capovolte, abitate da diversi tipi di esseri, umani e non.

 

 Poche persone si sono gettate dall’alto di quelle isole, e nessuna di esse è più risalita. Questo perché sotto -cento chilometri dalla punta delle isole- c’è uno speciale trattamento riservato ad i pochi che non muoiono a mezz’aria schiacciati dalla pressione, o per un infarto causato dalla paura, o non sfondano il Veliero Volate di qualche intrepido che non ha di meglio da fare se non guardare le isole dal basso o, avvenimento straordinario, non viene salvato da qualche ventovivo o da qualche creatura volante di passaggio.

 

 Beh, per chi sfugge a tutto questo ci sono gli altri universi. I filosofi delle isole non osano chiedersi come siano fatti anche per semplice paura di scoprirlo. Ma parliamo prima del resto delle cose che può succedere. E non della pressione, o dell’infarto. No, quelle sono banalità, moscerini sulla guancia di chi ti sta antipatico che cerchi di schiacciare solo per dare un ceffone. Sono i Ventivivi, quello che contano.

 

 I ventivivi, come il nome suggerisce, sono una delle creature dell’aria. Anche se in un cero senso, l’aria sono essi stessi. Ci sono numerose leggende che riguardano nell’intimo i ventivivi ma che questi ultimi continuano a negare rinominandole favolette per idioti. I ventivivi sono creature eterne, nate millenni prima delle isole volanti. Essi vivono solitari, ma hanno un ordine gerarchico ben definito, la cui posizione in esso è determinata dalla forza di ogni ventovivo. I principali sono tre, provenienti dai tre punti cardinali delle terre del cielo. Tharém, vento del punto alto della bussola delle terre del cielo e i suoi due fratelli: Buserah e Nakhti, dei due vertici bassi. Nakhti è detto anche il vento dei velieri perché è appunto il più propenso ad aiutare gli Aeranti - viaggiatori dell’aria. Tharém è invece il vento della tempesta, il più freddo, quello che spesso si oppone a suo fratello nel trasporto. Da alcuni Aeranti è detto Punitore, e si dice che per veleggiare in suo favore bisogna ospitarlo nella propria nave. Il terzo, Buserah, è in un certo senso il più tranquillo. Si occupa della normale brezza delle nove isole. È però potente come suoi fratelli, e la sua furia è ineguagliabile. Alcune leggende narrano che riuscì, da solo, ad opporsi ad un vero e proprio Vento dopo che quest’ultimo avesse fatto precipitare il principe Satte di Nkaia, la nona delle terre volanti. Ovviamente secondo molti è solamente una leggenda, ma il principe cadde davvero dal suo veliero per una scossa anomala. O quasi.

 

 Ma bisogna parlare della forma e di come fanno i ventivivi ad… anche solo muoversi. Non hanno forma ben precisa essendo principalmente fatti d’aria, ma non è raro vederli condensati o addirittura solidificati in forme diverse. Sfruttano, per volare, le correnti da essi stessi generate che gli permettono di planare ed a volte anche volare per ore.

 

 

 

 Gli abitanti di quelle terre considerano aria e vento come i padroni di tutto, perché da essi dipende la stabilità delle loro isole, la loro vita e le loro azioni. C’è chi, come i pirati o gli Aeranti, vive in piattaforme semoventi -come i velieri aerei che viaggiano nel vento- e c’è chi è così tanto aerofobo che non volerebbe nemmeno per tutto l’Akki -il materiale più prezioso esistente- delle nove terre.

 

 E poi ci sono le creature del cielo: ne sono di diversi tipi, dai draghi ai custocoli olezzosi, porcelli di piccola taglia dotati di ali che frullano l’aria per tenersi in volo ed una puzza. Circola una leggenda che un tempo questi strani animali fossero usati dagli eserciti.

 

 Ovviamente alcune di queste creature sono semplici fantasie di scrittori stati poi inceneriti o pressurizzati dalle creature da cui avevano preso spunto, non molto soddisfatte del risultato. Ma altrettante sono vere, come ad esempio i golem del cielo, ammassi di materia chimica in movimento sfuggiti agli alchimisti distratti; o i cadonghi, creature stupidissime ed in via di estinzione per la loro tendenza al suicidio o alla caduta verso altri mondi. Le creature dell’aria hanno idee differenti rispetto agli abitanti delle terre volanti e non sempre li vedono di buon occhio, ma alcuni di essi, come gli Assabi da salvataggio, hanno salvare i terrestri come unica ragione di vita. O di morte, a seconda di come la si vuole vedere.

 

 

 

 Le nove terre dei cieli non sono davvero nove. In realtà ce n’è una decima al centro dell’ennagono che tutte le altre compongono, ma non è una vera e propria isola. Dai più è conosciuta come il Castello, perché è proprio di questo che si tratta. È reso stabile da non si sa cosa, essendo stato creato con le isole. Ha numerose mansioni, ma la principale è quella di fare da istituto d’insegnamento ai giovani delle nove isole che trascorrono lì nove mesi all’anno per i loro primi diciannove anni di vita dopo un periodo di un anno passato con la famiglia, poi ci sono altri tre anni facoltativi. Fra le nove isole non ci sono altre scuole, e la maggior parte degli abitanti delle isole vi sono stati.  È proprio nel Castello che molte storia iniziano, nella sala principale che faceva da mensa per i ragazzi di tutte le età e famiglie appartenenti. Anche se non tutti i ragazzi sono intenzionati a restarci.

 

 

 

Tratto dal “Libro Decimo”, ovvero l’ultimo volume della Grande Enciclopedia Delle Nove Isole, Assabi Editore, anno 25 d. M. (dopo Malawi).

 
 
   
 
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