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Autore: lightvmischief    20/03/2017    0 recensioni
Una ragazza.
Un gruppo.
La sopravvivenza e la libertà.
Le minacce e i pericoli della città, delle persone vive e dei morti.
Prova a sopravvivere.
Genere: Azione, Drammatico, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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CAPITOLO 5
 
Sento la testa pulsare.
Apro lentamente gli occhi: davanti a me c’è un uomo, cammina avanti e indietro per la stanza. Ha in mano un coltello.
Cerco di muovermi, ma scopro presto di avere le mani legate, bloccate dietro a una colonna.
Non sono nella casa in cui mi trovavo: il posto in cui mi trovo deve essere un magazzino, è molto sporco e c’è poca luce.
Mi guardo ancora un po’ in giro e vedo che ci sono due donne a guardia di quella che sembra la porta principale, ma non riesco a guardare oltre perché l’uomo si accorge che sono sveglia.
«Ehilà, uccellino smarrito, sono Jordan, piacere di conoscerti.» dice l’uomo, allungando una mano verso di me, poi si mette a ridere.
Che senso dell’umorismo.
Non distolgo lo sguardo da lui, fissandolo minacciosamente.
«Ti starai facendo molte domande nella tua testolina, suppongo.» continua, chinandosi alla mia altezza e giocando con il coltello, passandolo da una mano all’altra.
Mi fissa per un po’, analizzando ogni piccolo dettaglio del mio viso, poi distoglie lo sguardo.
«Non sei una di molte parole» dice con un ghigno sulle labbra.
«Arriva al punto, Jordan» dice una delle due donne alla porta.
Già, arriva al punto.
Non ho idea di cosa vogliano da me, non so come abbiano fatto a trovarmi e nemmeno come facciano a sapere il mio nome.
«Va bene, va bene. Allora…»
Mi prende per il mento e mi alza il viso velocemente.
«In poche parole… Dimmi dove si trova il gruppo di Travis e non ti succederà niente»
Famose ultime parole.
Ci credo eccome che non mi farà niente.
«Non ho idea di chi o cosa tu stia parlando.» appuro freddamente.
Mi lascia andare violentemente il viso.
«Oh, avanti» Si allontana di qualche passo.
Poi, con uno scatto, mi punta il coltello alla gola. Sento la punta fredda pungermi il collo.
Deglutisco lentamente.
«Vi abbiamo visto, tu e quel ragazzino. Lui fa parte del gruppo di Travis. Vi abbiamo seguito per un po’, ma poi vi abbiamo persi. Adesso non devi far altro che dirmi dov’è il loro rifugio. Semplice, no?» dice con un ghigno, spingendo il coltellino.
Sento una goccia di sangue colare giù per il collo.
Resto in silenzio per un secondo.
«Jordan, ti è mai passato per la testa che potrebbe non essere lei quella che stiamo cercando? Insomma, era da sola in quella casa» dice l’altra donna.
Finalmente qualcuno che ragiona.
Penso di aver capito a chi si riferisce questo tipo. A me e quel ragazzo… Calum.
«È lei. Ho visto dei gruppi in giro e facevano tutti quanti parte dal gruppo di Travis»
«E perché non hai assalito loro invece che me?» Ho il coraggio di aprire bocca.
Mi rivolge uno sguardo di ghiaccio.
«Parli solo quando ti conviene, eh?»
«La ragazza ha ragione. Perché non hai detto agli altri di assalire loro? Cosa ti passa per la testa?!» replica la donna.
«Perché la stavano cercando. Ho sentito uno di loro dire che la dovevano trovare assolutamente. Perciò, ho pensato che se l’avremmo trovata prima noi, ci avrebbe detto dove si trovava quel maledetto gruppo!»
La donna che aveva parlato china la testa annuendo.
Non ho intenzione di dirgli dove si trovano.
Lo faccio solo per i bambini che ho visto, per nessun altro.
So per certo che se quest’uomo dovesse trovare quel gruppo non regalerebbe loro certo fiori e cioccolatini.
«Penso proprio che tu abbia sbagliato persona.» appuro nuovamente.
Se gioco bene le mie carte potrei farcela.
Non ne uscirò certamente illesa, ma è sicuramente meglio che niente.
Lui si alza e si volta.
«Tu credi?» dice, questa volta con tono amichevole.
Questo mi spaventa ancora ti più del coltello alla gola, perché so che sta per colpirmi.
«Non ho mai incontrato quel ‘Travis’ e sono sempre stata da sola. Non ho mai avuto gruppi.»
Mi tira un calcio alla gamba.
Aspiro l’aria tra i denti e serro gli occhi. Fa male.
Poi, un altro al fianco.
Lancio un urlo e cado dall’altra parte.
L’avevo detto che non ne sarei uscita illesa.
   
 
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