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Autore: Hijikatasouji    20/03/2017    0 recensioni
Trama: "Se questa vita ha un senso, dimmelo tu. Dimmelo tu che sei un'altra causa dei miei dolori...come quella dei miei sorrisi, delle mie lacrime di gioia, dei miei timori per te". La storia di tre ragazze, amiche per la vita, che trovano il loro amore e imparare a conviverci.
Genere: Drammatico, Erotico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lemon | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Scolastico
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Capitolo 8°: "Io e te la soluzione"


DAPHNE<
Qualche settimana dopo, era una mattina come tante altre. Un lunedì palloso COME TUTTI GLI ALTRI! Adesso vi dico perché. Nella nostra classe è apparsa una t***a civettuola che sta accanto sempre, SEMPRE, a Mirko. Ma proprio in continuazione! Come se volesse darmi noia! Comunque vi racconto bene i fatti. Come quasi ogni giorno della settimana, andai a scuola. Zoe ed Evita erano già lì. Sembrava tutto normale...quando vedo una ragazza, alta un metro ed un succo di frutta, parlare con Mirko. Gli sorrideva, ridevano...ma questa chi cazzo era!? Mi avvicinai a lei, salutandola e chiedendole il nome, lanciando un occhiataccia a Mirko di istinto.
-My name is Luana...ahahaha- Premetto che questa non parlava inglese, altrimenti Mirko ci avrebbe inteso poco...e anche io. Non sapevo neanche cosa cavolo aveva da ridere! -Ti chiami Daphne, giusto? Beh, stavo giusto raccontando a Mirko di quando sono andata in Inghilterra, in America e in Cina in un'estate sola- Pure ricca!? Ah, non ho detto che era cinese...non so quanto può importare tale informazione, ma sicuramente a Mirko non interessa la patata cinese...o almeno spero! Corsi dalle mie amiche lasciando "My name is Luana" allibita. Il fatto che mi metta a fare pensieri con patate non è da me, sto andando proprio fuori di testa.
-Eve! Zoe!- Quando le raggiunsi, stetti un secondo per riprendere fiato. Indicai con il dito Luana senza che lei mi vedesse impegnata a parlare con Mirko. -Quella va eliminata!-
-Perché? Che ti ha fatto?- Mi disse Zoe mentre Evita rideva per il mio broncio.
-Ma non vedi con i tuoi occhi!? Cosa sta facendo adesso?-
-Sta parlando con Mirko, ma...- Le presi la testa tra le mani e la avvicinai a me puntando i suoi occhi contro i miei.
-Sai cosa significa questo!? Se lui si innamora è un casino!!!- Zoe fece una faccia calmissima.
-Cosa ti sei fumata? Sei troppo agitata, Daphne- La lasciai. Non potevo dire loro quello che era successo con Mirko quella notte, ma almeno questo dovrebbe rincuorarmi e farmi pensare che lui...sì, che lui mi ami, insomma. Entrammo dentro. P***A T***A è in classe con noi!!! NOOOOOOOOOOOOOOO!!! Stavo peccando di lucidità. Mirko sembrava invece divertito mentre mi guardava. Ma non vedeva che in un certo senso stavo male!? Mah! Durante la ricreazione, mentre Zoe ed Evita parlottavano tra di loro, mi giravo a guardare Mirko che continuava a stare con quella! Non volevo chiedergli però di stare con me perché, oltre all'imbarazzo, non volevo  costringerlo se a lui faceva piacere. Insomma "dovevo soffrire in silenzio". Quando uscimmo, non parlai con Mirko...né lui mi disse niente. La cosa mi faceva stare male. Molto male.
 
ZOE<
Ero felice. Fra poco sarei uscita con Itan e dopo con Evita. Lei prima non poteva perciò viene dopo con me. Quando Itan arriva al centro commerciale, c'è una ragazza con lui. Che sia...DANA!?
-Ciao Zoe- Mi saluta lui.
-Ciao...ehm...-
-Ah giusto, lei è Dana- Ho fatto centro.
-Ciao...- Lei mentre masticava la gomma mi guardava dall'alto in basso. Ma l'avrei bruciata viva!
-Sì...dove dobbiamo andare? Muoviti a farci strada, ricciolo!- Disse lei con quel fare da bastardona che avrei voluto tirarle un pugno. Comunque si vedeva che era leggermente più grande di Itan, avrà avuto venti anni. Aveva capelli lisci e castani, occhiali, era magra...molto magra.
-Ehm...sì- Comunque non potevo far altro che stare al suo gioco. Essendo che era la migliore amica di Itan, non avrei voluto che si arrabbiasse con me. Lui spolliciava sullo schermo completamente assente al tono e alla frase che mi aveva detto la sua Best. Mi incamminai dentro con loro che mi seguivano. Ogni tanto potevo vedere Dana che sussurrava a Itan delle cose mentre mi guardava, e lui ANNUIVA!!! Che avrà mai detto quella vipera!? Voleva farmi passare male davanti a lui? Vedrà quella p*****a! Ci dirigemmo alla sala giochi per giocare a bowling. Dopo aver tirato io, passai davanti ad Itan incazzata nera in modo che se ne accorgesse e che mi seguisse nel mentre stava a Dana.
-Cosa c'è che non va?- Disse stufato.
-Ma hai sentito come mi ha detto prima? Sinceramente non capisco tu come faccia a sopportarla-
-Ma è il suo carattere, lasciala fare- Lì mi indiavolai.
-Ah! Trattare la gente di merda è il suo carattere! Bello! Andrà a finire che mi tratterai di merda pure tu! Ed io...- Non andai avanti, oltrepassandolo. -Oltre al fatto che potevi avvertirmi della sua comparsa!- Dissi prima di andarmi a sedere sulle sedie.
-Itan, sta a te- Disse Dana passandogli la palla.
-Eccomi- Come se non avesse sentito le mie parole.
-Andiamo un attimo in bagno. Zoe, vieni con me- Chissà che aveva in mente quell'arpia. Comunque la seguii. Appena fummo dentro, mi appiccicò al muro. -Ascolta, tu non puoi parlare male di me con Itan, chiaro?-
-Come d'altronde fai tu per me-
-Ma tu per lui non vali niente, sei spazzatura che deve essere raccattata dal netturbino...CRESCI MINORENNE!!!- Non risposi inizialmente. Appena uscimmo, c'era Itan ad aspettarci. Mi prese per mano tirandomi dietro di lui.
-Vieni Zoe- Dana sempre più sconcertata.
-Ma che fai!?- Itan si mise davanti a lei e la guardò deciso.
-Ascolta, lei per me non è spazzatura e di certo vale più di te! Adesso chi è la minorenne? Lei è in grado anche di farti fuori potesse, e tu potresti soltanto piangere come d'altronde non sai fare altro. Adesso basta, ho sopportato fin troppo oggi e non ti permettere più. Andiamo, Zoe-
-Sì- Lo presi per mano e ci dirigemmo all'uscita. Mi voltai verso Dana facendole un dito medio per obbligo seguito da una linguaccia. Fra poco doveva arrivare Evita e peccato che il tempo che avevo passato con lui è stato così effimero...tanto è colpa sua che ha portato quella lì. Chi gli impediva di lasciarla a casa? Mah.

EVITA<
Quella sera uscii con Zoe, dato che Daphne voleva rimanere a casa. Poverina, quella gelosia la stava distruggendo...anche se è molto carino da parte sua. Andammo al centro commerciale insomma, e ci stemmo fino alle 18:30. Lei fu la prima ad andarsene ripresa da suo padre. Io cominciai a passeggiare aspettando prima di chiamare mia madre. Ma non perché non volessi, è perché stavo pensando ad altro. Improvvisamente una macchina si ferma accanto a me. Alla prima non la riconobbi, ed ebbi paura sinceramente siccome era buio. Christian si affacciò dal finestrino.
-Non troverà taxi a quest'ora e soprattutto da queste parti, signorina. Vuole un passaggio?- Risi. Ero felicissima che lui fosse lì. Chiamai mia mamma per avvertirla e poi saltai letteralmente in macchina dandogli un bacio a stampo d'istinto. -Dove vuole che la porti?- Con le mie braccia cinsi il suo e appoggiai la testa sulla sua spalla. Chiusi gli occhi.
-Lontano da qui- Bastò questo e sentii ruggire i motori. Sentivo la macchina che si muoveva, la mia faccia che dondolava sulla sua spalla ogni volta che lui metteva il cambio e il suo respiro neanche avesse un cadavere attaccato addosso. Solo 10 minuti durò quel viaggio. In quel tempo mi addormentai mentre mi promisi una cosa importante...DOVEVO SCOPRIRE CHE PROFUMO USAVA!!! La macchina si fermò. Lo percepii, ma volevo che fosse lui a svegliarmi. La sua mano mi sfiorò la guancia destra ed io bramavo la sua idea. Le sue labbra toccarono le mie schioccando in un piccolo bacio che bastava per la situazione di pace della quale era inebriata l'atmosfera. Sorrisi e questo lo indusse a staccarsi da me. -Ero sveglia- Vidi le sue guance arrossire a quella notizia.
Puoi svegliarti qui
all'alba di un giorno normale
esporta ai venti della vita
si rischia di perdere il sole...
dividere con me
mille occasioni e paure
con la certezza che se resterai
il tempo avrà i nostri colori...
tra vie di fughe e corse ad ostacoli
le conseguenze nostri sintomi
a un metro da qui
a un metro da IO E TE LA SOLUZIONE...
-Ehm...eccoci qua- Disse cambiando discorso. Mi guardai attorno...era uno spettacolo meraviglioso. Eravamo in un parco enorme. Un grande prato. Scesi per vedere quello che mi affascinava di più. Lui mi seguì e era incredibile quante lucciole popolavano quella distesa di notte. Certo, non era nulla di divertente, ma era una calma piacevole ed io gradii comunque.
Nessuna verità
nessuna possibilità
quando brucia e consumiamo in fretta
o è la vita che consuma noi
tra un destino che non scegli
e una vita che non spendi
c'è solo un equilibrio che resta e che basta
Io e te la soluzione...
Sentii le sue mani appoggiate sulle mie spalle.
-Allora?-
-E'...è...non ho parole, Christian- Non mi ero accorta che aveva parcheggiato vicino un grande albero. Lui rise, corse verso di esso e cominciò ad arrampicarsi.
-Vieni anche tu?- Disse lasciandosi calare a testa in giù mentre si teneva ad un ramo con la sola forza delle gambe. Annuii e lo raggiunsi sullo stesso ramo assumendo la sua stessa posizione. Guardarlo al contrario faceva strano, fino a che la maglia non si alzò scoprendogli l'addome. Arossii e mi voltai dall'altra parte. Lui se ne accorse e dal panico della situazione cadde dall'albero. Risi come una dannata! Saltai giù dal ramo raggiungendolo.
-Stai bene? Ahahaha...scusa se rido, ma...ahahahaha- Non riuscivo manco a parlare! Lui rimase a fissarmi fino a che una foglia non si posò sul suo naso e si mise a ridere pure lui.
-Posso baciarti ancora?- E me lo chiedeva anche? Gli saltai praticamente addosso facendolo stendere sull'erba. La coda che mi cadeva sulla spalla sfiorando il suo viso.
-Hm...non so- Fui io a cominciare. Neanche stessimo facendo l'amore ci rotolavamo nell'erba tra un bacio e l'altro.
-Ti va di guardare le stelle?-
-I tuoi occhi non bastano?- Lui sorrise. -Troppo romantica dici?-
-Il troppo non esiste, tu non mi basti mai- Riprendemmo a baciarci, poi ci stendemmo sul cofano della macchina. Lui teneva le braccia incrociate dietro la testa, un piede appoggiato accanto al ginocchio dell'altra gamba. Io avevo la testa appoggiata sul suo petto, come avevo sempre desiderato. Non essendoci molti lampioni intorno a quel parco, il cielo si ammirava meglio e quelle miriadi di puntini bianchi che puntavano il cielo non me li sarei più scordati...come questa serata magnifica con Christian.
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Nota dell'autrice: Salve a tutti...questo è l'ottavo capitolo scritto sempre con Hamty e le mie due amiche che non sono iscritte al sito. Ringrazio voi tutti che la seguite e...vabbé spero che vi piaccia e aspetto una recensione (Julia Woods fatti sentire).

By Hijikatasouji <3
 
   
 
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