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Autore: Josephine22C    20/03/2017    0 recensioni
Terzo ed ultimo libro della saga Remind. Prima di iniziare la lettura, vi consiglio di leggere gli altri libri!
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Yulya 

Non riesco a non fissarli, sembro una specie di stalker psicopatica, me ne rendo conto. Futura moglie? Ecco perché si è comportato in quel modo, temeva forse che spifferassi la nostra relazione alla sua bella fidanzatina? 
Sento le guance accaldarsi e le orecchie fischiarmi, mi sento umiliata. Ho messo in discussione il mio ruolo, il mio modo di vivere ed il mio rapporto con Akim, tutto questo per una bugia. Mi ha presa in giro, ero la sua follia prima del matrimonio, il suo modo per sfuggire per una volta al suo ruolo che gli è sempre stato stretto. Quanto avrà riso alle mie spalle? Quanto si sarà divertito a far capitolare la ragazzina insicura, che non credeva nell'amore. Stringo i pugni e respiro in maniera affannosa, Briana continua a scrutare la mia reazione senza dire nulla, è una scelta saggia da parte sua, perché se osasse dire qualcosa adesso, non risponderei delle mie azioni. Nessuno si prenderà più gioco di me, lo giuro, mai più permetterò che qualcuno mi faccia questo. La muta promessa rimbomba nella mia testa e quella corazza che avevo lasciato leggermente aprirsi, torna al suo posto, opprimendo i miei sentimenti. 

-Yulya, sei qui! Ti ho cercata da per tutto- Akim interrompe i miei sguardi assassini rivolti a quei due, Amy è accanto a lui. 

Vengo strappata dai miei pensieri -sì, Briana mi stava conducendo dai suoi genitori per metterci al corrente della loro decisione- spiego con voce monocorde.

-Anche io sono andato a prendere Amy per questo- aggiunge, mi sta guardando con aria interrogativa, mi conosce troppo bene.

-Visto che siamo tutti qui, allora andiamo- sorrido allontanandomi e gli altri mi seguono senza dire nulla. Devo restare concentrata, basta con tutto questo. Sapevo di non dovermi fidare ne ero certa, ma ritornerò quella di prima, l'unica cosa che conta ora è distruggere Eleonore Van Dalen. 
Veniamo ricondotti nella grande biblioteca, dove il Custode Annesley e sua moglie ci attendono. 

-Futura Custode Kireyev, Custode Deveraux- ci salutano con un cenno. Amy si ferma un momento affannata ed io la raggiungo.

-Hey, ce la fai?- Chiedo preoccupata.

Dopo qualche respiro profondo, fa un cenno -si, due amuleti troppi vicini sono complicati da gestire, ma ci riuscirò- sorride rassicurante. Le stringo la spalla per incoraggiarla e lei si tiene al mio braccio, così ci avviciniamo. Anche il Custode Annesley si tiene a sua moglie, dobbiamo uscire il prima possibile da qui. 

-Sedetevi prego- ci invita gentile la donna. 

-La scelta è stata ardua- esordisce -avrei dovuto rimandare subito la Custode Deveraux nel Terzo Stato, il nostro scopo principale è preservare l'equilibrio e non vi nego che stavo per farlo- poggia una mano sul mento guardandoci serio.

Il mio respiro si blocca, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto per raggiungere il terzo stato!

-Cosa le ha fatto cambiare idea?- Chiedo pragmatica.

-Il fatto che le mie guardie hanno individuato numerosi corrotti in viaggio verso il Primo stato- quelle parole mettono tutti in allarme. 

-Lei sta venendo qui, le nostre previsioni erano esatte!- Esclama Amy. 

Prima che l'uomo possa rispondere, veniamo interrotti da qualcuno che entra nella stanza. 

-Figliolo finalmente, mancavi solo tu!- Lo richiama il padre con disapprovazione.

-Ero occupato- liquida il richiamo velocemente con la sua voce baritonale e si siede accanto a lui, proprio di fronte a me. Lo ignoro, concentrandomi solo sulla questione per cui siamo qui. Reprimo tutte le reazioni che il mio corpo ha in sua presenza.

-Deduco quindi che abbiate elaborato un piano alternativo- aggiungo, riprendendo il discorso appena interrotto. 

-Non credo che Eleonore Van Dalen si aspetti la vostra presenza qui. Voleva prenderci alla sprovvista, invece voi l'avete anticipata. Potremmo sfruttare questo vantaggio e riprenderci l'amuleto di suo padre signorina Kireyev, lei sarebbe in prima linea, la fama per le sue abilità la precede. Io e la Custode Deveraux dovremmo riuscire a tenerla a bada per un po'- spiega con calma il piano. Sorrido soddisfatta, quell'arpia la pagherà e quando mi sarò ripresa l'amuleto, le farò confessare dov'è mio padre. 

Dopo uno sguardo di intesa con Akim rispondo subito. 

-Ci sto!- Esclamo.

-È troppo pericoloso!- Si sovrappone Kain, che aveva già iniziato ad infastidirsi durante la spiegazione di suo padre. 

Il mio sguardo gelido si posa su di lui -Futuro Custode Annesley, la mia vita è votata alla missione, il pericolo è ciò che ne scandisce ogni secondo. La prego di non parlare al mio posto, non ha alcun titolo per farlo- rispondo infastidita. 

-Ti farai ammazzare- ribatte torvo, ignorando la presenza degli altri. La mia rabbia sta diventando incontenibile, come osa interferire col mio ruolo? Ormai è tutto ciò che mi resta.

-Io so qual è il mio posto!- Alzo la voce -tu avresti dovuto restare al tuo- aggiungo in un sussurro, in modo che solo lui possa sentirmi e sussulta a quelle parole, guardandomi con aria interrogativa. Distolgo immediatamente il mio sguardo da quegli smeraldi ammaliatori e falsi. 

-Probabilmente arriveranno qui tra tre giorni esatti, avremo modo di rifinire i dettagli del nostro piano- ci congeda, credo non tolleri più la forza dell'amuleto di Amy. Anche lei mi sembra visibilmente affaticata.

-Akim, riporta Amy nella sua stanza, ti raggiungerò tra poco- senza farselo ripetere due volte, prende la ragazza per le spalle e la conduce fuori. 


-Sta per chiedermi qualcosa non è così? Per questo ha fatto allontanare il suo amico- mi guarda interrogativo il Custode Annesley.

È un buon osservatore.

-Farò di tutto per riprendere l'amuleto di mio padre, ma se qualcosa dovesse andare storto, lei deve garantirmi una via di fuga per Amy ed i suoi amici e soprattutto deve ritrovare mio padre. So che è ancora vivo e gli restituirà il suo amuleto- lo guardo seria. Non sono stupida, ho visto la potenza di Eleonore, essere in prima linea sarà un rischio concreto per la mia vita, Akim ha accettato soltanto perché crede di potermi difendere, non sa che non gli permetterò mai di rischiare al posto mio. 

-Cosa stai dicendo?- Sgrana gli occhi Kain, lui non ha visto la potenza dell'amuleto oscuro, non può capire.

Kain viene zittito da sua madre.

-Ammiro il suo coraggio ed ha la mia parola- mi stringe la mano l'uomo, sua moglie mi guarda con ammirazione. Mi alzo e decido di uscire per raggiungere Akim, ignorando lo sguardo furioso di Kain. 

I miei passi vengono interrotti da una mano che stringe il mio braccio e mi blocca alla parete. So già che è lui. 

-Stai cercando di farti ammazzare?!- Ringhia a pochi centimetri dal mio viso. 

-Questi non sono problemi che ti riguardano, faccio solo ciò che devo- cerco di scrollarmi di dosso le sue mani. Ignoro le sensazioni che mi provoca la sua vicinanza, devo restare concentrata.

-Stavi iniziando a capire che la tua vita non è soltanto essere una Custode- cerca di farmi ragionare.

Rido nervosamente.

-Tu non hai il diritto di dirmi nulla! Con quale coraggio vieni qui a darmi lezioni, mi hai presa in giro, stai per sposarti Kain!! Ti sei divertito abbastanza con me? Ero abbastanza eccitante?!- Gli do uno spintone facendolo indietreggiare.

Mi guarda sorpreso.

-Come l'hai scoperto?- Abbassa lo sguardo. Quel gesto colpevole sbriciola un altro pezzetto del mio cuore. Mai più, nessuno mai mi farà questo di nuovo, mi riprometto.

-Non sono affari tuoi! Lasciami in pace- mi passo le mani tra i capelli frustrata. 

-Credi che quello che ho detto di provare per te fosse una menzogna? Credi che ti abbia preso in giro, seriamente?!- Si avvicina di nuovo, prendendomi il mento e spingendomi a guardarlo, è infuriato. Lui non ha alcun diritto di esserlo.

-Vuoi parlarne sul serio? Vuoi davvero convincermi del contrario?! Ti ascolto, avanti rifilami qualche altra bugia- lo sfido.

Mio malgrado questo litigio si sta trasformando in qualcosa di diverso. I nostri respiri sono affannati dalla rabbia, ci guardiamo in cagnesco e lui è combattuto. Non cedergli, non farti abbindolare, mi ripeto e provo a far rallentare i miei battiti impazziti. Il mio corpo traditore non vuole saperne. Si avvicina minaccioso e poggia le mani ai lati della mia testa intrappolandomi. Mi sovrasta con il suo corpo possente e sono in trappola, di nuovo prigioniera del suo incantesimo, delle sue menzogne.

-Avevo trovato un equilibrio, ci stavo riuscendo. Poi arrivi qui e stravolgi di nuovo il mio mondo. È solo che non so cosa dire, fare o pensare. Quello che so in questo momento, è che vorrei strapparti i vestiti di dosso, trascinarti in una di queste stanze e baciare ogni centimetro del tuo corpo! Probabilmente è una pessima idea. So bene che lo è, ma tu mi spingi a fare pazzie Dannazione!- Ringhia sulle mie labbra, facendomi dimenticare per un momento la mia rabbia. 

-Si lo è- sussurro flebilmente. 

-Si...- Aggiunge lui, non distogliendo lo sguardo dalle mie labbra. 

"È la sua futura moglie. Sono bellissimi insieme vero?" Le parole di Briana mi riportano alla realtà come un fulmine, strappandomi dal potere ammaliante che ha su di me. 

Mi allontano bruscamente e riesco a sciogliermi dalla sua stretta. 

-Queste sono cose che dovresti dire alla tua futura moglie Kain, non a me. Devo ammetterlo, di solito sono sempre io a sfruttare gli altri e divertimi con loro, stare dall'altra parte è doloroso, ma probabilmente lo merito- scrollo le spalle -spero ti sia divertito almeno, ora però stai al tuo posto futuro Custode Annesley.- 

Riprendo la mia maschera gelida e prima che possa dire altro o raggiungermi nuovamente, mi allontano veloce e raggiungo Akim. So che non mi seguirà lì.


Trovo Akim intento ad affilare alcune armi. 

-Come stava Amy?- Chiedo, sedendomi su una sedia di fronte al letto.

-Era stanca, molto stanca. Inoltre mi sembrava preoccupata per qualcosa, non sono riuscito a trovare Van Dalen da nessuna parte, forse hanno litigato...- 

-Dovremmo darci tutti una ripigliata con questi drammi d'amore e concentrarci sulla fottuta fine del mondo imminente!!- Alzo la voce frustrata, gli occhi di Akim si calamitano su di me, poi incrocia le braccia al petto sospettoso. 

-Dimmi cosa succede avanti, ti conosco fin troppo bene- siede di fronte a me.

Vorrei davvero parlarne con qualcuno, sfogarmi e lui è sempre stato il mio confidente, ma stavolta non posso. Se gli dicessi cosa provo lo ferirei inutilmente, da quando la mia vita è diventata così complicata? Mi alzo di scatto come se avessi preso una scossa.

-Niente. Adesso devo andare, riposa Akim è notte fonda e saranno giorni difficili- sorrido mestamente, per poi lasciargli un leggero bacio sulla guancia. 
Quando ritorno in camera mia sono stravolta dalle emozioni, dormire? Non se ne parla, non chiuderei occhio. I pensieri si affollano nella mia testa e l'unica cosa che riesco nuovamente a fare è sfogarmi con questa dannata parete. 
Dimenticalo! Mi stringo la testa tra le mani. Dimentica le sue bugie, le sue mani, le sue carezze, dimentica tutto!! 

Ormai le mie mani stanno sanguinando copiosamente, quando la porta si riapre. Devo farmi dare una chiave, penso stanca.

-Cosa diavolo è questo baccano?- Una sconvolta Briana mi fissa e non riesce a distogliere lo sguardo dalle mie mani. Per un minuto buono resta in silenzio, poi riprende fiato.

-Tu lo ami sul serio, non è così?- Domanda sconvolta, come se avesse appena scoperto la più incredibile delle verità.




                         ****

Amy

Akim mi ha appena riportata in camera, ho cercato di non mostrare la mia apprensione, ma non so se ne sono stata realmente capace. Ormai è notte fonda e di David nemmeno l'ombra. Per scaricare la tensione decido di fare un bagno caldo, sperando che questo riesca a rilassarmi dalla costante oppressione dell'amuleto. 




Mi alzo ancora intontita, nonostante ieri sia rincasata molto tardi, devo scendere per la colazione oppure i miei si insospettiranno. Non posso togliermi dalla testa quegli occhi, le sue mani che mi stringevano con forza e mi lasciavano volteggiare sul lucido pavimento. 

Sono così allegra che inizio a vestirmi canticchiando, senza nemmeno aspettare Marie, che dopo circa un quarto d'ora entra nella mia stanza. 

-Contessina siete già sveglia!- Esclama sorpresa.

-Se mi fossi alzata più tardi si sarebbero insospettiti- spiego cercando di aggiustarmi i capelli, mentre lei stringe i lacci dello stretto corpetto.

-Temo che questo non basterà, la vostra presenza al ballo ieri ha fatto scalpore. Il fatto che siate andata da sola, voi che di solito non partecipate a questi eventi, ma soprattutto le attenzioni che il giovane conte vi ha dimostrato, hanno creato un fastidioso chiacchiericcio- mi informa tristemente. 

Sbuffo contrariata -mi aspetterà una bella lavata di capo!- 

Dopo essermi vestita scendo le scale lentamente. Purtroppo quanto arrivo nella sala da pranzo, la figura minacciosa di mia madre incombe su di me e senza che io riesca ad aprire bocca, mi dà un ceffone in pieno viso.

-Tesoro!- La richiama mio padre sorpreso. 

-Ci hai messi in ridicolo! Ti sei presentata a casa di quella donna senza il nostro permesso. Hai accettato il corteggiamento del conte in pubblico, prima che ci fosse presentato, prima che ti dessimo il permesso di frequentarlo!!- Continua ad inveire senza sosta, mentre io mi stringo la guancia dolorante con le lacrime agli occhi, non è mai stata così furiosa.

-Eleonore Van Dalen vuole solo vendicarsi di noi! Ci rovinerà la vita Françoise diglielo! Ti prego- si tiene la fronte ed inizia a respirare a fatica.

-Tesoro calmati- mio padre si alza e la tiene per le spalle, teme uno dei suoi soliti mancamenti.

-Non mi avreste mai permesso di andarci!- Cerco di difendermi.

-Questo non giustifica la tua disubbidienza!- Mi riprende mio padre severo. 

-Padre, anche tu?- Gli domando sorpresa e ferita.

-Sono sempre dalla tua parte Anita, ma questa volta hai superato ogni limite!- Esclama alzando ancora di più la voce.

Le mie emozioni esplodono, il solo pensiero di non rivederlo mi manda nel panico. 

-Voi non volete che io frequenti Frederick soltanto a causa di sua madre! Ma io lo amo e nessuno mi impedirà di stare con lui. Mi avete sentita? Io lo amo!!- Urlo con le lacrime agli occhi, facendo rimandare a bocca aperta i miei genitori. 




Un tonfo improvviso mi riporta alla realtà. Mi ero addormentata nella vasca da bagno. I rumori continuano, così mi avvolgo nell'accappatoio e decido di uscire.

-A... Amy... Guarda chi c'è, la mia fidanzata... F- Fi... danzata- ridacchia David cadendo scompostamente sul pavimento e continuando a borbottare parole senza senso. 

-David! Ma tu sei ubriaco- lo fisso inorridita, come si è ridotto?

-Si- sorride intontito -m... Molto... Molto ubriaco- biascica -ma non abbastanza per ignorare q... questa- cerca di tirare l'accappatoio. Gli mollo un ceffone sulla mano, facendolo borbottare. 

-V... Valerie non mi avrebbe respinto- cerca di alzarsi, ma ricade di nuovo. 

A quelle parole mi infurio nuovamente.

-Valerie?! Beh se ti manca tanto puoi tornartene da lei!!- Alzo la voce. Nonostante l'alcol, credo si sia appena accorto di ciò che ha detto, mi scruta per un momento nell'oscurità. 

-S... Scusa, tanto andrai via anche tu, come lei. Perché sono un coglione- ridacchia nuovamente e si stende sul pavimento. 

-Sono un coglione che rovina ogni c... Cosa bella- borbotta ancora.

Quelle parole mi fanno diminuire leggermente la rabbia, non posso guardarlo ridotto così. Mi passo una mano tra i capelli e mi avvicino, cercando di prenderlo per le braccia ed ignorando l'odore acre del Whisky che deve essersi trangugiato in quantità industriali. 

-Dio quanto pesi!- Mi lamento provando a smuoverlo -Se non mi aiuti non riuscirò a portarti a letto- tento di farlo ragionare.

Mi fissa stralunato e dopo un po' si tira su, aiutato da me -Sei troppo buona. Non ti merito e m... Mi lascerai come lei- continua con quella voce da ubriaco che non gli si addice. Crolla sul letto e dopo qualche smorfia sofferente, cade in un sonno profondo. Sono sicura che si riferisse a sua madre. Decido di distendermi anche io, ma a debita distanza, nonostante stia soffrendo non può comportarsi in questo modo, domani quando sarà lucido avremo molto di cui parlare, penso ancora irritata. 
   
 
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