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Autore: Sevlover    20/03/2017    1 recensioni
Chissà per quali scherzi del destino Hermione si trova sempre Piton tra i piedi e viceversa... Ma con il passare del tempo la ragazza crescerà e capirà di volerlo accanto a se nonostante tutte le conseguenze che ciò causerebbe...
La storia ha inizio al terzo anno del Trio, ma sarà una narrazione molto veloce che descriverà solo i fatti più importanti della loro adolescenza infatti verranno saltati periodi di tempo abbastanza lunghi che verranno puntualmente esplicitati nel testo. Ci fermeremo una volta raggiunta l'età per Hermione di intraprendere una relazione piuttosto complessa, da qui la narrazione rallenterà un po' ma non diventerà noiosa ( ci mancherebbe). Buona lettura!
Genere: Erotico, Generale, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing | Personaggi: Ginny Weasley, Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, Severus Piton | Coppie: Hermione Granger/ Sirius Black, Hermione/Severus, Ron/Hermione
Note: Lemon, What if? | Avvertimenti: Triangolo | Contesto: Primi anni ad Hogwarts/Libri 1-4, II guerra magica/Libri 5-7
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Severus oltrepassò la porta e stette li fuori a mo di buttafuori.

Intanto la maggior parte degli studenti e docenti era arrivata, gli sembrava che mancasse solo lei, e se non fosse venuta?

Harry e Ron stavano parlando in un angolo con Ginny, Piton si accostò a loro piano piano senza frasi notare sentendo scorci di conversazione:

“Ginny ma dove si è cacciata?” chiedeva impaziente Ron.

“Sei sicura che abbia deciso di venire?” chiedeva preoccupato Harry.

“Si, ragazzi verrà, siamo state tutto il pomeriggio a decidere come vestirci, ci teneva parecchio, vedrai che…. Oh eccola è sulle scale!” disse indicando vero la rampa di scale che davano proprio davanti alla porta della Sala Grande. La testa di Piton scattò nella direzione che aveva indicato Ginny, ed eccola la…. Semplicemente bellissima. Quel vestito le stava a pennello, lasciava intravedere le sue belle forme, e quel effetto vedo non vedo al seno….

Piton deglutì, stava avendo pensieri davvero poco consoni al momento su quel seno, anzi su tutto quel corpo.

I suoi sogni ad occhi aperti si interruppero pochi secondi dopo, quando si rese conto con chi la ragazza fosse a braccietto.

La coppietta si fermò proprio davanti a lui. Da vicino lei era ancora più bella, truccata divinamente, e i capelli lisci le stavano proprio bene. Era la più bella in quella sala. Certamente non dimostrava la sua età, sembrava una ragazza come minimo dell’ultimo anno, anzi era anche meglio di loro.

Piton nonstante i suoi pensieri poco puri apprezzò particolarmente il fatto che lei non si fosse messa un vestito tutto scollature e aderenze e minigonne. Hermione era una bellezza elegante, non volgare…. Era una delle tante cose che le piaceva di lei. Ma doveva fare il duro, il loro patto si era chiuso prematuramente, ma doveva farsene una ragione.

“Black, Grenger”

“Oh, buonasera Mocciosus, hai visto che bella dama mi accompagna stasera?” disse Sirius andando subito al sodo.

Un po Hermione che voleva farla pagare a Severus, un po Sirius che si voleva vanatre di lei davanti a lui, per Piton fu una serata da Inferno. Ma si sa, qualsiasi cosa si può aggiustare.

I due entrarono, e Sirius mise appositamente una mano sui fianchi di Hermione.

Iniziò il primo ballo. Sirius e Hermione facevano un figurone sulla pista da ballo. Lui aveva una mano sui fianchi di Hermione mentre l’altra le carezzava la schiena e ogni tanto andava a finire troppo verso il basso, così Hermione gliela rialzava, e lui rispodeva con un occhiolino ammiccante a cui le a sua volta rispondeva con un bel sorriso luminoso.

In tutto questo Piton se ne stava seduto su una sedia a guardarli volteggiare nella stanza pensando a quanto fosse stato stupido, e che a quest’ ora poteva esserci lui li con lei a ballare, e a toccarla, a starle così vicino.

Passarono, due, tre, quattro balli, poi Hermione si fermò per prendere da bere.

Piton si fece coraggio e provò ad invitarla ma proprio mentre iniziava a formulare la domanda la musica partì e Ron la prese per il braccio trascinandola nella pista urlando sopra la musica : “ Un ballo me lo devi!”

Hermione ci ballò, trattenendo la lingua dal commentare l’abito di Ron… ma si sentiva davvero ridicola a ballare con lui quindi ci fece solo un ballo di numero. 

Sirius la raggiunse di nuovo e i due uscirono. Si sedettero su una panchina appartata e lui le mise un braccio sulle spalle:
“Bella serata eh, sai, sono stato porprio bene…e tu…bhe tu sei uno schianto”

“Ti ringrazio” . Lei lo guardava con uno sguardo dolce, un po' per la stanchezza e un po' perché doveva aver sbagliato a prendere drink…. Fatto stà che lui le si stava avvicinando sempre di più, finchè non le preso il meno con due dita e sfiorò le sue labbra con le sue. Hermione rispose al bacio, allora Sirius cercò un approccio più profndo, e Hermione spinta da moti involontari aprì la bocca accogliendo la lingua di lui nella sua. Sirius se la spinse sopra, e le ci andò. I due adesso erano a cavalcioni e Hermione poteva sentire una certa rigidità sotto per lui e umidità per lei. Iniziò a ondeggiare con il bacino e Sirius le mise le mani sulle natiche per accentuare il suo movimento. Quando Hermione si rese conto di ciò che stava facendo e con chi si alzò di scatto.

“O mio Dio Sirius, mi dispiace , io non dovevo… “

“No , Hermione è tutto apposto “ Disse lui cerando di riacciuffarla e di rimmettersela sopra.

“No, non hai capito, io non voglio. Non sei tu la persona che mi interessa!”

Sirius la guardò un po spaesato, poi la sua espressione divenne basita, poi dispiaciuta e infine infuriata.

“Allora che ci fai ancora qui, va dal tuo ragazzino inesperto. Su, vai!”

“Sirius che ti prende? Stai bene, non sei il solito Sirius”

“Che mi prende? Pensavo di piacerti Hermione ecco.”

“Sirius, mi dispiace, non voglio illuderti ma a me piace un’altra persona… anzi vorrei andare a parlarci” ….. finì la frase nella sua testa.

Avevano litigato si ma il patto non era ancora ufficilamente terminato e lei voleva vederlo un’ultima volta come suo “amico”. Non l’aveva visto per tutta la serata e la rabbia le era sbollita, voleva vederlo. Erano le “23.35” doveva sbirgarsi.

Corse vero la Sala Grande ma non c’era. Lo cercò e ricercò tra la folla di gente ma sembrava come sparito nel nulla. Uscì e prese un corridoio a caso, il primo che le era capitato, per sgranchirsi un po le idee. Ormai erano le 23.50, non ce l’avrebbe mai fatta.

Mentre camminava a testa bassa si ritrovò davanti alla porta dell’aula di astrologia così decise di godersi almeno un po le stelle,tanto per rendere ancora un po' più malinconica la serata. Trovò la porta aperta. Salì piano le scale togliendosi le scarpe per  non fare rumore, e anche perché le facevano male i piedi, e arrivata in cima se le rimise.

Nemmeno il tempo di fare due passi che vide una sagoma poggiata sulla ringhiera della terrazza dell’aula. Era una figura tutta nera, con la testa fra le mani. Lei guardò meglio… non ci poteva credere, era proprio Severus. Erano le 23:55, appena in tempo.

“Severus”

Lui si voltò di scatto appena sentì la sua voce, era andato li per rilfettere proprio su di lei.

“Grenger” disse con il suo tono cinico

“Puoi chiamarmi Hermione per gli ultimi 5 minuti, non rovinare tutto, sfruttali.”

“Hermione, ho già rovinato tutto, oggi pomeriggio, in classe”

“Ma adesso sono qui” disse lei tranquilla avvicinandosi a lui: “ Voglio fare l’ultimo ballo con te”

Lui la osservò, poi la raggiunse in due passi e la prese per i fianchi, mentre lei gli intrecciò le braccia dietro il collo. La musica non c’era, regnava un assoluto silenzio. C’erano solo loro due in silenzio che ballavano lo stesso, con lo sguardo di uno perso in quello dell’altro. C’è stato un momento in cui c’erano solo loro, finchè la magia si interruppe quando la schienza di lei sbattè contro la ringhiera.

Lui era appoggiato a lei, e lei alla ringhiera inarcata verso di lui per non cadere. Lui la reggeva saldamente. Tempo di uno sguardo che lui si avventò sulla bocca di lei. Hermione rispose con entusiasmo aprendo subito la bocca per lui. Severus non se lo fece ripetere due volte che affondò la lingua nella sua bocca. Una gara di intrecci, respiri affannati, mani che cercavano di acchiappare il più possibile. Piton si staccò per andare a chiudere la porta a chiave. Lei si tolse le scarpe.

“Scusa, mi fanno un male cane”

Lui non le dette il tempo di rìdire altro. Si attaccò di nuovo a lei, ma stavolta la sollevò per le natiche e la appoggiò per la schiena alla ruvida parete rocciosa dell’osservatorio. Lei gli sganciò il mantello che cadde inerme a terra mentre con le mani si aggrappava alla cintura dei suoi pantaloni mentre lui si era avviato verso il collo attraverso una pista infuocata di baci. Lei iniziò a gemere e a sentire quei rumori l’eccitazione di lui pulsò ulteriormente. Lei si ricordò imporvvisamente di ciò che aveva sotto il vestito, ovvero il regalo nella bustina nera della signora del negozio di vestiti. Si staccò da lui e ritornò sulle sue gambe poco prima tenute sollevate dalle braccia di Severus.

“Pensavo di non essere pronta, ma con te sento di poter fare ogni cosa” Detto qesto si sganciò l’unico gancino che teneva su il vestito facendolo cadre completamente ai suoi piedi in una nuvola morbida rosata. Rimase li in piedi davanti a lui in intimo, aveva un completino completamente pizzato bianco.

Lui se la stava mangiando con gli occhi, ma voleva godersela, giocarci.

“Mettiti le scarpe” le disse con fare autoritario.

Se le mise e capì subito il suo gioco, così andò alla ringhiera e si inarcò più che potè.

“Sev, il nostro patto è finito, mi dispiace… mi passi il vestito?”

“Oh, ragazzina, questo è qualsiasi cosa forchè finito… devo sempre iniziare con te”

Si avvicinò pericolosamente a lei e si abbassò fino ad avere la faccia all’altezza del suo sedere. Le sfilò piano piano le mutandine e le baciò dolcemente le natiche. Le infilò un dito dentro, e a quel contatto lei fremette, ma in un secondo momento inziò a gemere.

“Sei già pronta, a quanto pare ho questo effetto su di te..mmm interessante” e le sfilò il dito.

Lei sembrò non essere d’accordo all’interruzione di quella invasione, così si girò e lo guardò, togliendosi sensualmente il reggiseno davanti a lui e lasciandolo cadere per terra. Ora era completamente nuda davanti a lui.

“Non giocare con il fuoco Grenger”

Lei gli sfilò la cintura, e gli sganciò la camicia, lo spinse per terra e gli si sedette sopra. Incominciò a baciarlo sul collo mentre gli toglieva la camicia dicendo tra un bacio e l’altro:

“Ormai… mi…. Sono…già….scottata”.

Iniziò ad inarcare la schiena su di lui inumidendoli i pantaloni proprio sul cavallo, ma ne lui ne lei sembravano preoccuparsene.

Lui rigir le posizioni e se la mise sotto. Il ghiaccio del pavimento le fece inarcare ancora di più la schiena così lui le posò una mano sul monte di Venere e percorse tutto il suo corpo fino alla gola, che diede inizio al suo percorso di baci. Il percorsò si fermò a lungo sui seni, leccando e stuzzicando i capezzoli, mentre l’altra mano scendeva giù giù fino alla sua femminilità. Iniziò ad armeggiare con il clitoride, e dalla bocca di lei partirono mugolì e gemiti che lui soffocò a suon di baci.

“S-Sev, voglio te… ti v-voglio sentire”

“Sicura di volerlo fare”

Lei aprì gli occhi e guardandolo con convinzione disse: “ Si , sono sicura.”

Lui allora si tolse in un colpo solo pantaloni e myìutande e  le fece apire le gambe, fino a esporre completamente la sua femminilità. Si posizionò in mezzo alle gambe e con un colpo di reni deciso entrò dentro di lei.

Hermione soffocò un singhiozzo di dolore, mentre le scendevano le lacrime dagli occhi per il bruciore.

“Merda, scusa”

“Non ti preoccupare sta p-passando… ahhhh”

Finì il girone del dolore e iniziò quello del piacere intenso.

Lui si muoveva sempre più velocemente, nel silenzio il loro gemiti e i rumori dei loro corpi che sbattevano erano gli unici suoni che si percepivano.  Lei prese l’iniziativa di stravolgere le posizioni e si girò portandosi lui sotto.

“Così è più intenso Herm” disse lui in un grugnito quasi.

Lei lo zittì con un bacio e incominciò ad ad andare avanti e indietro, finchè lui non la prese per  fianchi aiutandola ad aumentare sempre di più il ritmo verso l’alto e il basso.

“H-Hermio- Oddio- Hermione, sto per venire, vieni con me… vieni”

Scoppiarono entrambi in un sonoro orgasmo, e lui riversò il suo seme all’interno di lei.

Si stesero uno accanto all’altra accalorati e sudati.

“Bel modo di finire un patto” rise lei.

“Pensi davvero che dopo stasera ti lascerò andare? Tu sei perfetta per me, e devo dire che ti incastri anche perfettamente con me” scherzò lui.

“Ah Sev! “ sgignazzò lei.

“Coraggio, andiamo a letto prima che ci trovino”.

I due si rivestirono e scesero per le scale, era l’una passata, ma si poteva ancora sentire un po di musica di sottofondo provenire dalla Sala Grande, per fortuna il giorno dopo sarebbe stata domenica!

Prima di lasciarla andare lui la prese per i fianchi e la baciò appassionatamente, bacio che lei ovviamente ricambiò con piacere.

“ Sono stanchissima” disse una volta che si furono staccati “ Posso dormire da te stasera, tando domani non ci sono lezioni”

“Non se ne parla”

“ Ma come? Perché?”

“Perché hai bisogno di dormire, e anche io, ma se ti ho nella stessa stanza insieme ad un letto rischio di non farti dormire”

Hermione arrossì.

“Va bene, Bunanotte allora”

“Buonanotte Hermione”

 

Hermione salì le scale e se ne andò a letto ripensando a tutta la magnifica serata che aveva appena passato. Peccato che in questa serata non si era mai accorta di un certo professore che la seguiva con lo sguardo in ogni sua mossa, che l’aveva seguita fuori e anche nel corridoio dell’aula di astronomia. La vide entrare, e poco dopo sentì chiudere la porta a chiave dall’interno. Voleva rimanere ancora un po li per capire con chi fosse e cosa stesse succedendo all’interno della stanza, ma dovette tornare nel suo ufficio pe rinnovare la dose di pozione polisucco.

 

 

ANGOLO AUTRICE

Allora, ho voluto affrettare un po le cose perché penso che a breve la storia finirà. Al prossimo capitolo.

   
 
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