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Autore: MaryFangirl    21/03/2017    1 recensioni
Light Yagami, un adolescente normale...beh, non è normale per niente, è il figlio perfetto, lo studente perfetto, ha la famiglia perfetta ma la vita non ha significato per lui, ha sempre tentato di colmare il vuoto risultando il migliore in tutto ma nulla lo soddisfa...a causa, forse, di un segreto del suo passato.
Genere: Angst, Introspettivo, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi | Personaggi: Altri personaggi, L, Light/Raito | Coppie: L/Light
Note: Lemon, Traduzione, What if? | Avvertimenti: Non-con, Tematiche delicate
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"Yagami-san? Perché non è rientrato nessuno della sua famiglia?" domandò L che era già alla terza torta e ancora non aveva visto nessuno.
"Sayu mi ha chiesto il permesso per uscire con le amiche, mia moglie è con alcune delle sue e sai come sono le donne, haha" rispose l'altro tentando di risultare allegro. "E Light, beh, oggi era l'ultimo giorno di lezioni, probabilmente è uscito a festeggiare con i compagni" rispose cercando di spiegare l'assenza del figlio anche se in realtà non sapeva perché non fosse tornato, uscire a festeggiare con i compagni sembrava abbastanza comune per uno della sua età.
"Secondo le parole di Raye, suo figlio non ha amici" replicò L tranquillo, sollevando il cucchiaio pieno di torta alle labbra.
"E' una bugia!" reagì Soichiro negando di accettare che il figlio fosse come l'agente lo aveva descritto. "Light ha amici, Raye lo ha seguito solo per qualche giorno, non puoi essere certo che tutto quello che ha detto sia vero!"
"Non c'è necessità di agitarsi, Yagami-san, stavo solo evidenziando un punto che considero importante" rispose L mentre sfregava un piede contro l'altro. "Aspetteremo"
"Mi dispiace, Ryuzaki" rispose Soichiro emettendo un respiro, mentre si accomodava accanto a L. "Ma capisci, è della mia famiglia che stai dubitando"
"Lo so, per questo ho concesso il giorno libero agli altri, per non invadere la privacy della sua famiglia" un altro boccone, la torta era quasi finita e ancora nessuno rientrava.
"Grazie..." disse piano Soichiro, ovviamente non era d'accordo con nulla di tutto quello ma almeno non c'erano tutti gli agenti a impicciarsi della privacy della sua famiglia.
 
 
 
In una caffetteria non molto lontano da casa, Light era seduto a un tavolo un po' sul retro, dove la gente quasi non poteva vederlo. Beveva un caffè mentre leggeva un libro, le lezioni erano terminate da due ore ma non aveva voluto tornare a casa, la cosa più probabile sarebbe stata che al rientro della sorella, questa avrebbe cominciato a chiedere su come avesse festeggiato l'ultimo giorno di scuola, ovviamente a Light non interessava ma perlomeno aveva una scusa da poter utilizzare, avrebbe potuto dire che dopo la scuola era uscito con alcuni compagni a mangiare, sapeva già quali nomi dire nel caso in cui Sayu lo avesse chiesto...guardò l'orologio, era già trascorso un tempo sufficiente per il quale sentì che era sicuro tornare a casa, e inoltre aveva delle lezioni pre-universitarie di sera. Pagò il caffè, mise via il libro e uscì.
 
 
 
"Yagami-san...suo figlio è rientrato" disse L richiamando l'attenzione del poliziotto. L aveva un sorrisetto sghembo che Soichiro non poteva vedere, era realmente rallegrato dal fatto che Light fosse tornato per primo, l'idea era quella di vigilare su tutta la famiglia e lo avrebbe fatto ma la percentuale maggiore dei sospetti ricadeva sul ragazzo, era di fatto così.
Entrambi erano attenti sullo schermo, videro ed ascoltarono il ragazzo chiamare i membri della sua famiglia senza però ottenere risposta, quindi salì le scale per chiudersi in camera sua.
Una volta dentro, Light si diresse a un armadio grazie al quale L poté vedere come erano meticolosamente ordinate le sue cose, prese una felpa a maniche lunghe e dei pantaloni, li posò sul letto e cominciò a rimuovere la giacca della divisa, poi allentò la cravatta e sbottonò la camicia. Light faceva tutto lentamente, forse perché immerso nei propri pensieri, slacciava la camicia perché era così che doveva fare, spogliarsi prima di indossare altro.
Soichiro trattenne il respiro vedendo il figlio che si toglieva la camicia e aveva cominciato ad allentare la cintura dei pantaloni, si sentiva a disagio, non perché il corpo di Light fosse differente dal proprio, ma insieme a lui c'era un altro uomo che non si perdeva un dettaglio di ciò che stava succedendo nello schermo e lo infastidiva.
"Ryuzaki! Dovremmo concedergli un po' di privacy, no?" balbettò Soichiro. "Ci metterà solo un minuto a cambiarsi"
"Potrebbe nascondere qualcosa fra i vestiti" rispose rapidamente L ma senza distogliere lo sguardo, sapeva che Light era snello, lo si poteva apprezzare con i vestiti addosso, ma chi avrebbe detto che il suo corpo fosse così ben definito. Light si era tolto la divisa e si stava rivestendo con ciò che aveva scelto, era un peccato!
L aveva portato il dito contro le labbra e lo mordeva lievemente, era davvero un peccato che Light non avesse deciso di rimanere in boxer come qualsiasi altro ragazzo avrebbe fatto, o meglio ancora, era un peccato che L non fosse in quella camera in quell'esatto momento, per attirarlo sul letto e cominciare ad attraversare il suo bellissimo torso di baci.
L smise di mordersi il dito mentre spalancava gli occhi il più possibile, scosse leggermente il capo per allontanare quei pensieri.
-Il caso, L, concentrati sul caso! Ricorda che è un tuo sospettato...un bellissimo e sensuale sospettato...il caso, L, il caso!- si rimproverò mentalmente mentre entrambi vedevano come Light fosse uscito dalla sua stanza, ma apparve su un altro schermo, era in bagno dove lasciò la divisa nel cesto dei panni sporchi, poi ritornò in camera.
 
 
 
Light era tornato in camera sua, chiuse la porta a chiave, si lasciò cadere a pancia in giù, sapeva che da molti giorni si sentiva vuoto ma quel sentimento era differente, c'era lo stesso vuoto combinato però con...angoscia? Sì, Light sapeva cosa sentiva, ovviamente non badava a farlo capire ai suoi compagni, non era interessato a nessuno di loro e nemmeno voleva essere loro amico ma tutti lo rispettavano, lo vedevano come qualcuno di superiore e tutto questo piaceva a Light ma adesso? Adesso doveva andare a sostenere un esame di ammissione per un'università, non era l'esame a preoccuparlo, tutte quelle sere di studio avrebbero dato i frutti, ma a volte ciò che lo preoccupava era che lì nessuno lo conosceva, nessuno lo avrebbe rispettato...ma realmente doveva preoccuparsi per quello? Era Light Yagami, avrebbe potuto e dovuto fare tutto ciò che avesse desiderato...tuttavia, sarebbe stato più difficile, l'università che voleva frequentare era una delle migliori, ciò significava sicuramente che molti studenti sarebbero stati intelligenti quanto lui. Si stava preoccupando molto, non voleva che la sua famiglia lo vedesse con occhi diversi, non voleva che nessuno lo vedesse con occhi diversi, non voleva essere un ragazzo normale con buoni voti, voleva essere il ragazzo straordinario, perfetto con voti perfetti...era tutto ciò che gli interessava.
 
 
 
-E' da più di mezz'ora che è sdraiato così sul letto...se non fosse così bello credo che mi sarei già annoiato...ma perché continuo a pensare a queste cose?- rimuginò L tornando a sfregare i piedi fra di essi, il cellulare cominciò a squillare. "Watari? Cosa?" non poteva crederci, né capire, i suoi occhi si aprirono per lo stupore guardando direttamente il ragazzo che era ancora lì, con lo sguardo perso, sdraiato sul letto. "Sì...capisco...grazie, Watari" terminò chiudendo la chiamata. -Light-kun...sei capace di uccidere soltanto immaginandolo?- pensò ignorando l'occhiata di Soichiro, confusa, perché L non aveva detto una parola dopo la telefonata. -Ma è illogico, Watari dice che Kira ha ricominciato ad attaccare, ma Light non si è mosso...-
"Ryuzaki...è successo qualcosa?" domandò Soichiro che non sopportava più il mistero.
"Eh? No, niente, Yagami-san" rispose piano. -E' decisamente una cosa che non posso dire a Yagami-san, credo che Light sia Kira, per quanto illogico sembri...ma...c'è qualcosa di logico in tutto questo? No! Un assassino in grado di fermare il cuore di un'altra persona? È illogico, ma è reale, quindi perché non considerare l'ipotesi che Light-kun possa uccidere soltanto col pensiero?- per L non c'era altra risposta al momento, il ragazzo era rimasto nella stessa posizione per più di mezz'ora, se non fosse stato per il movimento delle spalle che si alzavano e abbassavano al ritmo del suo respiro, avrebbe creduto che fosse morto, ma non capiva come fosse possibile che Watari lo avesse chiamato dicendogli che Kira aveva ripreso ad attaccare. Ma Kira doveva essere Light, di tutte le persone su cui l'FBI aveva investigato, Light era stato l'unico del quale un agente avesse compilato un intero rapporto, e qualche giorno dopo l'inizio dello spionaggio tutti gli agenti erano morti per la stessa causa, attacco cardiaco, una persone comune non avrebbe potuto conoscerli. Gli unici che sapevano dell'arrivo dell'FBI era la polizia, Light era figlio del capo della polizia, Light era intelligente. Per L era molto semplice, Light aveva preso informazione dagli archivi del padre per poi uccidere tutti gli agenti, ma...come faceva?
Osservavano Light da un'ora e questi non aveva fatto nulla, ma un'altra vittima era morta. Per L, Light era colpevole, doveva esserlo, se c'era qualcosa che L detestava più che rimanere rinchiuso in una stanza con del cibo salato, quello era sbagliarsi. Era maturo al punto da accettare i propri errori, ma non significava che gli piacesse farlo, aveva posto i suoi sospetti su Light, Light era Kira...ma come provarlo?
 
 
 
"Light?"
Light sbatté le palpebre tornando alla realtà, ascoltando la madre che lo chiamava dal piano inferiore. Si alzò senza perdere tempo, scendendo le scale. "Light? Non ti sei ancora cambiato per le lezioni?" gli domandò, vedendo il figlio in tuta.
"Ah, sì, lo stavo facendo" rispose lui sorridendo. "E Sayu?" domandò, sperava di vedere la sorella insieme alla madre.
"E' dalla vicina, per favore non perdere tempo e cambiati, okay?" fece lei dolcemente prendendo il viso del figlio tra le mani. "Non voglio che il mio perfetto figlio rovini il suo perfetto record..."
 
 
 
"Dove va Light-kun?" domandò L senza distogliere gli occhi dallo schermo, vide come Light era già tornato in camera sua.
"Alle lezioni pre-universitarie" rispose Soichiro, sapeva che Light andava a cambiarsi, voleva dargli un po' di privacy, ma sapeva che L non aveva staccato lo sguardo e ne ebbe conferma quando parlò.
"Light-kun si veste bene...ma un po' formale" mormorò più a se stesso che a Soichiro, aver visto il corpo seminudo di Light in meno di quattro ore doveva essere fortuna, senza poterlo evitare L si leccò le labbra dolci a causa di tutti i dessert che aveva mangiato durante il giorno. "A che ora ritorna suo figlio,Yagami-san?" domandò L, vedendo Light uscire.
"Alle 21" rispose Soichiro, sollevato di vedere Light camminare.
L si limitò ad emettere un sospiro che non fu intercettato da Soichiro, non era interessato a spiare la signora Yagami o Sayu, nessuna delle due gli pareva una minaccia, ma doveva farlo, non poteva far sapere che le telecamere erano principalmente destinate a spiare Light, non poteva dire che era del suo figlio perfetto che sospettava, almeno non ancora. L sorrise lievemente nel ricordare le parole della signora Yagami quando aveva definito suo figlio perfetto, lo sembrava per davvero, per quel poco che aveva visto, L aveva potuto rendersi conto che Light aveva la strana ossessione di tenere tutto organizzato, nulla in camera sua era mal posto e tantomeno nella sua persona. Gli abiti di Light parevano non avere una grinza e i suoi capelli, sebbene un po' lunghi, erano ordinati perfettamente a differenza dei propri che era già tanto se venivano pettinati con le dita. Light gli sembrava interessante, fin troppo, sebbene questo non gli facesse dimenticare che non era altro che un assassino...
 
 
 
Light stava rientrando dalle lezioni, da giorni non avvertiva la presenza del suo cacciatore alle spalle ma non voleva fidarsi, quindi proseguiva a passo rapido, pur senza correre.
Entrò in casa salutando la madre, ma soprattutto la sorella, entrambe guardavano la televisione.
"Vuoi che ti serva la cena, Light?" domandò la madre facendo per alzarsi.
"No, ho già mangiato, grazie" rispose lui sorridendo per voi voltarsi.
"Non dirmi, vai di nuovo a chiuderti in camera tua" disse Sayu seccata, adorava suo fratello ma i momenti che riusciva a trascorrere con lui erano contati.
"Sì, mi dispiace Sayu, ho cose importanti da fare" rispose continuando a sorridere per poi uscire dalla stanza, amava sua sorella ma in quei momenti voleva stare da solo.
 
 
 
"Yagami-san...ha idea di che cos'abbia suo figlio di tanto importante da fare?" domandò L con una certa malizia, insinuando che Light dovesse mettersi a uccidere criminali, ma Soichiro non notò nulla nel suo tono di voce, si limitò a scuotere il capo, negando di avere la più pallida idea di quello che Light dovesse fare di più importante rispetto a passare del tempo con la sua famiglia.
 
 
 
Light entrò in camera chiudendo la porta a chiave, lasciò lo zaino sul letto e si avvicinò alla finestra, guardò il cielo cercando tranquillità. La verità era che, sebbene non lo facesse vedere, Light era irritato. Respirava lentamente e profondamente tentando di restare calmo, non aveva ragione di essere infastidito, non c'era ragione, continuò a respirare con lo sguardo fisso al cielo mentre ripeteva il suo mantra mentale.
-Tranquillo, Light, respira, respira...non puoi arrabbiarti, potrebbero sentirti...no! Non devi arrabbiarti, non c'è ragione di essere irritato!- si rimproverava mentalmente mentre serrava i pugni, ultimamente era un fascio di emozioni, ed era una cosa che detestava!
-Non puoi piangere...non azzardarti a piangere!- si disse, sentendo un nodo alla gola, ma non permise ad alcuna lacrima di uscire dai suoi occhi, erano trascorsi già quattro anni, non aveva diritto di farlo per qualcosa che era successa da così tanto tempo.
 
 
 
Dall'altra parte, L era attento sullo schermo, per quanto fosse strano, non fece alcun commento verso Soichiro, a cui aveva proibito di lasciare la stanza per non andare a interferire con l'investigazione. L aveva un cioccolatino in bocca mentre guardava il ragazzo fermo di fronte alla finestra che guardava verso il cielo. Soichiro non captò nulla di strano ma continuava a ritenere che Light fosse stato maleducato nel lasciare la madre e la sorella solo per chiudersi in camera e mettersi di fronte alla finestra, non era nulla di 'importante da fare'. Capiva anche però che suo figlio aveva diciassette anni, gli adolescenti pensano che nessuno li capisca e preferiscono chiudersi nella propria stanza.
Ma per L la storia era diversa, era specificamente attento a convincersi ulteriormente che Light fosse Kira...L era perso in quegli occhi color miele, occhi che in quei momenti erano carichi di odio...
 
 
 
Light serrò gli occhi allontanandosi dalla finestra, si diresse alla scrivania per recuperare una matita e un quaderno, si era convinto che disegnare non era la sua attività preferita ma alcuni studi rivelavano che aiutava a rilassarsi. Si mise a pancia in giù sul letto e cominciò a disegnare sulla carta, tracciò una riga da una parte, una dall'altra...rapidamente il disegno prese forma, si impegnò particolarmente sugli occhi, era la parte che preferiva disegnare, plasmò le sopracciglia e le ciglia, la mano si muoveva velocemente tracciando linee, era tanto concentrato che aveva dimenticato il fastidio di poco prima e il tutto aveva un che di geniale...
 
 
 
L era ipnotizzato su Light, perché negarlo? Era una così bella visione vederlo, sdraiato, a disegnare...sì, il disegno era molto bello, sembrava essere il viso di qualcuno ma onestamente a L importava poco, vedeva come Light si mordeva lievemente il labbro inferiore e aggrottava la fronte, segno che era realmente concentrato finché...gli occhi di L si spalancarono.
"Light...?" il mormorio di Soichiro fu quasi inaudibile, fece ricordare a L di non essere solo. L distolse leggermente lo sguardo per vedere Soichiro, attento sullo schermo di fronte a sé, L notò come gli occhi di Soichiro tremassero e non c'era da meravigliarsi, entrambi avevano visto il cambio repentino di Light, da un tranquillo disegno aveva cominciato a insistere sulla pagina, rompendola, poi Light nascose il capo nel braccio, così da celare il viso nello spazio tra il materasso e il braccio, e come se quello non fosse sufficientemente imbarazzante per Soichiro, entrambi iniziarono ad ascoltare dei piccoli...singhiozzi? L tornò a guardare lo schermo, comprovando ciò che aveva sentito, vide la spalla di Light tremare lievemente a causa del pianto che tentava di contenere, ma senza risultati.
"E' un peccato...era un bel disegno" disse L cercando di eliminare la tensione che si era formata improvvisamente nella stanza ma non ricevette risposta da parte di Soichiro. "Yagami-san, dev'essere stanco...perché non usa il mio letto per riposarsi un po'?" propose.
"Sto bene, Ryuzaki" rispose l'altro senza staccare gli occhi dallo schermo, la verità era che provava un mix di emozioni, da una parte la vergogna di vedere il figlio di 17 anni che piangeva come un bambino, ma dall'altra l'angoscia di assistere al figlio in quella situazione senza sapere cosa stesse succedendo.
"Insisto, Yagami-san, deve riposare, la sua stanchezza non sarà un bene per le investigazioni" disse L che si era alzato per servirsi una tazza di caffè. "Inoltre, per quello che posso vedere, non deve volervi molto prima che Light si addormenti" terminò riposizionandosi di fronte allo schermo, realizzando che i singhiozzi di Light erano cessati e al loro posto si poteva sentire un respiro profondo, indice che si era appunto addormentato.
"Va bene...ma se succede qualcosa, chiamami" lo istruì Soichiro per poi dirigersi verso il letto che L aveva offerto.
 
 
 
Per strano che fosse, erano già trascorse due ore da quando Light si era addormentato e L era ancora nella stessa posizione a osservare negli schermi. L dormiva poco, molto poco ed era un bene, non perse dettaglio di Light, aveva dei cupcake, mangiava ognuno in un solo boccone. Light non si era mosso, aveva ancora il volto schiacciato nel materasso, ed era un peccato, a L sarebbe piaciuto vedere il suo viso dormiente.
 
 
 
Light si trovava in un posto buio, completamente buio, ma si sentiva osservato e non gli piaceva. La paura cominciò ad appropriarsi del suo corpo, tentò di scappare ma non vedeva l'uscita. Se c'era qualcosa che Light odiava, era di non avere il controllo e in quei momenti si sentiva alla mercè di qualcuno o qualcosa, non lo sapeva con esattezza e senza potersi trattenere, cadde in ginocchio e cominciò a piangere, a piangere come non faceva da molto...
 
 
 
L si era avvicinato un po' di più allo schermo, era interessante, vide come Light iniziava a muoversi sul materasso e piccoli lamenti gli sfuggivano dalla bocca, i suoi movimenti erano bruschi e significava solo una cosa...Light era in preda a un incubo...L sorrise, vedendo come Light si era voltato bruscamente per poi svegliarsi e sedersi sul letto, aveva il respiro agitato e gli occhi del tutto aperti. L vide che il ragazzo non perse tempo, uscì dal letto ed entrò in un'altra stanza compresa nella sua camera. Light apparì in un altro schermo, era andato in bagno dove rapidamente si spogliò...totalmente...gli occhi di L si sbarrarono per lo stupore, vedere Light nudo non era qualcosa che aveva sperato di vedere tanto presto ma...non poteva mentire, gli stava piacendo, portò il dito contro la bocca e vi giocò con le labbra. Light aveva fatto partire la doccia e si era messo sotto l'acqua, le gocce che tracciavano ogni parte del suo corpo avevano catalizzato L finché non ritornò alla realtà, vide Light prendere una spugna e iniziare a sfregarsi il corpo in un modo...come dire? Come se volesse strapparsi la pelle! L capì che l'acqua era calda, poté dedurlo dal fatto che l'obiettivo della telecamera si fosse appannato appena, e come se tutto ciò non fosse stato abbastanza strano, riuscì a sentire che Light stava singhiozzando...di nuovo.
-Che succede, Light?- sussurrò L maliziosamente, sorridendo. -Uccidere tanta gente ti fa venire i rimorsi di coscienza?...sei Kira, lo so.- 
  
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