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Autore: Aven90    27/03/2017    12 recensioni
Salve a tutti! Nessuno si aspettava il mio ritorno, eh? E invece sono di nuovo qui perché mi piacerebbe che leggeste questa storia, in cui un uomo diventa... un'ape, mentre tutt'attorno si svolge qualsiasi cosa! Siete pronti a camminare con me verso l'ignoto?
Genere: Comico, Demenziale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Nonsense | Avvertimenti: nessuno
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Sapete, ci sono tanti uomini che hanno vissuto avventure bizzarre: chi ha oltrepassato le Colonne d’Ercole, chi ha avuto dentro di sé due personalità completamente opposte, chi invece è sbarcato sulla Luna a trovare il senno smarrito di un amico.

Ma chi ha vissuto un’avventura veramente bizzarra e fuori dall’ordinario è stato sicuramente quell’uomo che divenne un’ape.

L’uomo in questione si chiamava Giangiorgio Giacaloni, divenuto famoso perché aveva deciso di dividere il suo anno in quattro mesi ciascuno, scegliendo dove abitare a seconda delle sue stagioni:

Per quattro mesi lo si poteva vedere nel campo dei Fagioli Giganti a raccogliere fagioli, per i successivi quattro mesi abitava invece di fronte una spiaggia nella sua palafitta e infine per gli ultimi quattro mesi Giangiorgio si limitava ad abitare a casa sua, in un villaggio talmente anonimo in mezzo alla campagna che non esistevano nemmeno i mezzi pubblici, poiché nessuno ne abbisognava.

Ma non è importante saperlo, o forse sì?

Stava di fatto che Giacaloni viveva da solo, appena fuori dal paesino, quindi non era raro vedere greggi sterminati di capre riottose passare sotto casa sua.

Dopo quindi avere messo la solita doppia mandata alla porta, nel caso qualcuno avesse voluto derubarlo, andò a fare una passeggiata. Era un giorno sereno di fine inverno, e il tempo invogliava a sgranchirsi le gambe.

Giangiorgio amava fischiettare. Non motivi famosi, e non aveva nemmeno motivi per farlo, ma ciò che è certo è che i suoi concittadini amavano bersagliarlo delle cose più disparate, poiché mal sopportavano questa sua abitudine.

“Smettila di fischiettare!” esclamava il panettiere, lanciandogli una baguette.

“La devi finire, mi stai trapanando le orecchie!” asseriva una casalinga, tirandogli un innaffiatoio.

“Tornatene lassù a mangiare piadine!” disse la fruttivendola riferendosi ai frequenti viaggi di quel soggetto, lanciandogli un cavolfiore.

Giangiorgio faceva così la spesa, ma in quel momento non gli importava. Lui doveva concludere la sua passeggiata, e stava di fatto che il sentiero passava accanto dei cespugli.

È notorio come i cespugli, soprattutto quelli verdi, ospitino i fiori, che sono essenzialmente gli organi riproduttivi delle Angiosperme. Attorno ai fiori circolano le api, le quali prelevano il polline per farlo diventare cera, o miele, o anche birra se volessero.

Da milioni di anni, tutte le api fanno questo lavoro.

Tranne una.

L’ape in questione si chiamava Ernesta Fulvia detta “la Volante” e non le piaceva quel lavoro sottopagato con un contratto precario ogni tre mesi.

Così decise di attaccare piuttosto gli umani.

“Loro mi pagheranno meglio” pensò fra sé.

Così, una volta presa la sua decisione, lasciò perdere il fiore sul quale ballava e andò a colpire il povero Giangiorgio, che stava fischiettando.

Lo colpì con ferma decisione, proprio sull’incavo della bocca, che era deformata per poter fischiettare.

Giangiorgio cadde a terra tramortito, ma anche Ernesta Fulvia. Nel frattempo che i minuti passavano senza che nessuno decidesse di aiutare il pover’uomo, le labbra presero a gonfiarsi.

///

Era ormai sera in quel posto remoto, tanto che il sole stava andandosene, e Giangiorgio si svegliò intontito e con le labbra tornate normali.

“Dove mi trovo?” si chiese, senza riconoscere la sua stessa camera da letto. Vide che accanto a lui vi era una sagoma col camice bianco, e lui pensò subito a un angelo.

Era dunque giunto in paradiso? Si stavano davvero prendendo cura di lui in modo che potesse raggiungere la gloria eterna?

Più prosaicamente, si trattava di un medico, che stava armeggiando con la sua valigetta.

“Congratulazioni” disse sorridente la dottoressa che lo aveva assistito. “Lei è diventato un Uomo/Ape”

Giacaloni sgranò gli occhi atterrito.

 

 

 

Note autore:

Ed ecco a voi il primo capitolo! Come vi sembra? Come non vi sembra? Giangiorgio si ritrova per caso ad essere protagonista di una storia veramente incredibile e nel frattempo la povera Ernesta Fulvia... beh, che riposti in pace! Fischiettando, andiamo avanti col secondo capitolo! 

 

Ah! come sfida ulteriore, voglio proporvi un gioco (ovvero, non basta che mi seguiate, anche il giochino LOL). In questa storia, composta da novanta, ma anche cento, capitoli, ho insertito qua e là una serie di citazioni e riferimenti ad altri fandom, o canzoni, o libri, film, insomma in tutto sono... quanti sono? Chi indovina il numero esatto vincerà qualcosa alla fine della storia! 

   
 
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