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Autore: cerbero2518    28/03/2017    1 recensioni
Wina Poets, una ragazza alta con una gran massa di capelli crespi, sbuffò, ormai aveva diciannove anni, non era più la bambina che rimaneva sempre chiusa nella sua stanza. Voleva sapere perché dovesse nascondersi e che cosa ci fosse fuori, l'aveva chiesto molte volte ma le rispondevano sempre che doveva rimanere nascosta e che ci avrebbe pensato l'Associazione a cambiare le cose. Non sapeva neanche cosa ci fosse da cambiare perché, da che si ricordava, non era mai uscita da quella casa, dal Rifugio.
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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UNA COMPAGNA COME TUTTI GLI ALTRI

Wina passò una notte molto agitata e tra i molti incubi fece anche un sogno molto strano. Era come se la riunione del giorno prima fosse stata trasferita nella sua stanza, i compagni si spintonavano per farsi spazio e continuavano ad entrare sempre più numerosi. Ma tra tutti spiccava una figura, un giovane magrolino, con i capelli rasati e due grandi occhi verdi, lo conosceva, l'aveva già visto, era Morel e la stava chiamando, le diceva qualcosa ma lei non riusciva a capire, c'era troppa gente che spintonava e che urlava."Poets, Poets, svegliati"
Wina si svegliò confusa, era veramente nella sua stanza ma di fronte a lei al posto di Ethan Morel c'era Alan che la chiamava spazientito.
"E' finito il tempo delle dormite, da oggi sei una compagna come tutti gli altri. Sbrigati a prepararti, ti aspetto di sotto tra cinque minuti".
Un po' per la sveglia brusca, un po' per l'agitazione la ragazza si alzò subito. Dopo essersi vestita mise l'orologio di T. nello zaino che le aveva dato Berthe e scese al piano di sotto. Alan la aspettava semisdraiato su una poltroncina in un salottino vicino alla porta d'ingresso. Le pareti erano ricoperte con una polverosa tappezzeria color ocra e l'ambiente era pervaso da un leggero odore di muffa.
"Eccoti finalmente, ci hai messo più di cinque minuti, devi imparare ad essere puntuale se vuoi sopravvivere".
Wina cercò di non fare caso al suo atteggiamento supponente e fece la domanda che si teneva dentro da tanto tempo. "Se ora sono una compagna come tutti gli altri voglio sapere. Voglio sapere di più su cosa facciamo e soprattutto perché".
"Hai ragione" disse il ragazzo "ti dirò quello che so ". A Wina si illuminarono gli occhi, finalmente avrebbe saputo cosa stava succedendo e forse anche il motivo per cui era lì. "L'associazione è stata fondata molti anni fa, ancora prima che noi nascessimo, e si batte per spodestare quello che viene comunemente riconosciuto come il "governo legittimo", io sono un semplice compagno, non conosco i piani del Capo, mi limito ad eseguire gli ordini". Detto questo Alan si avvicinò alla ragazza e tirò fuori alcuni foglietti da una tasca. "Vedi? Ogni settimana il Capo consegna dei biglietti come questi ad ogni compagno, ognuno deve svolgere un piccolo compito come consegnare un pacco o seguire una persona. In questo caso devo accompagnarti al secondo rifugio". A questo punto la ragazza lo interruppe stupita "Ma come? Eseguite degli ordini senza sapere quale sarà l'effetto delle vostre azioni?". Il ragazzo la guardò divertito " E' complicato, si basa tutto sulla fiducia verso il capo, crediamo in lui".
Wina non era convinta, le sembrava di sapere ancora meno di prima, comunque prese in mano uno dei foglietti , "Che cosa c'è scritto? Non capisco". "E' in codice per evitare che altri possano leggerlo, è meglio che tu non lo conosca, non si sa mai, potresti lasciarti sfuggire qualcosa".
"E poi? Non puoi dimmi altro?". "Non posso e comunque è meglio sapere il meno possibile. Scoprirai di più sulla tua missione quando saremo al secondo Rifugio."
La ragazza stava per controbattere, le sembrava di sapere ancora meno di prima ed aveva le idee un po' confuse.
"Poets non protestare. Per non dare nell'occhio prenderemo la metropolitana, è veloce e sicura ed abbiamo molti infiltrati nel sistema dei trasporti."
Fu proprio dopo quella breve conversazione che Wina iniziò il viaggio che avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Era molto presto e non c'era nessuno sveglio da salutare. La ragazza Avrebbe voluto salutare ancora una volta Berthe o Sophie ma nessuna delle due si fece vedere. Il salottino in cui aveva parlato con Alan era molto vicino al portone di ingresso e Wina si ritrovò fuori quasi senza rendersene conto.

Era felice ma anche molto spaventata. Conosceva quel viale alberato, era quello che vedeva ogni giorno dalla finestra ma visto dalla strada era molto diverso. Soffiava un forte vento che creava dei piccoli vortici di foglie agli angoli della strada. Non era una giornata molto luminosa, probabilmente avrebbe piovuto da lì a poco.
La prima cosa da cui fu colpita furono gli odori. Al rifugio bisognava sempre tenere le finestre chiuse e quindi solo allora Wina poté, per la prima volta nella sua vita, sentire il profumo polveroso dell'aria quando sta per piovere.
Tuttavia Alan la riportò presto alla realtà:"Poets non abbiamo tutto il giorno, non restare lì impalata".
Detto questo ragazzo si mise subito a camminare a passo spedito senza aspettarla.
Moscow Street non era lunga e dopo pochi minuti i due si ritrovarono su una strada molto più grande e decisamente più frequentata.

Wina non aveva mai visto così tante persone contemporaneamente.
Gente di tutti i tipi si accalcava sul marciapiede entrando e uscendo dai negozi mentre sulla strada auto e autobus procedevano a passo d' uomo a causa del traffico.    
In quel momento la ragazza ebbe effettivamente un po' di paura.
Il mondo fuori dal Rifugio sembrava molto più grande e complicato di quanto si fosse aspettata . Cercando di non farsi travolgere seguì Alan che invece era perfettamente a suo agio tra la folla. Il timore venne però presto sostituito dalla curiosità di conoscere ciò che la circondava.
Ai lati della strada poteva scorgere grandi negozi , piccole botteghe e poi persone, tante persone: uomini distinti con completi gessati, bambini saltellanti, signore con le borse della spesa, turisti, ragazzi. Wina cercava di vedere tutto per ricordare ogni cosa e questo la portava a muovere continuamente la testa da destra a sinistra e a fermarsi di tando in tanto per sbirciare nella vetrine dei negozi.
Sarebbe rimasta lì tutto il giorno se il suo accompagnatore non l'avesse richiamata alla realtà indicandole l'entrata della metropolitana.
Mentre aveva trovato interessante il mondo esterno, quello sotterraneo non le piaceva affatto. Aveva seguito Alan in bui corridoi maleodoranti e lungo strette scale mobili affollate. Ma fu il primo treno a terrorizzarla, si era dovuta spingere in un piccolo vagone che poi aveva iniziato a sfrecciare sottoterra. Man mano che il viaggio continuava, il vagone iniziava a farsi sempre meno affollato e dopo sei o sette fermate i due erano rimasti quasi soli. Ad un certo punto Wina si rese conto di non aver più parlato con Alan da quando erano usciti dal rifugio, avrebbe dovuto dire qualcosa, dopotutto la stava aiutando e non voleva che il ragazzo pensasse che lei non gli fosse riconoscente. Senza pensarci troppo decise di dire la prima cosa che le veniva in mente : '' Hai idea di chi sia T. ?'' Il ragazzo era sovrappensiero e gli ci vollero un paio di secondi per capire che gli era stata fatta una domanda. '' T. ? No, non credo. T. come ?''
Wina pensò che forse aveva sbagliato ad esporsi, non voleva confessare il furto dell'orologio. ''T. Poets, devo averlo letto da qualche parte''.
Alan la guardò stranito: ''No, sei l'unica Poets che conosca, però mi sembra strano che il Capo non ti abbia mai detto nulla, non ti ricordi dove l'hai visto?''.

Wina aprì la bocca per rispondere ma poi la richiuse subito. Cosa avrebbe pensato Alan di lei? Non voleva fare una brutta figura quindi decise di mentire o più che altro , come disse a se stessa, di non dire la verità. ''No non me lo ricordo. Manca molto alla nostra fermata?''. Il ragazzo sembrava incuriosito, forse avrebbe voluto continuare la conversazione ma aveva anche capito che la ragazza stava cercando di cambiare discorso quindi le rispose che erano quasi arrivati e non fece altre domande.
Dopo pochi minuti dall'inizio di quel silenzio imbarazzante, erano scesi dal convoglio ed erano finalmente tornati in superficie.

 

  
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