Storie originali > Horror
Segui la storia  |       
Autore: Naquar    08/04/2017    1 recensioni
Kyle riceve in eredità una deliziosa in un piccolo villaggio inglese, da parte di una parente deceduta anni prima
Genere: Horror | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Capitolo 11
In quel momento, Kyle desiderò di bere qualcosa di forte: l'immagine del corpo di Eduard gli rimbalzava nel cervello come una pallina da flipper. Gli pareva impossibile che l'amico fosse stato
vittima di quei dannati nani da giardino: dovevano avergli teso una trappola per prenderlo di
sorpresa.
E se fossero stati loro a provocare anche la morte di Owen? E come avrebbero potuto farlo?
Quel pensiero prese a ronzargli in testa.
“Gesù!” mormorò.
“Che c'è, Kyle?” domandò Megan a bassa voce. Aveva gli occhi rossi dal pianto e i capelli arruffati.
“Niente, non ti preoccupare.”
“Kyle, non possiamo restare con le mani in mano”
“Prima di tutto bisogna andare a controllare il contatore” ribatté il ragazzo.
“Oddio, ma... ma c'è...Eduard di sotto....” balbettò Megan scioccata.
“Non importa”
Kyle si alzò dal divano. Prese la torcia dal tavolino e fece un profondo respiro.
Aprì la porta e scese di sotto in cantina, cercando di non guardare il cadavere dell'amico steso per
terra.
Controllò il contatore, sembrava intatto ad una prima occhiata.
Tirò su la levetta.
“Ehi c'è la luce?” gridò a Megan che stava di sopra in cucina, accanto all'interruttore.
“No!” rispose lei di rimando.
Kyle provò una seconda volta: niente.
Quando spostò la torcia in basso, vide i cavi degli interruttori penzolare giù: erano stati tagliati.
Il ragazzo chiuse gli occhi e sospirò. Cos'altro doveva ancora capitare? Eduard era morto, non
potevano andarsene o chiedere aiuto. Adesso erano anche senza elettricità.
Un lieve scricchiolio proveniente da dietro i cartoni attirò la sua attenzione.
Incuriosito, Kyle si avvicinò.
Come una sgradita sorpresa, vide sbucare fuori un nano con un paio di cesoie in mano, il ragazzo
sentì un'ondata di rabbia montargli dentro. “Piccolo bastardo!” urlò.
Fece per rincorrerlo, ma la diabolica creatura fuggì rapidamente così come era comparsa nel buio,
accompagnata da una piccola risata beffarda.
“Che diavolo sta succedendo?” chiese Megan.
“L'ho visto! Era lì! Se lo prendo lo distruggo!” imprecò Kyle. Poi tirò un calcio a una sedia.
“Ma cosa?”
“Quel nano maledetto!”
“C'era un nano di sotto?” fece eco la ragazza.
“Sì, ha tagliato i cavi! Lo sapevo, maledizione!”
“Oh...”
“Sì, ci siamo dentro fino al collo, mia cara.”
All'improvviso Toby drizzò le orecchie e cominciò ad abbaiare. Un secondo dopo, si mise a correre
lungo il corridoio.
“Toby!” esclamò Megan.
Poi prese una grossa padella per friggere e corse nel corridoio, insieme a Kyle.
“Dov'è finito?”
“Toby? Toby, dove sei?”
“Non lo vedo da nessuna parte...”
“Neanche io.”
Controllarono rapidamente il pian terreno, ma non trovarono nulla.
Megan stava dando un'ultima occhiata sotto alla scrivania nello studio, quando vide un nano con un
cappello rosso passarle sotto.
“Ma che...”
La ragazza cacciò un urlo e alzò l'arma improvvisata per colpire la malefica creatura.
E la centrò al primo colpo.
Un soddisfacente rumore di cocci infranti le fece spuntare un mezzo sorriso sulle labbra.
“Ce l'ho fatta!” gridò entusiasta.
“Ottimo lavoro.” le disse il suo ragazzo con il pollice alzato. Nello stesso attimo, la sua nuca fu
colpita da un pesante tomo.
Il ragazzo si portò le mani dietro la testa, facendosi sfuggire un lamento di dolore.
“Tutto bene?”
“Mi hanno colpito!” gemette Kyle.
“Guarda lì!” disse Megan puntando il dito verso un altro nano sulla libreria in procinto di scagliare
su di loro loro un altro libro.
“Leviamoci!”
“Sono davvero agguerriti.”
“Ringrazia tua zia per questo macello: Eduard è morto, anche il povero Owen e tutto il resto.” sibilò
Megan, con sarcasmo.
“Cara, non dimenticare anche Oswald Leech!” ribatté Kyle, sbuffando.
“Scusa, non volevo litigare.” disse lei subito dopo, provando un lieve senso di colpa.
“Guarda, ne parleremo un'altra volta, non mi sembra il momento adatto.”
Kyle andò nell'ingresso e prese un ombrello con il manico ricurvo dal portaombrelli di bronzo.
“Sei pronto?”
“Certo.”
Sentirono il cane abbaiare nella sala da pranzo, i due ragazzi lo raggiunsero e lo videro che stava
puntando qualcosa sotto alla credenza.
“Che cosa diavolo ha visto?”
“Toby!”
Megan si accinse subito a portare via il cane da lì, intanto Kyle controllava l'ingresso con l'ombrello
in mano.
“Si può sap...”
“Attenta!” urlò il giovane, quando si accorse di un nano sul piano della credenza, con un grosso
coltello pronto a vendicare la morte del suo simile.
Megan cacciò un strillo e si tirò indietro, portandosi via il cane.
Kyle impugnò la parte inferiore dell'ombrello e usò il manico ricurvo a mo' di mazza contro il nano,
scagliandolo via contro la parete, mandandolo in frantumi.
“Tutto bene?”
“Sì, grazie...” mormorò la ragazza con il cuore che batteva furiosamente nel petto.
“Sono veramente infuriati, i piccoletti” osservò Kyle ironico.
“Ho fatto fuori uno di loro!”
“Intanto dobbiamo anche pensare a Toby o rischia di farsi male anche lui.”
“Sì, dove possiamo nasconderlo?”
“Non lo so”
“Portiamolo con noi, sarà più al sicuro.” decise Kyle stropicciando le orecchie al cane.
“Giusto. Il guinzaglio dov'è?”
“Credo di averlo lasciato in cucina.” rispose Megan.
“Aspetta qui lo vado a prendere, subito.”
Il ragazzo corse in cucina. Recuperò il guinzaglio e tornò velocemente nello studio.
“E adesso che facciamo?”
“Non lo so, ma se vogliamo uscirne vivi, dobbiamo trovare le chiavi dell'auto.” disse Kyle.
“Sono d'accordo, ma da dove iniziamo?”
“Controlliamo dappertutto, anche in cantina, forse ci è sfuggito qualcosa.”
Megan fece un'espressione inorridita. “ Di nuovo?” domandò.
“Ci andrò io.”
“Che cosa allucinante!”
Megan rimase in cucina con Toby, mentre il suo ragazzo toccò lo compito sgradito di scendere di
sotto.
Frugarono in ogni angolo, cassetto o ripostiglio, ma senza successo.
“Siamo allo stesso punto di prima, fantastico!”
La ragazza lanciò un'occhiata all'orologio: le lancette segnavano le cinque e mezza del tardo
pomeriggio.
“Dove possiamo andare adesso?”
“Andiamo in sala da pranzo.”
Kyle aprì le tende, riuscendo a fare un po' di luce.
Senza curarsi troppo di lasciare disordine, Megan tirò via i cuscini del divano, invece Kyle aprì i
vari sportelli.
“Niente di niente!”
“Già.”
“Le hanno nascoste davvero bene quelle maledette chiavi.” osservò Megan. Guardò la stanza in
completo disordine.
“Fra un po' sarà anche buio e non vedremo un bel niente.”
“Che stanze ci rimangono?”
“Tutto il piano di sopra, in compagnia di quei nani malefici!” disse Kyle scoraggiato.
Mentre stavano salendo le scale con Toby, videro un nano correre nel corridoio e per poi dirigersi in
camera da letto.
“Facciamo attenzione.”
“Ok.”
In realtà non avevano la minima idea di quanti di quei esseri ci fossero in casa e loro avevano
solamente delle armi improvvisate per potersi difendere.
Si diressero verso la camera degli ospiti.
Tutto era in ordine.
Ispezionarono la stanza con cura.
Con uno sbuffo frustrato, Megan si buttò sul letto.
“Non c'è nemmeno l'ombra di quelle chiavi del cavolo.”
“Vedrai che prima o poi spunteranno fuori.” la rassicurò Kyle, con un ottimismo che in realtà non
provava.
Lei lo fulminò con un'occhiataccia. “Sì, certo, e faremo la fine del nostro caro giardiniere!” sibilò.
Un debole tintinnio proveniente dalla soglia interruppe la discussione sul nascere: i due ragazzi si
voltarono di scatto e videro uno di quei malefici esseri con le chiavi in mano.
“Brutto...”
“É quello che ci ha fregato le chiavi!”
Il nano si mise a correre e Kyle sentì nuovamente quella risatina beffarda che aveva sentito poco
prima.
“Oddio... quel coso stava ridendo?” rabbrividì la ragazza.
“Sì!” urlò Kyle, lanciandosi all'inseguimento del ladro.
Il giovane lo seguì per tutto il corridoio, ma la creatura fu più svelta di lui; scese le scale e andò a
nascondersi in qualche angolo sicuro.
Imprecando fra i denti, Kyle andò al piano di sotto.
La fortuna girò verso di lui, poiché vide quell'affare malefico infilarsi nello studio.
“Ah! Ora vengo a prenderti!” sogghignò Kyle, sicuro di poterlo di poterlo intrappolare e recuperare
le chiavi, così da poter lasciare quella casa maledetta.
E al diavolo anche Dorothy!
Ma stava cantando vittoria troppo presto.
Non appena mise piede nello studio, sentì qualcosa di freddo sfiorargli la guancia.
Il suo cuore perse un battito.
Kyle alzò gli occhi alla sua destra e vide un tagliacarte d'argento conficcato nella porta. Si girò
verso la scrivania e vide il nano che glielo aveva tirato, e di fianco a lui vide il suo compare, quello
che gli aveva rubato le chiavi.
Senza perdere tempo, Kyle prese un pesante soprammobile a forma di leone da un tavolino lì
accanto e lo tirò contro uno dei nani, riuscendone a soltanto centrare uno.
L'altro riuscì a scappare.
“Maledizione!” sbraitò, esasperato. Non era possibile che le cose potessero andare così male.
“Kyle!” esclamò Megan preoccupata, scendendo velocemente dalla scale con Toby alle calcagna.
“Tesoro stai bene?”
“No! Quel maledetto coso è riuscito a scappare di nuovo!”
Proprio in quell'istante, videro correre quel piccolo essere molesto verso la cucina.
“Santo Cielo, ma per quanto dovrà durare questa cosa?” disse Megan.
Andarono in cucina.
Il nano era saltato sul tavolo.
“Eccolo lì!” gridò Megan.
Velocemente Kyle afferrò un tagliere di legno dal ripiano e lo lanciò come se fosse un frisbee contro
il nano da giardino e lo centrò in pieno, mandandolo in frantumi.
“Ci sei riuscito!”
“Andiamocene da questo posto infernale!” concordò il suo ragazzo, prendendo le chiavi.
In quel preciso istante videro due nani, come spuntati dal nulla, che si misero ad aprire le valvole
del gas.
La gioia di poco prima svanì, lasciando posto di nuovo alla paura.
“Ma che...”
“Oddio! Ma che stanno facendo?” urlò Megan, facendo un passo indietro, senza staccare lo sguardo
da quello che stava vedendo.
Poi un terzo nano che si trovava dall'altra parte del ripiano aprì una scatola di fiammiferi e ne
accese uno; poi, come un teodoforo cominciò a correre verso i fornelli aperti.
L'aria cominciava a farsi pesante e l'odore del gas cominciò a riempire la stanza.
I due ragazzi si scrollarono dal loro stato di choc, e senza perdere altro tempo corsero verso la porta
principale.
Fuori era buio e il cielo coperto.
“Oddio!”
Con il cuore in gola e le mani che tremavano, Kyle riuscì ad aprire la portiera, entrò in macchina
dalla parte del guidatore e avviò il motore.
“Sbrigati Megan!”
La ragazza ubbidì e saltò sul sedile, tenendo il cane in braccio.
Senza perdere altro tempo, Kyle pestò l'acceleratore partendo a razzo.
La macchina scese il vialetto e guadagnò velocemente la strada.
Dietro di loro un boato fece tremare i vetri della Dayatsu.
Megan si portò una mano alla bocca, soffocando un urlo quando vide la villetta esplodere contro il
cielo buio della sera.
Anche Kyle lanciò una veloce occhiata dallo specchietto retrovisore.
Chiuse gli occhi e sospirò.
Era finita.
Di Dorothy non avrebbe mai più voluto sentirne parlare.
“Hanno fatto saltare la casa...” mormorò Megan, abbandonandosi allo schienale, sentendosi
improvvisamente stanca.
“Sì, andiamo via! Non torneremo mai più!” concordò Kyle, stringendo il volante con forza.
La Dayastu si allontanò verso Letchworth Paradise.

Subito dopo, le prime gocce di pioggia cominciarono a cadere.
Le fiamme cominciavano a languire a causa della pioggia.
Della villetta era rimasto solo un cumulo di mattoni e detriti, la stessa sorte era toccata al giardino,
di cui era rimasto ben poco.
Mentre l'ululato delle sirene dell'autopompa dei vigili del fuoco spezzava il silenzio che aveva
seguito il fragore dell'esplosione, un cumulo di detriti cominciò a muoversi e con fatica un nano da
giardino riemerse coperto di fuliggine.
Ancora stordito, si scrollò di dosso la cenere e prima che qualcuno potesse vederlo, andò a
nascondersi in un angolo buio e sicuro del giardino.
   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Horror / Vai alla pagina dell'autore: Naquar