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Autore: Brighella    12/04/2017    0 recensioni
Pensieri astrusi e disparati di un giovane impiegato.
Normalità, amori di chi non esce dalla massa. O forse no? Un viaggio dove vedremo l'armonia della vita di Giacinto, un giovane impiegato, pensieroso e malinconico.
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Raccolta | Avvertimenti: Incompiuta
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Giacinto
 
Oggi sarei dovuto uscire dal lavoro alle ore 17:00.

Sarei dovuto andare a chiedere ad Elena di uscire.

Mi vedevo già felice e contento, con il suo numero e la promessa di una cena.
L’avrei portata al sushi poco lontano da casa mia, annoiandola con i dettagli del mio lavoro. Lei mi avrebbe mostrato la brochure della sua personalità, e mi sarei perso nelle immagini mentali del suo sorriso e della sua indomita sincerità.

L’avrei riportata a casa, cincischiando e parlando del meteo, paonazzo e perso di lei. Mi sarei avvicinato con una scusa per tentare di baciarla, impacciato come un francobollo che si posa su una busta di carta nuova.

Ma con assenso e felicità delle divinità, nulla di tutto ciò accadde. Rimasi bloccato in ufficio, convocato dai capi e mezzi responsabili per un rinnovo di contratto poco telefonato. L’italica chimera del posto fisso era stata domata.

Se è vero che l’amore non ti sfama, dovrei essere felice.
Ma i soldi e l’auto aziendale saranno freddi e senza amore.

Ah già, Rosa. L’inaugurazione della sua campagna diffamatoria nei miei confronti si spense in fretta, dato che la minacciai di andare dai carabinieri se solo avessi visto un mezzo insulto tramite social.

Nonostante la nostra sembrasse una relazione solida, venne cancellata come le impronte sulla spiaggia. Da nessuno dei due scaturirono rantoli di sentimento o mancanza.

Era come non essere mai stati insieme. I ricordi in comune nel giro di una giornata divennero come rimembranze di sogni fatti tempo addietro.

Spero di non essere l’unico al mondo il cui successo professionale è inversamente proporzionale alla vita sentimentale.
 
Ero talmente stanco, all’alba delle 22:30, che non ebbi nemmeno la forza di far nulla.
Mi addormentai in fretta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Elena

Mi resi conto che l’entusiasmo del colloquio era stato totalmente risucchiato in una spasmodica attesa, quel pomeriggio. La mia percezione del tempo risultò appesantire e rallentare le ore restanti del mio turno.

Giacinto, quello strano ragazzo, non arrivò mai.

Come potevo essere così ingenua, dopo la mia ultima esperienza con l’amore? Cosa mi aspettavo?

Che arrivasse con la carrozza e i cavalli per portarmi mia da questo stupido bar?

Chiamatemi ipersensibile, ma la Sua assenza mi ferì.

Senza dimenticare che la giornata di lavoro si protrasse per altre due ore, così che arrivai a casa alle 20:00 passate.

Mia nonna pensò avessi avuto un incidente o che mi avessero rapita. Ancora non mi spiego il perché non usi il suo comodo e semplice telefonino, con a malapena due tasti, programmati sul mio numero e quello di suo fratello. 

Dovevo recuperare in fretta per il colloquio. È la mia unica occasione per combinare qualcosa di buono e regalare a mia nonna un bel giro in un centro benessere, per ringraziarla di tutto quello che ha fatto per me.

Continuavo a guardare il cielo anche se le nuvole mi impedivano di guardare le stelle, come faceva mamma.

Mi manchi mamma.

Le lacrime furono la naturale conseguenza di quel pensiero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
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