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Autore: Mixxo    16/04/2017    1 recensioni
Un cacciatore di mostri fresco di licenza con una mania per le missioni impossibili ed una misteriosa e bellissima Youkai, incroceranno le loro strade nel cammino delle loro vite. Ombre del passato ed antichi rivali ad osservare questo incontro che stavolta, non è voluto dal fato, anch’ esso sorpreso dei fatti che stanno accadendo sotto i suoi occhi...
Genere: Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Soul Slayers Cap4 «Soul Slayers...»
Sweetie Heart osservò il ragazzo in piedi al centro della stanza.
Il foglio dell’autorizzazione dell’agenzia appariva traslucido, quasi trasparente.
«Senti, io non sono brava con i nomi seri.» mormorò Meg, lasciandosi scivolare in avanti dalla sua posizione, «è la prima cosa che mi è venuta in mente.»
«Ma... Soul Slayers?» ripeté Joke, abbassando il foglio per fronteggiare gli occhi verde grigiastro della ladra.
«T’importa davvero!?» domandò lei. «Acchiappa. I nobili sono una massa di idioti con la puzza sotto al naso.»
«EHI!»
Meg fece un gesto di diniego verso Sweetie e continuò a parlare guardando rilassata Joke. «Più il nome è strano più attira. A noi servono incarichi, lavori, anche firmare autografi fa punti in quella classifichetta del cavolo. A questo serve lei.» concluse indicando con il pollice la “Maghetta dei Glitter” accanto a lei.
«Ehi!»
«Non provare nemmeno a ribattere, Sweethart. Sappiamo benissimo che farai solo quello. Al massimo curerai questo idiota perché è andato a testa bassa contro qualcosa ed ha sbattuto le corna.»
La ragazzina sbuffò e calò la testa.
«E tu cosa faresti di preciso?» ribatté il cacciatore incrociando le braccia, irritato dalla presa d’iniziativa dell’altra.
Meg si tirò su stiracchiandosi. «Semplice, gli svaligio la casa mentre tu ti occupi dei loro problemi. A volte dirò che le cause erano di una tossina particolare e tutto quello che ha toccato deve essere prelevato... cose così, non voglio sprecare la mia creatività per degli esempi.»
«Si chiama furto.» mormorò la biondina. «È reato.»
«Anche andare in giro vestita in quel modo a mio parere, ma ehi! Le leggi vengono interpretate da ognuno come più gli conviene.»
Sweet si alzò in piedi sul divano e si mise le mani sui fianchi, sporgendosi in avanti. «Che c’è, sei invidiosa della mia bellezza?»
La ladra sbuffò, guardandola negli occhi. “Ugh, ha i cuoricini anche negli occhi quando va in modalità diva.”
«Non ti rispondo solo perché ti pentirai di tutto quello che dirai tra un po’... e perché ho da fare. I lavori grossi non si trovano soli.» disse in generale mentre si alzava dal divano. «Vedi di farti trovare pronto tu. E tu cara la mia diabete vivente, scendi per strada a firmare autografi.» disse prima di chiudere la porta.
La ragazzina si passò le mani sui capelli, sciogliendo i cuori biondi che aveva ai lati del viso, ora le arrivavano poco sotto il seno.
«Stai meglio così, sembri più matura.» commentò il ragazzo sedendosi sul divano. «Ma scendi dal divano.»
Sweetie ridacchiò e si avvicinò a lui prendendogli le mani e sporgendosi in avanti verso Joke. «Lo so, la mia luce vi farà splendere come le stelle più scintillanti del firmamento.»
“Non mi ha ascoltato minimamente.”
Joke sorrise e cominciò ad sorridere ad annuire, come aveva fatto l’ultima volta.

§§§

Meg aprì la porta dopo un paio d’ore, entusiasta.
«Bene ragazzo, muovi le chiappette e fila a lavorare.» disse Meg sbattendo in faccia al ragazzo un volantino ed ottenendo il risultato di farlo cadere a terra come un peso morto.
Joke scosse la testa come se appena svegliato da quell’ urto.
«Eh? Cosa?»
Meg sospirò mettendosi le mani sui fianchi. «Fammi indovinare, ti sei addormentato mentre Sweerhart era in modalità diva?»
Joke si mise a sedere e si grattò la testa. «Ogni volta è sempre peggio.»
«Sì sì, lo so. É stucchevole» commentò la ladra con noncuranza. «Beh, vedi di metterti all’opera.»
Joke guardò Meg uscire di casa sua, poi abbassò lo sguardo sul volantino che gli aveva lasciato cadere addosso.
«Investigazione, uh?»

Il ragazzo uscì dalla porta con la spada sulle spalle come al solito e scese rapidamente le scale.
“Hmpf! Un ascensore no, eh?”

Finite le rampe si ritrovò davanti una folla di ragazzi. In mezzo a loro Sweetie Heart armata di penna stava facendo esattamente quello che Meg aveva previsto.
“...Come ci sono finito in questa situazione?”
Joke decise che in quel momento non era importante, perciò dopo uno sguardo rapido al volantino si diresse verso il luogo indicato per l’incarico.

§§§

Joke bussò alla porta.
Di tutte le villette della nobiltà quella era senza dubbio la più appariscente: gli esterni erano dorati, abbaglianti nei punti in cui i raggi solari arrivavano perpendicolari alla struttura. In cima un'enorme cupola in vetro che prendeva tutto il tetto.
Il portone era decorato con edera in oro, la maniglia era una sorta di ramo piegato in una spirale.
Eccessivo. Era l’unica parola che gli veniva in mente.

La porta venne aperta da un maggiordomo abbastanza giovane, al massimo Joke gli avrebbe dato trent’anni.
«Prego signore, da questa parte.»
Joke venne scortato all’ interno della villetta.
Eccessiva, la parola che continuava a rimbombargli in mente. Eccessivo, come i due animali marini che sguazzavano nelle gigantesche vasche ai lati del corridoio.
«Quindi si tengono anche foche in casa...»
Dannatamente eccessivo.

«Una è una foca, l’altra è un leone marino.»
Una ragazza era in cima alle scale, capelli biondi pettinati a caschetto lungo, dietro erano legati in una treccia che concludeva con un fiocchettino fatto sempre con i capelli, occhi dorati e calmi guardavano il ragazzo con un’aria di mistero.
Indossava un abitino eccentrico e molto corto.
Il corpino era aderente e presentava dei decori dorati sul davanti decorato con un fiocco bianco e viola, sulle spalle vi era una piccola mantellina dalla stampa tartan nei toni del giallo e viola.
La gonna era vaporosa e composta fa diversi starti con stampe a tema Halloween aperta sul davanti, vi era poi  che fuoriusciva più lunga dalla gonna una gabbia nera.
Le lunghe gambe erano coperte da calze nere con decoro a rombi argentati.
Sulla testa aveva un cappellino con veletta, sulla schiena vi erano delle ali da pipistrello e tra le mani foderate da piccoli guanti neri vi era una mascherina.

«Puoi andare, Sigfried.» disse la ragazza mentre scendeva lentamente le scale.
L’uomo fece un inchino e si congedò, mentre la bionda si fermava esattamente di fronte a lui.
«Devi essere il cacciatore che abbiamo assunto.»
La ragazza gli girò intorno tenendogli una mano addosso.
«Non sei male...»
Dopo mezzo giro si lasciò cadere davanti lui, ancorando però la mano alla spalla del giovane.
Joke la prese al volo istintivamente.
«... ottimi riflessi...» allungò la mano verso l’elsa della spada che spuntava da dietro la spalla del cacciatore, arrivando a sfiorarla con le dita.
«... Mi chiedo quante creature siano cadute sotto i colpi di questa spada.»
Fece scivolare la mano sulla spalla e si tirò su.
Joke sentì il viso bruciargli. Il suo e quello della giovane erano a pochi centimetri di distanza, l’espressione della ragazza era quasi divertita.
«Spero che potrai versare il sangue di un’altra creatura oggi.»
La ragazza si staccò da lui.
«Oh, ma che maleducata, non mi sono nemmeno presentata. Sono Violette Shineseal.»

§§§

Joke osservò la ragazza che camminava un passo avanti a lui. Questa sentendosi osservata girò la testa di lato e gli fece l’occhiolino.
Della famiglia degli Shineseal si raccontavano diverse storie. Spuntata fuori dal nulla, salita di rango velocemente, ed altrettanto velocemente avevano messo su un impero economico invidiabile. L’ereditiera era rinominata per essere eccentrica. Com’era facile farsela amica, era ugualmente facile inimicarsela, avendo in mano quasi tutta la città era preferibile la prima.
Joke osservò la ragazza che camminava un passo avanti a lui. Questa sentendosi osservata girò la testa di lato e gli fece l’occhiolino.
Il cacciatore assunse un’espressione imbarazzata, immaginandosi cosa avrebbe detto Meg in quel momento.
“Oh, il centro dell'harem gira intorno ad un'altra. 'Sta struttura sta diventando un sistema planetario"
Si, probabilmente avrebbe detto così.
Violette si fermò nuovamente, imitata dal ragazzo, e si voltò.
La bionda fece un passo avanti.
«Mi chiedo se…» prese la mano del ragazzo e gli appoggiò l'altra sulla spalla.
Joke intuì e stinse la mano di Violette tra le sue, contemporaneamente le appoggiò una mano alla vita.
I due cominciarono a volteggiare, sebbene fosse la bionda a decidere dove andare.
«Pensavo che voi cacciatori non sapeste danzare.»
«Mia sorella ha insistito nel corso della mia formazione. Amava i balli di coppia, ma nessuno le chiedeva mai di farlo.»

Dopo un paio di volteggi i due si fermarono. Joke  si staccò da Violette, ma questa gli gettò le braccia al collo.
«Sei un individuo interessante…» gli sussurro all'orecchio prima di staccarsi. Appoggiò la mano al muro che avevano raggiunto, premette una delle mattonelle dorate, la parete si apri a metà rivelando un ampio ascensore con tanto di buffet.
Decisamente eccessivo.
«Prego, di qua.»

§§§

Kaze si guardò intorno.
Il cadavere in mezzo alla stanza aveva la testa schiacciata, la pozza di sangue che vi era al suo posto era simile ad un enorme macchia scarlatta.
Il maggiordomo si avvicinò a lei.
«Vuole qualcosa miss?»
«No, sto bene, grazie.» Le orecchie da gatta sotto al cappuccio si abbassarono, la coda nascosta dal mantello prese a muoversi ossessivamente.
Non riusciva a capire cosa la facesse innervosire così tanto.
Mosse la testa di scatto, rischiando di far cadere il cappuccio dalla testa.

Violette e Joke uscirono dalla parete che si era aperta.
Lo scambio di sguardi fu rapido. Sbatterono le palpebre un paio di volte e si indicarono a vicenda
«Ancora tu!?»
Violette appoggiò una mano sulle labbra «Wonderful!»
Si aggrappò al braccio di Joke e se lo tirò dietro fino ad andare faccia a faccia con la Youkai.
«Sembra che vi conosciate, good.»
La giovane fece per abbracciare i due, tirandoseli addosso. Peccato che entrambi rimasero inchiodati nel punto in cui erano.
«Tu mi devi ancora dei soldi!» dichiarò Kaze.
Joke incrociò le braccia «Per qualcosa che non hai fatto?»
«Per qualcosa che non avresti dovuto fare! Era un mio incarico.»
«Incarico che non stavi svolgendo.»
Kaze tirò fuori dal mantello la balestra puntandola contro il ragazzo, il quale la imitò puntandole di rimando il revolver alla testa.

Violette si appoggiò alle braccia parallele dei due cacciatori con assoluta nonchalance.
«C’mon guys, comportatevi da professionisti.»
Dopo qualche istante i due alzarono le rispettive armi, contemporaneamente la bionda si spinse indietro e si mise le mani dietro la schiena.
«Nice, ora vi spiegherò perché siete qui...»
«Violette!»
I tre si voltarono, videro un uomo alto  e slanciato, dal fisico asciutto e dalle spalle larghe, che indossava un elegante completo sui diversi toni del marrone, dal gilet spuntava il colletto di una candida camicia bianca e attorno al collo vi era un fazzoletto lilla elegante annodato.
Indossava a completare il tutto un lungo cappotto sui toni del Borgogna e stringeva nella mano destra un lungo bastone.
«Grandpa!» Violette si avvicinò all’uomo e lo abbracciò. Questo usò la mano libera per abbracciare la ragazza.
«Sei tornato prima dagli affari?» domandò lei.
«Sono tornato immediatamente indietro appena saputo il fatto, in verità.»
L’uomo si rivolse verso i due cacciatori per un’istante, poi verso Violette.
«Su nipotina mia, ora fammi parlare con questi giovani cacciatori, risolveranno loro la questione. Su vai.»
  
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