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Autore: Aven90    17/04/2017    1 recensioni
Salve a tutti! Nessuno si aspettava il mio ritorno, eh? E invece sono di nuovo qui perché mi piacerebbe che leggeste questa storia, in cui un uomo diventa... un'ape, mentre tutt'attorno si svolge qualsiasi cosa! Siete pronti a camminare con me verso l'ignoto?
Genere: Comico, Demenziale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Nonsense | Avvertimenti: nessuno
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Qualche giorno dopo la visita del parente Lamberto, che per inciso era figlio del cugino del padre di Giangiorgio, l’uomo/Ape decise di iniziare la sua carriera da super eroe, soprattutto dopo aver portato a termine l’importante missione di restauro di una consolle che si diceva appartenere al Re dello stato di Borgozia, un regno durato sedici giorni e ampio quarantadue metri quadrati.

Così, nel pieno giorno di inizio primavera, si vestì e andò a combattere il crimine, non riuscendo a reprimere un desiderio che albergava in lui da giorni.

Come si combatteva il crimine? Ovviamente indagando sulla cartoleria sospetta, che era rimasta lì in attesa dei clienti che continuavano a girandolare: gente che entrava, che usciva, gente vestita con impermeabili ambigui… insomma, valeva la pena di rischiare il collo, e poi come prima esperienza poteva anche andare.

Lui era l’Uomo/Ape, anche se non lo conosceva nessuno con quel nome, a parte Lamberto, il quale mantenne la parola e non ne parlò mai ad anima viva.

Per prima cosa evitò di fischiettare, durante il suo tragitto da casa alla cartoleria, perché voleva passare indisturbato e in effetti a nessuno importò se un uomo agghindato come nella più becera fiera di paese stesse passando come se nulla fosse. Certo, c’erano stati alcuni ragazzini che in bicicletta avevano ridacchiato, ma si sa: i ragazzini non si fanno mai i fatti propri.

Sorpassò la fontana della piazza e si appostò dietro una panchina di pietra, in modo da vedere senza essere visto.

Qual era il segreto della cartoleria? Chi era il Grigio che gli aveva venduto la maschera? Perché il rosso dell’uovo in realtà è giallognolo? Queste e altre domande chiedevano risposta.

In ogni caso, lui era l’Uomo/Ape, e anche se la maglietta a strisce blu scuro-gialle gli stava un po’ stretta e la pistola spara sughero non gli conferiva l’invincibilità, egli era convinto di stare facendo qualcosa di buono per il mondo.

Dopo qualche minuto di appostamento, Giangiorgio realizzò che il locale non era ancora aperto. Dopodichè un conoscente lo fermò: “Ehi, Gangiorgio! Come mai oggi non hai fischiettato?”

L’Uomo Ape si maledisse per non aver portato con sé la maschera per coprire la faccia.

“Ebbene, mio caro” disse dunque, prendendo tempo perché non ricordava il nome del conoscente “se sono qui accovacciato e tu mi hai dovuto salutare pur vedendomi impegnato, vuol dire che ho molte cose da fare piuttosto che fischiettare e farmi gettare roba addosso, no?”

Il ragionamento non faceva una grinza, così il conoscente salutò e se ne andò indispettito, poiché nelle sue intenzioni si era interessato alla salute dell’Uomo/Ape, ma quell’ultimo lo aveva cacciato malamente.

In ogni caso, dopo qualche minuto abbondante, tenendo presente che i minuti abbondanti duravano centoventi secondi, ecco la prima novità: un uomo indifferente aprì il lucchetto della saracinesca per aprire il negozio, in quella che sembrava una nuova giornata lavorativa.

Giangiorgio sogghignò: era il momento di entrare in scena! Caricò il colpo della pistola e decise di entrare, sempre avvolto nel suo improbabile cappotto di pelliccia regalato dalla zia Betta, pur essendoci già circa venti gradi.

“Allora!” esclamò l’Uomo Ape. “Dov’è il Grigio qui?”

L’uomo, che aveva appena  aperto il negozio e si accingeva a sistemare le ultime cose prima di ricevere i clienti, si volse a lui perplesso. Poi, dopo aver afferrato un barattolo di vernice grigia, glielo porse. “Ecco. Si ricordi però che questo secchio ha un prezzo”

“Non mi riferivo a questo grigio” precisò Giangiorgio, già indispettito che a servirlo ci fosse un uomo normale. “In questo negozio ci sono i Grigi, inteso come Alieni. Dove sono?”

Allora l’uomo scrollò le spalle. “Questa gente che beve già di prima mattina…”

Ma a quel punto, la vista dell’Uomo Ape si offuscò, fino a diventare del tutto nera.

Non appena riaprì gli occhi, l’Uomo Ape realizzò di trovarsi dentro un bicchiere d’acqua vuoto, messo a rovescio per non farlo scappare.

“Cosa sta succedendo?” si chiese, mentre alcuni Grigi lo osservavano parlando nella loro strana lingua.

 

 

 

 

 

Che cliffhanger! Che pathos! Che... che? Non si capisce più nulla? E allora la storia procede alla grande! 

   
 
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