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Autore: DragoRe    17/04/2017    0 recensioni
Questa storie mi e venuta in mente, giocando a mount and blades warband, e pensando dopo tante ore di gioco al fatto che da poveraccio ero diventato re ho pensato di scrivere questa storia, poi scrivendo mi sono preso sempre più libertà finendo per abbandonare completamente l ambientazione di mount and blades e creare una creata da me.
la storia parla di Pxan un giovane del nord ambizioso che durante il suo cammino nel diventare imperatore piano piano perde la strada fino a divenire un tiranno crudele e senza pietà, la storia e raccontata dal punto di vista di un suo vecchio compagno che pensando ai vecchi tempi pensa di scrivere un libro che parla delle avventure del suo amico ora tiranno
Genere: Avventura, Azione, Guerra | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Il regno di Pxan
Primo capitolo: La leggenda
Aveva un elmo con ali rosse di sangue per intimorire i suoi nemici, un armatura del miglior ferro  per far spezzare le spade appena lo colpivano, un cavallo veloce e possente per rincorrere i codardi e un arco per ucciderli  , aveva si uno scudo ma lo usava per proteggersi dalle frecce e appena avvicinato utilizzava le sue armi, una grande spada simile più a un machete per via del suo aspetto e  di come venisse usata in battaglia  … , e un martello da guerra un oggetto unico e la sua arma preferita poiché non uccideva, pensi stordiva e dopo la battaglia prendeva i corpi dei feriti dal suo martello e li  faceva prigionieri per poi lasciare a morire  i più deboli e reclutare i più forti,  dietro di lui c erano cavalieri corazzati i migliori del mondo poiché aveva preso i cavalieri più forti di ogni armata che sconfiggeva e li faceva suoi, dietro c erano le truppe di élite possenti guerrieri provenienti dal nord, uomini con lui fin dal inizio, uomini veterani di mille battaglie, uomini forti che non facevano affidamento su cavali o archi, uomini che mai si ritiravano, uomini del nord, dietro c erano i “soldati” uomini che in qualsiasi altra armata sarebbero stati l élite ma qui erano semplici soldati, uomini con esperienza reclutati nel corso delle campagne qua e là tra una battaglia e un'altra e nel corso del tempo erano diventati guerrieri abbastanza forti per non essere definiti “feccia”, dietro c era la cosiddetta “feccia” uomini con lui da poco, uomini inesperti, contadini e poveri che volevano riscattarsi, nuovi soldati e reclute che devono fare esperienza, ex banditi e prigionieri che avevano avuto la “grazia” di far parte di quel armata invece di essere venduti o uccisi , e dietro ancora c erano le cosiddette “bestie” i prigionieri, ogni giorno li testavano per vedere chi fosse il più forte e i più deboli li lasciavano andare senza dirgli che sarebbero probabilmente morti di fame o di sete, che lungo le strada  c erano banditi, che gli schiavisti cercavano merce e cosa più importante senza dirgli che, le loro case erano bruciate, i loro villaggi rasi al suolo, le loro città e castelli conquistati e che loro anche riuscendo a ritornare sarebbero stati poveri e senza casa, ma chi era il generale di questa armata? , il suo nome era un nome strano che nessun uomo aveva sentito prima, un nome unico Pxan, su lui correvano leggende di come torturava i prigionieri prima di venderli, di come persino per i banditi e gli schiavisti  lui fosse “un animale senza cuore”, di come massacrava i soldati sul campo di battaglia, di come razziava tutto ciò che trovava , di come fosse autoritario e crudele, di come i suoi sudditi e i suoi lord lo odiassero ma sapevano che anche ribellando sarebbero finiti con la testa su un pallo.
Ma chi era costui: un mostro, dicevano i contadini dicevano dopo che li aveva ridotti in povertà e distrutto le loro case per cercare cibo qual la quale sfamare quel armata , una bestia, dicevano i nobili e i ricchi , poiché non aveva rispetto per nessun tipo di convenzione o galateo e per lui i nobili e i ricchi erano porci che si arricchivano senza far nulla e per questo dovevano essere uccisi e le loro case razziate  , un demone dal più profondo inferno, dicevano i comandanti e i soldati che avevano avuto la sfortuna di incontrarlo in battaglia e avevano visto impotenti ai loro compagni massacrati e venduti come schiavo, un tiranno dicevano i suoi sudditi che erano i primi a odiarlo ed erano i primi con la testa sul palo infatti ,un generale duro e severo , dicevano i suoi soldati poiché anche la nuova recluta sapeva della furia del loro comandante se non si eseguivano gli ordini e i doveri per bene.
Ma io dico una cosa diversa poiché io lo conobbi tanto tempo fa e io dico che lui e semplicemente un uomo che inseguendo i suoi sogni e obbiettivi si e perso e che oramai non riesce a vedere né i suoi sogni né sé stesso, ma io penso che molti conoscano solo lo Pxan di oggi il tiranno, il generale e il devastatore. Ma non hanno visto ciò che era, un tempo lui era umile, gentile, fedele e buono con tutti , girava senza un soldo in tasca, senza saper né leggere né scrivere , senza un paese o una casa , senza una cosa sua , campando di un compito dato da un contadino e un altro, gli bastava poco per vivere, sarebbe vissuto felice e amato da qualunque gente, non importa se nel villaggio più sperduto dei deserti del sud,  nei freddi castelli del nord,  nelle montagne del ovest, nei grandi campi fertili del centro, oppure nei porti del est, sarebbe stato amato e rispettato, forse avrebbe avuto figli da raccontargli le storie di come lui con un gruppo di volontari andasse ad affrontare i banditi e i fuorilegge, forse avrebbe avuto un villaggio tutto suo che con il tempo sarebbe cresciuto, forse avrebbe avuto una donna che si prendesse cura di lui  quando era malato, , forse se fosse morto di peste di collera di sifilide di qualunque cosa che imperversava nelle città in quel periodo le cose sarebbero andate diversamente, ma questo non era il suo destino poiché lui aveva un qualcosa , non era la ricchezza , non era il rango , non era un abilita unica in qualcosa , non era qualcosa di fisico, lui aveva la volontà e l aspirazione a diventare di più, lui non si sarebbe mai  accontentato di vivere per compiti dati da altri piuttosto si sarebbe messo a lavorare per conto suo dice, non gli bastava ne gli interessa  l “amore” della gente, ti mette in mostra e quindi e pericoloso dice, non gli interessa avere figli, sono un lusso per chi ha una vita con tempo da perdere dice, le storie da raccontare dei banditi non gli interessano, dice sempre, se alla gente interessa lo sapranno già senza che io apra bocca , non gli interessa un villaggio sperduto e povero, ci sono i contadini e i pecorai per quei posti dice, non gli interessa avere una donna, la considera una distrazione e una perdita di tempo, sarebbero più utili con una spada e uno scudo piuttosto che a casa a pulire dice, se mi ammalo mi prendo cura io di me stesso, se no che uomo sarei, dice che le malattie sono per i deboli, dice che forse se tu quel giorno mi fossi fatto i fatti miei le cose sarebbero andate diversamente mi dice, quale giorno? E una lunga storia ma dato che non ho niente da fare scriverò tutto ciò che su di lui perché una persona che e riuscita e diventare grande, nascendo povero, una persona che per primo combatteva con i suoi uomini in prima linea  e che per primo ha messo  un progetto di grandezza e unione sopra ogni moneta e intrigo, deve essere ricordata come ciò che e, e che era,  e  non come  le leggende e le voci popolari che lo dipingono, come una via di mezzo tra un vampiro e un demone, questa e l inizio della storia.
Fine primo capitolo: La leggenda 
   
 
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