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Autore: rubytusday    17/04/2017    0 recensioni
Ragazzi senza futuro che decidono di reagire, contro un mondo che li soffoca.
Il caso diventa uno scoop e una serie di giornalisti sanguisughe faranno di tutto per mostrare la "verità".
Genere: Introspettivo, Romantico, Triste | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno
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“Il corpo morto giaceva ricoperto di fiori grigi, i fotografi continuavano a scattare foto in maniera impulsiva e compulsiva, come necrofilmente eccitati da quella immagine ed io osservavo la scena, era proprio così che sarebbe finita”

Katy, 12/04

 

Una donna, così si potrebbe definire, correva freneticamente avvolta in un trench blu, si guardava intorno in cerca di qualche cosa perduta, si notava la disperazione nei sui gestiti, il tutto condito dalla pioggia.

“Perchè in questa città non smette mai di piovere” le disse un uomo ben piazzato coperto da un ombrello, poi le mostrò un specie di quaderno in mano: “Credo che tu abbia perso questo” disse ridendo beffardo. I due sembravano conoscersi, e quegli sguardi trascinati forse indicavano più di ciò che appariva, lui le afferrò con forza il braccio dicendole: “Non puoi farlo”
La donna si ricompose, e tirò fuori una pistola che teneva sotto il cappotto prima che l’uomo potesse accorgersene, gli sparò, tremante ed era impaurita, mentre lui cercava di  afferrarla per strozzarla. Il sangue ormai usciva copiosamente dalla pancia, e Camille sparò un altro colpo mentre scoppiava a piangere lui prima di accasciarsi a terra la guardò implorante e lei inginocchiandosi sussurrò: “Ti ho sempre amato”. 

La donna si rialzò, i corti capelli marroni erano fradici, e il trucco completamente sbafato tra le sue lacrime e la pioggia, non sentiva avere le forze in lei non riusciva a camminare nei suoi altissimo tacchi, sarebbe voluta rimanere lì con Michael per sempre, ma doveva andarsene, non dopo ciò che aveva scoperto, strettamente legato al caso “DEAD POET SOCIETY”. Non era come tutti credevano, e quel quaderno nero ne era la prova, non sapeva nemmeno come denunciare una cosa così grossa, ma il suo giornale l’avrebbe pubblicata e lei sarebbe passata alla storia, doveva concentrarsi su questo, avrebbe pubblicato il diario per intero.

 

 

QUADERNO NERO

1 giorno, 

Non sono pratica con i diari, non riesco a parlare di me in prima persona, mi sembra stupido, farò finta che quella descritta in queste pagine sia un’altra ragazza, non lo so, ma devo scrivere cosa accadrà nei prossimi miei 40 giorni di vita. Sento che finalmente riusciremo a CONCLUDERE.

Siamo tantissimi in tutto il paese, ormai abbiamo appoggi ovunque, Marco dice che non sono costretta a farlo, credo che di tutto ciò che gli ho spiegato non ha capito nulla, è l’unico modo per opporci a tutto questo, a loro, loro che ci hanno tolto il futuro. Mi si è messo a piangere: patetico. 

Ho paura, lo ammetto, ma sacrificarmi per una buona causa non mi rincresce, in realtà è che qua non sto bene, quindi andarmene per me non sarà un problema. Per tutta la mia vita sono stata convinta che qualcuno mi avrebbe capito, portato in salvo, e resa felici. Insomma che l’amore mi avrebbe salvato, non è stato così quindi me ne vado per la mia avventura più grande sperando che almeno lì non ci sia solo spazzatura. Ragazzi spero che questo quaderno vi sia di aiuto per capire come affrontare la vostra dipartita.

Se chiudo gli occhi vedo un lago che li ricopre tutti, non so come hanno potuto renderci così analettici, intimoriti dalla relazioni, dei grandi sociopatici misantropi. Non sappiamo più vivere in una comunità, io credo di non aver  mai amato nemmeno i miei, e nemmeno loro provano molti sentimenti per me… questo nel mio caso potrebbe spiegare molte cose. 

Mi viene da ridere, ripensavo ai miei compleanni, fino a 14/15 ne ero entusiasta, poi ogni anno aggiunto ha cominciato a pesarmi come un macigno, i miei 20 anni furono terribili. Una paura della vecchiaia, di non combinare nulla nella mia vita mi attanagliarono, ed ora a 5 anni è cambiato tutto.

Marco mi mancherà, è l’unica cosa pulita di questo mondo marcio, ma non posso rimanere solo per lui. Per cambiare devo farlo, ormai non conta cosa voglio, se sia mai contato nemmeno lo so.

Ho tante volte sognato il sole, di far l’amore in volo, non mi sarei voluta risvegliare e ritrovarmi sola, forse mi divertirò a morire, sarà come un lungo sogno, almeno spero.

Spero di non ritrovare Dio di là, perché sarebbe una bella fregatura, sarei così incazzata con lui, gli urlerei: “Cazzone, ti sei nascosto perfettamente”. 

Sono così stanca di questa fregatura, credo per oggi di aver detto tutto.

 

 

 

La giornalista era finalmente arrivata davanti al palazzo di vetro, era palesemente sconvolta, trucco nero sbafato ovunque, del sangue sul tallire marrone capelli da lisci e perfettamente ricadenti sul collo, si erano arricciati tutti, calze smagliate, stanchissima si diresse verso la porta girevole, le pareva di aver percorso la strada più lunga della sua vita, stremata prese l’ascensore fino al decimo piano. Entrando in ufficio i suoi colleghi la guardavano esterrefatti, mentre bisbigliavano, normalmente le sarebbe importato, ma quello non era un giorno normale. Il suo capo se ne stava nel suo ufficio, aprì la porta senza bussare poi tirò il libro sulla scrivania e con un filo di voce disse: “Quanto mi darai?”
“Alice!” disse sbigottito il giornalista abbassandosi gli occhiali lungo il naso. Era un uomo di mezz'età ancora attraente nonostante la pancetta, lineamenti delicati, a letto non era un granché, come aveva potuto sperimentare la giornalista, ma ne era valsa la pena per avanzare di carriera.  

“Non puoi presentarti in questo stato, comunque il prezzo che abbiamo pattuito”
“Lo sai prima della polizia”
“Allora 200 000 “
“Perfetto” e detto questo cadde a terra come corpo morto.

   
 
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