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Autore: adorvlou    17/04/2017    0 recensioni
Era tardo pomeriggio e Megan si trovava in casa intenta a prepararsi per un party da alcuni amici. I suoi genitori erano partiti per un weekend romantico e lei era rimasta da sola in casa. Non era la prima volta che i suoi genitori partivano, ma quel giorno le cose andarono diversamente; ricevette un messaggio da un numero sconosciuto, ma Megan non avrebbe mai potuto immaginare che un semplice sms l'avrebbe trascinata in quella che sarebbe diventata la notte più terrificante e brutta di tutta la sua vita. Qualcuno là fuori la stava osservando.
Genere: Horror, Mistero, Suspence | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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La leggera brezza spostava i capelli della ragazza mentre, in piedi davanti al vialetto di casa, salutava i genitori che pian piano scomparivano dalla sua vista. 
Era il loro anniversario e avevano deciso di passarlo fuori città. Megan, invece, aveva in programma di andare ad un party organizzato a casa di alcuni amici e poi sarebbe rimasta a dormire da un'amica. 
-Mi raccomando Megan,- le aveva detto la madre prima di salire in macchina -nessun party, non invitare troppe persone a casa, l'ultima volta sappiamo bene com'è finita.- la ragazza l'aveva guardata trattenendo una risata, il solo pensiero di quella volta in cui la madre era tornata a casa e aveva trovato tutto sottosopra, la divertiva ancora. Pensare alla sua reazione non poteva che farla ridere. 
-Tranquilla mamma, non inviterò nessuno.- aveva risposto assumendo un tono serio. -Adesso sali in auto, allaccia la cintura e goditi questo weekend romantico senza fare la mamma pazza. Tre chiamate al giorno possono bastare.
La donna aveva scosso la testa sorridendo -Facciamo quattro.- dopo averle dato un bacio sulla guancia era salita in auto. 
-Fate buon viaggio, vi voglio bene.- aveva detto Megan sorridendo. 
-Anche noi, tesoro mio. Ma questo non vuol dire che tu abbia campo libero, sappilo. Non combinare pasticci.- le aveva detto suo padre prima di accendere il motore. -Passa un buon weekend.

-Lucy, puoi stare tranquilla per un attimo? Le cose che mancano le porterò io fra poco, però se continui a chiamare non riuscirò mai e poi mai a preparami ed essere lì in tempo.
-D'accordo, d'accordo, ma fai in fretta. La festa deve andare benissimo, tutti ne dovranno parlare. Se sarà un successo, avrò più possibilità di vincere le elezioni e sai quanto sia importante per me.- rispose l'amica al telefono con voce agitata.
-Lo so, lo so, ed è per questo motivo che sono obbligata a staccarti il telefono in faccia. A fra poco Lucy.- senza aspettare una risposta dalla ragazza, Megan riattaccò la chiamata e si diresse verso l'armadio. 
Rimase a fissare i vestiti per un paio di minuti e poi prese dei pantaloni a vita alta e una camicetta con dei disegni e li poggiò sul letto per poi andare a fare la doccia. 

Quando uscì dal bagno si accorse che aveva perso troppo tempo. Di corsa si infilò i vestiti e asciugò i capelli. 
-Bene, credo di essere pronta.- disse guardandosi allo specchio. -Vorrei solo essere più alta...- sospirò chiudendo l'anta dell'armadio. 
Megan non era la ragazza perfetta che tutti invidiavano. Non era alta, ma sfiorava appena l'uno e sessantacinque, aveva una corporatura giusta e dei lunghi capelli castani leggermente mossi che le ricadevano lungo il viso e i suoi occhi erano verdi con delle sfumature azzurre. 
Prese tutto il necessario per la notte e scese le scale, ma nel momento in cui stava per uscire, si ricordò di aver lasciato il cellulare in camera. Tornò al piano di sopra e quando lo prese, lo sentì vibrare: 'Ciao Megan.'
La ragazza aggrottò le sopracciglia quando vide che il messaggio proveniva da un numero sconosciuto. 'Chi sei?' scrisse cercando di capire come fosse possibile che quella persona avesse il suo numero. 'Sei pronta per la grande serata? Dalla borsa che hai in spalla sembra proprio di sì.' quel messaggio le fece ghiacciare il sangue. Si avvicinò alla finestra per guardare fuori, ma non vide nessuno. 'Come fai a sapere che ho una borsa in spalla?' scrisse velocemente. 
'Perché ti vedo, tesoro.' Megan rimase a fissare lo schermo senza sapere cosa fare. Era terrorizzata e non aveva idea di chi fosse.
'Chi diavolo sei? Come fai ad avere il mio numero?' la ragazza sperava con tutta se stessa che fosse qualche suo amico che voleva farle uno scherzo. 
'Questo non importa. Parliamo di te, Meg.' 
'Sei Emma?' chiese Megan mentre il suo battito accelerava. 
'Acqua...' 
'Sto per chiamare la polizia, quindi ti conviene dirmi chi sei.' Megan si diresse verso il telefono che si trovava sul comodino della stanza.
'Tu sei quel genere di ragazza. Quel genere che non guarda quelli come me.' Quel messaggio la terrorizzò sempre di più. Non aveva idea di chi potesse scriverle quelle cose. 
'Se sei Jane o Mark, ti prego, smettila, ho paura.'
'Perché? Non ti farò del male se eviterai di chiamare la polizia. Posa quel telefono.' Megan fece come gli era stato detto e poi sbriciò fuori dalla finestra ma non vide nessuno. 
'Io non ti capisco, per favore, dimmi chi sei.'
'Non ti è mai importato di me e adesso vuoi sapere chi sono a tutti i costi.' Rispose l'anonimo.
'Si. Dimmelo e basta e voglio anche sapere chi ti ha dato il mio numero.' 
Dopo quel messaggio, non ricevette risposta per circa tre minuti. 'Che fine hai fatto?' 
'Sei ancora molto lontana. Non lo saprai mai.' 
'Se ti ho fatto qualcosa, mi dispiace, non era mia intenzione, ma adesso finiamola qui. Stai cominciando a terrorizzarmi.' Megan girava nervosamente nella stanza. Le unghie erano tutte rosicchiate e il petto le saliva e scendeva velocemente. 'Perché non rispondi più?' 
A quel punto si mise seduta in un angolo della stanza, lontana da qualsiasi finestra, ma un rumore la fece trasalire. 'Ho sentito la porta chiudersi... Sei tu?'
'Paura?' a quel messaggio, Megan trattenne un urlo di terrore. 'Fai bene.'

 
   
 
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