Storie originali > Introspettivo
Segui la storia  |       
Autore: MomoiDancho    17/04/2017    1 recensioni
Zafrina è una ragazza di 17 anni, con un disturbo alimentare non altrimenti specificato: i suoi genitori pensano che dopo il suo primo ricovero sia totalmente guarita, ma quando Arianna, la sua migliore amica, tenta il suicidio, la protagonista si ritrova a ricadere nel vortice che la porterà negli abissi della sua malattia: riuscirà la ragazza a trovare la forza per risalire verso la superficie?
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
«Zafrina, perché non mi hai detto che ti avrebbero ricoverato? Perché non mi hai detto del tuo star male?» lentamente volto la testa, controllando che non ci sia nessuno a guardarmi o ad ascoltare quanto le sto per dire, mentre vedo la vista diventare offuscata per via delle lacrime trattenute, le dico «Mi dispiace tanto… è che… semplicemente non posso». (capitolo 5, Recovery)
Genere: Drammatico, Introspettivo, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Capitolo 3
 

The colloquy
 

Prendo la cartella e la giacca, seguendo la specializzanda nel piccolo studio adibito a sala colloqui.
Poso le mie cose e con un piccolo sospiro mi siedo, guardando il sorridente volto della dottoressa Altisono «Allora Zafrina, come sono andate le cose in questi giorni, durante la mia assenza?».
La osservo senza dire nulla, cercando di capire se nelle sue parole c’è una traccia di ironia o meno: in effetti si corregge quasi subito, aggiungendo «Beh, Giovanna mi ha detto che non sono andate bene e che dovresti farmi vedere delle cose» «Sì, mi sono fatta male, ma non è nulla di che.. sono i soliti graffi, non è uscito neanche sangue…» mi guarda ruotando appena la testa e con un sorriso aggiunge «Beh, non importa, devo comunque vederli».
La scruto un attimo, meditando sull’ipotesi di rifiutarmi categoricamente: “Del resto non possono costringermi, giusto?” penso grattandomi il mento, realizzando subito dopo che potrebbero interpretarlo come il pessimo tentativo di coprire qualcosa di mostruoso, quando in realtà sono due graffietti in croce.
Mi rassegno e mi alzo svogliatamente, mettendo il pollice fra i leggings e la mia pelle, iniziando ad abbassarli: “Adesso arriva l’ultimo graffio e mi posso fermare…manca… solo.. un pochino…” continuo a pensare mentre abbasso sempre di più i pantaloni: arrivo al ginocchio e, finalmente, riesco a vedere il vecchio “40”, il mio obiettivo di peso, inciso poco sopra il mio ginocchio; mi rendo conto di avere effettivamente esagerato e, imbarazzata, mi rivesto velocemente.
La dottoressa si risiede e intrecciando le mani sospira «Questa volta lo dobbiamo dire a tua madre, ci sono troppi segni».
“Questa. È. La. Mia. Condanna.” penso tra me e me «È proprio necessario?» mugolo con disapprovazione, anche se purtroppo so già che la risposta sarà affermativa: come volevasi dimostrare, la specializzanda annuisce, chiudendo definitivamente la questione.
È arrivato il momento per sganciare la bomba: «Beh, c’è una cosa che vorrei chiederle… c’è la mia migliore amica ricoverata… mi chiedevo se .. se potessi vederla».
Passa qualche secondo, e dopo un tempo che sembra interminabile, con sguardo indefinito, mi dice «Come ben sai c’è l’orario delle visite, no?» «Certo, ma .. ehm.. non credo di poter passare durante quell’orario, ecco».
Gli occhi ridenti della specializzanda mi fissano, mentre trattenendo un sorriso sospira: «Mi stai chiedendo di farti entrare abusivamente nel reparto? Pensavo non volessi più entrarci in vita tua!» «E’ un “no”, quindi? » le chiedo fingendo una delusa sorpresa «No, Zafrina, non posso assolutamente fare una cosa del genere!» esclama lei, altrettanto sorpresa.
La mia mia mente a queste parole corre via: ci deve essere una soluzione, ci deve essere un modo per… a quel punto mi si illuminano gli occhi: l’infermiera Elena! Lei è la soluzione!
Quando ero ricoverata in reparto, mi aveva fatto uscire segretamente per farmi vedere l’albero di Natale che avevano allestito in Day Hospital, in barba alle regole alla dottoressa Monti… e all’improvviso ho fretta di uscire da quella stanza.
Controllo l’ora sulla mia Fitband: ho esattamente 10 minuti per attuare il mio piano.
«A cosa stai pensando, Zafrina?» la dottoressa Altisono deve aver intuito qualcosa dal bagliore che illumina i miei occhi verdi, “…ma grazie al cielo non possiede la legilimanzia” penso sorridendo.  
Mi invento qualcosa al momento e sembra funzionare, fortunatamente sono molto brava ad improvvisare.
Appena uscita dal colloquio, intercetto subito l’infermiera Elena e la trascino nella stanza dove abbiamo pranzato poco prima; la guardo sbattendo le ciglia e inizio a tessere la mia tela: «Ehm, vorrei chiederti un mega-iper favore. Un favore enorme, grandissimo e importante. Sai che Arianna è la mia migliore amica, no?» lei mi guarda sospettosa mentre continuo «E sicuramente saprai che è ricoverata qui… mi chiedevo se potessi, in via del tutto eccezionale, solo per un secondo..» «Zafrì, che vuoi da me?» sbotta con fare bonario lei: esito un secondo ancora e poi le dico «…potresti farmi vedere Arianna per un momento? Per favore? » Elena alza gli occhi al cielo e scoppia in una risata fragorosa «E c’era bisogno di tutta ‘sta storia per una cosa del genere?! Dai Zafrì, facciamo in fretta però, che c’è il secondo turno tra poco!».
Adoro questa donna, dal profondo del mio cuore.
Le preparerò una meringata, il suo dolce preferito, per ringraziare questo angelo sceso in terra!
La ringrazio ripetutamente, mentre ci avviamo silenziosamente e frettolosamente verso la porta del reparto: il “biiiip” del badge apre la porta del regno della dottoressa Monti.
Ci siamo, sono dentro.
«Stanza 1, dovresti conoscerla bene» mi dice strizzandomi l’occhio. La nostra vecchia stanza.
Con passo veloce mi dirigo verso la porta alla mia destra: la vedo lì, seduta sul letto con aria assorta
«Arianna!» esclamo io, mentre lei mi guarda e grida «Zafrina?!?».
 
 
-----------------------------------------------------------------
Buonasera a tutti, mi faccio viva alla fine di questo terzo capitolo: spero che la storia possa coinvolgervi e appassionarvi, nel caso, non esitate a scrivermi una recensione!
// Appena questo capitolo raggiungerà le 10 visite, pubblicherò il seguito //

MomoiDancho, 17/04/17 
   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Introspettivo / Vai alla pagina dell'autore: MomoiDancho