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Autore: Davos    18/04/2017    0 recensioni
La Revolute Army è la band più famosa del mondo, forse perché è l'unica rimasta.
In un futuro non ben compreso, l'eterno rivale della Revolute tenta di eliminare la band dallo sfondo politico.
Genere: Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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“La Revolute Army è la band più famosa dei nostri tempi, e sono d’accordo nell’affermare che i suoi componenti sono bravi a suonare e cantare. Dal mio punto di vista, la Revolute Army non dovrebbe esistere come gruppo politico, deve rimanere nella sfera musicale e non accetto che invece possa essere considerata alla pari di qualsiasi gruppo politico esistente.”
“Quindi non vuole ritirare le sue convinzioni davanti alla realtà dei fatti?”
“La realtà dei fatti è una sola, cioè che la Revolute non dovrebbe stare al governo.”
“Grazie per le sue parole signor Slipknot.”
“Grazie a voi per avermi dedicato del tempo.”
 
 
765 anno dalla distruzione della Terra; 102° giorno dell’anno
 
Il volto magro, quasi vampiresco, di Jeremya Slipknot osservava con calma placida e fredda il discorso del Presidente del Senato degli Umani alla combriccola di vecchi saggi e giovani politici, riuniti in quella sala di cemento semicircolare, cercando di capire cosa attendere dal futuro.
I senatori guardavano con facce spente il giovane Stenie Blues, prestante sassofonista della Revolute Army e grande intenditore di giradischi.
“Il nostro presidente, Oliver Mixel, vorrebbe riferire una parola di persona al Senato.”
Oliver Mixel era un ragazzo con i capelli lunghi fino al mento, una fluente bionda chioma che faceva rima con il magnifico pizzetto anch’esso dorato; in parole povere, un ragazzo perfetto.
Oliver si avvicinò al microfono presente sul piccolo palco cementato, batté per un istante con le dita, poi si schiarì tranquillamente la gola.
“Oggi mi sono recato da voi per parlarvi di una modifica importante alle leggi del nostro stato. Vorrei proporre di eliminare la legge T-112, almeno prima di queste prossime elezioni che si svolgeranno tra sei giorni.”
Stenie Blues riprese la parola, rivolgendosi a tutti i presenti.
“Alzi la mano chi è contrario all’eliminazione della legge.”
Nessuno alzò la mano, tutti sembravano essere d’accordo con le idee di Mixel, o almeno quelli delle prime file.
Slipknot rivolse uno sguardo glaciale ai suoi alleati politici, per poi alzare la mano con sicurezza improntata.
Molti senatori rabbrividirono a guardare quella mano ergersi sopra le loro teste.
Il sorriso freddo di Jeremya si guardò intorno, facendo alzare alcune mani anche ai suoi oppositori.
Il presidente del Senato fece un sorriso forzato, per poi parlare subito al microfono.
“Signor Slipknot, lei è contrario all’eliminazione della legge?”
Tutti gli sguardi si rivolsero verso il vampiro, pallido in corpo e in spirito.
Gli occhi meschini e freddi guardarono per un momento i suoi alleati, poi fecero alzare il corpo.
“Io non voglio l’eliminazione della legge, intendo sospendere la legge T-112.”
“Sospendere?!”
“Sì, voglio che sia sospesa.”
Blues guardò in faccia al suo presidente, poi si rivolse ai senatori delle prime file.
“Chi ha intenzione di sospendere la legge e quindi congelarla per tempi futuri?”
I senatori timorosi si girarono verso il vampiro pallido, per poi alzare le mani al cielo, in segno di resa.
Jeremya abbozzò una sorta di riso, emanando la sua compiacenza.
Il presidente del Senato prese il martelletto che aveva in mano e lo batté su metallo duro.
“La legge T-112 è sospesa, quindi rimane in stato di congelamento.”
Grazie alle sue capacità intimidatorie, Jeremya era riuscito negli ultimi tempi a far sospendere centinaia di diverse leggi, così da non eliminare alcuna libertà alla vita degli umani.
Tutti si alzarono dai loro posti di cemento, abbandonando quella sorta di teatro greco.
Jeremya e i suoi compagni si alzarono, muovendosi verso la sede centrale per festeggiare l’evento.
Libertaria- sede centrale dei Libertari.
 
Le finestre grigie dell’edificio davano un senso di vuoto al misero salotto del luogo dove si svolgevano idee rivoluzionarie.
Si diceva che il Partito Libertario fosse un partito con idee ugualitarie e devote alla libertà, ma questa era la descrizione da attribuirli prima della distruzione del pianeta.
I Libertari di Slipknot avevano lo stesso nome, ma idee e motivi completamente diversi: mentre i Libertari della Terra esprimevano la libertà e idee radicali di essa, quelli degli Umani intendevano contrastare  l’egemonia della Revolute Army e le loro idee musicali.
Il pallido uomo era seduto nella poltrona quadrata, tenendo in mano un bicchiere ripieno di liquidi e altro; la sua testa si trovava altrove rispetto al corpo.
Un uomo semi pelato si avvicinò a lui, indossava degli occhiali spessi e una giacca grigia e cravatta rossa: un perfetto uomo di politica.
Il vampiro si girò immediatamente verso l’uomo calvo, senza dire una parola.
“Non lo finisci di bere?”
La mano del semi calvo si andò a piazzare con l’indice verso il bicchiere ancora pieno dell’uomo seduto, mostrando una voglia di bere ancora.
“Hugh Drunbass, vecchio mio, se vuoi il mio bicchiere semipieno, per quale motivo hai chiesto il permesso?”
Jeremya guardò in faccia il suo braccio destro, suo primo alleato in tutti i campi da quando si erano conosciuti.
“Jeremya, forse non vuoi capirlo, ma tu devi stare sicuro che riuscirai a scavalcare la Revolute. Saranno in pochi che ammettono pubblicamente di detestare la band, ma secondo me molti si nascondono, non volendo sembrare persone strane che odiano la musica.”
Nel mentre che parlava, Drunbass prese dalle mani del suo capo il bicchiere, bevendone il contenuto subito dopo.
“Hugh, le persone non vogliono detestare la Revolute perché sanno che altrimenti apparirei nelle loro camere per invitarli a votare il sottoscritto.”
Il calvo rise, spostandosi verso il bancone metallico per prendere altro liquido da bere.
Jeremya tornò nel suo mondo di pensieri e speranze rotte, venendo interrotto ancora una volta.
Un uomo scarno e triste, vestito di nero, come se fosse un becchino, si era posto davanti al pallido, lasciando che la poca luce venisse coperta immediatamente.
“Nigel, cosa c’è che non va?”
Nigel Goth era il braccio sinistro di Jeremya e quello destro di Drunbass, nonché secondo alleato più fedele tra i Libertari.
Il becchino rimase fermo, senza rispondere.
“Nigel, cosa vuoi?”
Jeremya mosse i suoi occhi e inarcò le sopracciglia grigie, spaventano l’uomo tetro.
Il becchino sussurrò senza farsi sentire, ma facendosi capire dal diretto interessato.
“Tutti credono in te Jeremya, oggi hai dimostrato che solo tu puoi eliminare l’egemonia della Revolute.”
Il vampiro divenne serio, triste, portando gli occhi in basso e sprofondando nella poltrona.
“Nigel, che io sia l’unico che possa abbattere la Revolute non è un fatto rassicurante. I miei nemici sono potenti, impossibili da sconfiggere così facilmente, specialmente se il candidato è un Mixel.”
L’uomo spaventato si guardò intorno, sussurrando ancora.
“Hugh dice che non ci saranno problemi, secondo lui Oliver Mixel perderà la sua postazione d’oro, facendo subentrare noi al suo posto.”
Slipknot si isolò totalmente dal resto della compagnia, senza più prestare attenzione alle parole dei suoi subordinati e dei suoi fedeli.
The stars are laughing on my mind, the only moon will kill me tonight.
“Cosa stai dicendo?”
Jeremya guardò il suo compagno calvo, per poi abbassare gli occhi verso il pavimento e rispondere.
“L’unica cosa libera rimasta è cantare, per quale motivo non dovrei farlo.”
I festeggiamenti continuarono per tutta la notte,  anche se c’era difficoltà nel definire la parola notte in una città semi sotterranea.
La battaglia musicale era appena iniziata e il libertario non si sarebbe arreso tanto facilmente.
 
Spazio autore:

Non sapevo in quale sezione mettere la storia, questo perché è ambientata nel futuro ma non è fantascientifica, ma non è nemmeno fantasy o altro, quindi sì.
Comunque mi presento per chi non mi conosce, sono Davos e scrivo storie su efp.
La storia mi rimbalzava in testa da un po' di tempo, infatti non ho mai visto una storia che parlava di un mondo dove la musica fosse il centro di ogni cosa.
Vi invito a dirmi cosa pensate di questa cosa che ho scritto, solo la verità niente smancerie per farmi contento.
Grazie a tutti.

Davos
   
 
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