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Autore: PeterPan_Sherlocked    19/04/2017    0 recensioni
Sequel de: "Il fabbricante di dei"
Nazelie pensa solo a se stessa. È convinta di essere nata nell'epoca sbagliata, ama la storia ed è decisa a creare quanti più danni possibili nel mondo. Studentessa ripetente di giorno e capitano della Resistenza di notte.
Jules è uno scrittore di giorno e un serial killer al comando di Nazelie di notte.
Il loro è un mondo distrutto, in cui i dittatori terrorizzano la popolazione.
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Uno squarcio di proporzioni colossali sta attraversando il continuum e la Storia è scomparsa.
L'unica speranza sono i due Agenti, le due leggende immortali che venti anni prima avevano salvato il mondo, ma Thomas e Neumalea non intendono salvare quell'umanità così distante da loro, quell'umanità che si accartoccia piano piano su se stessa.
L'Agenzia non ha ancora finito di svelare i suoi segreti e questa volta solo un legame di sangue può essere più forte della distruzione totale.
Genere: Avventura, Azione, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'The Call Trilogy'
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I might even call you a genius except I'm in the room. - Doctor who. Martha arrancò fino alla porta cercando di uscire, spaventata mentre Jules non aveva nemmeno la forza di muoversi, era impietrito davanti a lei, davanti a quella ragazza che credeva di conoscere. Il rosso dei suoi capelli era semplicemente scivolato via mentre gli occhi avevano cambiato colore mille volte prima di assestarsi su quello definitivo. "Un ottimo blocco genetico, non c'è che dire. Probabilmente ti avrò sbloccato qualche area del cervello che non credevi di avere." commentò Lea, mentre Thomas continuava a girare intorno a Nazelie. "Interessante... perché bloccarla geneticamente? E' un'Agente normale. Forse è un esperimento, ora però sarà tutto più semplice. L'ho sbloccata geneticamente, la sua testa ora sarà un caos di informazioni e da quel caos noi dobbiamo capire il più possibile." Era sempre veloce a ragionare Thomas e saltava sempre pezzi di ragionamento quando spiegava ad alta voce. Nazelie continuava a fissare lo specchio rendendosi conto che il problema non era il fucsia acceso dei suoi capelli, non era nemmeno quell'arancione tendente al nero e il blu notte dei suoi occhi, nonostante mai aveva visto qualcuno con gli occhi di due colori differenti. Il problema era la sua testa, la sua testa che continuava a elaborare informazioni, che mandava impulsi dappertutto e lei poteva sentirli e non impazzire. La sua mente stava analizzando a sua insaputa ogni istante della sua vita per trovare un senso. "Dentro la vostra testa... è sempre così? Voi parlate di un argomento e la vostra mente si concentra su altre dieci cose diverse?" "Solo dieci? In questo momento il mio cervello sta pensando a diciannove cose, più sto creando un problema impossibile perché mi annoio, quello di Thomas probabilmente starà componendo qualche melodia o se ne starà andando a spasso per le epoche, è molto poetico, sai?" rispose Lea. "Ora che finalmente sei utile a qualcosa, puoi tranquillizzare la poliziotta e svegliare il sapiens dallo stato di shock? Mi danno fastidio." Nazelie corse verso Jules. "Sono sempre io, okay? Sono solo... più intelligente? Non so come spiegartelo, la mia mente ha accettato il tutto dopo i primi trenta secondi ma tu non hai la mia mente. Okay, Jules. Sono sempre io, sono sempre Nazelie, Generale della Resistenza, bocciata, flirto con te perché sei l'unico essere umano che sopporto anche se hai quindici anni in più di me. Ora va e tranquillizza Martha, ti prego." Jules si alzò con ancora lo sguardo vacuo e raggiunse la poliziotta che nel frattempo si era accasciata contro la porta. Per Jules era più semplice, conosceva Nazelie, sapeva che la sua intelligente era sempre stata inumana e quasi poteva far finta di credere a un potere superiore che in quel caso era lei. Per Martha era diverso. "Flirti con un sapiens veramente?" chiese Thomas. "Tu hai flirtato con lei." rispose Nazelie acida, indicando Lea che, seduta sulla poltrona, aveva iniziato a mangiare cereali dalla busta. Lea rispose con una smorfia. "Certo, lei è Atena, la dea della guerra." "E' una vita che non sentivo qualcuno chiamarmi con quel nome." Lea si addolcì un po'. "Comunque! Cosa ci dovevi dire?" "Che cosa vi dovevo dire, che cosa vi dovevo dire..." Nazelie si prese la testa tra le mani iniziando a camminare in modo febbrile lungo la stanza. "Troppa confusione, troppa confusione! Tu, torna al tuo posto e tu, cosa dannazione ci fai lì in mezzo a fluttuare tra i miei impulsi neuronali?" continuava a darsi botte in testa. Jules guardava sconvolto la sua Nazelie impazzire. "Che cosa le avete fatto?" Fu Neumalea a rispondere. "E' molto intelligente anche per una alius, supponendo che sia della seconda generazione deve aver avuto genitori con un ottimo patrimonio genetico, non molti sono capaci di ordinare pensieri che sono in viaggio sottoform di impulsi. Comunque, sapiens, ora sta mettendo in ordine nel suo cervello per riucire a trovare quello che le serve." "E cosa le serve?" "Trovato!" in quel momento Nazelie alzò la testa. "Oh, sono intelligente, molto intelligente!" Jules la guardò male. "i segni del dolore e della pazzia sono le vostre cicatrici, ho un messaggio per voi. Venti anni sono passati, la Storia è stata rapita, Sophie ha compiuto la sua vendetta. Se lei non sarà liberata, la Terra collasserà su se stessa. Questo era il messaggio e... oh." Nazelie si girò verso Jules e Martha, poi verso Thomas e Lea. "Sophie Hunter! Sophie Hunter ha compiuto la sua vendetta! Capelli rossi, occhi azzurri... penso. Potrebbe essere una di noi, ci ha trasportati in Russia a morire, ma perché? E prima avete nominato Regulus, è il pazzo vero? Anche lui è uno di noi, continuava a dirmi che sono una alius! Quanti siamo? E Mariame, la Storia, eprché è la Storia, ho ragionato bene vero? Mariame continuava a dirmi dei miei genitori, penso sia importante." "Regulus sapeva di te. Male, molto male. Tommy, fa una chiamata all'Agenzia, ci serve quel dannato direttore. Abbiamo una alius misteriosa, la Storia scomparsa, genitori che abbandonano i figli e di nuovo la sgualdrina di Alexander." Lea era stizzita. "Alexander è morto." le ricordò Thomas. "Lo so, c'ero quando è successo. Cioè, ero morta in quel momento... ma hai capito no? Prima cosa da fare: rimanda la poliziotta in Russia." "No." Martha si strinse a Jules. "Sì." tutti si voltarono, era stata Nazelie a parlare. Continuava a fissare Martha e Jules, concentrandosi sulle braccia di lei intorno alla vita dello scrittore. "Martha torni a casa, è per la tua sicurezza e per la nostra." "Quanto sei sentimentale, Nazelie." sbuffò Lea e si decise finalmente ad alzarsi dalla poltrona. Non aveva voglia di rimettersi in gioco, non di nuovo ma una promessa è una promessa. Lei e Thomas erano cambiati così tanto in quegli ultimi venti anni. Forse erano diventati come i cattivi delle favole, egoisti e senza cuore, ma il dolore porta a delle scelte. Il dolore porta all'odio, l'odio porta alla freddezza e ti ritrovi un giorno ad uccidere senza sentire sensi di colpa, semplicemente pensando di aver eliminato un altro sapiens inutile dalla faccia di quel misero pianetino verde e blu. Guardare Nazelie, Jules e Martha così pieni di vita la innervosiva. Aveva trentasette anni e si sentiva stanca, mentre quando si guardava allo specchio vedeva una diciassettenne con le occhiaie troppo scavate, il rossetto troppo scuro e le cicatrici troppo profonde. Riusciva a non impazzire solo guardando Thomas. Anche lui era cambiato, anche il suo viso si era fatto scuro eppure lui aveva sempre avuto quella capacità di farla sentire a posto con il mondo. Lea a malapena si accorse di Martha che scompariva di nuovo nel suo tempo, di Jules che spingeva Nazelie chiedendo spiegazioni e dell'arrivo improvviso di Regulus. Stava immersa nei suoi pensieri, cercando di capire quale fosse il problema più importante: forse la scomparsa della Storia? O la vendetta di Sophie? Le due cose erano sicuramente collegate, ma come, quale era il collegamento? Lea alzò gli occhi verso Thomas e gli prese la mano, stringendogliela forte, poi guardò Regulus che era appena atterrato sul divano. La ragazza puntò il dito contro Nazelie. "Chi sono i suoi genitori?" "Io sono il direttore! Ero nel bel mezzo di una riunione quando quella dannata voce metallica mi ha annunciato che sarei partito, di nuovo, per questo posto ignoto! Che ci fa un sapiens in questa casa e perché la alius non registrata sta a casa vostra? Dannazione Agenti, perché qualsiasi cosa succeda, ci siete sempre in mezzo voi due?" Thomas ignorò tranquillamente lo sproloquio di Regulus. "Hai sentito cosa ha chiesto Lea, chi sono i genitori della alius?"
   
 
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