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Autore: skin_and_bones    19/04/2017    0 recensioni
Un sognatore vuole diventare. Diventare cosa? È difficile spiegarlo, nel frattempo: sogna.
Genere: Introspettivo, Malinconico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 2

Oggi il Sognatore è triste, è sul letto, all’alba, sogna. Ma i suoi pensieri sono fugaci come sempre, e nonostante ci provi, e ci provi, loro scappano, gli sfuggono. Scrivere non ha messo in ordine la sua testa, prova a rileggere ma la sua mente non trattiene i ricordi, è come se le parole svanissero dalla carta.
Non ce la fa più, il Sognatore, esce di casa, con una sigaretta in bocca si siede, appoggia la schiena ad un muro qualunque, guarda il marciapiede. Da lontano sembra che abbia gli occhi chiusi, ma non lo sono. Osservano tutto, quegli occhi: occhi giovani, occhi di un bambino di dieci anni. Guarda i piedi degli adulti che si tengono ancora per mano, guarda i gruppi di ragazzini poco più grandi di lui, guarda le signore anziane, quelle sole. Possibile che tutte queste persone ogni giorno vivano la propria vita? Tutti, nessuna eccezione. Migliaia di persone vivono vite al di fuori del suo mondo. Questa cosa fa un po’ impressione al Sognatore, cerca di capire a cosa pensano, dove vanno, da dove arrivano. Nessun viso però gli risponde, sembrano tutti muti, lontani.
Su un vecchio quaderno, preso in mano solo la sera prima, comincia a scrivere:
“Ho già visto la strada che stai percorrendo, lasciati guidare, sono già passato sotto quelle stesse nuvole.”
Ma chi è, si chiede il Sognatore, chi è che parla? Prova ad ascoltare: sente disperazione, malinconia. Queste emozioni diventano sue, si ingrigisce. Adesso si sente sospeso da un filo invisibile, all’interno della sua mente.
Non ce la fa più, il Sognatore, si alza, cammina. Nota una cosa che prima non c’era: un cane, sdraiato sul marciapiede, senza guinzaglio, è calmo. Fa scorrere lo sguardo, c’è un muro. Ma non è un muro qualunque, è un muro diverso. Questo muro è viola.
-Prima non era viola.- pensa ad alta voce il Sognatore.
- Ti piace?-
Sdraiato, ai piedi del muro viola, c’è un uomo, giovane, lo guarda. Il Sognatore perde per qualche secondo la percezione del suo corpo, non era pronto ad entrare in collisione con il mondo di qualcun altro. Rispondo? Si chiede.
-Molto.- Il Sognatore non è molto loquace, al di fuori della sua mente.
L’uomo sorride, continua a creare delle linee con la sua bomboletta spray.
-Tu disegni?- chiede l’uomo. Forse è un Creativo, o un Creatore? Il pensiero scappa.
-No, sogno. Un tempo disegnavo, dipingevo, ma ho smesso.- con questa risposta il Sognatore tentenna un po’, è stupito da se stesso, tanto che di nuovo la sua anima scivola via dal suo corpo per qualche secondo. Poi torna.
-Mh, peccato!- sorride di nuovo il Creatore.
Già, peccato. Ma come dipingere quanto nella testa hai solo sogni? Non c’è spazio anche per i quadri, si dice il Sognatore, sono troppo impegnato a trattenere i sogni in quella piccola stanza.
Il Sognatore non è più triste, non come prima. Ma la sensazione di incompletezza, no, quella non va via. Quella resta. Ed è tremendamente pesante.
Un buco nero nel petto, come una boccetta d’inchiostro appoggiata sull’anima. Si siede ad una scrivania, il Sognatore, in un bar qualsiasi, e comincia a riempire quel vuoto, leggermente, per cacciare l’Incompletezza.
  
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