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Autore: milye    21/04/2017    0 recensioni
INTRODUZIONE
Scusate questa e la prima storia che scrivo quindi sarà piena di errori, ma passiamo al sodo : la protagonista e una ragazza come tante che si trova ad affrontare i problemi adolescenziali, la fiducia che a in se stessa comincia a vacillare e l’amore... Una piccola parte del capitolo zero :《Sei inutile….》melo dici, con il tuo tono duro e veritiero che ti caratterizza, sempre e solo questo, non hai altro che queste parole da donarmi《Come mai sei così crudele, nei miei confronti? 》 Come una stupida, domando quasi speranzosa che tu possa dirmi qualcosa di diverso, dal solito… Buona lettura.
Genere: Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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~~   Capitolo uno
Sono già molte le notti che senza scelta, le passa insonni davanti alla televisione, con una tazza di the caldo in mano e degli antidolorifici per l'emicrania.  Si addormenta, con la sigla di qualche programma a lei e al resto del mondo sconosciuto, come sottofondo, proprio dieci minuti prima, che la sua fidata suoneria si attivi per annunciarle, che è ora di prepararsi per scuola. Contro voglia si persuade ad adempiere ai suoi doveri da studentessa. Apre gli occhi, sempre contro voglia, notando che preciso come al solito sono le 6:00. Si precipita ha controllare che lezione deve svolgere o meglio 'subire' quella mattinata:
2 ore di Diritto Economia.                 
1 ora di Inglese.
1 ora di Geografia.
1 ora di Matematica.
1 ora di Letteratura.
《Ma che ***** ci vogliono torturare o cosa.》Tira fuori tutto di un fiato senza neanche accorgersene.
《Emily, c'è qualche problema?》Domanda, la madre, dalla sua camera da letto, con la voce ancora impastata dal sonno.
《No, niente continua pure a dormire, Grecel.》Risponde sbirciando, l'espressione contrariata, della donna per il suo risveglio brusco.
《 Mio bijouuu, oggi comincerà il mio turno notturno, in ospedale. È tuo padre partirà per uno dei suoi soliti viaggi di lavoro. Per un po’, starai da sola.》Informa dispiaciuta e urlando per farsi sentire .
《Che novità.》Borbotta la ragazza.
《Hai detto qualcosa Emily.》La vede avvicinarsi a lei, mentre cerca di formare il nodo per tenere in saldo, la vestaglia.
《Sì, in bocca al lupo, la tua sarà una nottata movimentata. 》In questa  frase, si cela un po’ di gioia. Nel poter aver la casa tutta per se.
《E poi, sei gelosa delle 'mie nottate movimentate', ma neanche le tue scherzano. 》Se nella frase della figlia si celava della gioia, in quella della madre era tutto forche quella.
《Hm. cosa?》La guarda perplessa.
《Tesoro, quelle occhiaie ti regalano una viso degno, per un film horror. Potresti addirittura  vincere un Oscar.  》Dichiara tutta fiera come se avesse scoperto chi sa che.
《Fai paura.》 Afferma, per poi cominciare a ridacchiare.
《Oggi sei più simpatica del soliti.》Accompagna la sua frase con una linguaccia.
《Dai, mamma ora vai a dormire sennò ai tuoi pazienti, chi ci pensa? 》Nel frattempo che la madre va a distendersi nel lettone, Emily prepara la moka.
《Emily.》Dopo un po’, la sente pronunciare il proprio nome.
《Sì? 》Molla la brioche, e corre nella camera da letto dei genitori.
《Ti… voglio... bene...》Farfuglia nel sonno.
《Hm. Ok. Sogni d’oro, Grecel.》Solo tu mamma, puoi essere così... così... fenomenale.
Ritorna in cucina, un po' frastornata e finisce di fare colazione e soprattutto di bere il caffè doppio, che le servirà. Corre in camera, ha prendere i jeans blu notte, camicetta semplice, rosa antico, sniker nere e la collanina a forma di chiave musicale, che mette come porta fortuna da sempre. Ora è arrivato, il fatidico momento di guardarsi allo specchio. E è costretta ha dare ragione, a sua madre il suo viso fa paura. Afferra di corsa il correttore e se ne spalma in quantità industriale, finché non riesce a nascondere le occhiaie, mette un po’ di lucidalabbra rosa, la matita nera, e fatto. Quindici minuti, ci ha messo quindici minuti, odia truccarsi, lo trovo uno spreco di tempo, ma non ha altra scelta, non vuole spaventare a morte nessuno. Poi come ogni giorno, da un po’ di tempo a questa parte, con fare metodico e quasi maniacale, mette questa sua maschera, perché non può permettersi di far vedere, questo suo lato inutile e non sopporterebbe mai, di far preoccupare ulteriormente le persone a lei care o anche quelle che la circondano. Si ripete mentalmente che sarà la solita Emily. Si allena allo specchio a ricreare dei sorrisi, i più realistici possibili. Dopo un po’ prende la spazzola è comincia a pettinarsi, coda, sciolti o uno chignon? Vabbè sciolti, come al suo solito, ma si porta un elastico per sicurezza. Da un’occhiata al suo riflesso, è vede in esso una ragazza dai cappelli biondo miele, che le arrivano fino alle spalle,  incorniciandole il viso, con una carnagione più bianca di quella di Biancaneve, le labbra leggermente carnose e di un rosa chiaro, le guance che si intingono di un rosso fuoco ogni volta che è messa, in imbarazzo, occhi grandi, color pervinca, ciglia folte e lunghe, visibili anche senza l'aiuto del mascara. Ecco cosa vede ogni volta, che si guarda, una ragazza come tante, né belle, né brutta, né alta, né bassa, né magra, né grassa. Solo se non fosse per i suoi occhi... ma veramente... pervinca, non poteva aver colore, più strano e orribile di quello.《Ahhh.》 L'unica cosa positiva di quel colore.....no, non c'è assolutamente niente di positivo, nel pervinca. Viene sempre notata e ricordata, per colpa di quei stupidi occhi.
《Wooff.》Il suo Dobermann, la distoglie dai pensieri. Come se sapesse che la sua amata padroncina si stesse tormentando.
《LOT, non fare baccano. La mamma dorme.》
《Woof.》Risponde, contrariato.
《Sì, sì hai ragione. Ora ti porto fuo..》Non fa,  neanche in tempo a finire la frase, che si ritrova fuori dalla  stanza.
《DAMMI due minuti, che mi metto la giacca è sono pronta  per la nostra passeggiata.》Guarda l'orologio è sono le 6:40. Si fa un resoconto di tutto quello che deve svolgere e constata che riuscirà a fare tutto  in tempo.
《Woof, wooof》Vede la coda del suo fidato amico a quattro zampe scodinzolare, all' impazzata, almeno lui è felice. Prende il guinzaglio e escono di casa, il più silenziosamente possibile per non svegliare la loro coinquilina. Percorrendo la loro solita strada, per andare al parco, salutando le solite persone come ogni solito giorno, il panettiere, fruttivendolo, la fiorista e così via. Quaranta minuti, dopo rientrano a casa, poi si assicura che Lot abbia acqua e cibo a sufficienza, e comincia a preparare anche la sua borsa. Salutando lot è si dirige verso scuola. 


Entra in classe, sbadigliando《Buuoon giorno. Com’è andato il week end ?》
《Ciao Emily, benissimo, il tuo?》
《Bene, grazie Abigaille. 》Nel frattempo si guarda attorno e nota delle face, che riescono a superare la sua...
《Perché i ragazzi sono ridotti in quello stato?》
《Perché oggi è lunedì. No?》Brontola Walter, con ironia, mentre muove le mani formando strani gesti.
《Non ti vorrai mica, dimenticare gli allenamenti di calcio.》Afferma, mentre ridacchia.
《 Abigaille non infierire. 》Pronunciano all' unisono, sia Emily che Rafael.
《ahhh, non ricordarmelo. È cento volte meglio dormire. 》Riuscendo a strappare un    sorriso a tutti gli spettatori.
《Ragazze non c'è niente da ridere, vorrei vedere voi al nostro posto》Cominciando a piagnucolare peggio di un bambino.
《Ma stai un' po’ zitto, Walter. È solo lunedì.》 Walter e Abigaille sono la famosa "coppia che scoppia", della scuola, anche se non ufficialmente.  Andando sedersi al suo solito posto, in prima fila, vicino alla finestra, cerca con lo sguardo la sua vicino di banco.  Destiny, deve essere in ritardo, come suo solito.
《Giorno.》 Eccola, fare il suo ingresso, con il respiro affatto, con i suoi cappelli di un inteso rosso scuro,  più scompigliati di quanto i suoi  boccoli gliele rendono di solito, le arrivano fino alle spalle, donandole quel look un po' sbarazzino, che già spiega tutto di lei, le sue lentiginni quasi impercettibili finché non si a rabbia, i suoi occhi, verde scuro ricordano gli occhi di un felino, indomabile, alta, formosa nei punti giusti, i suoi indumenti, sono sempre femminili e curati nei minimi dettagli.
《Driiiiin Driiiiiin》Subito dopo il suono, fastidioso della campanella. Fa la sua comparsa, il prof.
《Buongiorno.... Signorina  Dionigi... Si sieda. 》Entrando in classe in perfetto orario, come se avesse un orologio, incorporato.
《Scusi, ho avuto problemi con la sveglia.》Cerca inutilmente di giustificarsi.
《Dogiani, quando mai non ha problemi, un giorno la sveglia, l' altro la macchina, poi ci sarà il giorno degli zombie? 》Nel frattempo che la poveretta  corre a sedersi, il prof tira fuori il registro per l'appello.
《Buongiorno, prof. 》Lo salutiamo in un coro cordiale, come ci è stato intimato di fare nei primi giorni di scuola.  Dopo essersi informato, con quanti alunni avrebbe avuto a che fare in quelle due ore.
《Oggi c'è la verifica, vi do venti minuti per ripassare. È mi auguro -per il vostro bene- che non vada a finire come l'ultima volta.》Si affretta a comunicare, senza tanti giri di parole e in pochi istanti nell'aula si diffonde un silenzio tombale.
《Nisty, c'era una verifica?》Domanda  spaesata, con un filo di voce.
《Uuu, aspetta aspetta, no ,dai  non me l'aspettavo da Emily Royalit, non ha studiato!!》La fulmina con gli occhi, nella speranza che l'amica, smetta di ridere, al contrario lei, la ignora bellamente.  《Quando hai finito di ridere, mi diresti le pagine che c'erano da studiare?》Prende il cellulare è controlla.
《Aspetta, uff, dove lo scritto, ah trovato, da 135 a 185 .》Le mostra il display spiaccicandolo sul volto.
《Grazie.》Facendo i soliti due calcoli, che si fa in quei casi :185 - 135 = 50.  Cinquanta pagine, il prof Melinverni non si smentisce mai. Come vede fare a tutti i suoi compagni anche lei comincia a leggere le pagine. Assegni circolari e bancari le differenze, Cambiali, finanziamenti... Il tempo passa in fretta e lentamente nello stesso tempo.

《Ok, chiudete i libri. È un testo con 69 parole mancanti.  E non fate quelle face, è semplice. Cominciate pure quando volete.》Consegna il tanto temuto foglio, con un ghigno divertito in volto. 《Dimenticavo se vi becco copiare è un 20, avete 50 minuti.》Dopo essersi assicurato che tutti avessero recepito il messaggio si va a sedere. 
《Mily, che è sta roba?》Gira e rigira il foglio, ma sbuffa, capendo di non capirne niente.
《Boo, prevedo tante insufficienze.》Sì sente un altro sbuffo ma questa volta proviene dall' amica, nisty.
《Come sempre.》Dichiara con un altro sbuffo, ma per un errore di modulazione, anche il professore è riuscito a sentire il lamento.
《SILENZIO.》Dopo quel rimprovero si mettono a lavora, nel più assoluto silenzio...  Emily i primi 20 minuti, li passa a guardare il foglio bianco, pregando di avere un lampo di genio e di non prendere un altro 44 o vedrà il lato, che teme di più dalla madre.

《Consegnate.》
《 Mentre correggo le VOSTRE verifiche,  fatte quello che volete basta, che state zitti. 》Dopo di che il prof comincia la correzione, lasciando la possibilità ai ragazzi di fare altro.
《Emily Destiny, come è andata la verifica? A me benissimo, ovviamente.》  Dopo quella sua dichiarazione, la vedono avvicinarsi a loro, emanando la sua aria di   superiorità, superficialità.
《 Ne sono molto felice....  ora  se non ti dispiace Charlotte, ciao.》Le fa il cenno di andarsene con una mano e con l'altra la saluta.
《Su, su Denisty.》Appoggia la sua mano, con quelle unghie, false come lei, ricoperte di strass, che ricordano tanto la matrigna di Biancaneve, bella fuori, ma marcia dentro, sulla spalla di Destiny.
《Per te sono Dionigi.》 Ribatte, con un movimento  brusco le sposta la mano e contro voglia deve reprimere il desiderio di prenderla a schiaffi.
《Vabbè... Emily a te com’è andata? Sai se vuoi, posso darti ripetizioni. 》
《Oh. Tesoro. Non fare quella faccia, lo dico per te, tu sai ovviamente, che sono la migliore in questa materia. E in tutto.》Mentre Charlotte continua a pavoneggiarsi,  la mano di Destiny afferrare il braccio di Emily e con l'altra si tappa la bocca cercando di sopprimere le risate. 
《Ma come ossi. Tu!》Per "quell' umiliazione" subita, si riesce quasi a vedere uscire il fumo dalle sue orecchie. 
《Ragazze, c'è qualche problema?》 Rafael si affretta a mettersi in mezzo, a quella tempesta cercando di fermarla prima, che possa prendere forma.
《No,  Rafael caro.》Dichiara per poi volare al collo del ragazzo, la cui sua unica colpa è di essere un po' più affascinate, dei suoi coetanei.
《Ok, Charlotte. Ciao Emily.》Nel frattempo prova a staccarsela di dosso, inutilmente.
《Ciao.》Risponde senza guardarlo e iniziando a giocherellone con le dita. 
《 Ei Rafael, ci sarei anch'io, sai com'è.》
《 Ciao, anche a te. Sai com'è.》
《*******,  Betrand》
《*******, Dionigi.》
《Allora, come avete trovato la verifica?》 Domanda il ragazzo, dopo il breve battibecco con la sua pseudo nemica. 
《Incompressibile.》 Risponde sbuffando nisty.
《Avrò il voto massimo di sicuro. 》
《Tu, Emily?》 Le rivolge un sorriso cordiale.
《Non so.》Risponde secca. Ricevendo una gomitata da nisty.
《Credo bene.》
《Ok. Se pe》Viene interrotto dal professore che fa cenno a tutti i presenti di sedersi.
《Ho finito di correggere i vostri obbrobri. Quindi:》
《Andrew 10.00, e vorrei ricordarvi, che è 10 su 100.》                            
《Destiny 84.94, sappia che se stesse attenta alle lezioni prenderebbe di più.》
《Tiffany 59.78, c'era quasi stavolta.》
《Erik 0, la prossima volta provi almeno ha farla.》                                   
《Patrick 47.82, vedo che, siamo migliorati dall' ultima volta.》              
《Paige 60.60, ottimo. 》  
《Walter 20.59, la smetta di pensare solo al  calcio e studi.》
《Abigaille 38.73, vedo che si é  fatta infettare da Walter. Male molto male.》
《Rafael 93.33, bastava studiare.》 
《Jadyn 53.89, continui così.》
《Charlotte, 93.40, sarà delusa nel sapere che è stata superata questa volta.》
《Emily  98.57, avrebbe potuto prendere il massimo.》Sì toglie gli occhiale e comincia a massaggiarsi il setto nasale.
Solo dopo un paio di sospiri, ricomincia a parlare.《Se non si fosse sbagliata... a scrivere il proprio cognome. Non so cosa fare con lei, Royalit,  non mi cade sulle cose più complicate, ma quell' elementari non le azzecca. È una Disgraziata.》Quella sua dichiarazione, riesce a trasformare i volti dei suoi alunni da cadaveriche a divertite.
《 E anche lei  Rafael Bentrad e messo nella stessa posizione della signorina Royalit, non so quanto vi convenga a prendere un' altra insufficienza, con le madri che vi ritrovate. Sappiate che non sono disposto a farvi soggiornare a casa mia, se il votaccio per cui sarete cacciati è nella mia materia. 》
《Mi raccomando dite hai due assenti che la prossima volta che ci vediamo faranno la verifica.》 Il resto delle lezioni si è svolto nella più assoluta tranquillità, ovviamente se si lasciano, perdere gli sguardi provocatori di Charlotte e le sue frecciatine velenose, rivolte a chiunque non l'acclami.


Alla fine dell'orario scolastico manca ancora un'ora è poi, si può fare ritornare nelle proprie dimore.
《Ragazzi, ragazzi ho avuto un idea geniale.》Un brivido passa, sulla schiena di tutti i presenti.
《Di che si tratta stavolta... Walter... perché se è geniale come l'ultima volta, ti spedisco a calci aldilà.》Già l'ultima volta... sequestrare il cane del preside... il cui esito è meglio dimenticarlo.《Una festa. Una FESTA. Facciamo una festa.》Enuncia con tanto di quell' entusiasmo da essere contagioso. 
《È dove, scusa? Da te?》Al contrario, Abigaille è quasi pronta a commettere l'omicidio, del suo amato vicino di banco.
《Eee... Da me no è troppo piccolo...  Qualcuno ha posto? E poi non posso avere io tutte le soluzioni.》
《Ma quando mai hai una soluzione? Sai fare solo danni!》
《Emily, tu non avresti casa libera?》Domanda Tiffany, cercando di distogliere l' attenzione su qualcosa altro, per via della sua indole pacifica.
《Sì, i miei non ci sono mai.》
《Davvero? Non lo sapevo.》Lo sguardo, curioso di Rafael, tenta di studiare la prossima risposta della ragazza, come se ella fosse un esemplare raro.
《Sì.》 Risponde senza tanti giri di parole, ricevendo un’occhiataccia, da parte dell' amica.
《Allora possiamo farla da te?》 Lo sguardo di Walter si illumina di speranza. 
《Devo chiedere, ma immagino che mi diranno di no. Mio padre è un maniaco dell'ordine e controllo. Mi dispiace.》
《Che peccato.》Cominciando a piagnucolare, come se fosse un bambino a cui gli è stato tolto il giocattolo.
《Invece tu  Patrick?》《Se la facciamo di sabato non ci dovrebbero esserci problemi, ma dovrei dirlo ai miei con largo anticipo.》
《Ok... allora tra un mesetto?》《Sì, più o meno.》《Allora è deciso scegliamo un sabato in cui ci possiamo riunire tutti.》
《Voi decidete   pure, per me e mily andrà bene qualsiasi data proporrete.》

Nel frattempo che gli altri decidono il da farsi, nisty, trascina in un angolino la sua migliore amica.《Che ti è presso?》 Il suo tono, accusatorio non promette nulla di buono.
《Cosa intendi dire?》
《Sei impossibile, intendo con Rafael, per quale motivo lo hai trattato così. 》Questo è l'inizio di un interrogatorio, che di certo non sarà piacevole.
《L'ho trattato come sempre.  No?》
《Appunto. Io non ti capisco. Sbaglio o sei cotta di lui?》 E in un attimo il viso dell' interrogata, diventa rosso come un peperoncino, in procinto di esplodere, per l' imbarazzo.
《S-si.》Conferma, maledicendosi, per il suo balbettio.
《Appunto, una persona normale quando    parla col ragazzo di cui è innamorata, balbetta,-e non davanti a me- diventata dolce o rossa come un pomodoro... Non acida come una VECCHIA ZITELLA.》《Non è  colpa mia.》Cerca di scagionarsi.
《E scusa, di chi sarebbe la colpa?》
《Lo sai bene, tutti i con sanguigni di mia madre quando si innamorano diventano acidi coll' interessato, invece quelli di mio padre, estremamente intraprendenti.》
《E tu, ovviamente hai preso i geni di Grecel.》
《Sì. Ma mi va bene così.》
《Come scusa?》
《Non ho intenzione, di dichiararmi o cose simili... e poi non credo di essere il tipo adatto, sarei in grado di rovinare tutto.》
《No, no, no 1 ferma il film mentale che stai per farti.》
《2 Dobbiamo fare in modo che voi passiate un po' di tempo soli soletti. E ho già in mente chi potrebbe aiutarci. È deciso.》 Le spunta un sorriso malizioso.
《Hai per caso ascoltato, cosa ho detto?》
《Sì, è non mi interessa. L'amore vince su tutto anche contro una bisbetica.》
Stava per ribattere ma viene interrotta dall' entrata del preside, informando la classe che la professoressa di letteratura,  per motivi personali non può più presenziare. Specificando, che per sfortuna, ha già trovato un sostituto. Solo allora si nota dietro di lui, un giovane uomo, di bell' aspetto, indossa dei pantaloni neri dalla linea classica, una camicia bianca con alcune stampe tribali di color nere, grazie alla quale si può intravedere il suo addome ben scolpito, con le maniche arrotolate fino sopra il gomito, i suoi cappelli di un castano così scuro che possono essere facilmente scambiati per neri, hanno un taglio alla moda, degli occhiali neri decorano il suo volto, possiede degli occhi verdi con alcuni puntini neri sparsi qua e là, i quali sembrano formare una costellazione, il professore Gail, che messo al confronto con il direttore, è tutta un' altra storia, un uomo di mezza età, il quale possiede una statura bassa, ha sempre un sorriso cordiale stampato in volto, i suoi capelli grigi sono sempre ben pettinati, però prendono vita propria quando, è infuriato come per i suoi occhi che da neri riescono a diventare rossi È solito a indossare una giacca color rosa con manica a tre quarti, una camicia bianca, pantaloni bordo.《Buongiorno ciurma. Sono Leonard Gail il vostro nuovo carceriere o se preferite torturatore.》 Si presenta con un sorriso a trentadue denti per poi girarsi verso la lavagna e scrivere il proprio.
《Per primo, faremmo le cose sgradevoli. Ho visto che stavate facendo i promessi sposi, siccome gli avete fatto anche alle medie possiamo, lasciarli lì dove sono.》
《Professore, non possiamo lasciarli a   metà.》La voce che si udisce è stridula e arrogante.
《Hmm. Interessante. Come si chiama signorina?》
《Charlotte Galliardi》
《Charlotte, essendo la scuola una dittatura e non una democrazia, si fa come dico. Ok?》Per poi dedicare alla giovane un altro sorriso, facendola rimanere a bocca aperta.
《 Chiudi la bocca o ti entreranno le mosche.》
《Faremo o meglio farete un lavoro di gruppo -composto da due persone- su un poeta, tema, opera e così via.》
《Prof, possiamo decidere noi il compagno?》 Domanda, un ragazzo dall’ accapigliatura dorata, che fino ad un momento prima se ne stava a poltrire beatamente sopra al banco.
《No, dirò dei nomi a caso, per provare nuovi miscugli.》
《Che rottura.》
《Lei dovrebbe essere Erik, giusto?》
《Sì, che devo fare andare da preside?》
《E perché? Resta pure seduto.》 Donando anche al ragazzo un sorriso, per poi lasciare quasi tutti sbalorditi, sembra che niente riesca a smuovere il sorriso di questo nuovo "dittatore". 《Cominciamo: Destiny con...  Patrick.》
《Charlotte... e... Jadyn.》
《Abigail, Walter, ho sentito molto parlare di voi due.》
《 Walter, è tutta colpa tua.》Comincia a  lanciargli addosso tutto quello che trova all' interno del suo astuccio, colla, temperino, righello... beccandolo ogni singola volta per via della sua mira eccellente. 《Aiiiiiiii. Ti prego fermati. Mi stai uccidendo.》 Dopo una scena cosi esilarante nessun riesce a trattenersi dal ridere.
《Amoreggerete dopo, Paige.... Andrew》《Ma prof mi sta picchiano non vede, ci ha pure gli occhiali.》
《Tiffany - Erik》《Emily e Rafael.》《Co-s-sa, prof non può.》si affretta a protestare.
《Emily, posso e lo farò. 》 Anticipando, la sua prossima replica con un sorriso di sfida che ella conosce bene. L'ora è continuata con la  presentazione da parte degli alluni e con domande verso il prof del tipo quanti anni ha? 27. Ha la fidanzata? No single.   Squadra del cuore? Milan. Fratelli? Un fratello minore. Sia da parte delle ragazze e sia dai maschi.
《Driiiiiiin. Driiiiiiin.》Il suono della campanella interrompe il piacevole intervallo, ricordando che è giunto finalmente il momento di uscire da quella prigionia.
《Ragazzi  fatte attenzione per strada e   visto che ci siamo,  raccomando anche di cominciare a pensare  a qualcosa per il progetto.》 Esce dalla classe con il suo sorriso imperturbabile stampato in volto.《Emily, dove vai? 》Domanda la rossa, vedendo l'amica prendere il portafoglio, metterselo in tasca e il cellulare in mano, per poi dirigersi verso la porta.
《Torno subito. Mi controlli la borsa?》《Certoo. 》Percorre velocemente il corridoio, per poi aumentare il passo quando nota la sagoma designata.
《Prof Gail, posso parlarle?》Vede aumentare la velocità dell'uomo, cercando di sfuggirle.
《Prof.》Sì gira di scatto, verso la ragazza, facendola cadere in malo modo, sul sedere.
《Emily ho appena finito il turno.》Sospira per poi porgerle la mano verso la poveretta che è seduta, dolorante per terra.
《Meglio così, Leo cosa cavolo ti è saltato in mente, tu e nisty -eri tu la persona che doveva aiutarla- vi siete messi d'accordo per farmi impazzire? E poi quando vi siete messi d'accordo?》
《Mily, non lo faremmo mai.》 Prova a rifilare alla giovane una voce storpiata, da persona in buona fede, e contemporaneamente tortura affettuosamente le sue guance.
《 E poi, a cosa l'hanno inventato a fare whats app.》Mostrandole il display del cellulare con i messaggi, solo per poco tempo. Nel frattempo, Rafael, che nota due voci conosciute, ascolta i discorsi dei due, senza che se ne accorgono, fino quando non decide, di prendere parte alla discussione.
《Vi conoscete?》
《Oh, Rafael parlavamo proprio di te. Sai? Scusatemi ragazzi ma devo andare.》
《Quasi dimenticavo Pendrat, tratta bene la mia ragazza preferita.》Solo dopo che il professore se ne fu andato completamente dalla loro visuale, Rafael decide di interrompere quel silenzio imbarazzante che si è creato.
《Esci insieme al prof Gail?》Domando, con un espressione seria in volto.
《NO, per l'amor del cielo, è mio cugino.》
《Ne ho otto -tutti maschi- uno più strano dell' altro.》Rafael  non riesce a stare serio da quando la ragazza a iniziato a parlargli.
《Cosa c'è da ridere?》Domanda facendo la finta offesa. 《'Per l'amor del cielo', ma cosa sei una vecchietta?》
《Tu non sei da meglio.》 Gli sorride, indicando la borsa femminile che tiene in mano.
《Destini, mi ha detto di portartela.》
《Grazie.》
《E volevo sapere se per te giovedì -negli altri giorni ho gli allenamenti-va bene per lavorare al progetto?》
《Sì.》
《Facciamo a casa mia, se non ti dispiace? 》 Gli lancia un occhiata che non ammette passi falsi.
《Solo perché da te non c'è nessuno e tuo padre è un maniaco dell'ordine. Sai io sono molto disordinato. 》
《Rafael?》
《Sì? 》
《Sei in ritardo.》
《ahh. Hai ragione. Ciao Emily.》La saluta correndo verso lo spogliatoio.
《Ciao. Ciao. Rafael.》Riesce a pronunciare queste semplici parole solo dopo che lui se ne è andato, con il viso in fiamme, e il desiderio che quel momento, che lei stessa ha interrotto, fosse durato di più.

 P.S. Ringrazio chi ha letto la mia storia. Il pervinca è un blu lilato.
   
 
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