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Autore: Angi8    21/04/2017    0 recensioni
E' quando pensiamo che tutto andrà male che arriva la persona giusta a farci capire che non è così.
Genere: Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Caro diario, da domani alloggerò in un hotel nel quale farò tre settimane di alternanza scuola lavoro e non ti nego che ho un po’di paura. La città mi è nuova così come tutte le persone di cui mi circonderò..
 
(Primo giorno)
Mi sveglio con un sussulto al suonare della sveglia, avendo messo una delle suonerie più forti.
Mi vesto elegantemente, mi trucco un po’ più del solito e metto in rassegna tutte le cose per non dimenticare nulla.
Una volta pronta do un forte abbraccio a mia mamma, che come al solito ha gli occhi lucidi, è sempre tanto preoccupata ed emozionata tutte le volte che affronto qualcosa di nuovo. Mio papà mi aspetta in macchina, salgo velocemente e sono pronta a partire. Metto le cuffie e guardo fuori dal finestrino.. Ho la mente altrove e non presto molta attenzione a ciò che mi circonda. Dopo due orette intravedo sulla mia destra un hotel molto grande, mio padre accosta, scendo dall’auto, gli mando un bacio e sento un panico crescente. Una volta nell’atrio incontro una ragazza molto affabile, mi mostra la mia camera e mi fa fare un breve giro per farmi sentire più a mio agio. Piano piano presentandomi agli altri e conversando del più e del meno, mi inizio a sentire più leggera e la mia paura inizia a scemare. Mi riferiscono che per tutta la settimana passerò tre ore in un punto preciso dell’hotel, augurando una buona giornata ai clienti che mi passano davanti e segnando il nunero della stanza di coloro che vanno a fare colazione. La cosa non mi alletta molto, preferirei fare qualcosa di più produttivo ma è solo l’inizio! Dopo due orette nel posto che mi era stato asseganto, vedo una ragazza avvicinarsi, si presenta e sembra molto simpatica. È una stagista universitaria e fortunatamente mi tiene compagnia per un po’. Dopo un’altra oretta torno nella reception e aspetto che mi venga affibbiato qualche altro compito, ma a quanto pare nessuno ha niente da farmi fare. Per mezzogiorno mi dicono che posso andare a mangiare. Scendo nella mensa dove mangiano tutti i lavoratori. È una stanza abbastanza angusta, piccola e un pó buia; ci sono due lunghi tavoli rettangolari dove sedersi e un tavolo rotondo nel quale sono appoggiati varie portate. Seguendo gli altri, mi prendo dell’acqua e un piatto dall’armadio all’angolo. Prendo un po’ di pasta in bianco. (In realtà sto morendo di fame e mangerei molto di più, ma mi vergogno e sento gli occhi di molti posarsi su di me: la nuova arrivata)
Mi siedo vicino alla ragazza che mi aveva tenuto compagnia questa mattina ma mi sembra diversa, prima avevamo parlato molto e adesso mi sembra così silenziosa. Per lunghi attimi si formano silenzi assordanti e dentro di me penso che saranno tre settimane tanto noiose. Ad un certo punto entra un ragazzo e viene salutato da tutti. Porta Jeans larghi, al contrario della maglietta nera un po’attillata. Si toglie velocemente il golfino e lo appoggia sulla sedia. Si riempe il piatto e si siede vicino a due ragazze con la quale inizia subito una conversazione, in cui sembra molto divertito. Controlla spesso l’orologio, forse aspetta qualcuno. Senza farlo apposta mi ritrovo ad ascoltare la loro conversazione. Poso gli occhi sulla sua collana, è a forma di luna ed è bellissima, anche se mi sembra un po’ femminile. Mi accorgo che nota il mio sguardo su di lui, faccio finta di nulla, ma continua a guardarmi.
Mi chiede se sono una nuova stagista, gli rispondo di si e abbasso lo sguardo, non voglio che veda il mio imbarazzo. Non so bene il motivo, é particolarmente carino, ma è un ragazzo come tanti.
Dopo un saluto generale esce dalla porta infondo alla stanza. Mi alzo subito dopo e mi dirigo verso la reception in attesa di qualche lavoretto per me. Passo tre ore a spinzare e a riciclare fogli. Una volta finito vado nella mia stanza, il mio turno di lavoro per oggi è terminato. Ho scelto io di alloggiare qui, per non fare due ore di viaggio all’andata e due ore al ritorno. Prendo il mio libro preferito e mi metto a leggere. Passo tre ore tra lettura e musica. Mi faccio una lunga doccia e non avendo dormito molto le sere prima, mi addormento.

Nota dell'autrice: E' una brevissima introduzione della mia storia, con il tempo i personaggi veranno definiti con più chiarezza e la storia inizierá a prendere una bella forma (o almeno così spero)!
  
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