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Autore: Marlene_    21/04/2017    0 recensioni
La prima cosa che ti diranno è cosa sei.
Non il tuo sesso, il nome, il peso o se sei in salute. Cosa sei.
Il medico ti solleverà in aria e aspetterà la tua prima reazione, per poi annunciare il verdetto ai tuoi genitori, che aspettano in ansia da nove mesi, e alla signora seduta in un angolo che ti registrerà nella Dichiarazione.
Se piangi e ti agiti, sei un Talentuoso.
Se sei in splendida forma e piagnucoli, sei un Bello.
Se stai in silenzio e osservi, sei un Intelligente.
Mi chiamo Marlene Carstairs, sono nata il 25 Maggio 2281 da Peter Carstairs ed Emma Line, ho 19 anni, vivo nel North, da grande voglio diventare una pittrice.
Sono una Talentuosa.
Genere: Avventura, Romantico, Suspence | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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CAPITOLO 2
 
«Secondo voi perché ci hanno divisi in Classi?»
All’inizio rimaniamo tutti spiazzati dalla domanda della professoressa, finchè lei non continua. «Sapete tutti come era il mondo prima della Restaurazione, giusto? Vorrei capire come mai, secondo voi, hanno deciso di dividerci proprio in Classi e non per, che ne so, colore di capelli o mese di nascita.»
La classe rimane in silenzio per alcuni secondi, poi prende la parola Kira, un’Intelligente dalla prima fila.
Ovviamente.
«La divisione in Classe non fa distinzioni né di sesso, né di razza. O di religione, o posizione sociale. È un sistema imparziale. Per questo è stato creato. Per questo funziona in maniera così impeccabile.»
Tutti annuiamo alle parole di Kira.
D'altronde è ciò che ci insegnano fin dai primi anni di scuola. Il funzionamento del governo è noto a tutti, nessuno escluso.
Per alcune lezioni non siamo divisi in Classi, come storia, inglese o matematica. Per il resto del tempo invece seguiamo varie materie specifiche in base al nostro piano di studi. In base alla nostra Classe.
Una voce forte e decisa prende la parola, tutti ci giriamo in sua direzione.
«Forse ci hanno divisi così senza motivo apparente. Dovevano scegliere un criterio e ne hanno preso uno a caso. Stiamo parlando degli Scienziati, sappiamo a mal la pena che faccia abbiano, chi lo sa cosa gli passa per la testa a quelli.» 
A parlare è stato Drew.
Qui a scuola lo conoscono tutti.
Occhi azzurri come il cielo, capelli neri come il carbone. Bello fino al midollo.
Inoltre, non fa mai interventi in classe. O meglio, non fa mai interventi che comportino superare le cinque parole o i 20 secondi, quindi gli sguardi a lui rivolti sono per la maggior parte sorpresi, compreso quello della professoressa.
Un'altra voce si leva alta tra le altre.
«Cavoli Drew, un discorso davvero intelligente, sono scioccata. Non è una cosa da Bello. Non è una cosa da te.» 
È stata Maya a parlare. Intelligente anche lei come Kira, nemica numero uno di Drew da quando erano all’asilo.
O forse anche da prima.
«Signorina Kepler, per cortesia si contenga. Niente insulti ai compagni.» Maya si gira e si mette a fissare fuori dalla finestra. Sembra aver perso qualsiasi interesse sull'argomento.
La voce squillante e decisa di Ana arriva dal fondo della classe.
«Forse hanno scelto le Classi per poter amministrare meglio la società.»
Talentuosa, come me.
«Si spieghi meglio.» incita la professoressa.
Lei ci pensa su qualche secondo prima di rispondere. «Gli Intelligenti stanno al governo, e insegnano. I Belli si occupano dell’intrattenimento e dei negozi. I Talentuosi sono operai, o comunque si occupano di arte. Gli Scienziati dividendoci così avevano già il lavoro mezzo pronto, si sono risparmiati un sacco di fatiche.»
La tesi di Ana sembra la più probabile fino ad ora, ma neanche questa riesce a convincermi pienamente. 
Dalla classe inizia a sollevarsi un vociare indistinto, la questione inizia a farsi interessante.
«Molto bene, grazie signorina Lower. Qualcun altro?» 
Lo sguardo dell’insegnante inizia a vagare per la stanza, per poi soffermarsi su di me. «Carstairs, qualche opinione particolare?»
Tutti gli sguardi si girano nella mia direzione.
Non posso dire quello che mi passa per la testa, semplicemente perché non saprei come spiegarlo in un discorso ragionevole. Per qualche secondo ho l'impulso di concordare semplicemente con una delle tesi già esposte, quella di Ana probabilmente.
Invece scelgo di parlare.
«Secondo me non c’è nessuna Classe.» La professoressa mi guarda allibita, fa per parlare ma io continuo, blocandola prima che possa farlo.
«All’inizio gli Scienziati si sono limitati a dividerci in base alle apparenze. La prima generazione, chiamiamola così. Poi ci hanno dato delle regole precise. Sappiamo tutti che all’inizio non ci si poteva sposare tra diverse Classi, o decidere che lavoro fare. Secondo me, ed è solo una mia opinione, noi non siamo veramente divisi. Chissà come mai nessuno si è mai sognato di considerare la propria appartenenza errata. Nessun uomo è mai andato all'ufficio governativo a dire "Ehy io sono Bello dalla nascita però secondo me c'è un errore, perché io mi sento Intelligente." Ci viene semplicemente detto cosa siamo nel momento in cui nasciamo, ed è così e basta. Nessun Bello ha mai pensato di essere Intelligente o viceversa. Nessun reclamo, nessuna protesta. Nessun "ma". Ed è per questo che credo che la gente si autoconvinca di essere qualcosa, di appartenere ad una certa Classe, per poi comportarsi di conseguenza.»
La campanella suona nel momento in cui finisco il discorso. Gli altri raccolgono le loro cose ed escono, per nulla turbati dal mio intervento, le tesi di una qualsiasi ragazza nelle ore di Storia sono poca cosa. Soprattutto se questa ragazza non è un'Intelligente.
Qualcuno però sembra turbato dalla mia ipotesi, dalle mie parole.
«Signorina Carstairs, un secondo solo.»
La voce della professoressa mi raggiunge quando sono ormai sulla porta, così torno in classe e mi avvicino alla cattedra.
Lei mi guarda per qualche secondo, con occhi tristi, come se sapesse un oceano di cose ma potesse solo rivelarmene un pezzo. 
È una signora di mezza età, con i capelli tendenti al grigio, come gli occhi. Non conosco molti dettagli della sua vita privata. È sposata con un Intelligente, come lei, e ha una figlia che frequenta la nostra scuola, anche lei Intelligente.
Quando decide finalmente di parlare la sua voce è dura, come a rimproverarmi. 
«Marlene, devi stare attenta a quello che dici. La Restaurazione ci ha dato molto, e ci permette di fare molte cose, l’unica cosa che chiede è di essere rispettata. Quello che hai detto oggi a lezione è pericoloso. Non devi farti sentire da nessuno, devi ringraziare che i tuoi compagni non prestino attenzione. È importante Marlene, hai capito? Gli Scienziati ascoltano. Sempre. E non permettono che si metta in discussione la loro autorità.»
Mi guarda negli occhi intensamente, come se stesse cercando di comunicarmi qualcosa solo con lo sguardo.
Il cuore mi batte fortissimo, non riesco a dare un senso alle sue parole.
La ringrazio e mi precipito fuori dalla classe. Non le ho risposto, non le ho detto niente. 
Le parole pronunciate in quell'aula continuano a tormentarmi anche mentre mi dirigo in bagno per gettarmi sul viso dell'acqua fredda, nella speranza di calmare i battiti veloci del mio cuore, inutilmente.
   
 
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