Crossover
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Autore: The Big Dreamer    22/04/2017    1 recensioni
E' passato un anno dall'incidente del Tanker nella baia di Hudson (New York) in cui è ufficialmente perito il leggendario soldato Solid Snake, in realtà ancora vivo, che continua a operare in segreto per Philanthropy, l'organizzazione anti-Metal Gear fondata da lui e dal suo migliore amico Otacon.
Con i suoi nuovi compagni Pierre Leclerc ed Elizabeth Laeken giungerà fino a Mitakihara, Giappone, dove un gruppo paramilitare, il Witches' Army, pare stia sviluppando un nuovo terribile Metal Gear dotato di un'arma alimentata da una misteriosa energia.
Snake scoprirà in tutto questo una storia non solo di cospirazioni militari e politiche, ma anche di cose sovrannaturali, tradimento, desiderio di vendetta e perfino d'amore.
Genere: Azione, Drammatico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shoujo-ai | Personaggi: Anime/Manga, Film, Videogiochi
Note: Cross-over, Missing Moments, What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
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Salve a tutti!
Questa storia si basa essenzialmente su un grandissimo fan movie creato dalla Hive Division, un team di cineasti italiani: Metal Gear Solid: Philanthropy.
Nato da un'idea di Giacomo Talamini nel 2002, dopo che questi aveva giocato a Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, dopo anni di travagliato sviluppo nel 2009 è uscito questo bellissimo film senza scopo di lucro.
Con solo un budget di 10mila euro i ragazzi della Hive hanno dato vita a questo lungometraggio che rappresenta una perla della cinematografia amatoriale nostrana, con interpreti bravissimi e voci inglese perfette per i personaggi (soprattutto Solid Snake, che tra l'altro è stato interpretato da Talamini stesso, sfruttando la sua somiglianza fisica col protagonista di Metal Gear).
Purtroppo Philanthropy, concepito come una trilogia, non ha potuto essere completato a causa dello stop voluto dalla Konami al progetto nel 2014 per ragioni mai chiarite (si vocifera fosse dovuto ai sospetti che la Hive Division puntasse a lucrare sopra il film grazie alla campagna di crowdfunding dietro alla realizzazione delle Parti II e III).
Nonostante questo, Philanthropy resta un prodotto assolutamente valido ancora oggi, soprattutto per l'idea, per cui ho deciso di realizzare una storia ispirata ad esso.
Il "mio" Metal Gear Solid: Philanthropy è essenzialmente una serie di storie abbastanza brevi (circa dieci capitoli l'una) che copriranno parte dell'arco narrativo tra il periodo di tempo dei capitoli del Tanker e del Plant di MGS2 e dopo quest'ultimo (ancora non so se includere con le vicende di MGS4 nel finale o farlo finire prima), esplorando quindi alcuni dei pochissimi punti oscuri rimasti nella saga di Metal Gear.
In sostanza queste storie presenteranno diversi crossover tra Metal Gear e altre opere di fantasia, anche se i temi centrali resteranno sempre quelli dell'opera concepita da Hideo Kojima.
Detto questo, vi auguro una buona lettura, e se la storia vi dovesse piacere o, al contrario, fare schifo v'invito a dirmelo nei commenti!

- “Otacon, sei sicuro che dietro a tutto questo ci sia la possibilità che stiano sviluppando un nuovo Metal Gear?” -
- “Non ho dubbi, Snake. Le sparizioni di ragazze adolescenti si sono concentrate enormemente nell’ultimo mese. E miei contatti fidati mi hanno riferito che c’è stata una strana attività nello stesso periodo d’individui che starebbero lavorando su un progetto top secret. Pare che si tratti di un nuovo tipo di Metal Gear, assolutamente rivoluzionario.” -
- “Che avrebbe di diverso dagli altri che abbiamo affrontato finora?” -
- “Non ne siamo sicuri, ma secondo indiscrezioni non utilizzerebbe armi ad energia nucleare, bensì ad energia alpha.” -
- “Ehm … Otacon … cosa diavolo è l’energia alpha??” -
- “Oh, perdonami! Avrei dovuto aspettarmelo che tu non la conoscessi … allora, l’energia alpha è una scoperta abbastanza recente. Pare che a produrla siano alcune ragazze in età adolescenziale naturalmente predisposte.” -
- “E che avrebbe di così speciale?” -
- “Tutti noi esseri umani produciamo una certa quantità di energia alpha, me e te compresi. Essa è grande in base all’intensità delle emozioni che noi proviamo. Tanto per dirti, soprattutto i bambini e gli adolescenti, in particolare femmine, la possiedono, mentre in un adulto come noi due le quantità sono molto basse.” -
- “Cioè … mi stai dicendo che questo nuovo Metal Gear si alimenterebbe con le tempeste ormonali e i cicli mestruali delle ragazzine appena entrate in pubertà?? Wow … mi fanno rimpiangere i tempi di Shadow Moses … davvero …” -
- “Ringrazia che per il momento non siano collegati con noi collaboratori femminili …” -
- “Ho solo detto la verità …” -
- “Una bugia a fin di bene è meglio di cento scomode verità, amico …” -
- “Ti assicuro che questo detto è una cazzata … tutti i nodi vengono al pettine …” -
- “E anche questo è vero … comunque, tornando a noi, secondo le nostre fonti d’intelligence questo Metal Gear utilizzerebbe appunto l’energia alpha di queste ragazzine per alimentarsi, riconvertendola poi in raggi laser dalle capacità degne di un’arma nucleare.” -
- “Stai scherzando, vero?” -
- “Niente affatto. Snake, stiamo parlando della più grande rivoluzione bellica dai tempi del Progetto Manhattan.
- “Oh, Cristo Santo … spero siano solo indiscrezioni senza conferma …” -
- “Per questo Philanthropy deve indagare al riguardo … sospettiamo che dietro ci siano i Patriots …” -
- “Degno di loro … sarebbero capaci di dare ragazzine in pasto a pedofili bavosi di ogni genere … figurarsi usarle come arma …” -
- “Per questo dobbiamo capire cosa stanno architettando … gli obiettivi della missione sono due: primo, entrare in contatto con i nostri informatori nella città di Mitakihara. Ti sapranno condurre dove si dovrebbe trovare il presunto Metal Gear; secondo, controllare che lo stiano davvero sviluppando. In caso affermativo, dovrai ottenere testimonianze al riguardo: foto, video, documenti … tutto il materiale necessario al riguardo. Poi lo diffonderemo su Internet, e a quel punto nemmeno i più sofisticati sistemi di censura dei Patriots potranno fermare il propagarsi d’informazioni nella Rete. Ma nel caso il Metal Gear fosse vicino al completamento …” -
- “Dovrò distruggerlo, giusto?” -
- “Esatto. Come al solito, si tratterà di una missione con equipaggiamento PSP (Preso Sul Posto), ma sta tranquillo: nel retro del furgone col quale ti dirigerai verso la città troverai una pistola Beretta M92F equipaggiata con proiettili tranquillanti, oltre naturalmente al kit d’infiltrazione standard consistente nella tua Sneaking Suit e nel radar Soliton. Inoltre, dovrai indossare una giacca per camuffarti in mezzo alla folla.” -
- “In mezzo alla folla?? Perché??” -
- “Ultimamente le sparizioni di ragazzine hanno imposto alla polizia d’intensificare le ronde notturne. E’ più sicuro infiltrarsi di sera in questi giorni, visto che c’è un’importante festività cittadina.” -
- “Capisco. Approfittiamo del casino per confonderci, proprio quando, paradossalmente, la sicurezza dovrebbe essere al massimo. Ti stai facendo furbo, Otacon.” -
- “Qualcosa devo pur averlo imparato in questi anni, no?” -
 
https://youtu.be/QvEDSkK3GQU
 
ISPIRATO AL LAVORO DI
GIACOMO TALAMINI
 
RINGRAZIAMENTI A
HIDEO KOJIMA & GEN UROBUCHI
 
SCRITTO DA
THE BIG DREAMER


 
La piazza centrale della città di Mitakihara quella sera era un vero e proprio putiferio, nonostante la situazione non fosse delle migliori: le bancarelle e le luci spadroneggiavano, dando un innaturale colore leggermente bianco al cielo notturno.
La gente cercava di dimenticare le notizie sui rapimenti degli ultimi giorni divertendosi con vari giochi moderni o tradizionali, nel puro stile nipponico, anche se si leggeva nei loro occhi e dai loro gesti la preoccupazione, da come cercavano di proteggere i loro figli, soprattutto le ragazze.
Snake contemplava tutto questo mentre passeggiava in mezzo alla folla, nascosto da un soprabito color marrone chiaro. Avrebbe dovuto incontrare il suo contatto in un viottolo poco frequentato, e ormai mancava poco al suo arrivo.
- “Nonostante la situazione cercano di divertirsi … non so se sono da ammirare o da criticare …” -
Proprio in quel momento un bambino piccolo lo urtò, distogliendolo dai suoi pensieri. L’infante crollò a terra, mentre il soldato barcollò, mantenendosi comunque in equilibrio.
- “Ehi, guarda dove vai, moccioso!” - imprecò istintivamente.
Il bimbo, molto piccolo e dai capelli castani, lo fissò un attimo, e poi scoppiò a piangere.
- “Fantastico …” -
Tra la folla spuntò una ragazzina minuta, bassa, dai capelli rosa con un kimono giallo addosso che corse verso il nanerottolo, abbracciandolo - “TATSUYA!! NON SCAPPARE PIU’ IN QUESTO MODO, TI PREGO!!” -
- “Ma … Madoka …” - si lamentò questi - “Signore … grande … grosso … mi fa paura!!” -
- “Grazie del complimento, moccioso …” -
La giovane si girò verso Snake, e per un attimo rimase attonita. Il suo sguardo … ferino … metteva veramente soggezione. Non sembrava un essere umano, ma un qualcosa che trascendeva il concetto stesso di umanità … un qualcosa … di etereo … quasi come se … se …
- “Ehi, ragazzina! E’ tuo questo marmocchio??” -
Tornò in sé, e rispose - “S … sì … mi scusi … è mio fratello …” -
- “Allora vedi ti tenerlo al guinzaglio! Per poco non mi faceva cadere!” -
Il soldato era conosciuto per la delicatezza con la quale trattava i bambini, tanto che Otacon un giorno decise di dargli un soprannome adeguato: “L’Orco”.
- “M … mi perdoni …” -
- “Tsk …” -
L’uomo tornò dunque sul suo cammino, mentre al Codec lo chiamò proprio lo scienziato di cui parlavamo poco fa - “Snake, che ti costa essere almeno per una volta gentile con dei ragazzini?” -
- “E’ una questione di principio, e di educazione. Non si corre, né si strilla. E tantomeno si urtano gli adulti senza chiedere loro scusa.” -
- “La ragazza lo ha fatto.” -
- “Ma il bambino, quello che mi ha urtato, no.” -
- “Si capisce che sei cresciuto in una caserma militare … hai già raggiunto il punto d’incontro col nostro contatto?” -
- “No, ma mi manca poco. Come hai detto che si chiama, scusa?” -
- “Leclerc. Pierre Leclerc. Si è trasferito qui quattro mesi fa, e ha trovato lavoro come addetto alla manutenzione presso una compagnia specializzata in congegni elettronici che segretamente aiuta l’organizzazione paramilitare che pensiamo stia sviluppando questo Metal Gear. Non ti far ingannare dalla sua … presenza …” -
- “In che senso, scusa?” -
- “Lo scoprirai appena lo vedrai.” -
Snake decise di chiudere la conversazione. Chissà cosa voleva dire … forse questo Pierre era una specie di fenomeno da baraccone … insomma, uno dei tanti che ha incontrato nel corso della sua vita.
Sulla via verso il punto d’incontro ebbe modo di riflettere su alcune cose, in primis sul fatto dell’avere una famiglia. Lui non adorava i bambini, per niente. Li trovava piccoli e irritanti, nonché bocche continuamente da sfamare. Del resto, non aveva vissuto un’infanzia serena: passato da una famiglia affidataria a un’altra, dove poteva considerarsi fortunato se non lo picchiavano o lo disprezzavano, non aveva mai sviluppato un’idea di paternità.
I suoi unici modelli maschili di riferimento erano soldati duri e mascolini, come Roy Campbell, Master Miller o Frank Jaeger, altrimenti conosciuto come Gray Fox, ed entrambi non sembrava avessero avuto grandi rapporti con le donne (nel caso di Jaeger disastrosi, visto che era arrivato a uccidere per sbaglio la sua amata, davanti agli occhi dello stesso Snake).
Dei rapporti con l’altro sesso, poi, non ne parliamo: a parte qualche flirt, alcune storielle di poco conto e la verginità persa con una prostituta a 17 anni (per giunta ubriaco), l’unica vera storia d’amore che aveva mai avuto era stata con Meryl, e non era andata oltre i sei mesi, prima che lui sparisse nel nulla, incapace di accettare una vita al di fuori del campo di battaglia. A peggiorare la situazione c’era pure il fatto che lui era sterile. Un effetto collaterale della sua natura di clone di Big Boss …
Ma la verità era un’altra: lui, Solid Snake, era un killer. Non c’erano scusanti: il desiderio di uccidere, di provare dolore, di sentire l’odore della polvere da sparo, del sangue, della carne bruciata … era tutto nel suo DNA. Era la sua natura, non la poteva cambiare. Proprio come gli disse suo fratello Liquid tre anni prima, a Shadow Moses.
- “A te piace uccidere …” -
Era tutto vero. Era un mostro. Un assassino. Era stato progettato così dai suoi creatori. Lui era un affronto a Dio stesso, la volontà di Adamo di mangiare il Frutto Proibito e spodestare il Creatore.
Immerso nei suoi pensieri, quasi non si era accorto di essere arrivato nel luogo prestabilito. Scrollandosi di dosso i suoi problemi, e, concentrandosi solo sulla missione, si guardò intorno. C’era soltanto un ragazzo che, seduto su un muretto, stava giocando con un Nintendo DS. Lo fissò per un attimo, poi scrollò la testa. Non c’era alcun pericolo: a lui e Pierre, una volta che questi sarebbe arrivato, sarebbe bastato usare le nanomacchine per comunicare senza correre il rischio di essere intercettati.
Si accese quindi una sigaretta, aspettando l’arrivo del suo compagno. E aspettò: cinque minuti … dieci … quindici … venti … venticinque … mezz’ora …
- “Oh, ma quando cazzo arriva questo Pierre??” - si lasciò scappare, frustrato.
Il videogiocatore, rimasto lì fino a quel momento, si girò - “Scusa, ma … tu … sei Snake?” -
Questi si girò, spaventato - “C … come diavolo fai a sapere chi sono?!” -
- “Scusa, non sapevo che fossi lui …” - il tipo, che dimostrava una cadenza francese, nonostante la perfetta padronanza della lingua inglese, spense la console e se la mise in tasca - “Io sono Pierre Leclerc, l’informatore di Philanthropy … è un vero piacere!” -
Gli tese la mano, e Snake, adirato, sibilò - “Perché non mi hai detto subito che eri tu il mio contatto?!” -
- “Ehi, placa i bollenti spiriti, fratello!” - alzò le mani l’europeo - “Non sapevo neanche che faccia avessi!! Prenditela con i boss là fuori, non con me!!” -
Quello stronzetto … lo conosceva da due secondi e già gli stava antipatico …
L’ex FOXHOUND si collegò immediatamente al Codec con Otacon - “Vedo che tu e Pierre vi siete incontrati … ti avevo detto che era un tipo particolare …” -
- “Sì, un nerd rincoglionito …” -
- “Ehi! Guarda che ti sento! Ti sei scordato di usare le nanocomunicazioni!” - si lamentò il diretto interessato, che il soldato ignorò.
- “E’ uno dei nostri migliori agenti, e un perfetto cecchino … non sottovalutarlo …” -
- “Sarà … ma non mi convince …” -
- “Fidati … vedrai che ti sorprenderà …” - e chiuse la comunicazione.
In effetti Leclerc non era un tipo che ispirasse fiducia: era altissimo, perfino più di lui, magro, quasi scheletrico, aveva la faccia smunta e i capelli spettinati e sparati da ogni parte. Non sembrava un tipo che tenesse alla sua immagine, tantomeno alla sua condizione fisica. Insomma, un perfetto hikikomori, come aveva sospettato Snake. Difficilmente sarebbe potuto essere utile in combattimento, tantomeno come cecchino.
- “Grandioso … un peso morto da portarmi dietro …” -
- “Senti, amico … cerchiamo di partire col piede giusto, okay?” - gli domandò questi - “Lo so … sei americano, e io sono francese … ma questo non significa che non possiamo essere amici, non ti pare?” -
Solid storse il sopracciglio. Questo … lo aveva scambiato per un razzista?! Ok, si poteva dire tutto di lui: che fosse un pervertito, un rozzone, uno scorbutico … in effetti poteva esserci un fondo di verità … ma razzista … no! Proprio no! Lui non aveva nulla contro la gente di nazionalità o colore di pelle diversi dai suoi. Tutti noi siamo esseri umani! Certo, ci sono quelli intelligenti utili al progresso della società e quelli idioti consumatori abusivi di ossigeno, ma questo va ben aldilà delle supposte barriere razziali!
- “Amico … credo … che tu ti sia fatto un’idea sbagliata di me … io non sono …” -
- “Tranquillo …” - gli mise una mano sulla spalla - “Anch’io spesso giudico in base agli stereotipi, purtroppo … che ci vuoi fare, siamo fatti così … e per la cronaca, nemmeno io voterei Obama alle prossime elezioni … non mi piace la sua faccia …” -
Il figlio di Big Boss lo fissò stranito. Fantastico: gli era capitato un nerd anoressico idiota, e molto probabilmente anche razzista.
- “Non mi sorprenderei se venissi a sapere che i suoi poveri connazionali lo hanno cacciato via a calci in culo dalla Francia …” -
Decise di riacquistare un contegno (soprattutto per sottolineare chi tra i due fosse il capo), e gli fece cenno di passare alle nanocomunicazioni.
Pierre annuì, così accesero i loro Codec, iniziando la conversazione “mentale” - “Tu stai sorvegliando la situazione riguardo al presunto nuovo Metal Gear da quattro mesi, giusto?” -
- “Esatto. Mi sono fatto assumere sotto copertura da una ditta che si occupa dell’assemblaggio di componenti elettroniche per la Witches’ Army.” -
- “Witches’ Army??” -
- “Si chiama così l’esercito privato che pensiamo stia sviluppando questo Metal Gear.” -
- “Che nome ridicolo … e io ho sentito di tutto in vita mia …” -
- “Fidati, sono tipi da non sottovalutare. Sono un gruppo di ex soldati dell’esercito giapponese, della CIA ed ex terroristi, tutti riuniti sotto questo unico schieramento. Non hanno una vera e propria ideologia, solo un desiderio di vendetta nei confronti della società che li ha emarginati, a loro dire.” -
- “La solita vecchia storia …” -
- “E credimi, sono ben armati. Secondo voci che girano, pare stiano acquistando armi nucleari. Una polizza di sicurezza, se l’energia alpha non si dimostrasse utile come le aspettative … te ne hanno parlato, giusto?” -
- “So già cos’è l’energia alpha, ma … in che modo la dovrebbero utilizzare i terroristi?” -
- “Purtroppo non possiedo i permessi necessari per venire a conoscenza di queste informazioni, ma certamente si tratta di qualcosa di assolutamente rivoluzionario nel campo della guerra, e ci tengono tantissimo.” -
- “Puoi trovare un modo per carpire ciò che ci serve, e magari aiutarmi a infiltrarmi all’interno della base dove lo stanno sviluppando?” -
- “Certo. Ormai si fidano di me, non sospetteranno mai che ci sia io dietro il sabotaggio. E so che tu sei un maestro delle intrusioni stealth, quindi ci metterai poco a entrare nella base e a distruggere il Metal Gear, nel caso ce ne fosse uno.” -
- “Perfetto. Allora accordiamoci per quanto riguarda le prossime mosse che faremo e …” -
All’improvviso sentirono delle voci irrompere - “EHI, TU! FERMATI! NON POTETE STARE … MA CHE … AAAAAAAAAAARGH!!” -
Grida lancinanti di dolore, lame che sembravano trafiggere e tagliare carne. Poi, l’urlo di terrore di una ragazza. I due si girarono di scatto - “MA CHE DIAVOLO …” -
Leclerc si preparò a intervenire, ma Snake lo fermò - “Tu resta qui …” -
- “Ma …” -
- “Fa come ti ordino! Ho il sospetto che questo sia un problema veramente grosso …” -
Il francese cercò di controbattere, ma l’altro lo fulminò con lo sguardo, facendolo desistere dal suo intento.
Il soldato si levò dunque il soprabito (che gli avrebbe dato solo ingombro) e si mise la sua bandana, il suo portafortuna. Qualcosa gli diceva che la battaglia sarebbe stata durissima.
Si accucciò dietro a un angolo, e sbirciò leggermente con la testa.
Quello che vide lo lasciò senza parole: una ragazza vestita con uno strano abito scolastico e dai capelli mori corti a caschetto fissava quella che Snake aveva incontrato prima, Madoka, che col sedere per terra, e la guardava con occhi pieno di paura. La cosa che lo lasciò sconvolto fu che, ai piedi della bruna, vi erano i cadaveri tranciati in varie parti di due poliziotti. Anche se sembrava assurdo, doveva essere lei la responsabile di quel massacro.
Deglutì, ma mantenne il suo sangue freddo. Tirò fuori dalla fondina la sua M9 ai tranquillanti, controllò che fosse carica e la puntò sulla testa della giovane. Aprì quindi il fuoco, e la siringa sparata ad altissima velocità raggiunse senza problemi il collo del bersaglio.
Lei si girò d’istinto, e riuscì a intravedere il soldato dal suo nascondiglio.
- “MERDA!” -
Poi, cosa incredibile, dalla sua mano fece apparire una specie di lama eterea, energetica, e la lanciò contro di lui.
Snake compì un balzo incredibile, schivando per un soffio il colpo, che tagliò il muro dietro al quale si era nascosto fino a poco prima come se fosse fatto di burro. Quell’arma, qualunque cosa fosse, doveva essere affilata quanto una lama ad alta frequenza.
I due si fissarono negli occhi per qualche istante, senza muovere in alcun modo un muscolo. Lei allora domandò - “Tu chi sei?? Che cosa vuoi da me??” -
- “Sei stata tu a fare questo?!” - rispose Solid, indicando i due cadaveri vicini alla ragazza.
Questa rise - “Modestamente … ho fatto un bel lavoro, non ti pare?” -
Nonostante avesse visto di tutto nella sua vita, l’ex FOXHOUND ebbe sinceramente un mancamento sentendo quelle parole pronunciate da una probabile studentessa del liceo. Il mondo stava davvero andando alla deriva.
Le puntò addosso la pistola, indicando poi Madoka - “Lascia la ragazza …” -
- "Non sono affari che ti riguardano. E' importante che io la faccia fuori subito, per la sicurezza del mondo ..." -
La sicurezza del mondo?? Uccidere ... quella ragazzina?!
- "Lasciala subito andare, altrimenti ..." -
- “Altrimenti che mi fai? I tuoi dardi tranquillanti non funzionano con me …” -
Aveva ragione: i proiettili sonniferi della sua M9 non erano serviti a nulla. Cosa poteva fare contro di lei?
Snake cercò di elaborare immediatamente una tattica con la quale sconfiggere la sua nemica, ma questa fu più svelta di lui: immediatamente s’illuminò di una strana luce, e ne uscì con abiti totalmente diversi da prima: la sua uniforme era stata sostituita da una giacca nera, con minigonna e stivali dello stesso colore, contornati da guanti, camicia e calze, lunghe tanto da coprire i suoi polpacci, bianchi. Il tutto completato da una benda sul suo occhio destro, simile a quella che portava Big Boss.
- “Ma che cazzo …” -
- “Ahahahahah … vedo che ti ho sorpreso, Solid Snake …” -
- “COSA?! MA COME FAI A SAPERE …” -
- “Eheh … noi sappiamo tutto di te, mio caro … lascia che mi presenti …” -
Fece una piroetta sulle sue punte, poi ricadde a terra, mettendosi in una posa estremamente coreografica, simile a uno di quei balletti moderni - “Io sono Kirika Kure, fiero membro della Witches’ Army!” -
L’uomo ebbe un mancamento - “W … WITCHES’ ARMY?!” -
- “Esatto … deve essere grande la nostra fama, se perfino il leggendario Solid Snake è a conoscenza di noi! Sarà un vero onore aggiungere la tua testa al nostro muro dei trofei!” -
Dalle mani di Kirika comparve due “chele”, con le quali teneva una serie di lame, tre per ciascuna tenaglia.
Snake sudava freddo: per la prima volta dopo tanti anni era terrorizzato dal suo avversario. Tanto che, nonostante la sua tempra, non riusciva a tenere ferme le mani per prendere la mira con la M9, per quanto gli tremavano.

 
   
 
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