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Autore: Woody Lee    22/04/2017    1 recensioni
Gli altri sono come noi.
Gli altri sono noi.
Ombre del presente ed è raro vederli
Vogliono solo il meglio e tentano di realizzare qualche nostro sogno, tutto all'oscuro di noi.
Ma qualche volta, in rari casi, gli altri, si ribellano rovivandoti la vita.
Tratto da un terribile incubo, ecco a voi: The Other Ones
Genere: Drammatico, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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I genitori di Andrea tornarono da lui. 
La sua Silvia era morta e la casa sembrava orribilmente più grande.

Le loro Ombre erano diverse, invece. 
Erano uno accanto all'altro, sempre insieme. Anche se i due erano in un altra stanza o lontani chilometri. Erano sempre lì, a metà strada l'uno dall'altro. Insieme.

Andrea restava in camera da letto a piangere. Non che avesse qualcos'altro da fare in quel momento.

Le prime sere, sua madre dormì con lui, facendogli sentire l'amore necessario. 
Poi lo lasciò solo. 

L'altro era sempre lì. Avvolto da una strana energia malefica.
Continuava a sogghignare. 


Così andò per mesi e per mesi Andrea si sentì solo. 
“Un Tragico Incidente”. Così disse la polizia.
Un incidente.
Una persona può perdere la vita per un incidente? È ciò che continuava a chiedersi.


Dopo un po' iniziò a vedere uno psicologo una volta a settimana.
Il dottor Polizzi. 
Si sentiva a disagio a parlare di sé ma dissero che l'avrebbe aiutato.

Lui non disse niente per tre sedute di fila

Polizzi: "Oggi vuoi dire qualcosa?"

Andrea, seduto sul divano di pelle estremamente comodo, ci pensò un po' su. 

Andrea: "Lei ha mai giocato ai videogiochi?" 

Polizzi: "Beh, si, coi miei figli"

Andrea: "E lei a che livello gioca?"

Polizzi: "dove mi stai portando?

Andrea: "Se lei giocasse al livello facile, vincerebbe sempre e continuando a vincere si annoierebbe sempre di più fino a che non vorrà piu giocare.
Se giocasse al livello esperto, invece, sarebbe piu difficile e ad ogni vittoria, è realmente soddisfatto. Andando avanti, imparerà a giocare meglio e a vincere di più, ma pur sempre ottenendo sconfitte."
E io, sto giocando al livello più difficile che esista. Dice che tornerò a divertirmi?"

E un anno passò da quel tragico giorno. Silvia era un ricordo ancora vivido ma sopportabile.

La sera di quella fine di gennaio, Andrea provò un forte stress emotivo.
Col passare del tempo era diventato molto fragile e accusava sbalzi di umore.
Quella sera, provò a suicidarsi.
Ma i suoi genitori lo salvarono dal dissanguamento in tempo.
Ricadde nella depressione e in poco tempo sembrava essere ritornato alle origini del suo male.
E non era per Silvia, ma per se stesso.
Non aveva più nessuno al suo fianco. Nessuno che lui amasse davvero. 

Sfinito, i genitori di Andrea, presero una scelta.
Per il bene del figlio, per il loro bene e per il bene degli altri, lo trasferirono in una clinica che trattava pazienti con problemi psichici o di ritardo.

L'altro, sempre accanto a lui lo vide giorno dopo giorno peggiorare.
Gli dava consigli su come rimettersi in sesto. Su come reagire.
Ma lui, dando la colpa di tutto alla sua ombra, non lo ascoltava. Non lo faceva con nessuno. 
Il giorno del suo isolamento dal mondo, era il peggiore per l'altro. Ebbe la conferma che il suo piano aveva fallito in disparte.
Si, perché l'altro voleva farlo impazzire e ci riuscì benissimo.

L'ultima conversazione tra Andrea e l'altro fu breve ma concisa.

Andrea: "Mi puoi dire cosa c'è dopo la morte?"

L'altro: "L'oscura eternità"

L'ombra di Andrea, rimase con lui fino alla fine dei suoi giorni.
Ciò che avvenne dopo, è il mistero della vita.
  
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