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Autore: Keyra_chan    26/04/2017    0 recensioni
Key è un giovane guerriero, difensore da anni del villaggio di Chorio, nell'arcipelago Laida. Dopo un assalto sospettoso decide di andare ad indagare, così finisce per incontrare una persona apparentemente scontrosa che però finirà per cambiargli la vita. Scegliendo di aiutarla si troverà a fare un viaggio importante, dal quale dipenderanno due destini incerti...
Genere: Avventura | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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  Key schizzò in piedi, era riuscito a riposare sì o no per venti minuti, ma ormai dormire più di così era diventato impossibile.
 
  Chorio era un piccolo villaggio che sorgeva nell'arcipelago Laida. Una terra verde e rigogliosa, circondata da piante di vario tipo e abitata da animali strani e curiosi, di ogni specie esistente. Esattamente nell'isola centrale c'era un enorme lago, il lago Doragon, chiamato così per il serpentino corso dell'omonimo fiume che vi sfociava dentro, prendendo appunto la forma di un drago. Chorio era verso Nord, sulla quinta, per grandezza, delle sette isole che formavano Laida.
  Le case, non troppo grandi, erano adatte ad ospitare solo una famiglia, e nemmeno tanto numerosa, le tipiche case-capanna dei villaggi antichi, solo che erano molto solide essendo fatte di mattoni, ne venivano erte di nuove ogni giorno. Qui e là c'erano fattorie e pozzi dove prendere l'acqua, anche se nei periodi più duri bisognava andare al fiume. Proseguendo verso Est si poteva ammirare il bellissimo panorama dalla scogliera, mentre seguendo le stradine si arrivava ad un enorme torre di pietra, dalla quale partiva la cinta di mura che proteggeva dagli assalti il villaggio e che arrivava nel palazzo dove alloggiava Yapo, il più coraggioso dei Re del continente; ad ogni corridoio c'erano delle guardie armate e per entrare nella stanza principale occorreva un permesso speciale. Era un gran bel luogo dove vivere.
  L'unico problema erano gli Hyrio: creature lunghe quattro metri e alte tre, molto simili alle fenici per alcuni aspetti. Dotati di artigli affilati e ali taglienti, erano veloci, pericolosi e abili cacciatori; quegli animali si nutrivano di energia vitale, uomini e bestie dovevano prestare attenzione al loro morso, il quale poteva ucciderli al minimo tocco.
  Stavano attaccando di nuovo, tre volte in una settimana stavano spazientendo persino Key. La sua fama di acchiappa-draghi lo aveva reso noto su tutto l'arcipelago e ora stava cominciando a prendere la mano anche con quelle misteriose creature. Era un ragazzo alto, magro, con capelli castani e occhi verde smeraldo. Tranne in rare occasioni, indossava sempre la sua uniforme verde scuro, dotata di una cintura porta attrezzi e delle tasche abbastanza capienti.
  Adorava combattere, nonostante però avesse il cuore tenero, infatti non aveva mai ucciso nessuno, ne umani ne animali, non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo, nemmeno alla più feroce delle creature, quindi lasciava il compito agli altri, lui si limitava a imprigionare le sue povere vittime.
 
  Corse veloce verso il deposito, dove c'erano tutte le armi. Ogni tipo di strumento da combattimento esistente in quel periodo lo si poteva trovare lì, ma lui avrebbe scelto sempre e solo la sua amata spada, Shard, regalatagli da suo nonno, prima che questi morisse.
  La afferrò e uscì fuori, le urla della gente rimbombavano nell'aria, bisognava fare qualcosa.
  Qualche salto o colpo alle spalle non sarebbero serviti a nulla contro quei mostri, avrebbe solo rischiato di essere spedito all’altro capo del mondo con una codata o di essere colto di sorpresa a sua volta da un muso appuntito che gli si sarebbe spalancato di fronte pronto a richiudersi un attimo dopo. I soldati, nonostante il caos, riuscivano a tenere a cuccia gli esemplari più giovani e deboli, così Key decise di occuparsi di quello che stava infastidendo maggiormente.
  Nella piazza centrale, ormai completamente distrutta, alcuni proprietari di botteghe avevano già esalato l’ultimo respiro, era proprio lì che il capobranco, un Hyrio dalle scaglie blu notte, si stava divertendo a mangiucchiare travi di legno, rocce, strumenti da lavoro e purtroppo anche esseri umani. Il ragazzo arrivò giusto in tempo per assistere a una scena che non avrebbe mai dimenticato: uno degli abitanti era stato afferrato e lanciato in aria con violenza, per poi essere tranciato letteralmente a metà dalle zanne sporche di sangue dell’animale, sfortunatamente Key non fu l’unico ad assistere con orrore alla scena, il suo sguardo si posò su una donna dai capelli biondi che correva tenendo un bambino in braccio, il piccolo piangeva gridando il nome di suo padre. La goccia che fece traboccare il vaso.
  La lama di Shard sembrò brillare alla luce della luna, sfrecciò nell’aria, ma il colpo fu evitato e ora nel mirino del rettile c’era il ragazzo. La creatura si leccò il muso e si avvicinò a passo lento, pronta a godersi la prossima portata. Erano tutti fuggiti e ora erano rimasti solo loro, circondati dalle fiamme.
  La viverna tirò indietro la zampa, poi, fulminea, la fece scattare in avanti come una falce. Un forte grido si alzò nell’aria e una grossa chiazza rossa macchiò il terreno. L’Hyrio indietreggiò leccandosi la profonda ferita, la zampa gli era stata letteralmente trafitta. Anche il suo avversario rabbrividì, si era fatto prendere per un istante dalla rabbia, ma odiava il sangue e per qualche secondo non ebbe il coraggio di alzare lo sguardo. Grosso errore. La furia della bestia era aumentata, le enormi ali si spalancarono e una folata di vento prese in pieno Key che cadde di schiena e non riuscì a reagire subito poiché alcune gocce partirono dal taglio e gli finirono addosso.
  < Cosa sto facendo? > si disse scuotendo la testa, qualcosa si accese nel suo sguardo e in un istante tornò in piedi. L’Hyrio doveva essersi stancato di combattere poiché scese in picchiata come impazzito, ancora una volta a bocca spalancata, stavolta il muso si serrò, ma l’animale cantò vittoria troppo presto. Non ebbe nemmeno il tempo di attivare le ghiandole velenifere, perché poco dopo dovette sputare via la preda, Shard aveva nuovamente fatto bene il suo lavoro.
  < Ti arrendi serpente troppo cresciuto? > la domanda trovò risposta in un ruggito, i due si sarebbero rincontrati presto, ma per ora il rettile si dichiarò sconfitto.
  < Giovanotto, migliori sempre di più! > la voce dura di un uomo arrivò dalle spalle di Key, si trattava di Kyrios, suo mentore e uno dei guerrieri più forti che Laida avesse mai potuto vantare. Anche lui abbastanza robusto, con la sua folta barba grigio cenere e la camminata goffa era impossibile non riconoscerlo, poteva sembrare un debole vecchietto, ma se furioso abbatteva qualunque ostacolo.
  < Abitudine! > rispose scherzoso l’apprendista, tentò di nascondere che la stanchezza stava prendendo il sopravvento, era stata una serata parecchio movimentata e l’indomani avrebbe di sicuro contribuito a riparare i danni che Chorio aveva subito.
  < Riposa > si allontanò Kyrios, dando una pacca sulla spalla al giovane che annuì sorridendo, nonostante, però, sapesse benissimo che dopo ogni assalto per lui risultava impossibile rilassarsi, poiché di volta in volta quei mostri gli parevano sempre più aggressivi e assetati di sangue.
  Arrivò sotto casa sua, che differenziava dalle altre solo per il colore delle tegole che suo padre si era sempre rifiutato di cambiare, l’unico lavoro che avessero mai fatto insieme e del quale l’uomo non si era mai lamentato.
  In quel momento una bambina passò mano nella mano con sua madre
  < Un ragazzo mascherato? >
  < Sì mammina, te lo giuro. L’ho visto camminare vicino alla torre dove tu mi dici sempre di non andare a giocare >
  Incuriosito dal discorso Key si avvicinò alle due, la bimba lo notò e sorrise
  < Mamma, guarda chi c’è! > esclamò alzando le mani
  < Ciao piccolina, dimmi un po’: dov’è che è andata quella persona? > chiese con dolcezza il giovane
  La bambina puntò il dito alle sue spalle e lui rabbrividì
  < Le celle? > pensò perplesso, se c’era qualcosa che lo spaventava più della vista del sangue era il pensiero che le gabbie per draghi, situate in quella direzione, potessero essere aperte
  < Grazie e scusate il disturbo >
  Si allontanò troppo in fretta per sentire la risposta; arrivò a destinazione in metà del tempo che ci avrebbe impiegato di solito.
   
 
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