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Autore: Brighella    28/04/2017    1 recensioni
Dove può portarti la voglia di sapere?
Che destino può esserci per chi naviga nell'ignoto?
La pazzia è figlia della fame dell'ignoto.
Ferdinand Nelly, non lo sa ancora. Un'antica istituzione che lo guida, un lontano grido.
Questo è il sentiero di un Ricercatore.
Genere: Dark, Horror, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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“Ogni percezione, realtà, impressione o creatura devono essere analizzati, catalogati e inseriti nel grande libro della conoscenza; questi sono i doveri di un Ricercatore.”

Questa citazione spesso rimbombava nella testa di Ferdinand Nelly. Soprattutto quando si trovava nel mezzo di una difficile e pericolosa spedizione. Per un giovane ricercatore non c’era niente di meglio che una fitta giungla, posta a bastione di un antico tempio da esplorare e saccheggiare delle sue più preziose reliquie.

In parte, era proprio quello il caso di Ferdinand.

Si trovava in una località della Serbia non meglio precisata, anzi, era un vero e proprio segreto di stato tra il governo Serbo e l’istituto di ricerca a cui Ferdinand apparteneva. Il nome del luogo era rimasto in latino, dato che si supponeva fosse stato abbandonato poco prima della fine dell’Impero Romano.

Deus Mortuus. Un nome che lasciava molto poco spazio alla fantasia.

La giungla di Ferdinand non era letterale, ma bensì la totale mancanza di documenti storici inerenti a questa “città”. Nessuno scritto antico che ne parlasse, nessun censimento. Gli esperti inviati dal Vaticano e le loro valutazioni furono un buco nell’acqua, dato che non seppero a loro volta una risposta chiara.

Vi era soltanto un piccolo pezzo di pergamena risalente ai primi anni del medioevo, probabilmente appartenuto a una specie di preghiera pagana, in un dialetto derivato dal latino, dove era riportato semplicemente; è proibito parlare dei Dio Morto.

Era profondamente irritato dal doversi muovere senza informazioni chiare. Ferdinand non era una persona superstiziosa, e difficilmente si lasciava impressionare dalle leggende locali. La sua formazione gli impediva categoricamente di farsi trascinare nell’esoterismo.

Provò a fare qualche domanda disinteressata e vaga agli abitanti del paese, ma nessuno diede l’idea di saperne qualcosa, né tantomeno leggende inerenti ad un dio morto.

Circa due giorni dopo il suo arrivo, venne raggiunto a sua insaputa da Monesh Deleny, collega ricercatore del suo stesso istituto, di cui conosceva solo il campo di studi.

Ferdinand aprì la sua camera un po’ intimorito, e si trovò davanti il minuto inglese di origine indiana, dagli occhi color torba e il viso arcigno e freddo come un tomo di medicina.

“Signor Deleny. A cosa devo la sua visita?” Disse Ferdinand, accennando un sorriso palesemente forzato.

“Mi ha inviato il Rettore, Mister Nelly.” Disse impassibile. “Oltretutto, alloggeremo insieme. Non dica nulla; non sono entusiasta nemmeno io di dover condividere la stanza con un perfetto sconosciuto.” Ferdinand venne preso in contropiede da questa frase, ma si limitò ad annuire.

Voltandosi e aprendo completamente la porta, Ferdinand disse:” Non sarei mai riuscito a tenerla lontana da un mistero come questo, dato che è lei il cacciatore di misteri dell’istituto.”

Entrando Monesh lasciò le valige accanto al letto libero, e disse:” Me lo impedisce la mia specializzazione in mitologia classica ed esoterica. Anche se so che la ritiene un mero pezzo di carta per foderare un cuscino. La sua fredda scienza spesso deve accettare di non saper dare una spiegazione.” Il tono di Monesh era un ibrido di sberleffo e simpatia.

Ferdinand rise, ricomponendosi quasi subito. Prese il suo quaderno, ed elencò a Monesh ciò che aveva dedotto dal nome del luogo, e le congetture inerenti all’unico documento a loro disposizione.

Monesh camminava avanti e indietro per la stanza, fino a che non si sedette sul letto dopo una buona mezz’ora. Nessun mito o rituale esoterico richiamavano un dio morto o il divieto di farne parola.

Il silenzio che ne conseguì sottolineo ampiamente l’imbarazzo di non saper dare una risposta o perlomeno un quadro generale. Inconsciamente, temevano di dover visitare quel luogo. Un timore inspiegabile, ma viscerale e antico.

“Prima che le passi per la mente di contattare qualcuno ai piani alti, sappia che siamo vincolati da un tacito accordo di non divulgazione tra l’Istituto e lo stato serbo, dato che le persone che sanno di questo luogo, sono cinque. Due sono in questa stanza, la terza in questo momento starà tenendo una lezione di anatomia, e le restanti due detengono ogni tipo di potere in questo piccolo stato.” Disse Ferdinand, soddisfatto della prosopopea con cui aveva infierito sulle difficoltà che attanagliavano lui e il suo collega.

Monesh, con un alone di silenzio, si accese la pipa, quasi come se si fosse arreso al non sapere. Aprì un grosso libro, che si rivelò essere una copia perfetta del Codex Gigas, o meglio conosciuta come la Bibbia del Diavolo.

E così, arrivò la notte di un mite 5 marzo 1903, in una sperduta località serba.
   
 
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