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Autore: Brighella    05/05/2017    1 recensioni
Giacinto.
Un normalissimo impiegato. Un normalissimo amore. Una normalissima storia.
Fino ad Elena.
Arriverà un normalissimo amore. Ne siamo davvero così sicuri? Scopritelo da voi!
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Incompiuta
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Giacinto & Elena
Elena si girò, e vide Giacinto, completamente stralunato che la fissava come un’apparizione della Madonna.

Sorrise timidamente.

“Giacinto, giusto? Non ci si vede da un po’.” Disse Elena con un tono vagamente imbarazzato.
Ci mise un po’ per riprendersi dallo stato di trance e rispondere. “Elena.” Si limitò a dire con filo di voce.

“Giacinto, cosa ti prende? Rispondile, idiota! Perché dovevi dare di matto proprio oggi?”

“S-stai bene?” Gli disse Elena, sempre più tesa.

In quel momento, l’amigdala di Giacinto smise di pompare il suo letale mix di ormoni e impulsi, liberandosi da quell’improvvisa afasia, permettendo all’area di Broca di formulare una frase di senso compiuto senza avere un tono da allucinato.

“Perdonami, ero sovrappensiero. Si hai ragione, è da un po’ che non passo al bar. Cosa ci fai qui?” Giacinto si sorprese della sua improvvisa padronanza.

“Beh, credo che da lunedì saremo colleghi.” Elena non riuscì a trattenere un risolino di contentezza.

L’amigdala di Giacinto tentò nuovamente di sabotare il lavoro dell’area di Broca, e ci riuscì parzialmente. Giacinto sentì il cuore accelerare vedendo quella ragazza tanto bella quanto semplice sorridere. E così, provò quella fastidiosa sensazione chiamata “Farfalle nello stomaco.”

“Non mi dire! Io non ... Congratulazioni! Quindi ci vedremo più spesso!” Giacinto stava diventando paonazzo.

“Sono contenta anche io! Finalmente non dovrò più svegliarmi alle cinque di mattina! Adesso devo andare, altrimenti perdo l’autobus.” Elena si sarebbe voluta congedare più in fretta, ma qualcosa dentro di lei le disse di aspettare, prima di scappare via da quel pazzo.

Mentre Elena si voltava salutando, Giacinto percepì una travolgente ondata di coraggio.

“Elena aspetta, mi chiedevo se, ecco ti andrebbe di andare a bere qualcosa una di queste sere. Era già da un po’ che volevo chiedertelo, ma tra una cosa e l’altra non sono riuscito. Ero passato anche al bar per cercarti qualche settimana fa, ma il tuo ex capo non fu molto gentile.” Un flusso di parole chiaro e preciso.

Elena si aspettava l’invito, ma non la seconda parte del discorso. Qualcosa le fece perdere la calma di nuovo, il suo cuore batteva e sentiva il viso scaldarsi.

“Perché sei così maledettamente ingenuo e dolce allo stesso tempo?”

Pensò maledicendo ripetutamente Giacinto nella sua testa.
 
 

Giacinto

Lo feci davvero. Senza timore, in un colpo solo.

Non credevo di essere in grado. Ma era così bella, così affascinante. Posso tranquillamente dire che è stata colpa dei suoi occhi se ho avuto il coraggio di invitarla a cena. Mi diede il suo numero.

Quel sabato sarebbe arrivato alla velocità della luce.

Credo di essermi innamorato, questa mattina. Nel resto della giornata scorsi mentalmente tutti i locali adatti: pub, ristoranti, lounge bar, cinema, minigolf o una semplice passeggiata.
 

Elena

Lo ha fatto davvero. E non sono riuscita a dire di no.

Era passato davvero per me al bar, l’altra settimana. Si era interessato a me nonostante le nostre uniche precedenti conversazioni furono abbastanza turbolente. Mi sentivo come in corto circuito, incapace di ragionare e riprendermi la mia dignità di donna.
Ma inevitabilmente, iniziai a controllare il telefono in misura maggiore al solito. Non dissi nulla a mia nonna quella sera. Le mie amiche avevano capito che ero assente, e probabilmente avevano intuito qualcosa.

A dirla tutta, fui completamente frastornata. 
   
 
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