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Autore: SirMikelo    05/05/2017    1 recensioni
Il giovane passeggia lentamente in un vicolo desolato; ma qualcosa comincia a spaventarlo, una presenza che potrebbe celarsi nella nebbia e assalirlo alle spalle.
Genere: Introspettivo, Mistero, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Qualcuno mi stava seguendo. Doveva esserci una persona, un individuo alle mie spalle. Mi pedinava da non so quanto tempo, nel bel mezzo della notte, quando il cielo era nero e la flebile luce dei lampioni proiettava la mia ombra sui muri del vicolo. Doveva essercene un'altra, di ombra, ma da sotto i tombini si levava uno strano vapore che aleggiava minaccioso e nascondeva le figure nei dintorni, a cinque metri di distanza, in circolo. Continuai a voltarmi imperterrito, ma nella nebbia grigia non si scorgeva niente, solo il buio oltre quello strato lattiginoso. Io non avevo fatto nulla. La gente ti cerca anche quando vuoi stare da solo. Appena ti vede un attimo stranito, silenzioso, ecco che inizia a non lasciarti più in pace. Ma chi poteva essere? Ora ricordo! In quel bar, quello strano tipo; doveva essere lui. Prima, all'interno dello locale mi fissava con un'aria strana, quasi volesse cercare di uccidermi lì, in quel preciso istante. Forse era stata solo un'impressione. Lo avevo visto muoversi tra i tavoli, cambiare di posto più e più volte, e scambiava parole con gente sempre nuova dall'aspetto nobile, dei ricchi presumibilmente. Ogni volta che giravo lo sguardo lui si trovava a un altro tavolo, e parlava con vecchi papponi, donne bigiottonate e giovani con indosso orologi costosi e luccicanti. Il suo viso era pieno di rughe, e portava i capelli ben tirati all'indietro che si raggruppavano in un codino. Era strano, quasi irrealistico. Sembrava un personaggio uscito fuori da un fumetto. 
Sentii allora un rumore alle mie spalle, un piccolo verso, una voce. E adesso cosa faccio? Avevo una pistola con me. La presi da sotto la giacca, e ne impugnai il manico con la destra, aspettando una sua mossa. Aspetta! C'era qualcun altro che aveva destato la mia attenzione nel bar. Questa volta un tipo robusto, massiccio e di colore. Sembrava voler fare a cazzotti con me. E un altro ancora, un giovane che succhiava il proprio chupa chups alla fragola, attorniato da signore in abiti succinti. No, non poteva essere! Così tanta gente che voleva farmi fuori! Ruotai i tacchi, sentii un altro gemito e puntai la pistola verso il vuoto, brandendola con entrambe le mani. I secondi passavano, e una goccia fredda di sudore mi rigò la fronte. Fatti avanti! pensai, ma questi tardava ad esporsi. Feci attenzione davanti, a destra e a sinistra. Nulla si muoveva. Poi, all'improvviso, ecco l'ombra sulla parete. Era lunga, e cercai di seguirla con lo sguardo. Dalla nebbia uscì solo un gatto, un povero micio zoppicante, che poi scomparve nella notte. Mi ero preoccupato per niente! Mi misi a ridere, pensando a tutte le turbe che mi ero fatto senza un vero motivo. Ripresi a camminare e, due secondi più tardi, un proiettile mi perforò rapido la testa da parte a parte. Avevo abbassato la guardia. Non mi sbagliavo su niente, niente.
   
 
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