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Autore: SirMikelo    12/05/2017    2 recensioni
Il traffico persisteva nel centro cittadino. Le auto stavano ferme, immobili, e alcuni guidatori, mossi dall’irrequietezza, suonavano in maniera compulsiva il clacson della propria vettura, sporgendosi dal finestrino e domandando con rabbia cosa diavolo stesse succedendo alle auto davanti alla loro...
Genere: Azione, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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I pneumatici della volante sfrigolavano a gran velocità sull’asfalto umido e battuto dalla pioggia.
Il cielo era grigio, ricoperto di nuvole, e una nebbia vaporosa si levava dal terreno e celava l’orizzonte.
L’uomo al volante, un poliziotto grassoccio goffamente legato alla cintura di sicurezza, protendeva il proprio braccio sinistro fuori del finestrino, a saggiare la pioggia fresca che inondava dall’alto le sue dita paffute e ricoperte di goccioline.
Al suo fianco, un tizio alto e robusto, lo stesso che aveva sequestrato l’auto dell’uomo che ora sedeva nei posti sul retro, stanco, i capelli arruffati e una voglia matta di fumare una sigaretta. Adesso che era diventato un indiziato non gli era più concesso, e per questo stava impazzendo, con la mente che gli si offuscava sempre più e le funzioni celebrali che andavano a farsi benedire. Picchettava la proprie dita sulle ginocchia umide, inzuppate di pioggia, producendo una melodia che avrebbe dovuto allietare la sua ansia, il suo disturbo cronico, ma che purtroppo non ci riusciva. Disse allora a quelli davanti, acquisendo un tono grave nella voce, ormai troppo irritato per rimanere calmo e tranquillo:
- Vi dico che io non c’entro niente. Quel corpo deve avercelo messo qualcun altro nel bagagliaio, lo giuro sulla mia vita. Lasciatemi libero, vi prego! –
Il poliziotto seduto al posto del passeggerò ruotò il capo, frugò nella tasca del giubbotto che aveva indossato per via del freddo e porse all’uomo un pacchetto di sigarette; Philip Morris, era la marca di quest’ultime. L’uomo, ora raggiante in volto, afferrò il pacchetto, estrasse una delle tante sigarette affusolate e se la mise in bocca, dando fuoco alla punta con il proprio accendino tascabile. Poi chiese gentilmente se fosse possibile abbassare il finestrino, e il poliziotto grassoccio acconsentì, premendo con la destra un pulsante vicino al cambio dell’auto. Da fuori cominciò a penetrare acqua gelida, a piccole goccioline che imbrattavano la parte sinistra del volto dell’uomo.
- Adesso la porteremo in centrale, - disse il poliziotto alto e robusto – e le faremo qualche domanda, mentre la scientifica si occuperà dell’autopsia del cadavere. -
L’auto viaggiò per diversi chilometri, poi tutti e tre giunsero alla stazione di polizia.
I poliziotti scesero per primi, sempre con quella strana sincronia; poi fu il turno dell’uomo nel retro. Gli venne gentilmente aperta la portiera dal poliziotto grassoccio. Questi lo raccattò su per un braccio, lo mise di spalle – con la guancia destra posta contro il lato del tettuccio – e gli avvicinò le mani, con forza. Prese le manette dalla tasca dei pantaloni, cinse ai polsi le due morse di ferro e infine lo lasciò libero di camminare verso l’ingresso della centrale. Per l’uomo in manette, si profilava una giornataccia senza eguali.
C’era una donna alla segreteria, un viso dolce e aggraziato, tracciato in parte dall’asta del microfono e dalle grosse cuffie che ricoprivano le sue orecchie. Aveva capelli sciolti e mori, e un grosso neo sporgeva sulla fronte liscia e perfetta. Appena entrati, i tre individui vennero accolti proprio da lei:
- Agenti Smith e Daniel, lo sceriffo vi aspetta nella stanza dell’interrogatorio. -
- Grazie, - rispose il poliziotto alto e robusto, che ora teneva stretto il colletto dell’uomo in manette, accompagnandolo con poca gentilezza verso una porta verde con maniglia nera, presumibilmente l’ingresso della stanza dell’interrogatorio. Dentro, ad attenderli, vi era un uomo anziano, sulla sessantina probabilmente, due baffi lunghi, grigi e bianchi, che nascondevano la pelle sopra il labbro superiore.
- Benvenuti, - disse, e l’interrogatorio ebbe finalmente inizio.
 
 
Continua…
   
 
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