Storie originali > Horror
Ricorda la storia  |      
Autore: SirMikelo    13/05/2017    2 recensioni
All’interno di un importante teatro, un’orchestra di origini slave è in procinto di suonare le più grandi composizioni del maestro Wolfgang Amadeus Mozart. Ma qualcosa di strano aleggia nella melodia prodotta dai violini, e il requiem ha finalmente inizio.
Genere: Dark, Horror | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Passeggiavo con grande calma ai margini di un viottolo che mi avrebbe condotto dritto filato alla mia meta, un importante teatro cittadino, al cui interno si sarebbe tenuto un concerto in memoria del mio compositore preferito, Wolfgang Amadeus Mozart. Indossavo un frac nuovo, nero come il carbone, e ai piedi portavo dei mocassini ben lucidi, strofinati poco prima da un lustrascarpe sotto casa, un povero giovanotto che risiedeva lì, senza cibo né fissa dimora.
Giunsi sul luogo in largo anticipo, presumibilmente. La gente scalpitava di fronte all’ingresso, gente che doveva ancora acquistare il biglietto dello spettacolo e altri che, più tranquilli, mariti con cappelli a bombetta e mogli con borsette di vernice, parlottavano allegramente dei loro fatti, delle loro faccende quotidiane. Io fumai una sigaretta, in attesa che le porte del teatro aprissero al pubblico.
Entrammo tutti quanti una decina di minuti dopo, superando un arazzo purpureo che nascondeva l’intero salone con platea e palcoscenico, e ci accomodammo al posto che ci era stato designato. Le luci presto si spensero, e il concerto ebbe finalmente inizio, lasciando un silenzio di tomba tra il pubblico sottostante. Il palcoscenico era l’unica porzione di stanza ad essere illuminata. I musicisti, lentamente, si disposero nelle file di sedie già predisposte per il concerto, sedendosi e imbracciando i propri strumenti con movimenti aggraziati. Il maestro entrò per ultimo, fece un inchino al pubblico, agitando leggiadramente il braccio destro e portandone la mano alla bocca del stomaco, come si suol fare in eventi speciali, davanti a un pubblico nobile come lo era il nostro.
Poi si mise al suo posto, dandoci le spalle; fissò la propria schiera di musicisti per qualche istante, si abbottonò la giacca ai polsi e… tutto quanto, ebbe finalmente inizio. La musica, dolce e soave, cominciò a riecheggiare nel teatro. Prima, l’ascesa dei violini. Partirono lenti, bassi come la voce di un contralto, aumentando poi di acutezza con il proseguire della sonata. A questi si aggiunsero i flauti, e i due strumenti cominciarono ad alternarsi, dando forma a una melodia triste. Pausa… e poi tutto sfociò in un fragore inquietante: le donne sul palco presero a cantare:
 
Dies irae, dies illa,
Solvet saeclum in favilla,
Teste David cum Sibylla.

 
I cori si aizzarono, e la voce grave degli uomini accompagnò quella delle donne. Tutti gli strumenti presero vita, scaturendo il loro suono, forte, aspro e nauseante. Io sentivo le orecchie scoppiare, i timpani perforarsi di fronte a quell’abominio musicale. Era una sonata demonica!
La gente tra il pubblico cominciò a svenire, chi urlava di pazzia e chi sprizzava sangue dai fori uditivi. La musica proseguiva, forte e prorompente. Mi feci largo tra la gente, scavalcandola, e li vidi tutti svenuti. Provai ad uscire da quel teatro, quel posto ormai lugubre in cui infestava una melodia ripugnante. Ma l’arazzo era stato murato, di dietro, e scostando il tendaggio si poteva osservare solamente una parete, ancora fresca d’intonaco. Ero imprigionato in quel luogo, senza vie d’uscita, e presto anch’io sarei svenuto e morto dissanguato. L’amaro destino dell’ultimo spettatore rimasto vivo.

 
   
 
Leggi le 2 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Horror / Vai alla pagina dell'autore: SirMikelo