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Autore: fly90    15/05/2017    1 recensioni
Una ragazza dall'aspetto singolare, due entità nascoste nel profondo dell'anima che la porteranno a dover affrontare una battaglia dall'esito tutt'altro che scontato.
Genere: Horror, Sovrannaturale, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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CAPITOLO 19


A quelle parole il sangue di Ariell le si ghiacciò nelle vene.

In te c'era qualcosa di malvagio” aveva appena detto sua madre. Un brivido le corse lungo la schiena mentre la guardava tremare dalla testa ai piedi.

Lo sentivo dentro di me. E ho avuto paura Ariell. Sono stata una codarda e...” la voce le si spezzò del tutto perdendosi in un farfuglio del quale non si capiva nulla.

E mi hai abbandonata.” finì per lei la ragazza abbassando lo sguardo, quello sguardo che aveva portato sua madre ad abbandonarla, a disfarsi di lei.

Si. Ti ho portata all'ospedale e ho rinunciato a te assicurando che non sarei più tornata a cercarti. Mi assicurai che trovassero una famiglia che ti avrebbe amata e non ti facesse mancare nulla quindi scappai. Non potevo tornare a casa senza di te così mi ritrovai a scappare nuovamente. Non lasciai nemmeno un messaggio alla donna che mi aveva accolta perché mi vergognavo troppo, mi odiavo con tutto il cuore.” Disse le ultime parole guardando Ariell negli occhi come se volesse farle capire quanto erano vere, e lei le credette, le lesse il dolore e la rabbia nello sguardo verde smeraldo.

Se potessi tornare indietro non lo farei Ariell, ti ho lasciata e non me lo perdonerò mai, mai finché avrò vita. È solo che ho avuto paura, non sapevo come fare e pensavo mi avresti fatto del male senza pensare che io te ne ho fatto molto di più.” si mise a singhiozzare così forte che sembrava le si potesse aprire il torace da un momento all'altro.

La ragazza rimase ferma per un momento. Pensava che avrebbe provato rabbia, rancore, odio, ma nessuno di questi sentimenti albergava in lei ora.

Si sentiva soltanto triste, vuota e impaurita.

Sapeva che la madre aveva sempre avuto ragione, lei era malvagia. Era un mostro.

Il suo mondo crollò in un istante infrangendosi in milioni di pezzi.

Perché mi sei venuta a cercare?” chiese con un filo di voce.

Maria si asciugò le lacrime prendendo un profondo respiro tremante, sapeva che sarebbe arrivato il momento di dirle la verità.

Cercò il coraggio dentro di sé e con voce resa innaturalmente stridula dal groppo in gola si preparò a vuotare il sacco.

Circa due mesi fa ho iniziato ad avere degli incubi ricorrenti. Vedevo una ragazza sola e immobile, come se fosse congelata al centro di quella che sembrava inizialmente una grotta. Era così bella da sembrare quasi angelica finché non aprì gli occhi e mi ritrovai a fissare con crescente terrore uno sguardo glaciale. Proprio quello sguardo che tanto tempo prima aveva tormentato la mia esistenza. Era il tuo quello sguardo che mi pungeva Ariell. Ma dopo lo spavento iniziale finalmente capii. Non stavi cercando di farmi del male ma bensì di chiedermi aiuto.” la guardò dritto negli occhi e le carezzò il viso con dolcezza.

Cioè, tu hai sognato me che ti chiedevo aiuto?” chiese lei sbigottita.

Si, notte dopo notte tu mi chiedevi aiuto disperatamente ma io non sapevo come fare. Iniziai a cercare indizi, un modo per risalire alla famiglia che ti aveva adottata, tornai all'ospedale dove ti avevo lasciata ma nemmeno lì seppero dirmi nulla dato che io avevo chiaramente detto di non volerne più sapere. Ero ad un punto morto finché una notte tu mi diedi un indirizzo.”

Come facevi a sapere che era giusto? Si insomma, che non fosse solo un sogno?” le chiese Ariell confusa.

Col tempo ho imparato a fidarmi dei miei poteri, li ho accettati e so che posso prenderli in considerazione. Per questo mi sono recata a casa tua e ho fatto pressione ai tuoi per vederti, per conoscerti.” spiegò Maria cercando di essere il più chiara possibile rendendosi conto dell'assurdità della propria storia.

Eppure Ariell sembrava crederle. Si chiese come mai quella ragazza così sveglia non le avesse ancora dato della pazza.

Quindi sei venuta qui per... salvarmi?” domandò incredula.

Io so solo che tu hai chiesto aiuto, la tua anima ha chiesto aiuto e io sono venuta qui per aiutarti qualsiasi sia il motivo.” sentenziò semplicemente.

Ti rendi conto che sono passati molti anni vero? E che mi hai abbandonata, non sapevi nemmeno se fossi ancora viva o no.” Ariell si fermò scrutandola a fondo con quegli occhi così strani, così particolari e Maria si sentì scoperta, come se potesse leggerle nell'anima.

Si, me ne rendo conto e non pretendo il tuo perdono, so di non meritarlo ma sento che c'è qualcosa che mi nascondi e vorrei che me ne parlassi.”

La ragazza rimase in silenzio per un lungo momento chiedendosi se davvero poteva fidarsi di quella donna.

Cos'avrebbe pensato se le avesse raccontato tutto quello che aveva fatto?

Eppure nonostante avesse paura sentì forte il desiderio di parlare con qualcuno.

Sentiva di potersi fidare.

Non so come spiegarlo ma da qualche tempo è come se qualcosa in me stesse cambiando. A volte è come se perdessi il controllo della mia mente e del corpo, mi capita di lasciarmi prendere dalla rabbia, una rabbia incontenibile che mi esplode dentro. Ho paura. Non so come contrastarla.” non appena ebbe tirato fuori queste parole si sentì sollevare un peso dal cuore.

La donna si prese un momento per riflettere strizzando gli occhi e stropicciando distrattamente il fazzoletto tra le mani.

In che senso stai perdendo il controllo su di te?” chiese incerta.

Non lo so, i-io non so come spiegarlo. A volte faccio pensieri brutti, davvero brutti. Sento dentro la voglia di fare del male a qualcuno. Mi succede specialmente quando soffro, quando mi feriscono. Perdo il controllo.” spiegò dando sfogo alla propria disperazione.

Ok, stai tranquilla, sono qui per aiutarti.” le disse rassicurandola.

D'un tratto Ariell si rese conto che non poteva raccontarle tutto, non poteva dirle di Lara, del professore. Semplicemente non poteva parlarne con nessuno.

Agitata si alzò di scatto dal divano e si prese la testa tra le mani prendendo dei respiri profondi.

Maria si alzò a sua volta sentendo che la ragazza si stava chiudendo a riccio. Non si fidava ancora di lei.

Le si avvicinò titubante.

Ariell, non ti voglio fare pressioni. Sappi che io sono qui e se un giorno vorrai condividere le tue paure ti basterà venire a cercarmi. Ma se c'è qualcosa di grave, qualcosa che non vuoi dire nemmeno a te stessa, penso sia meglio che tu me ne parli. Ti posso aiutare, non so come ma so che c'è una ragione per cui il destino mi ha riportata da te.”

Ariell chiuse gli occhi e li strinse per impedirsi di piangere ancora.

Avrebbe tanto voluto parlarle, vuotare il sacco ma qualcosa la trattenne.

Si voltò e le rivolse un esitante sorriso che non comprese gli occhi.

Ok, lo farò.” le disse prendendole la mano e stringendogliela tra le sue “ora si è fatto tardi ed è meglio che vada, mam...si insomma mi aspettano a casa.”

Detto questo la strinse in un breve abbraccio e si diresse verso la porta.

Un secondo dopo la porta si chiuse e la casa sembrò sprofondare nel silenzio.

Maria sorrise nonostante fosse turbata, aveva avuto il primo dialogo con sua figlia.

Sapeva bene che la ragazza le stava nascondendo qualcosa di grosso, lo sentiva.

Sperò che arrivasse presto il momento in cui si sarebbe fidata abbastanza da permetterle di aiutarla.


ANGOLINO DELL'AUTRICE:

Ciao a tutti, eccomi con un altro capitolo.

Ultimamente sono stata un po' lontana dalla scrittura ma ho tutte le intenzioni di portare a termine questa storia.

Un bacione da Fly90.



  
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