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Autore: Omar    18/05/2017    0 recensioni
Ci sono tre scelte quando si sta morendo: accettare, disperarsi o rassegnarsi.
Genere: Thriller | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Chissà cosa ho fatto mai per ritrovarmi qui ora, eppure questa mattina sembrava volgesse bene, mi sono svegliato senza mal di testa e il cielo era azzurro, giusto una sola nuvola bianca si spostava verso il sole ma ci stava da dio lì. Ah mi moglie, Lucia, l’aveva detto – lei guarda le stronzate dell’oroscopo – questa volta avrei dovuto ascoltarla “Datti malato e stattene a casa” m’aveva detto e io ho sbattuto la porta aggiustandomi la cravatta roteando le chiavi della macchina sull’indice.
In questi momenti dove non si fa niente i ricordi diventano geyser improvvisi, violenti per le sensazioni suscitate, incredibile ci si possa ancora arrabbiare malgrado sia ormai tutto morto e sepolto. Avrei voglia ci ritrovassimo ancora in tre a notte fonda per girare in macchina a vuoto chiudendo infine la serata all’alba impegnati sui videogiochi, ho voglia dello spinello tra i  sentieri campagnoli abbandonati al tepore primaverile; ho voglia delle città nuove dove ci portavano le corriere ed i treni presi a casaccio. Finché puoi vivi neanche pensandoci agli anni che portano a manina i propri limiti, poi comincia obbligatoriamente la lista delle occasioni perse, semplici fantasie che rendono attimi quasi momenti vissuti veri e propri di quanto è stato e sarebbe potuto essere, magicamente.
Eˊ andata così, quando sei spacciato l’unica scelta che resta è prenderla con filosofia sennò impazzisci. La piccola Anna starà battendo la gomma della matita sul quaderno cogli occhioni sulla maestra, ha una specie di lista delle cose da fare incorporata, a scuola non rompe a nessuno, a casa fa i compiti e poi esce; neppure c’è bisogno di dirle questo o quello, fa tutto da sola, m’avesse rotto le scatole una volta sola per uno straccio di motivo! Mai, mai, perfetta tanto da farmi credere alle volte qualcosa non quadri.
A Damiano sono più affezionato, un casino come ragazzo, mica dico sia stupido anche se intelligente come la sorella sarà impossibile lo diventi un giorno. Il fatto sta nell’innata sregolatezza, bisogna dirgli tutto sennò s’abbuffa di cioccolato, resta fuori fino a tardi, piagnucola capriccioso pomeriggi interi. Ammesso le cose vadano come penso, un giorno il piccolo sarà tutto suo zio, mio fratello: uno squattrinato che nella vita ha fatto di tutto senza aver concluso niente.
Chissà come sarà non veder più mia moglie, ce l’ho in mente distratta dai suoi pensieri nei pomeriggi estivi o agghindata per far bella figura uscendo la sera. Eˊ forte quando resto a casa dal lavoro e lei passa la mattina al piano di sotto facendo il diavolo a quattro tra lavatrice e ferro da stiro, o quando si chiude nella sua stanza pacata e struggente come una ragazzina a leggere o scrivere, poi alla fine quando passano le sue amiche mi lascia sul divano come un pollo, ah fintanto che la mia cena è pronta alle otto può far tranquillamente ciò che vuole.
Ecco la mia testa sta cedendo e, più che l’oscurità, m’innervosisce proprio questo istinto a spellarmi le nocche tra queste quattro pareti a suon di pugni, tra poco neppure sarò cosciente in questi quattro pezzi di legno su misura di uomo, finirà tutto, basta l’ossigeno diminuisca ancora un poco.
   
 
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