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Autore: The_Lock    18/05/2017    0 recensioni
Terzo capitolo della serie It's up to you: una squadra di astronauti viaggia nella navicella Persephone2 per andare su Plutone e far scorta di Lorvonio, una sostanza abbondante sulla superficie del pianeta; ma a un certo punto compare sulla radio un SoS da quella che pare essere Persephone1, la prima navicella che fallì durante il viaggio.
Ogni fine capitolo, il lettore verrà posto ad un bivio e il primo a commentare avrà il diritto di scegliere quale delle due strade intraprendere.
Genere: Angst, Horror, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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- Questa storia fa parte della serie 'It's up to you!'
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Capitolo 3
Chris e Derek si misero ai comandi mentre Ariadne ricalcolava la rotta per avvicinarsi il più possibile evitando al tempo stesso incidenti che avrebbero danneggiato entrambe le navicelle.
“Non mi piace questo…” mormorò Tetsuo, osservando Persephone1 dalla finestra della sala comandi e vedendola in uno stato trasandato. I finestrini erano congelati, così come quasi tutto il metallo e le varie membrane che coprivano la navicella avevano un leggero strato di brina che pareva volersela mangiare.
Nel frattempo Violet stava aiutando Ariadne e Peter a infilarsi le leggere tute spaziali di ultima generazione.
“Tenetevi forte, stiamo per attraccare.” Disse Chris e subito dopo una leggera vibrazione fu percepita da tutti i membri dell’equipaggio.
“Su, facciamola finita.” Mormorò Peter, facendo già per attraversare la soglia della camera di espulsione, quando Violet lo bloccò.
“Aspetta un attimo.” Gli disse, sorridendo e il ragazzo sbuffò, annuendo. Nel frattempo Naomi era andata in sala comandi e aveva attivato il sistema di ricetrasmissione delle due tute, sicché il resto dell’equipaggio potesse rimanere in contatto con Naomi e Peter in tempo reale.
“Se solo avessimo quelle telecamere sulla tuta…” mormorò Ariadne, sedendosi al posto comandi e inforcando le cuffie col microfono, mentre lo stesso faceva Tetsuo.
“Già, ma costavano troppo,” mormorò Chris, alzandosi e avvicinandosi per parlare con i due, seguito da Violet e Derek.
“Mi raccomando: ci serve sapere solo se l’equipaggio è sano e salvo. Cercate di non dividervi.”
“E controllate i livelli di ossigeno!” disse Violet, mentre Derek si allontanava per tornare poco dopo con due pistole che porse ad entrambi. Peter afferrò la pistola senza pensarci troppo, mentre Naomi guardò prima Derek e poi Chris.
“In caso fossero vivi potrebbero essere… minacciosi. Mai sentito parlare della sindrome del capannone?” domandò Chris, prendendo la pistola dalla mano di Derek e porgendola a Naomi “Usala solo se strettamente necessario.”
“Mi raccomando, non sprecate colpi. Ogni pistola ha tre proiettili al plasma e, per l’amor di dio se dovrete usarle mirate bene che potrebbero creare un buco nei muri.” Disse Derek con la sua solita voce grave.
“E pensare che era solo una missione esplorativa.”
“Nessun esploratore è mai andato disarmato.” Sorrise Chris, dirigendosi nella camera d’espulsione.
Dopo aver fatto la prova con le ricetrasmittenti, i ragazzi aspettarono brevemente e poco dopo, dallo sportellone sigillato, si vide allungarsi un ponte di collegamento che si agganciò perfettamente allo sportellone della Persephone1. Nuotando nell’assenza di gravità, Peter e Naomi si avvicinarono e, sotto le indicazioni di Tetsuo, Peter riuscì ad aprire entrambi i portelloni.
Facendo gli onori di casa, Peter mise piede nella camera d’espulsione della Persephone1 per primo e, dopo aver aiutato Naomi, aprì l’ultimo sportellone.
“Cosa vedete?” domandò Chris alla radio.
“Bah… è tutto buio e… polveroso.” Mormorò Naomi, passandosi il guanto sulla visiera della tuta, dove una strana polvere si depositava.
“Da dove arriva questa polvere? Qui non c’è assenza di gravità.” Mormorò Peter, accendendo la luce posta sopra la visiera per illuminare meglio il buio e lungo corridoio che si stagliava oltre di loro.
“Da qui.” Mormorò Naomi, puntando in alto il dito. Peter alzò lo sguardo e corrugò la fronte: perché quella polvere cadeva come neve dai condotti di ventilazione?
“Come sono i livelli di ossigeno?” domandò Violet, interrompendo il flusso di pensieri del ragazzo. Peter abbassò lo sguardo e pigiò qualche pulsante in un rilevatore presente sull’avambraccio della tuta.
“A dire il vero… è ottimo. E anche la temperatura… segna 22 gradi.” Mormorò il ragazzo. “Magnifico, allora possiamo togliersi questi cosi…” mormorò, ma subito Naomi lo bloccò.
“Ma sei matto?” gli disse “E se questa polvere fosse velenosa?” gli disse.
“Oh dio santo, quante paranoie. Siamo in una navicella spaziale sperduta in cui c’è miracolosamente ossigeno e calore e tu vuoi rimanere a fare la sauna in quella tuta?” le chiese, sorridendo.
“Chris…”
“Che c’è?”
“E’ troppo chiedere un po’ di prudenza?”
“Non eri tu l’esploratrice?” sorrise.
 
  1. Peter si toglie la tuta
  2. Peter NON si toglie la tuta
  
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