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Autore: SirMikelo    18/05/2017    3 recensioni
La farfalla vivrà di notte, osservando i toni più scuri del giorno, mentre la falena potrà assistere al dì, le ore di luce, dove il sole è alto e riscalda l'ambiente.
Genere: Generale, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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La natura aveva donato alla farfalla la possibilità di osservare i colori della notte. Il giovane insetto scrutava ora i dintorni del bosco, sbattendo le ali e muovendosi al contempo in quella intricata distesa di pini e cespugli brulicanti di more. Tutto quanto era celato dall’oscurità, e solo i versi delle creature, che riecheggiavano soavi nella foresta, potevano guidarla nel suo viaggio, un viaggio al termine di tutto, del dì e della sua stessa vita. Levò lo sguardo verso l’alto, per quanto le fosse difficile, e osservò il cielo punteggiato di stelle, una schiera di astri al servizio del maggiore, la luna. Ah, la luna! Un’enorme sfera bianca come il latte che troneggiava su quella vastità buia rischiarata parzialmente dalla stessa e dai suoi adepti. Ah, le stelle, che belle quelle stelle! Parevano piccole pietre ricamate su di un abito elegante, un abito scuro come la notte.
Poi, lentamente, i battiti delle ali si affievolirono; la farfalla cadde preda del sonno, e scossa da una leggera brezza venne trasportata sui rami di un giovane albero. Cullata sotto la sua folta chioma, la farfalla riposò in eterno, uno sguardo dolce stampato sul viso, la stessa dolcezza che aveva mantenuto sia in vita che all’arrivo della morte.
 
La falena ottenne in dono la vista del dì, le poche ore di luce contenute in una giornata. Lei, unica tra i membri della sua specie, aveva potuto assistere al via vai di animali per il bosco; era potuta entrare in contatto con più e più razze, saggiandone lo spirito e apprendendo le loro abitudini. Poi poté osservare il cielo azzurro, limpido, privo di nuvole, e il sole alto che riscaldava il paesaggio con i propri raggi, un sole ardente, simile a una palla di fuoco.
Quando quest’ultimo cominciò a calare, la luce si fece sempre più flebile, e gli animali si rintanarono nelle proprie dimore nascoste sotto gli alberi. La falena fu presto preda di un improvviso torpore, che la fece sbadigliare. Sentì il corpo farsi molle e le ali disintegrarsi in docili scaglie trasparenti, luccicanti, finché non giunse la sua ora. Era felice, felice come non lo era mai stata. 
   
 
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