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Autore: claudiamantovani    19/05/2017    0 recensioni
Lei è una ragazza solare, un po' goffa.
Pensa di essere una ragazza normale.
Possiede un nome strano, molto, ma è una delle due uniche cose che le ha lasciato suo padre prima di scomparire, l'altra è un braccialetto.
Si è appena trasferita con sua madre in una nuova cittadina.
Che succederà in questa città più che normale?
Ma come tutti sappiamo che anche nella normalità c'è sempre qualcosa di strano e cosa troverà di strano la nostra eroina?
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Frase estratta:
Questo è il suo punto di rottura.
Genere: Azione, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Capitolo 1: Claire de Lune Sono in un bosco e corro, corro come mai prima d'ora, mi giro e dietro di me ci sono due tizi che mi rincorrono e a un certo punto uno apre la bocca e... *Triiiiiiiinnnnn* Ma che diavolo? Perché quello fa il rumore che fanno le sveglie? Perché non parla? *Triiiiiiiinnnnn* *Triiiiiiiinnnnn* -Alisia se non spegni quella dannata sveglia io te la rompo e ti butto giù dalla finestra!- Con gli occhi ancora chiusi allungo il braccio e, a tentoni, cerco di spegnere la sveglia. Finalmente riesco nel mio intento. Ma perché ho messo la sveglia? Sono in vacanza, posso dormire quanto voglio, no? -Alisia alzati o farai tardi.- -Mmm...- -Alisia la scuola!- La scuola, la scuola... Oh Santi Numi! La SCUOLA! Porca vacchettina! Mi alzo di corsa e rischio di inciampare con le coperte, corro in bagno, ma vado a sbattere. Ma che caspiterina succede oggi? Poi collego tutto, ci siamo trasferite. Abitavamo a Milano, ma a mia madre hanno dato una scelta: 1. Farsi licenziare perché lì stavano tagliando il personale; 2. Farsi trasferire dall'altra parte del mondo, più precisamente a New York. La mamma ha deciso di trasferirsi, dobbiamo pur mantenerci in fondo, ha fatto una scelta saggia e penso che l'avrebbero fatta un po' tutti. So che lei era indecisa perché io mi ero fatta una vita a Milano, avevo moltissimi amici, avevo un ragazzo, ma l'ho convinta io a scegliere il trasferimento, è il lavoro che ama e non avrei voluto che lei ne cercasse un altro. Per fortuna con l'inglese me la cavo molto bene, ero la prima della classe, infatti, parlare inglese, per me è come parlare l'italiano. Peccato che quando io abbia comunicato al mio ragazzo che mi sarei trasferita dall'altra parte del mondo, lui abbia deciso che non valeva la pena nemmeno far finta di provarci. Ci sono stata molto male, ma, fortunatamente, non stavamo insieme da così tanto tempo per potermi definire innamorata persa e ancora prima di partire c'eravamo entrambi lasciati la storia alle spalle e ci siamo salutati alla mia partenza da amici. A proposito di amici! Spero di riuscire a sentire almeno i miei migliori amici... L'acqua fredda sul viso mi risveglia dal sonno e dai pensieri, mi lavo velocemente e torno in camera. Metto velocemente la divisa della scuola, mi piace molto. È composta da una gonna blu oltremare lunga fino a metà coscia, delle calze bianche alte fino al ginocchio, una polo bianca e un maglioncino dello stesso colore della gonna. Prendo il telefono, lo zaino e vedo che non farò in tempo a fare colazione, esco e corro alla fermata dell'autobus che sta arrivando. Lo prendo al volo. Mi metto le cuffie alle orecchie e mi perdo tra le note dei miei autori preferiti. Stamattina ho proprio bisogno di una musica che mi calmi un po', così decido di mettere Claire de Lune di Debussy, è un brano spettacolare. Alla seconda volta che faccio partire la canzone sento qualcuno che mi picchietta la spalla, mi giro e chi mi vedo davanti? Un viso abbastanza familiare, mascella squadrata, naso alla francese, fronte alta, capelli nero pece e due occhi azzurro mare, da far svenire chiunque. Mi sforzo di ricordare dove io abbia già visto una meraviglia simile e mi ricordo! È il ragazzo che mi ha salvata ieri! Ma com'è che si chiama? John, James, Jacopo? No, no e ancora no! Sono proprio negata con i nomi! Non ho ancora smesso di fissarlo, ma non me ne rendo conto perché sono troppo presa tra i miei pensieri, non mi accorgo nemmeno che sta cercando di parlarmi e che io ho ancora le cuffiette alle orecchie e il volume al massimo. Mi risveglio solo perché lui mi toglie una cuffia dicendo. -Sentiamo cosa ascolti da imbambolarti così ahah!- -Potrei scommettere che non conosci nemmeno che canzone sia, ...!- Lascio la frase in sospeso sul nome perché non vorrei fare una figuraccia più grossa di quella che ho già fatto fino a ora. -Certo che conosco questo brano! S'intitola Clarie de Lune di Debussy- dice tranquillo lui. -La conosci davvero? Saresti la prima persona alla quale la faccio sentire, anche se, teoricamente, non te l'ho fatta sentire io, ma mi hai rubato tu una cuffia, che la conosce! È meraviglioso!- -Ovvio che la conosco! Ogni pianista deve conoscerla!- mi fa sapere ovvio. -Sei un pianista?! Oh santi dei! Devi farmi sentire come suoni! Magari proprio questa canzone!- [*in questo momento i miei occhi sono proprio a cuoricino è proprio il ragazzo dei miei sogni.*] -Va bene ma calmati uragani chiaccherone- Ops... Sono leggermente chiacchierona. -Scusami.- dico abbassando il viso che ha preso lo stesso colore dei miei capelli. -Non devi scusarti, finalmente ti sento parlare un po'. A proposito, stai un po' meglio dopo ciò che è successo qualche giorno fa?- -Oh sì, grazie a te.- -Basta ringraziarmi però, dai.- -D'accordo.- -Aspetta, ma vieni nella mia stessa scuola?- Abbasso lo sguardo dal suo viso e noto che anche lui indossa una divisa uguale alla mia se non per la camicia al posto della polo e dei lunghi pantaloni che sostituiscono la gonna. I nostri maglioni sono dello stesso colore, così come i pantaloni, ma hanno lo stesso simbolo della scuola. Uno scudo giallo-oro con un leone rosso, tipo quello dei Grifondoro (sì, ho scelto la scuola proprio per questo motivo... La fangirl che è in me saltava di gioia quando ha visto il leone e con le mie amiche continuavamo a ripetere che stavo andando nella scuola dei Grifondoro ahahahaha.) -Se la tua scuola è la casata Grifondoro allora si!- -Casata Grifondoro? Ahahahahah! Questa non l'avevo ancora mai sentita! Ma pensandoci bene mi pareva di aver visto questo leoncino da qualche parte e tu me lo hai ricordato!- -Felice di essere stata utile e così sei in debito con me e sei costretto a farmi sentire Claire de Lune suonata da te muahahahah!- -Diabolica la ragazza eh? Sai che l'avrei suonata per te lo stesso?- -Allora sei ancora in debito con me- E gli faccio una linguaccia colossale. ~Ti chiamavano matura~ ~Zitta coscienza~ Questo ragazzo mi sorprende ancora rispondendo alla mia linguaccia con... Una pernacchia! Così mi offende questo! E ora faccio ancora più la bambina. Mi rimetto le cuffie, incrocio le braccia sotto il seno e mi giro dalla parte opposta. Dopo qualche minuto mi toglie nuovamente una cuffia e l'immaturo mi dice: -Bambina capricciosa?- -Io non sono una bambina capricciosa!- -Invece sì, ma possiamo discutere dopo? È questa la nostra fermata- -Oh porca paletta!- -Dai andiamo!-
   
 
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