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Autore: Josephine22C    19/05/2017    0 recensioni
Terzo ed ultimo libro della saga Remind. Prima di iniziare la lettura, vi consiglio di leggere gli altri libri!
Genere: Avventura | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Yulya




Mi stringo a lui, mai, mai mi sono sentita pienamente di qualcuno. Mi tiene incollata al suo corpo e mi sento così felice ed in colpa allo stesso tempo. 




-Non pensarci, ci siamo solo io e te- sussurra dandomi un bacio sulla tempia. 




-Io, te ed il resto del mondo da proteggere Kain- sospiro affondando il viso nel suo collo e respirando il suo profumo, sento l'amuleto poggiato sul mio petto pendere come una condanna. Passo una mano sulla sua guancia, sfioro il filo di barba che la ricopre. 




-Come hai fatto a sopravvivere?- Aggiungo incuriosita cercando di distrarmi. So già che se mi fermassi a pensare correrei via a gambe levate da questa camera. Lui è la mia debolezza ed io ci sono ricaduta, nel momento più sbagliato, quello in cui ho iniziato a ricoprire il ruolo per cui sono nata. La vecchia me si sarebbe presa a calci da sola.




-Ero in condizioni gravissime, quasi disperate ed ero privo di sensi. Quando stavo per morire mio padre non ha avuto il coraggio di lasciarmi andare- abbassa d'un tratto la voce.




-Ha usato l'amuleto vero?- Stringo ancora di più la sua mano. Che conseguenze avrà tutto questo?




-Non giudicare troppo male la mia famiglia Yulya, non è facile veder morire uno dei tuoi figli davanti ai tuoi occhi- sembra quasi indurire la sua espressione, come a voler difendere suo padre. 




-Ora capisco perché l'ha fatto, non hai bisogno di darmi spiegazioni. Secondo le nostre leggi essendo tu il successore degli Annelsey, lui aveva il diritto di fare di tutto per salvarti- a quelle parole la sua espressione diventa triste -ma detto francamente non credo che Amy avrebbe qualcosa da ridire ed essendo io la nuova Custode, ti posso assicurare Kain Annesley che non ho nessunissima obiezione- dico, salendo sul suo corpo e ricominciando a baciarlo, affondo le mani nei suoi morbidi capelli lunghi e mi godo il sapore divino delle sue labbra. 




-Perché io?- Domanda d'un tratto ed io non posso fare a meno di interrompermi. Blocco le sue mani ai lati della testa con un sorrisetto furbo. 




-Insicuro futuro Custode Annesley?- Domando impertinente. 




-Pura curiosità- glissa. 




Riprendo a baciare il suo viso ed il suo collo -perché tu chiedi? Ci ho messo molto per rispondermi...- Spiego tra un bacio e l'altro - perché dalla prima volta che ti ho visto era come se vedessi la copia di me stessa. Impavido, coraggioso, passionale, ma allo stesso tempo eri tutto ciò che io non ero e che non sapevo nemmeno di voler essere- mi fermo guardandolo negli occhi e mettendo finalmente a nudo i miei pensieri più profondi. 




-Eravamo così simili ma tu eri molto più coraggioso di me. Tu non avevi paura di dire ad alta voce ciò che pensavi, di mostrare la tua insoddisfazione. Mentre io me ne stavo rilegata nei confini che mi ero costruita, senza neanche rendermi conto che mi stavano stretti- poggio la mia fronte sulla sua. Sembra soddisfatto della mia risposta, si libera le braccia e le affonda nei miei fianchi, stavolta è lui a baciarmi ed a condurre il gioco. Questa è un'altra cosa che adoro, mi tiene sempre testa, con lui è una sfida continua. Brividi, calore e cuore impazzito, ecco cosa provavo durante queste ore e cosa provo adesso. È una droga, un irresistibile veleno di cui non posso fare a meno.

Non vorrei staccarmi mai, eppure improvvisamente mi ritorna in mente Akim. Lui ha passato gli ultimi giorni a vegliarmi e merita che sia io a digli di essermi svegliata! Così decido di alzarmi e staccarmi da lui in uno scatto, o non avrò più il coraggio di farlo. 




-Che succede?- Chiede sorpreso.




-Devo andare da Akim, lui sarà preoccupato- non c'è ombra di gelosia nei suoi occhi. Inizio a rivestirmi e sono un po' imbarazzata visto che non mi toglie gli occhi di dosso, mi fissa famelico come se stesse ponderando l'idea di lasciarmi andare o catturarmi nuovamente. 




-Non metterci molto- mi strizza l'occhio facendomi ridacchiare. 




Esco dalla camera di Kain e ritorno nella mia, trovo Alekseij ancora lì, aggrotto le sopracciglia convinta che avrei trovato anche il mio migliore amico.




-Ho deciso di non chiamarlo ancora, per farlo riposare il più possibile- risponde alla mia inespressa domanda. Faccio un cenno d'assenso e decido di andare da lui. 




Lo trovo disteso sul letto, immerso in un sonno profondo, doveva essere esausto. Se fossimo stati dei bambini, adesso avrei tra le mani un bel po' di neve, che gli avrei infilato sotto la maglia facendolo sobbalzare. Quante cose sono cambiate da allora, non mi rendevo davvero conto di quanto fossi fortunata. Inizio a scuoterlo piano, sussurrando il suo nome. I suoi riflessi sono ben pronti, infatti spalanca subito gli occhi. 




-Yulya- sussurra con voce strozzata ed incredula -tu... Tu sei sveglia- inizia a tastarmi il viso, le spalle a stringermi le guance, come ad accertarsi di non star sognando. 




-Si, sono io. Cosa c'è, credevi che bastasse così poco per mettermi KO?- scherzo fissandolo. 




Ma lui fa una cosa che mi sorprende, mi stringe tra le sue braccia quasi soffocandomi. Senza dire nulla, si limita a stringermi ed affondare il viso nei miei capelli. Li sento umidi dopo un po', sta piangendo? Mai ha avuto una reazione del genere e ne abbiamo passate di simili, in questi anni molto spesso abbiamo rischiato la vita. Lo stringo a mia volta impacciata. Prima di staccarsi si asciuga il viso. 




-Stavolta credevo di averti persa sul serio Yu- continua a tenermi avvinta a sè. 




-Non mi perderai mai Akim- ribatto sicura. Lui prende d'un tratto il lembo della mia giacca e comincia a rigirarselo tra le dita, aggrottando le sopracciglia. Mi gelo, in effetti la sentivo un po' grande, è di Kain! 

Non ho il coraggio di guardarlo negli occhi, questa situazione ambigua che si è creata tra di noi è una vera tortura. 




-Sei stata da lui vero?- La sua voce è aspra. 




Abbasso il viso -io... Io dovevo accertarmi che fosse vivo- sussurro. 




Pone due dita sotto il mio mento e mi alza il viso. 




-So che lo ami, non mi devi alcuna spiegazione. Non posso farti una colpa perché non provi per me ciò che io provo per te, ora l'ho capito- sospira tristemente. 




Lo guardo incuriosita -come?- Domando. 




-Briana, credo di averla colpita. Insomma ci ha palesemente provato con me, ma l'ho respinta. È bellissima, intelligente, forte ma...- so come sarebbe proseguita la frase, ma non sei tu. Non posso fare a meno di restare a bocca aperta, la sorella di Kain? Incredibile. 




-Ho capito meglio il tuo punto di vista e so che sarà dura, ma credo di dover fare un passo indietro e tornare ad accettare di essere soltanto un tuo amico. Non voglio perderti e so che se continuerò così succederà- stavolta è lui a non guardarmi. Stringo le sue mani senza dire nulla, in certi casi la vicinanza ed il silenzio sono la soluzione migliore. Decidiamo di raggiungere gli altri, sono tutti nella biblioteca a detta di Alekseij e ci raccomanda di raggiungerli immediatamente. Io vorrei solo andare da Kain, ma purtroppo i miei doveri di Custode vengono prima. Quando facciamo il nostro ingresso tutti restano imbambolati, la prima a venirmi incontro è Amy che mi stringe in un abbraccio. Inizio già a sentire la fatica, l'amuleto si sta scaldando, troppo potere.




-Sapevo che ce l'avresti fatta!!- Esclama sorridendo, ma non riesce nemmeno lei a celare l'affaticamento dovuto alla nostra vicinanza. 




Ha qualcosa di diverso, un certo non so che nel parlare, nel camminare. Dopo aver raccontato ciò che mi è successo, omettendo Kain, non posso fare a meno di starmene zitta. 




-Ma si può sapere che vi prende?!- Guardo incuriosita Amy e David. 




Soprattutto David, se ne sta dritto con una mano dietro la schiena -sembra che hai un palo su per il...- Akim mi da una gomitata, interrompendo la mia frase colorita e facendomi tossire.  




-Non è il modo di rivolgersi a sua signoria il conte Van Dalen- lo prende in giro.




Jess ed Aiden iniziano a ridacchiare ed io continuo a non capire, anche Akim non riesce a trattenere le risate. 




-Diciamo che il pallone gonfiato ha una piccola crisi di identità- spiega Aiden, guadagnandosi un'occhiataccia da parte di David. 




-Ricordiamo ogni singolo istante della nostra vita passata. Ci è piovuta addosso come un uragano, io non sono stata cresciuta rigidamente, ma Frederick, cioè David, lui è cresciuto in un collegio. I precetti e le buone maniere sono inculcate in lui, ci ho messo un mese per farmi dare del tu quando ci siamo conosciuti- sorride dolcemente. 




-Odio comportarmi così, ma non appena mi distraggo, spuntano fuori queste maniere da damerino- borbotta contrariato. Stavolta nemmeno io posso far a meno di ridere, sembra volersi prendere a calci da solo!




Mi interrompo soltanto quando la porta si apre e Kain mi viene incontro. Smetti di guardalo, mi rimbecco da sola. Ma non posso farne a meno diamine! Mi ritornano in mente i suoi baci ardenti, le sue mani su di me ed anche i suoi occhi sono calamitati nei miei. 




-Ero stufo di aspettarti- scrolla le spalle avvicinandosi a me e cingendo i miei fianchi. Cosa diavolo fa, è forse impazzito? Akim distoglie lo sguardo.




Lo fisso a bocca aperta, non può stringermi così davanti a tutti e se dovessero entrare i suoi genitori? 




-Kain...- Provo a farlo ragionare. 




-Temo dovrai usare la violenza per farmi staccare, non che la cosa non mi divertirebbe. Ho proprio voglia di riprendere da dove ci spiano interrotti- dice spudorato quasi dimenticando gli altri, poi sorride maliziosamente, stringendomi ancora di più ed io incredibilmente arrossisco di nuovo. Gli altri ci fissano a bocca aperta. 




-E noi che eravamo preoccupati che non si svegliasse- Aiden alza un sopracciglio scetticamente. 




-Qualcuno se l'è spassata, mentre noi cercavamo un modo per farla riprendere!- Commenta Jess insinuante ed un po' accusatoria. 




-Credevo che wonder woman non fosse in grado di arrossire- David rincara la dose rivolto ad Amy ed io mi imbarazzo ancora di più. Stronzo vendicatore! Penso irritata. Mi sento troppo osservata.




-Ok basta! Smettetela di guardarmi!!- La mia aria minacciosa mi fa sentire nuovamente sicura -piuttosto cosa stavate facendo. Battevate la fiacca in mia assenza vero?!- Domando severamente, distogliendo l'attenzione generale da noi due. Nel frattempo anche Briana ed Alekseij ci hanno raggiunti. 




-In realtà stavamo cercando di organizzare la partenza, ora che sei la nuova Custode e che Eleonore è sconfitta, dovremo tornare a casa...- Mi informa Amy contrita e sento Kain irrigidirsi alle mie spalle. A casa? Io non potrò lasciare più il Secondo Stato, e Kain presto sarà il nuovo Custode. Le cose stanno andando troppo velocemente.




-In questi quattro giorni abbiamo cercato un modo per tornare senza incappare in altri CCI, l'equilibrio deve essere ristabilito, le cose stanno degenerando- aggiunge Akim. Inizio a sentire di nuovo il potere del mio amuleto darmi dei problemi, anche Amy assume un'espressione sofferente. Tre amuleti nello stesso posto, è intollerabile. 




-E alla fine avete trovato una nave ed una rotta da seguire?- Domando, cercando di controllare il mio respiro. Ho paura della risposta. 




-Si- risponde Akim -avevamo deciso di trasportarti nonostante fossi incosciente oggi stesso, tra un'ora per l'esattezza. La situazione si sta aggravando secondo dopo secondo, molte città sono distrutte. Se non torneremo subito a casa, non ci resterà più nulla Yu.- 




Mi stringo a Kain il più possibile, non credevo che le cose sarebbero andate così, non oggi almeno. 




-Io verrò con te- afferma irremovibile, facendo sussultare tutti. 




-Sai che non è possibile. Sei il futuro Custode degli Annesley, il tuo posto è qui- eccoci di nuovo al punto di partenza. 




-Mio padre è il Custode. Io posso ancora disporre della mia vita ed ho deciso di passarla con te Yulya- stringe il mio viso tra le mani, lasciandomi un bacio sulla fronte. Il mio cuore manca di un battito, questa è una pazzia! Ma non ho la forza di lasciarlo andare di nuovo. 




-Assolutamente no!- Veniamo interrotti dal padre di Kain e da sua madre, che alteri fanno il loro ingresso non togliendoci gli occhi di dosso. Una terza spaventosa ondata di potere mi travolge e fa piegare in due sia me che Amy. Il Custode Annesley viene sorretto da sua moglie e da Briana che è corsa ad aiutarlo, ma non smette di guadarci con severità. 




-Padre non puoi decidere per me, non ancora!- Ribatte Kain tenendomi, sento il suo petto alzarsi ed abbassarsi furiosamente. Si sta mettendo contro la sua famiglia per me?




-Posso eccome figliolo, se fai scelte irragionevoli. Ho preparato tutto per la vostra partenza e mentre eravate qui i domestici hanno preparato i bagagli. Questa storia finisce qui, il potere è diventato intollerabile dal suo risveglio- si tiene una mano sul cuore con fatica  -ora che Eleonore Van Dalen non è più un problema, dovete andare via. Ogni Custode deve tornare nel proprio Stato!- 




Il panico mi assale, mi guardo intorno ma nessuno osa dire nulla, perché in fondo tutti sanno che è la cosa giusta da fare. I sensi di colpa riprendono ad attanagliarmi. 




-Kain...- Cerco di staccarmi da lui. 




-No! Non osare!! Non puoi lasciarmi di nuovo. Io verrò con te, l'equilibrio non ne risentirà- mi stringe e vedo molti uomini degli Annesley affollarsi nella sala. Suo padre vuole tenerlo qui con la forza! Lo capisco subito, Briana fissa a bocca aperta le guardia che ci circondano, facendo passare lo sguardo da noi a loro. Sembra sorpresa, forse i genitori non avevano informato neanche lei di questo.




-Ragiona figlio! Se ora ti permettessi di andare con lei, tra qualche anno saresti disposto a tornare qui? A non rivederla mai più?! E se malauguratamente nascesse un bambino?! Quale amuleto erediterà il vostro primogenito, dato che sarà Custode di entrambi? Non abbiamo evitato la fine del mondo per permettere che voi la scateniate in futuro!- Come uno schiaffo vengo colpita da ogni affermazione, riflesso delle mie paure. Dopo un cenno le guardie catturano Kain e lo staccano violentemente da me, vorrei usare il mio amuleto per difenderci ma il potere è talmente concentrato in questa stanza, che non ho la forza nemmeno di muovermi. Lo tirano via da me, sono più di dieci, lui si agita e combatte come una furia. Sembra quasi una belva che stanno cercando di mettere in gabbia. 




-Fermatevi! Cosa state facendo?!- Si intromette Amy, mentre David si pone in difesa al suo fianco con Jess ed Aiden. Akim ed Alekseij si affiancano a me allo stesso modo. 




-L'equilibrio deve essere ristabilito il prima possibile e devo accertarmi che voi torniate a casa. Non opponete resistenza siamo molto più numerosi. Suo padre avrebbe fatto lo stesso signorina Kireyev.- 




Mi guardo intorno.  Tutte le forze degli Annesley sono schierate, Kain continua a dibattersi, ma nemmeno la sua bravura nel combattimento può far nulla contro tutti coloro che lo tengono fermo. Sua madre e sua sorella mi fissano contrite, non possiamo far altro che andare via, non posso far altro che abbandonarlo, una guerra interna tra noi Custodi è impensabile. Devono aver pianificato tutto, sicuramente avevano intuito ciò che il figlio prova per me. 




Mi volto verso di lui e lo guardo negli occhi, mimando un mi dispiace. 




-Io verrò da te Yulya!! Mi hai capito?! Non ti lascerò andare così! Me ne fotto del mio ruolo!! Mi hai sentito padre?!- Ringhia sconvolto agghiacciandomi, è completamente fuori di sè ed io sono piantata lì immobile ad osservarlo con uno sguardo vuoto. Tutto questo sta succedendo davvero? Avremo mai un po' di pace? 




-Yu, non puoi fare nulla, siamo in minoranza ed usare di nuovo i Flussi peggiorerà solo la situazione. Sapevi che sarebbe successo, ti prego andiamo, non rendere le cose ancora più difficili- Akim mi prende per un braccio ed Alekseij fa lo stesso, cercano di portarmi via. 




Questo fa impazzire ancora di lui Kain,  con uno strattone riesce a liberarsi, inizia a combattere la sua stessa gente. Uno dopo l'altro se li toglie di dosso ed avanza verso di me, bellissimo ed indomabile. Mi fermo e nemmeno Akim ed Alekseij possono piu tirarmi via. Se fossi una buona Custode li seguirei, se fossi la ragazza che ero qualche mese fa è ciò che avrei fatto. Ma adesso, non sono in grado di voltargli le spalle di nuovo. Sta per raggiungermi ma un uomo alle sue spalle lancia qualcosa ed io inorridisco. 




-Kain!!- Urlo senza fiato. Un dischetto di metallo lo colpisce alla schiena, simile a quello che utilizzammo per immobilizzare Frederick. Lui non fa in tempo a scansarsi nonostante le mie urla, quando quell'aggeggio infernale tocca la sua pelle, le scariche elettriche iniziano ad attraversarlo. Stavolta è lui ad urlare, si accascia a terra vinto dal dolore ed io perdo quella assurda immobilità che mi aveva colta, gli vado incontro. Degli uomini provano a fermarmi ma nonostante l'enorme concentrazione di indomabile potere, l'amuleto mi difende. Arrivo da lui che tra le smorfie di dolore mi sorride mestamente. 




-Sei pazzo! Sei pazzo!- Ripeto tra i singhiozzi.




-Ora s... Sei proprio come me. O... Ora sei tutto ciò che saresti dovuta essere. Indomabile e bellissima- allunga lentamente una mano sul mio viso, ricalcando le stesse parole che io avevo pensato prima guardandolo. 




-Disattivatelo subito!!- Ringhio su tutte le furie -È vostro figlio, come potete fargli questo!!- Mi rivolgo rabbiosa ai genitori.




-"L'amuleto prima della vita stessa" è un fardello duro da portare, ma è ciò che dobbiamo fare per il bene del mondo- risponde sua madre e si stanno avvicinando a noi con i loro uomini. Tengono fermi anche Alekseij ed Akim, tutti sono impotenti di fronte a questo caos. 




-Ora basta!!- Briana inaspettatamente si pone tra noi e loro. 




-Figlia, so che vuoi difendere tuo fratello ma lo facciamo per il vostro bene, lo sai...- Cerca di dissuaderla il padre bloccandosi.




È lei stessa a strappare dalle mani dei suoi genitori il pulsante di controllo dell'immobilizzatore che colpisce Kain. Poi punta una un'arma contro le guardie che ci circondano. Il dolore cessa e lui inizia a riprendere colore, poi piano piano, col mio aiuto, si rialza. 




Tutti sono immobili non sapendo bene come comportarsi. Briana si volta verso me e lui.




-Ho capito molte cose osservandovi in questi giorni. Conoscevo la tua fama Yulya Kireyev. Sapevo che eri fredda e ligia al dovere, che trattavi i ragazzi come stupidi giocattoli con cui passare il tempo e non capivo come mio fratello potesse soffrire tanto per una ragazza del genere. Lo vedevo prendere a pugni la parete della sua camera fino a farsi sanguinare le mani, pur di non pensarti ed io ti odiavo sempre di più- ora mi guarda sicura e per la prima volta non noto astio nei suoi occhi. 




-Quando mi sono resa conto che anche tu lo amavi non potevo crederci. Ne ho avuto la certezza quando ti ho vista soffrire e fare la stessa cosa per non pensare a lui e ne ho la certezza ora, è lampante davanti ai miei occhi. Non voglio essere la responsabile della perenne infelicità del mio adorato fratello. Ha già sacrificato troppo per me- si volta verso i suoi.




-Briana no!!- Urla Kain provando ad interromperla. Non capisco che diavolo sta succedendo? Lei si gira nuovamente verso di lui. 




-Hai scelto di non vivere senza di lei, ma non puoi proteggere me ed allo stesso tempo averla. So che non saresti mai in grado di scegliere tra noi, quindi lo farò io per te- conclude voltandosi nuovamente, non prima di dedicargli uno sguardo amorevole. Stringe i pugni e si rivolge a tutti. 




-Alcoltatemi, io Briana Annesley, qui davanti a tutti i Custodi, ai loro protettori ed alla mia gente confesso di aver mentito. Io e la mia famiglia abbiamo mentito a tutti- un brusio si diffuse interrompendo il silenzio, anche il personale del palazzo e gli altri protettori sono giunti nella sala, incuriositi dai rumori del combattimento. 




-Mio fratello non è l'unico erede. Oggi io rivendico il mio ruolo di futura Custode, perché noi in realtà siamo gemelli!-

 
   
 
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