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Autore: spectacled owl    19/05/2017    1 recensioni
Sara Ottolini è veronese fin dentro il midollo. Va in giro con una copia di ''Romeo e Giulietta'' ed è alla ricerca del cosiddetto GRANDE amore. E' disordinata e troppo golosa, i fratelli le nascondono sempre la cioccolata.
Diego Moretti è un veronese acquisito. Il suo unico amore è la Vespa Primavera 150, rossa fiammante e a detta sua, molto più affidabile di una donna.
Figlio unico e amante delle gonne corte, odia i dolci ed è fissato con la palestra.
Cosa succederà quando Romeo e Rosalinda si in(s)contreranno ?!
Genere: Commedia, Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Triangolo | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
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<< Hai finito? >>

<< Mmh mmh. >>

<< Anna, sei pronta? >>

<< Uhm uhm. >>

<< Hai dimenticato come si parla, fiorellino? >>

<< Probabile. >>

<< Vaffanculo, smettila di specchiarti! >>

Le tiro contro un cuscino costringendola a girarsi, sembra infastidita e mi rivolge uno sguardo accusatore. Sistema il cuscino e si liscia le pieghe inesistenti del vestito che sta indossando. Rialza lo sguardo e sbuffa.

<< Scusa tanto ma per ottenere la perfezione bisogna impegnarsi molto >> si indica con la mano e io scoppio a ridere. E' estenuante prepararsi con lei, troverà sempre mille difetti in quello che indossa o, quando va' male, in quello che indosso io.

Stranamente stasera non ha ancora commentato il mio abbigliamento, cosa che mi fa ben sperare anche se sono un po' sospettosa.

<< Tra quanto ci passano a prendere? >> Mi domanda distrattamente mentre cerca di trovare il famoso rossetto bacio - da - fata che indossa ogni volta che vuole fare colpo su un ragazzo.
Do un'occhiata al cellulare e vedo che ormai sono le dieci e mezza, i ragazzi dovevano essere qui mezz'ora fa. Poco male, ormai sono abituata. L'unica puntuale sono io, gli altri sono fastidiosamente ritardatari.

<< Sono in ritardo >> commento annoiata.

Anna si volta e mi sorride, poi mi strizza l'occhio e comincia a canticchiare sottovoce riprendendo a ignorarmi.

<< Chi è il fortunato stasera? >> Glielo chiedo giusto per fare conversazione e perché mi sto annoiando ma so già la risposta e infatti: << Manuel >>
La mia migliore amica non mi delude mai, a volte è così prevedibile. Soprattutto quando si tratta di ragazzi, tutti i suoi fidanzati hanno dovuto convivere con la sua ossessione per il mio gemello e non sempre è andata a finire bene. Anche io mi incazzerei se il mio ragazzo fantasticasse su un'altra ragazza.

Per fortuna non ho di questi problemi, il mio grande amore è lì fuori da qualche parte e mi sta aspettando. Ne sono certa. Questo però non mi impedisce di divertirmi un po' nell'attesa.
Beh, in realtà c'è il fattore fratelli gelosi ma dettagli, negli anni ho affinato le mie tecniche di fuga.

<< Lo sai vero che mio fratello stasera suonerà e difficilmente noterà il tuo rossetto fatato? >>

<< Prima o poi dovrà scendere e dopo aver scacciato quelle stupide oche, noterà sicuramente il mio rossetto e le mie labbra e magari si deciderà a baciarmi. >>
Niente da fare, affrontare questo argomento con lei è una perdita di tempo.
Anna finalmente mi presta attenzione e squadra il vestito che ho indossato, arriccia il naso e si morde l'interno guancia. Fa per parlare ma poi scuote la testa e sospira.

<< Il gatto si è mangiato la lingua? >> La sfotto.

<< No, stranamente stasera non hai indotto al suicidio nessuno stilista. Giorgio Armani si complimenterebbe ... >> Fa una pausa a effetto e poi allargando le braccia, continua: << se non fosse per quelle orribili scarpe bianche! >>

La guardo offesa e sono quasi tentata di accarezzare le scarpe in questione per consolarle. << Sono bianche e sono vintage, le ho pagate un occhio! >>

<< Sono bianche. Sono BIANCHE! Chi cazzo mette dei decolté bianco vernice? A meno che tu non sia Donatella Versace, ma non vedo né la taglia 38 né la faccia da rana. >>
Scuote la testa energicamente e sembra affranta.

<< A me piacciono e poi stanno benissimo con il blu del vestito, inoltre, sono orgogliosissima delle mie curve e della mia faccia e delle mie labbra sottili. >>

Anna si avvicina e mi abbraccia. << Ma infatti non volevo offenderti, stupida. Sei mille volte meglio di qualsiasi Donatella e poi lo sai, a me le rane fanno impressione. >>

Ridiamo entrambe continuando a scherzare, dieci minuti dopo stiamo giù casa della mia migliore amica ad aspettare mio fratello maggiore e i suoi amici.

Solitamente quando Manuel suona in qualche locale con la sua band, di cui non ricordo il nome perché cambiano ogni mese, Akin e io siamo sempre in prima fila portandoci i rispettivi amici. Zeno non apprezza molto perché dice che non ci sono mai ragazze della sua età e finisce per annoiarsi quindi viene raramente.
Quando una macchina grigia si avvicina lampeggiando e suonando il clacson, riconosco subito il proprietario: Giulio.
Giulio Blica, un nome una garanzia. Il bellissimo adone dai capelli ricci e pettorali da urlo, migliore amico di Akin e spettatore delle mie innumerevoli figure di merda. Se Manuel è l'ossessione di Anna, Giulio è la mia. Mi ha visto nascere e crescere, ha assistito a quegli squallidi saggi di danza a cui partecipavo da bambina solo per accompagnare mio fratello e ha fatto da spia con il suddetto fratello ogni volta che mi vedeva con un ragazzo.
Anna mi tira una gomitata nello stomaco e mi incita ad aprire la portiera, la guardo e sembra notare il panico nei miei occhi per questo mi sorride incoraggiante.
Entriamo nell'auto e mio fratello subito si sporge subito per darmi un bacio, Giulio ci sorride e abbassa il volume della radio.

<< Bimbe, vi siete messe in tiro stasera eh? >> Ride e Akin con lui, io invece sento improvvisamente la bocca asciutta e serro le labbra.
Ammetto di averlo idealizzato molto, Giulio, ma fin da bambina vedevo in lui il mio Romeo. Crescendo però mi sono resa conto che non mi guarderà mai diversamente da come mi guarda ora: mi vede come una sorellina.

Beh, lo odio. Odio questa situazione, a volte vorrei gridargli che di fratelli ne ho già tre e mi bastano ma poi ricordo che sarebbe solo fiato sprecato.

La conversazione viene monopolizzata da Anna e Akin che per fortuna riempiono il silenzio imbarazzante che si era creato. Arriviamo al ''Mads'' dopo dieci minuti e noto che stasera c'è più fila del solito.

Mio fratello mi prende sottobraccio e mi sistema alcuni ciuffi che erano sfuggiti all'elastico.

<< Com'è che si chiamano, stasera? >> Gli chiedo divertita.

Akin ci pensa un attimo prima di rispondere.

<< Dovrebbero essere gli Heartbeat. >>

<< Davvero? >> S'inserisce Anna con voce eccitata.

<< Non ci posso credere, a questo punto era meglio quello del mese scorso: i Boys Jeans. >>

<< Quello era due mesi fa >> mi interrompe Giulio scuotendo la testa.

<< Il mese scorso erano i City Mice e il cantante indossava delle orecchio da topo. >>

Scoppio a ridere fragorosamente e cerco di immaginarmi la scena, sento quasi le bestemmie di Manuel e i cazzotti trattenuti.

Quando entriamo, non posso fare a meno di sorridere estasiata: il locale ha rinnovato da poco e l'ambiente precedentemente lugubre è stato completamente rimodernato. Le pareti sono di un colore tendente al viola, al centro c'è un bancone con una serie di barman già all'opera ma la parte migliore sono dei soffici divanetti bianchi che sembrano accogliere un bel numero di persone.
La piattaforma, lievemente rialzata, si trova in fondo al locale e da qui posso vedere i vari strumenti già posizionati e mio fratello Manuel, che è il chitarrista, che dà una serie di istruzioni a un cameriere.
Conoscendolo gli avrà chiesto di portargli un bicchiere di Vodka Lemon al termine di ogni canzone. Considerando, poi, che canteranno un sei o sette canzoni, Manuel finirà ubriaco come al solito. Akin si incazzerà e io dovrò fare da babysitter a entrambi.
Mi avvicino al piccolo palchetto e mi accorgo solo in un secondo momento che Giulio mi ha seguita.

<< Che c'è? >> Glielo chiedo guardandolo quasi con sfida.

Lui fa spallucce ignorando la mia domanda.

Non appena il mio gemello mi vede, si avvicina per stringermi in un abbraccio.
<< Principessina, vuoi un autografo dalla star? >>

Fingo un conato e gli pizzico il braccio. << Battito cardiaco, sul serio?! >>

<< E' perché siamo belli da infarto. O quanto meno lo è il tuo fratellone. >>

<< Fratellino >> lo correggo acidamente.

<< Fratellone! Non continuare questa discussione sterile e puerile, principessa >> alza il mento con sfida e mi viene voglia di tirargli una testata ma mi trattengo.

Qualcuno tossisce alle nostre spalle e mi ricordo della presenza dell'adone. Manuel lo incenerisce con lo sguardo e poi si rivolge a me: << Che ci fa questo coglione qui? >>

<< Lo sai che lui e cioccolatino sono culo e camicia. >>

Manuel non abbandona il suo cipiglio arrabbiato, quindi continuo: << Se fai il bravo, dopo gli righiamo la macchina >> gli dico con fare cospiratorio.
Mio fratello, a differenza dell'altro fratello, odia Giulio. Non l'ha mai sopportato e ogni volta che lo incontra, non può esimersi da mostrargli tutto il suo disprezzo.

<< Giulio Blica, che dispiacere vederti. >>

<< Manuel Ottolini, altrettanto. Mi chiedo come questa bellissima creatura sia imparentata con te. >>
Mi volto di scatto strabuzzando gli occhi e sento le guance andare a fuoco, ma l'ha detto davvero o mi sono completamente scimunita io?
La situazione si calma quando si avvicina Akin, che poggia una mano sulla spalla dell'amico mentre Manuel è chiamato da quelli della band per cominciare lo spettacolo.
Ci sediamo poco lontano dalla piattaforma e i ragazzi vanno a prendere da bere, noto Anna piuttosto silenziosa e la scuoto un po'.

<< Tutto bene? >>

<< Sì, certo. Ho soltanto mal di testa, tuo fratello mi ha consigliato di non bere alcolici e ha detto che per stasera devo accontentarmi della coca-cola. E' stato gentile. >>

<< Akin è sempre gentile, con te soprattutto >> mormoro maliziosa.

<< Oh, Sara! >> strepita innervosita << ancora con questa storia? Sono passati quasi dieci anni, tuo fratello non ha più una cotta per me. Era una cotta adolescenziale, adesso è un uomo. >>
Resto in silenzio e la guardo, in realtà credo che ad Akin non sia mai passata. Ha avuto delle ragazze in passato e qualcuna è stata anche presentata ai miei genitori ma nessuna di loro era quella giusta perché non erano Anna, non avevano i suoi capelli biondi né le sue fossette.

<< La coca è per te mentre per te ho preso un Cosmopolitan >> Akin mi porge un bicchiere pieno fino all'orlo e cerco di prenderlo senza fare disastri.
Giulio mi si siede accanto e quando la band comincia a suonare, picchietta le dita a ritmo di musica facendomi ridere. L'atmosfera è rilassata e tutti sembrano apprezzare le cover che si susseguono.

<< Sono migliorati >> mi sussurra il ragazzo nell'orecchio. Rabbrividisco un po' ma cerco di darmi un contegno.

<< Che t'aspettavi? Manuel è il migliore. >>

<< Ho sempre invidiato il vostro rapporto, sai? >> Mi dice, sorprendendomi. << Mia sorella e io già è tanto se ci salutiamo, quando cerco di intavolare una conversazione fugge o mi ignora. È frustrante. >>
Scuote la testa sconsolato.

Me la ricordo, la sorella. E' una ragazza molto carina, poco più piccola di me ma molto diversa. Ricoperta di tatuaggi e piercing, sfacciata e con gli ormoni in subbuglio, dovrebbe frequentare l'ultimo anno al liceo di Zeno. Dovrebbe ma da quello che so, ha deciso di darsi a tutt'altro.

<< Noi quattro siamo fortunati, non tutti hanno questo rapporto così stretto. Diciamo che ha contribuito molto la nostra infanzia e il fare tutto assieme. A volte è opprimente però ci sono un sacco di vantaggi. >> Gli sorrido e mi volto appena, per notare Anna e Akin che confabulano tra loro, mio fratello le sta parlando e la mia migliore amica gli fissa insistentemente le labbra.
Sospiro preoccupata, almeno stasera non berrà quindi non avrà scuse: se fa qualche cazzate dovrà assumersene la responsabilità.
Anna è sempre stata brava a scappare, io invece sono più brava a restare. Anche se fa male, anche se l'altra persona non farebbe lo stesso.
Io resto, sempre.

<< Andiamo un po' in pista? >> Giulio si alza e mi tende la mano. Mi alzo incerta ma nessuno sembra fare caso a noi. Il cuore batte all'impazzata e spero di non avere le mani sudate.
Gliel'afferro e assieme ci dirigiamo verso una massa di corpi che si strusciano tra loro a ritmo di musica. 

   
 
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