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Autore: Keyra_chan    19/05/2017    0 recensioni
Key è un giovane guerriero, difensore da anni del villaggio di Corev, nell'arcipelago Laida. Dopo un assalto sospettoso decide di andare ad indagare, così finisce per incontrare una persona apparentemente scontrosa che però finirà per cambiargli la vita.Decidendo di aiutarla si troverà a fare un viaggio importante, dal quale dipenderanno due destini incerti...
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Non riusciva ad aprire gli occhi, il bagliore della luce era troppo forte. Sentiva di essere disteso su un prato, lo aveva intuito strofinando la mano sul terreno; stringendo le dita sentiva i fasci d'erba bagnata e alzando un po' il braccio poteva toccare il tronco di un albero. Era tutto abbastanza calmo, il rumore dell'acqua che scorreva lo metteva a suo agio nonostante fosse ancora in parte frastornato, ma qualcosa lo infastidiva, sentiva ogni tanto delle fitte dietro la testa che diventavano sempre più dolorose di volta in volta. Si ricordò di essere stato colpito e aprì gli occhi di colpo, richiudendoli subito dopo per la luce improvvisa. Girandosi sul fianco si fece un po' d'ombra e ritornò a pancia all'aria, col braccio sulla fronte. Si sedette e si guardò intorno. < Dove sono? > sussurrò lentamente
Cercò di alzarsi appoggiandosi all'albero che prima aveva sfiorato e indietreggiò per accertarsi di non avere le allucinazioni: l'Albero Sacro....la leggenda era fondata! Ma ... come era arrivato lì? Lui si era spinto fino alle celle, non oltre! Un lievissimo fruscio di vento lo distolse dai suoi pensieri, fece appena in tempo a scattare di lato prima che una freccia, apparentemente sbucata dal nulla, lo colpisse alle spalle. Girandosi notò una figura nascondersi tra gli alberi, un secondo dopo dovette abbassarsi per scansarne una seconda. Stavolta si trovò faccia a faccia con la sagoma, era una persona alta, di corporatura abbastanza robusta ... almeno credeva: chiunque fosse era completamente coperto da una mantella e il suo volto era nascosto da un cappuccio.
< Cosa vuoi fare? Uccidermi? > Key guardò la figura cercando di intimidirla col suo sguardo deciso, ma ella non si smosse di una virgola. Anzi. Aveva ripreso a mirare a lui col suo arco. Il ragazzo notò due cose in quel momento: innanzitutto l'arma, non sembrava un semplice arco da caccia, alle due estremità aveva dei simboli strani (probabilmente delle lettere o dei disegni) ed esse terminavano all'infuori come delle spirali, inoltre sembrava fatta di un legno particolare, liscio e voluminoso. La seconda particolarità era che quell'arco non aveva frecce, e quel tipo non aveva faretre o borse con se ...
< Che cosa vuoi da me? Perché mi hai port- > non poté terminare la frase che dal centro della corda scattò un oggetto appuntito, che andò a colpirlo di striscio sulla spalla < Come ha fatto? Non c'era la freccia > quando l'arciere riprese ad attaccare, lui cominciò a fuggire nella foresta. Si era reso conto di non avere Shard con se, e senza armi era davvero nei guai: ormai era chiaro che quel tizio, chiunque egli fosse, lo voleva morto.
Dopo poco, però, si accorse di non essere più inseguito < L'ho seminato... > disse sospirando, vide la luce che segnava la fine della foresta e ansimando riprese a camminare,l'uscita sembrava lontana chilometri. Ma quando finalmente riuscì a varcare il limitare del bosco si ritrovò davanti quella persona. Per l'ennesima volta in quella giornata non sapeva se affrontarlo (o meglio, cercare di affrontarlo) o scappare. Si fermò per un attimo a riflettere: lui non era mai fuggito di fronte a nulla, e di certo non lo avrebbe fatto in quell'occasione. Spostò la mano dal braccio sanguinante e l'allungò verso un ramo per terra, di nuovo una maledetta freccia lo colpì alle spalle e cadde a terra stremato. Fu allora che l'uomo abbassò la guardia e si avvicinò a Key, in procinto di finirlo. Lui ne approfittò e col braccio sano diede un forte spintone all'estraneo che sbilanciandosi fece cadere l'arco, egli però fece una capriola per non cadere e tirò fuori un pugnale quando il ragazzo tentò di metterlo al tappeto. Per fortuna in quel momento qualcosa andò storto allo sconosciuto. Infatti un giovane basilisco,infastidito, sbucò dalla sua tana sotterranea facendo indietreggiare entrambi. Key respirò a fatica, un po' per lo spavento, un po' per le ferite. Alzando gli occhi però rimase a bocca aperta ...    
   
 
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