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Autore: Serares    19/05/2017    1 recensioni
Nella terra del deserto, in cui la morbida sabbia scotta come le fiamme di un fuoco, e l'unico obbiettivo degli uomini che l'abitano è sopravvivere, Saera cerca la speranza; infatti, quest'ultima è rara come i diamanti che adornano i nobili di Samhora, la terra del Deserto, e l'unico modo per trovarla è attraversare quell'enorme distesa d'acqua: l'oceano. Molti lo considerano solo una leggenda, altri un luogo proibito, e pochi, come Saera, la strada per trovare un posto migliore.
Questa storia parla di una giovane ribelle, Saera, disposta ad attraversare tutta Samhora per trovare l'oceano e scappare da quella terra piena di corruzione e povertà; ma il suo compagno di viaggio, Samir, un affascinate criminale conosciuto per puro caso, le farà cambiare idea.
-Samhora ha bisogno di gente come te, ovvero di ribelli che non vogliono più vivere così; però, queste persone non devono cambiare solo la loro vita, ma anche questa terra bagnata dal sangue e dal sudore!
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Il ragazzo incitò il suo cavallo al galoppo.
-Andiamo, ormai siamo vicini- disse, osservando quell'enorme distesa d'acqua non lontana da lui: l'oceano.
Fin da piccolo sua madre gli raccontava delle leggende su di esso, definendolo l'unica via per trovare un posto migliore. Gli diceva che, oltre a quel deserto, vi sia un'altra terra, piena di verde; infatti, questo è il colore della libertà e della speranza. 
Il giovane fermò il suo cavallo: aveva raggiunto la sua meta. Smontò dalla sella ed osservò l'oceano, per poi rivolgere la sua attenzione al cielo.
-Manca poco alla notte.
Il ragazzo si avvicinò alla riva, ed immerse i piedi nell'acqua cristallina. Non aveva mai visto così tanta acqua in vita sua. Ora doveva solo aspettare che una nave arrivasse lì per prenderlo; infatti, secondo la leggenda, una volta all'anno passano delle navi vicino alle rive di Samhora per portare via da quella terra piena di povertà coloro che cercano una vita migliore. Si dice che le navi passino durante la Notte di Kahdir, dedicata al primo uomo Samhoriano che attraversò l'oceano, e si avvicinano laddove avvistano dei falò per fare salire a bordo i poveri abitanti della Terra del Deserto.
Il sole stava per tramontare, quando il ragazzo tirò fuori dalle grandi sacche che pendevano ai fianchi del cavallo della legna per il fuoco.
Arrivata la sera, il piccolo falò era già pronto. 
-Vedrai, amico mio- disse il giovane rivolto al suo cavallo -presto arriveranno delle splendide navi che ci porteranno via da qui- fece un sorriso pieno di speranza -perché questa è la Notte di Kahdir.
Era notte fonda, e la stanchezza iniziò a farsi sentire -ancora non è arrivata nessuna nave, ma sono sicuro che presto ne arriverà una, amico mio. 
Il suo cavallo stava già dormendo; così, anche il giovane decise di rilassarsi un po'. 
-Guarda, Safir, un altro folle alla ricerca di "una vita migliore"-
-Starà aspettando da molto qualcuno che lo porti via da questa terra dimenticata dagli dei, eh?-
Con un calcio uno dei due soldati svegliò il giovane, che alzò la testa di scatto. -Finalmente, amici miei. Vi stavo aspettando- disse con un sorriso; ma quando i suoi occhi si abituarono alla luce emanata dalle torce dei due uomini armati, capì che erano dei soldati. 
-Ma davvero? Quasi nessuno aspetta un crudele destino- ridacchiò un uomo, e puntò la sua spada verso il giovane steso a terra -hai disobbedito alle leggi del nostro amato Tiranno.
-Amato?! Quel rifiuto umano è odiato da tutta Samhora- gridò il ragazzo, ricevendo uno schiaffo da parte del suo interlocutore -dovrei tagliarti la lingua- disse quest'ultimo. 
-Forza, leghiamo anche lui e portiamo quei folli dal nostro capo.
-Safir, possiamo ucciderli qui ed ora.
-No! Gli ordini sono chiari: dobbiamo solo prendere questi pazzi, perché non spetta a noi decidere le loro sorti.
Il soldato che aveva tirato uno schiaffo al giovane annuì, anche se contrario: sapeva che cosa sarebbe successo ai loro prigionieri, ed era certo che ucciderli sarebbe stato un gesto di pietà. 
I soldati legarono le mani del ragazzo dietro la schiena e, insieme agli altri prigionieri, lo fece salire su un carro trainato da due cavalli. 
-Io stavo cercando una vita migliore- disse una donna con il pancione -per me ed il mio bambino.
-Se non ci è nemmeno permesso scappare- disse tra i denti il ragazzo che era appena salito sul carro -allora, resteremo qui, e faremo di questa terra un posto migliore, dove i nostri figli e le nostre figlie possano vivere nella terra che abbiamo sempre sognato!
Una scintilla di speranza brillò negli occhi dei presenti.
-Io sono Samir- continuò il giovane, mentre un fuoco più caldo del sole gli ardeva dentro -e cambierò questo mondo.
   
 
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