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Autore: Edivad    19/05/2017    0 recensioni
Durante gli ultimi giorni delle vacanze estive Lawrence, dopo aver rischiato di esser pestato e aver rincontrato un amico del suo defunto nonno, si dirige verso la biblioteca comunale. Una volta uscito dall'edificio Lawrence sente una strana voce che precede un'esplosione all'interno di un palazzo in quella zona. In quella struttura dominata dalle fiamme c'è ancora un bambino e quei versi, di presunta natura inconscia, non fanno altro che spingerlo a entrare in quella trappola infuocata cosicché possa salvarlo prima che sia troppo tardi. Cosa farà Lawrence e cosa comporterà la sua decisione? Accetterà la sfida provocatoria della voce oppure aspetterà i soccorsi come tutti?
Genere: Avventura, Comico, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: Lime | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Capitolo 4

Viviana

Rimaniamo tutti in silenzio.

Mi chiederà sicuramente dov'è la madre della bambina dopo aver preso la pistola. Chissà se mi minaccerà dicendo che mi sparerà alla rotula…
Stai giocando d'azzardo, come fai a sapere che accadrà quello che hai predetto?
Bho. È divertente questa situazione. Devo far si che mia madre badi alla Dama intanto che io e Dominic vediamo come chiudere questa storia, senza che qualcuno si faccia male.
Però vorresti lottare non è vero?
Hai ragione questa storia è interessante e ci sono molte cose che vorrei sapere, ma non trovo nessuno stimolo per combattere un guerra che non è mia.
Oppure non vuoi mettere in pericolo le persone a cui vuoi bene?
Può essere.
Non potevi dire che è la nipote di Dominic?
Non usare i miei piani secondari come tue idee, penso di farlo appena estrae la pistola. Potevo anche evitare questo scherzo ma voglio vedere una cosa. Spero solo che il vecchio regga il gioco e che non si spaventi.

Mia madre, che si trova sull'uscio di casa, rientra all'interno sbattendo la porta violentemente.

tre...
due...
uno...

« Una puttana ha rovinato mio figlio! » Sbraita.

La Dama si stringe alla mia gamba.

Eccola che ritorna.

Quasi scardina la porta per la forza con cui l'ha aperta e, come da programma, ha la sua pistola.

« C-che facciamo? » Bisbiglia Dominic.
« Meno male che dovresti essere un famosissimo guerriero che ha ristabilito la pace. Hai paura di una donna in preda alla rabbia? »
« Tua madre secondo me è nettamente peggio. Giuro, farei qualsiasi cosa se mi aiuti a scappare da lei. »
« Grazie, era quello che stavo aspettando. L'hai promesso e la parola data è sacra per quelli della tua generazione. Giusto? »
« Dimmi dove si trova! » Mi ordina intanto mia madre.
« Mamma calma, vuoi che ti ritirino il porto d'armi? »
« Non mi interessa! Dimmelo se ci tieni alla tua rotula! »
« Te l'abbiamo fatta mamma! Ahahah bravo Dom, grazie per avermi retto il gioco! »

Piano B?
Già.

« Cosa?! Tu, brutto stronzetto. »
« Non voglio che la nipote di Dominic impari queste bruttissime parole! Vergogna, eppure sai come si dovrebbe educare un bimbo. »
« G-già lei è mia nipote, ti è piaciuto lo scherzo Amanda? Ah Ah Ah. » Commenta insicuro Dominic.
« Quindi sei ancora il mio piccolino vero? » Mi domanda mamma.

Si lancia verso di me e mi abbraccia facendo cadere la pistola a terra.

Per fortuna aveva ancora la sicura...

« Sono così felice che starai ancora con me e papà! »

Il suo abbraccio si fa sempre più forte.

Mi sta strozzando.

« Non lo fare mai più se non vuoi morire capito tesoruccio? » Mi sussurra poi si china e prende la bimba in braccio.
« Dominic come mai tua nipote è conciata in questo modo? È tutta sporca. »
« Perché è conciata in questo modo? » Domanda anche lui fissandomi in preda al panico.
« Certo che stai veramente invecchiando se non te lo ricordi. Ti racconterò tutto dall'inizio. Prima di andare al parco ci ha chiamato la sorellina di Dominic che ha avuto una figlia da poco. Visto che lei domani parte per un lungo viaggio di lavoro ha chiesto al qui presente di badare a lei. » Dico indicando Dominic.
« Non ha un marito? » Chiede mia madre.
« Sfortunatamente è morto da poco per colpa di un tumore, sua sorella non sapeva a chi chiedere, siamo passati a prenderla e l'abbiamo portata con noi. Si è divertita così tanto da sporcarsi in questo modo. Ne aveva bisogno, non parla più da quando è morto suo padre. Dominic è ancora scosso. »

Si sta commuovendo, ottimo come da programma. Puoi comunicare un messaggio a Dominic?
Sai chi sono? Certo che posso! Io sono la magnifica Excalibur
Digli di ripetere a mia madre la seguente frase:"Sai Lidia, non ci so fare con i bambini e poi a casa ho una marea di scartoffie che dovrei sistemare, non vorrei trascurarla. Ti imploro, potresti tenerla tu in questi giorni finché non sistemo la situazione? Non potevo dire no a mia sorella dopo quello che sta passando, so che ti sto chiedendo troppo, ma ti imploro.".
Non deve modificare niente deve solo ripetere.

Parolina magica?
Muoviti cretina.
PAROLA MAGICA?
Per piacere.
Ok.
Cretina.

Dominic annuisce.

Ottimo.

« Sai Amanda, non ci so fare con i bambini e poi a casa ho una marea di scartoffie che dovrei sistemare, non vorrei trascurarla. Ti imploro, potresti tenerla tu in questi giorni finché non sistemo la situazione? Non potevo dire no a mia sorella dopo quello che sta passando, so che ti sto chiedendo troppo, ma ti imploro. »
« Queste donne lasciano i propri figli a destra e a manca senza le dovute preoccupazioni. Ok, ti darò una mano. I vestiti? » Sbuffa.
« Tranquilla, li andiamo a prendere domani » rispondo.
« Certo domani porteremo tutto. »
« Dai su rientriamo che tra poco è pronto. Devo trovare un modo per arrangiarmi con i vestiti e la devo anche lavare, giusto piccolina? » dice andando a casa.

Si vede che ha bisogno di una figura materna.

« Ma', torno subito, rimango qui fuori a parlare con Dominic. »
« Come vuoi, fai presto. »
« Grazie ancora Amanda, mi hai salvato » esclama Dominic.
« Tranquillo. »

Finalmente è andata via.

« Domani ricordati di venire alle nove portami una foto di mio nonno alla mia età. »
« A cosa ti serve? »
« Voglio vedere se siamo veramente identici come dici. Non ho mai visto una sua fotografia da giovane, sono curioso. Potrebbe anche tornarmi utile. »
« Non voglio che ti immischi in questa faccenda. »
« Sai benissimo che oramai ci sono dentro fino al collo, non possiamo nasconderci in eterno aspettando una loro mossa. »
« Sì ma... »
« Troveremo una soluzione, non morirò per colpa di quattro scemi. Ti ricordo che sono il Possessore della spada Excalibur, quindi no problem! »

Poi sarei io quella vanitosa…
Devo calmarlo oppure vuoi rimanere arrugginita per sempre?


« Stai attento, se succede qualcosa chiamami. »
« Ti ho già detto che non succederà niente oggi. »
« Ok. » Replica pensieroso.
« Dai sorridi su! Alla fine è stata una bella giornata oggi. »
« Quell'arma fa miracoli se dici una cosa del genere. Ha aumentato la tua sicurezza. »
« Probabile, ma questa non è una soluzione anzi, è uno svantaggio. »
« Perché? »
« Nulla si può nascondere in eterno, prima o poi potrebbero anche sfruttare questo punto debole per battermi. Ovviamente è solo una supposizione visto che non ci riusciranno. » Ridacchio.
« Scusa se ti ho nascosto tutta questa faccenda. »
« So che lo hai fatto in buona fede, mi basta questo. In quanti sanno della morte di nonno che è avvenuta in quel mondo?»
« Solo i membri del gruppo. Ce lo chiese tuo nonno prima di morire. »

In quel preciso istante con la schiena lievemente ingobbita per via della stanchezza, arriva mio padre che rincasa dopo una giornata lavorativa.

   
 
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