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Autore: i hear the bells    20/05/2017    1 recensioni
Cosa succede quando la vita di una giovane donna viene stravolta da un'improvvisa scelta da compiere?
Belle è una ragazza atipica di diciotto anni. Il suo cuore custodisce un grande sogno. Non si tratta di un sogno qualunque, ma del suo futuro, di ciò in cui ha sempre creduto.
Determinata a realizzarlo, intraprenderà la strada che le scombussolerà l'intera esistenza.
Solo un'emozione potrà frenarla: la paura di non farcela.
Nuovi sentimenti, nuovi incontri e una grande città all'orizzonte; cambieranno la sua vita per sempre.
Genere: Generale, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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PROLOGO - LA RAGAZZA CHE CUCIVA SOGNI


 

Era una fredda giornata invernale e a Portland una delle città più importanti dello stato del Maine, aveva appena iniziato a nevicare.

Belle aveva solo otto anni, quel giorno per lei fu indimenticabile. Segnò l'inizio della sua crescita e la fine di un'infanzia felice. Era sempre stata una bambina dolce e allegra, amava disegnare e colorare, e come le altre bambine della sua età, viveva nella totale ingenuità, ma quello per lei fu un giorno particolare. Un giorno completamente diverso da tutti gli altri.

Con le sue scarpine preferite da ginnastica, si affrettò a entrare in casa assieme a nonno Gerard. Era rimasta in silenzio per tutto il tragitto e a causa della neve, aveva gli indumenti, i capelli e i piedi inumiditi. Le guance e la punta del naso erano arrossate e gli occhi, i suoi meravigliosi occhi grandi nascondevano un velo di tristezza.

Sua madre Catherine in quel momento era affaccendata con la cucina, mentre nonna Mary era intenta a rammendare una tovaglia di Natale.

Quest'ultima non appena sentì la nipotina starnutire e chiudere la porta, le andò incontro come ogni giorno.

Fissò i vestiti bagnati della nipote e affettuosamente iniziò a svestirla per non farle prendere un bel febbrone.

Le diede un bacio sulle guance morbide e le accarezzò una ciocca di capelli dorati, dopo le slacciò le scarpette, le tolse il giubbino e i calzini di lana bagnati.

«Allora piccolina, come è andata oggi a scuola? La maestra ti ha corretto il tema? Scommetto che hai avuto un bel voto! »

Belle guardò un attimo titubante il viso della nonna e poi abbassò gli occhi a terra trattenendo a stento le lacrime.

Sì, la maestra aveva corretto il suo compito e sì, aveva ricevuto un bel voto, ma quello non bastò a cancellare le parole dei suoi compagni di classe. Erano arrivate forte e chiare, come pugnali che trafiggono un corpo troppo delicato per sopravviverne.

Nonna Mary preoccupata per l'atteggiamento remissivo della nipote, chiamò subito sua figlia Catherine. La giovane donna le raggiunse incuriosita. Aveva avuto uno strano presagio quella mattina e gli occhi della bambina le confermarono i suoi presentimenti.

«Tesoro cos'è successo?» La madre s'inginocchiò ad osservare sua figlia, non poté fare a meno di notare anche lei quel comportamento strano e silenzioso. La bambina sembrava immobilizzata e sotto shock. Era successo qualcosa di grave.

Belle si morse leggermente il labbro inferiore e poi una piccola lacrima scivolò dai i suoi occhi verdi e lucenti.

In quel momento, Catherine la strinse forte a sé, le asciugò le lacrime e le diede tanti minuscoli baci sulla fronte.

La nonna si allontanò da loro lasciando la nipote libera di sfogarsi.

Catherine non sopportava vedere la sua bambina piangere, era il dono più prezioso che possedeva, il più bello che la vita le avesse regalato. Non avrebbe permesso a nessuno di ferire il cuore della sua bambina.

La piccola tirò su il nasino e con la manica del grembiule asciugò le sue lacrime.

«Oggi a scuola mi hanno preso tutti in giro...Mio padre non è un eroe, dicono che sei una bugiarda e che papà ci ha abbandonate.» La donna abbassò lo sguardo e andò a sedersi sul divano sconfortata. Prese la testa fra le mani e respirò a fondo.

Aveva custodito quel segreto dentro di lei per troppo tempo ed ora non era pronta, non era pronta a quella tempesta improvvisa.

Sua figlia aveva solo otto anni, non poteva dirle la verità, non in quel modo, non, sapendo d'infliggerle un colpo al cuore.

Belle stava crescendo in fretta, era una bambina intelligente e forse un giorno avrebbe capito. Forse un giorno avrebbe perdonato quel padre vigliacco o forse non lo avrebbe fatto, ma meritava la verità e lei non poteva negarle ancora a lungo l'identità del padre.

«Tesoro vieni a sederti affianco a me.» La bimba ascoltò le parole calme della mamma e la raggiunse sul divano. Appoggiò la testa sul grembo di Catherine e sorrise quando la madre iniziò ad accarezzarle dolcemente la fronte. Quei gesti riuscivano a far stare bene entrambe.

«Sai, quando avevo diciasette anni, mi innamorai di un ragazzo di nome Jonathan. Era un bellissimo atleta, un tipo simpatico e affascinante, tutte le ragazze del liceo volevano uscire con lui. Non so perché, ma tra tutte quelle ragazze lui scelse proprio me.

Iniziò a corteggiarmi e dopo un po' di tempo uscimmo insieme. Con il passare dei mesi m'innamorai di lui perdutamente. All'epoca non conoscevo bene l'amore e gli uomini. Mi fidavo di lui ciecamente e forse sbagliavo a farlo... » Prese una pausa per riflettere su come rivelarle il resto del racconto. Non era per niente semplice spiegare a una bambina di otto anni, come funzionasse l'amore.

«Un giorno la cicogna mi annunciò il tuo arrivo. Ero così spaventata e felice. Corsi da tuo padre a raccontargli dell'avvenimento, ma lui s'impaurì. Non era pronto per crescerti e così dopo il liceo andò via lasciandoci sole. Non ho più rivisto tuo padre. »

Belle si alzò di scatto e guardò la madre duramente.

«Perché mi hai detto una bugia?Perché ci ha abbandonate?»

«Belle non volevo mentirti. La mamma ti vuole bene, ma non è facile parlarne...Quando si è giovani si compiono errori e tuo padre non era pronto a crescerti...» Catherine si sentì immensamente in colpa, non sapeva più cosa dire. Non c'erano giustificazioni che reggessero. Belle era stata un incidente di percorso, ma Catherine amava sua figlia più di ogni altra cosa al mondo, avrebbe fatto di tutto per renderla felice.

«Lascia stare mamma...Papà non è un eroe, papà non è andato a salvare il mondo, papà non ci voleva ed è scappato via da noi...» Mentre pronunciava quelle parole tanto vere, quanto crudeli, scoppiò a piangere allontanandosi ulteriormente da sua madre. Non era preparata per conoscere quella brutta storia.

Catherine vedendo la figlia sconvolta, non ebbe il coraggio di aggiungere altro. Qualsiasi frase non avrebbe scusato il comportamento di un padre codardo.

Però, poteva ancora fare qualcosa. Poteva ancora darle un insegnamento. Si andò a sedere a terra accanto a lei. Le sfiorò delicatamente le guance bagnate e asciugò con il pollice le lacrime.

Era quello il dovere di una madre: tranquillizzare il proprio figlio, prendersi cura di lui e proteggerlo dalla vita.

«Tesoro mi dispiace tanto, vorrei poterti restituire tuo padre, ma non posso. Purtroppo alcuni uomini sono egoisti e per questo devi fare una promessa a tua madre...»

«Cosa?» Chiese la bambina ancora arrabbiata, ma incuriosita da quella improvvisa proposta.

«Quando sarai grande, promettimi che ti innamorerai di un bravo ragazzo. Promettimi che ti innamorerai di un ragazzo dal cuore gentile, di un ragazzo che ti farà sorridere e che ti asciuga le lacrime quando sei triste. Promettimi che, quel ragazzo sarà forte per proteggerti e che sarà abbastanza coraggioso da non scappare di fronte agli ostacoli. Innamorati di un bravo ragazzo Belle, perché quelli belli e dannati, sono solo degli stupidi che ti distruggono il cuore in mille pezzi...»



 

Angolo autrice:

Salve, eccoci giunti alla fine del Prologo. Sono molto emozionata nel pubblicarlo, credo molto in questa storia e spero di poter trasmettere delle emozioni anche a voi lettori.

Come avrete già intuito, il prologo è interamente dedicato a un flashback dell'infanzia della protagonista, nei prossimi capitoli la narrazione sarà ambientata nel presente. Ci ritroveremo di fronte a una Belle cresciuta e totalmente diversa dalla bambina presente in questo Prologo.

Ringrazio tutti coloro che hanno dedicato del tempo per leggere la storia e spero di ricevere presto le vostre opinioni. Per me è molto importante conoscere il vostro pensiero. Mi scuso per eventuali errori presenti nel testo, accetto volentieri consigli per migliorare. 

A presto con il primo capitolo!

  
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