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Autore: stardust94    20/05/2017    2 recensioni
Quando il crociato di sangue, arriva a Londra. La vita degli Shadowhunters e, stregoni della famiglia Rosestal, viene stravolta.
La famiglia dovrà affrontare un lungo viaggio verso Oriente, in Giappone.
Un terribile presagio di morte, un nemico invincibile che vuole assoggettare Nascosti e Cacciatori.
Un mistero vecchio di 800 anni, attende i Rosestal.
Riusciranno a risolverlo con l'aiuto, di vecchi e nuovi amici? ma sopratutto...
Riusciranno a rispondere al'eterna domanda: spetta davvero al Conclave, comandare Nascosti e Shadowhunters?
Genere: Azione, Mistero, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, Crack Pairing | Personaggi: James Herondale, Jonathan, Matthew Fairchild, Nuovo personaggio, Sebastian / Jonathan Christopher Morgenstern, Un po' tutti
Note: Lime | Avvertimenti: Contenuti forti, Non-con, Violenza
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'The story of Rosestal'
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Capitolo cinque
Tokyo: city of mysteries and magic

- Ti dico che è troppo strano! -

L'ennesimo sbuffo di Revent, nel camerino del negozio, intento a cambiarsi per l'ennesima volta,  fece sospirare una ragazza che altri non era, che Saria sua sorella adottiva.

- Secondo me stai da dio - 

Ridacchiò la fata,  quando il giovane uscì indossando degli abiti, decisamente diversi dai suoi.
Indossava una camicia bianca e una giacca in pelle nera con un paio di semplici jeans.

-  Non se ne parla Saria - Sospirò il crociato, ributtandosi nel camerino, per potersi ricambiare.

- Oh avanti! se devi chiederle di uscire, non puoi farlo vestito da lavoro, Rev! - si lamentò la arancione
- è solo che...Mi sento idiota - sospirò il giovane

Ci fu un breve minuto di silenzio, poi il ragazzo uscì con i soliti abiti, guardando la sorella.
- è normale. Ti senti battere il cuore, sorridi quando la vedi no? - domandò la ragazza

Revent annuì, si poteva notare che il giovane, era un imbarazzato. 
Ma, nonostante tutto sorrideva, al pensiero di uscire con Evelyn, il suo cuore batteva come un treno in corsa e l'ultima fermata, era in realtà la partenza.

Solo che non sapeva proprio come arrivarci.

Non era mai stato bravo con le donne e, a parte Mireha non aveva amiche femmine e Saria, era più che altro una sorellina.
Mai le avrebbe chiesto aiuto, anche lui in fondo aveva un suo onore. 

Alla fine si era di nuovo cambiato, ma solo per far smettere di lamentarsi la sorella.
Ora, Revent portava una lunga giacca marrone, con sotto una semplice maglietta nera, jeans comodi e scarpe da ginnastica
 
Il ragazzo si guardò facendo una smorfia di disgusto, vestito così non si piaceva proprio
-Non mi piace - affermò sbuffando
-Invece stai benissimo- ribatte la giovane con un sorriso


Dopo aver pagato i vestiti, che ancora non convincevano pienamente il ragazzo. 
Saria lo condusse in un vicolo, raggiunsero un edificio che pareva vecchio, rispetto agli altri negozi della città di Tokyo, dove si trovavano ora, lui e la famiglia Rosestal.

I due entrarono, ritrovandosi in una stanza dalle pareti rosate, tutto intorno vi erano un sacco di oggetti bizzarri appoggiati alle varie credenze e, davanti a loro un bancone.

- Posso aiutarvi, miei gattini? - domandò la donna oltre di esso.

Aveva i capelli molto mossi con la parte finale boccolosa, erano di un bel fucsia intenso che si armonizzava con la carnagione chiara della donna.
Era alta come testimoniavano le lunghe gambe, snelle e fasciate da calze a rete nere. 

Indossava un abito in stile kimono che cadeva armonizzando le sue curve generose, solo era  più corto di un normale kimono, inoltre la donna aveva i guanti alle mani.

- Salve! cerco il ragazzo che lavora quì - disse Saria sorridendo, avvicinandosi al bancone lasciando così, Revent indietro

La donna si accarezzò una guancia, poi sorrise appoggiando i gomiti al bancone mentre una coda nera, molto simile a quella di un gatto, le sbucò da dietro l'abito.

- Dunque...Dovrebbe essere al mercato, aveva delle commissioni - spiegò la donna, mentre piccole orecchie da gatta, si muovevano tra i suoi capelli.

Revent realizzò di avere a che fare con una nekomine, solo quando la donna ridendo, fece comparire un servizio da tè.
Veritas, socchiuse gli occhi verdi, poi con uno schiocco di dita fece comparire due poltrone

- Sedetevi pure cari - disse con la voce soave

Sebbene al inizio pareva reticente, esattamente come Saria, anche il cacciatore si sedette.
Revent si sentiva a disagio
Era la prima volta che vedeva un essere come la donna che aveva davanti, inoltre non era da lui, restare per troppo tempo chiuso in un posto.

Alla fine, non pensava troppo a niente, meno a perchè quella donna li avesse convocati

- Quindi siete voi, il cacciatore, quello mandato dal Conclave?- chiese la donna-gatto

Il bianco annuì, spiegò quello che era accaduto, di come ci fosse stato un quasi rapimento di Celina e, di come lui, Saria e i Rosestal, erano giunti in Giappone, dopo aver ricevuto una soffiata dal sommo stregone di Tokyo
Veritas sorrise, mentre si voltava verso la porta e il suo lieve sorriso si allungava, mentre gli occhi da gatta, avevano una scintilla maliziosa.

- Sei in ritardo...Gattino -

Alto, dal fisico magro e slanciato, dalla carnagione color sabbia
Il viso dai lineamenti delicati, gli conferiva davvero un bel aspetto mentre, appoggiando alcune casse, si portava la mano tra i capelli grigi essi, erano lunghi fino a metà collo e tenuti all'insù, con due ciocche ai lati di colore blu e altre due di colore rosa
La donna dai capelli fucsia, si alzò avvicinandosi al giovane, leccandosi le labbra con un gesto eloquente.
Lui ovviamente, non le tolse di dosso gli occhi verdi, nemmeno per un secondo.
Gli occhi di quel ragazzo, avevano un dettaglio molto particolare, la sclera era completamente nera

Quando Revent notò le  appendici alle scapole, davvero simili a falci, capì subito di trovarsi davanti o ad uno Stregone o un Efrit.
Notò inoltre, che la parte a lama sulla scapola destra, era mancante.
non si domandò quale ne fosse la ragione si limitò a guardare verso Saria.

In poco tempo Revent, apprese diverse informazioni dalla Nekomine.
 
Innanzitutto che se erano stati convocati, era per problemi con un clan di vampiri e, poi che qualcuno di ben più potente, stava sfruttando il clan
Quando il ragazzo, decisamente sorpreso da quella rivelazione, aveva chiesto maggiori informazioni, la donna, si era limitata a dargli un indirizzo di un suo amico stregone.

Così, i due erano tornati in albergo, lasciando lo strano Efrit e la donna-gatto.

 
***
 
Revent era appena rientrato in albergo, Saria lo aveva mollato a metà strada, correndo dietro ad un ragazzo che si era rivelato il tanto citato Riccardo.

Stava ancora pensando alle cose dette sia dal Diurno che dalla gatta.
Qualcuno manovrava nel ombra i vampiri del clan di Tokyo e stava cercando qualcosa, ma il cacciatore ignorava cosa fosse.

Ci stava ancora pensando, quando sentì bussare alla porta. 

Si alzò lentamente passandosi l'asciugamano bagnato dietro il collo.
era a torso nudo, il corpo ricoperto da graffi e vecchie cicatrici, torace forte e allenato.

Aprì la porta ritrovandosi davanti Evelyn

La ragazza indossava un lungo pigiama bianco molto " grazioso" era seta probabilmente e dietro, era trattenuto da un fiocco color crema.

Lui fece un colpo di tosse, poi si voltò e prese d'assalto l'armadio infilandosi una maglia nera, vedendo la ragazza un po a disagio.

Difatti la mezza strega, era in piedi ancora sulla porta, sembrava un po intontita, forse perchè al seguito di quello che era successo in passato, tra lei e il crociato, le cose erano un po tese.

Revent la fece accomodare sul letto mentre lui, restava in piedi.

- Tokyo è davvero una città enorme - disse Evelyn in un chiaro tentativo, di ridurre la tensione tra lei e il ragazzo.

Revent annuì guardandola di sfuggita, si concentrò sulla linea sottile degli occhi di lei, messi in evidenza dalle ciglia lunghe e leggermente folte. Dai capelli di ebano legati in una scomposta coda a lato del volto e sopratutto, si concentrò sulle labbra...
Labbra rosee e delicate e sottili, chissà che sapore avevano?

No. Era tutto sbagliato

Lui era lì solo per proteggere lei e i suoi fratelli, eppure non riusciva a vedere Evelyn come vedeva gli altri Rosestal.

Si limitò ad annuire voltando lo sguardo, tutto pur di riprendere la lucidità e il controllo.

- Tu sei così dolce e gentile che io...Io penso di provare qualcosa per te. - disse rossa

Le parole di Evelyn, lo colpirono come una stilettata rovente. 

Si voltò e la guardò interrogando i suoi occhi viola, alla ricerca di risposte.

- Cosa? -

Il ragazzo deglutì appena, aveva la voce fredda ma al tempo stesso era agitato e fremeva di impazienza. 
Cosa stava succedendo? perchè quella ragazza destava simili sentimenti in lui, ma sopratutto, perchè aveva una cosi disperata voglia di baciarla?

Revent strinse i pugni e si avvicinò le strinse le spalle gettandola sul materasso, guardandola gelido

- Volevo divertirmi e tu, eri una preda facile, quello era solo un momento di noia - 

Disse glaciale, cercando di sembrare il più stronzo possibile. 
voleva allontanarla prima che quel sentimento che provavano entrambi, li distruggesse.

Evelyn aveva sgranato gli occhi, minacciava o di scoppiare in lacrime o di prendere a calci il ragazzo
forse la seconda opzione, avrebbe fatto meno male.

Invece la ragazza si limitò ad abbassare lo sguardo, non parlò ne pianse ne si arrabbiò, semplicemente...
Restò in silenzio, finché Revent non si tolse da sopra di lei, come se tentasse di mettere più distanza possibile dalla mezzosangue.

Evelyn si alzò, la frangia le copriva gli occhi, rendendo difficile al ragazzo, capire il suo stato d'animo
lui fece per prenderle la mano, avrebbe voluto essere sincero, dirle che cercava di tenerla al sicuro, ma le parole non uscivano.
Lei indietreggiò e quella, fu una doccia fredda per il crociato, che stringendo i pugni abbassò lo sguardo.

- Ti volevo solo portare a letto, sono solo una guardia del corpo - disse Revent

Evelyn si avvicinò e senza lasciarlo parlare di nuovo, gli tirò uno schiaffo sulla guancia.

Quando Revent, con gli occhi sgranati, la guardò notò subito gli occhi pieni di lacrime, ma non ebbe il tempo di fare nulla, perchè lei stava già correndo via.

Lui reagì di impulso e le prese il polso fermandola, la attirò in una stretta ferrea abbracciandola.
Evelyn si fermo e in quel momento, si fermò anche il suo cuore, mentre incontrava lo sguardo deciso del crociato.
I loro volti si avvicinarono lentamente, mentre i loro respiri si fondevano, diventando una cosa sola.



Angolo autrice
Ahah sono stronza!

Lo so non è il massimo lasciarvi così, ma un po di adrenalina e pazienza ci vuole.
Allora non mi dilungo troppo, ma vorrei ringraziare Dragun, l'Efrit apparso in questo capitolo è tutto suo.
Che dire? sono cattiva XP
  
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