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Autore: JinMori015    20/05/2017    2 recensioni
Il mondo è in pericolo.
Gli dei hanno deciso di "alleggerire del peso e della moltitudine dei mortali la madre terra" e per farlo scenderanno in campo, scatenando una guerra ai confini dell'assurdo. Jin Yong, reincarnazione di uno dei demoni più potenti della storia, verrà coinvolto in questa guerra. Riuscirà, insieme all'aiuto dei suoi compagni, a cambiare le sorti del pianeta?
Genere: Avventura, Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Presagio di Morte

Le due figure camminavano lungo un corridoio interminabile, con passo lento. Nonostante fossero in ritardo, uno di loro non si era scomposto minimamente e continuava ad andare con passo lento, l’altro, invece, era sempre meno paziente. Fiaccole illuminavano il percorso che stavano seguendo, dando l’aria di essere in un posto macabro, come se fosse la tana di un vampiro.
     « Chissà per quale assurdo motivo c’hanno convocato. » asserì il più basso fra i due.
     « Non lo sapremo sino a quando non saremo arrivati, ma credo di aver intuito di cosa si tratta. Porta ancora pazienza. » disse l’altro, sorrise e socchiuse gli occhi.
Lungo quell’interminabile corridoio v’erano attaccati ai muri quadri di qualsiasi epoca e genere, alcuni davvero incantevoli, capaci di deliziare chiunque.
     « Cerchiamo di sbrigarci però, sono stanco d’essere tenuto sulle spine, Imperatore di Giada. » tuonò l’altro.
     « Va bene, va bene. » assecondò questi, con fare sarcastico.
I passi dei due si fecero più veloci e pesanti. Ogni volta che le loro scarpe sfioravano il suolo, la polvere del pavimento veniva sollevata.
Poterono intravedere un portone da lontano, ai lati di esso due guardie. Più si avvicinavano, più le due figure si facevano nitide: ali d’angelo, carnagione chiara, capelli biondi.
     « Tengoku? Perché diamine c’hanno messo due angeli come guardia, ‘sti idioti? » chiese con disprezzo Aizen Myo-o.
     « Cerca di calmare i bollenti spiriti, Aizen. » lo riprese l’altro, per poi rivolgersi benevolmente alle due guardie « Perdonatelo, oggi, a quanto pare, è di malumore. Ci hanno riferito, tramite una lettera, di recarci in questo luogo per una riunione con gli dei degli altri due regni, è possibile entrare? »
I due angeli non pronunziarono bocca. Si limitarono semplicemente ad aprire il portone che separava loro dalla stanza in cui stavano discutendo gli altri dei. Le due divinità orientali, senza perdere tempo, varcarono la soglia di tale portone. Una tavola davanti a loro, ai lati di essa fiaccole magiche, le quali illuminavano meglio la sala rispetto quelle tradizionali.
     « Senza troppi scazzi, era ora che arrivaste, voi due. » disse una figura femminile, al lato destro del tavolo. Gli occhi di tutti i presenti vennero puntati sui due ritardatari.
     « Chiedo umilmente perdono per il nostro ritardo, lady Giunone. »
     « Non osare chiamarmi in tal modo. » ringhiò Era.
     « Sì, sì, adesso calmatevi e non perdiamo altro tempo, Imperatore. » tuonò Zeus, seduto a capotavola, lo sguardo corrucciato.
I due presero i loro rispettivi posti, uno accanto all’altro. Le altre divinità continuarono a guardarli, forse con un po’ di disprezzo per il ritardo, ma la loro attenzione venne subito catturata dalla parola del signore dell’Olimpo.
     « Vi ringrazio per esservi presentati qui, oggi. Sarò conciso, nessun giro di parole. Ormai è tempo di passare all’azione, signori. E’ tempo di attuare il piano STUD. »
Tensione. Stavano per essere schiacciati da una tensione immane, così densa che si poteva addirittura tranciare con una lama. Si guardarono tutti in faccia, con volto sconcertato: nessuno di loro poteva immaginare che l’argomento di tale riunione fosse questo.
     « Davvero interessante. E come pensi di attuarlo? Ti rammentò che su di noi vi è un sigillo che ci impedisce di agire su di loro da più di quattromila anni. » commentò Uriel.
     « Purtroppo ha ragione » intervenne Afrodite, scettica « non sappiamo nemmeno come sciogliere il sortilegio. »
     « Un modo c’è » aggiunse il Buddha, grattandosi il grasso addome non curandosi dei presenti « ma voi idioti non ci potreste arrivare nemmeno tra duemila anni. »
Silenzio assoluto. Tutti si voltarono verso il signore degli dei orientali.
     « Il Buddha ha ragione » confermò Zeus « per spezzare il sigillo abbiamo bisogno di una chiave, che si trova nel regno degli umani. »
     « Non possiamo comunque recuperarla, idioti. » mormorò Aizen.
L’entusiasmo che si era levato alle stelle qualche secondo prima scomparve quasi del tutto. Non c’era modo per recuperare quella chiave, questo piano sembra rimanere un sogno irrealizzabile.
     « Non siamo costretti a recuperarla. » commentò una figura incappucciata al lato estremo della tavola.
Gli occhi puntati su di lui. Cercarono di inquadrarlo, ma il cappuccio rendeva ciò impossibile.
« E cosa pensi di fare allora? » chiese Era incuriosita.
Egli alzò la destra e afferrò il calice dorato, portando esso alle sue labbra, bagnandosele con il vino pregiato.
     « Saranno gli umani, che ci venerano, a consegnarci la chiave, noi non dovremo fare nulla, fratelli. Sono talmente ottusi da credere a qualsiasi cosa. Rimembro ancora quando mio Padre chiese a quello sciocco di sacrificare suo figlio per dimostrare la sua fede. Se non fossi intervenuto…»
     « La tua intelligenza non ha eguali, Gabriele. » aggiunse Poseidone, smascherandolo « Zeus, fratello mio, avrei qualche novità riguardo il sigillo, se lei mi permette. »
Zeus fece cenno di continuare.
     « A quanto pare, l’antico sigillo che ci frena si è indebolito parecchio negli ultimi secoli. Adesso, angeli e dei di basso rango possono attraversarlo. »
La buona notizia entusiasmò tutti gli dei. Zeus sorrise, i suoi occhi si illuminarono d’una luce intensa.
« Signori, ho da ricordarvi una cosa che forse voi non considerate. » mormorò l’Imperatore di Giada.
« Sarebbe? » chiese con astio Era. Tra i due non correva buon sangue.
« Questi umani, che voi odiate, nel corso di questi millenni hanno ottenuto dei poteri tali da contrastare i nostri. Sarebbe opportuno non prenderli sotto gamba. »
Una fragorosa risata si levò. Tutti gli dei, ad esclusione di Gabriele, non riuscirono a trattenere le lacrime per il divertimento, Zeus più di tutti.
« Sei proprio un spasso, Imperatore! » disse ironico, il rossore sulle guance più accentuato « Bene, direi che è deciso allora, il piano verrà attuato. »
« Dovremmo decidere quando attaccare. » affermò Buddha.
« Consideriamo il fatto che per un attacco su larga scala, avremo bisogno di prepararci al meglio. » aggiunse Gabriele, lucido nonostante il vino bevuto.
« Efesto non dovrebbe avere problemi nel preparare l’attrezzatura per tutti, anche se ci impiegherà all’incirca tre mesi. » mormorò Poseidone.
« In questo caso, direi che tra tre mesi, a partire da oggi, avrà luogo lo sterminio. Gabriele vorrei che cominciassi da subito a cercare informazioni su questo sigillo tra i mortali. » disse Era, forse con tono un po’ autoritario.
L’arcangelo guardò storto la dea, per poi acconsentire con un movimento lieve del capo.
Zeus si compiacque della decisione di sua moglie, i suoi occhi luccicavano sempre più. Fece cenno ad una delle guardie di portare una grande brocca contenente buon vino e calici quanto bastavano per i presenti.
« Direi che è tempo di brindare, allora. » incitò Zeus.
Egli prese la brocca appena recapitata e versò il contenuto nei calici d’oro, senza lasciarne cadere una piccola goccia.
« A noi! » gridò Zeus.
« A noi! » gridarono tutti gli altri, in coro, alzando i calici.

Un piano di sterminio dell'umanità, la gioia e l'euforia degli dei. Quali saranno le sorti dell'umanità d'ora in poi?
Prossimo capitolo: "Stranezze"

 
 
   
 
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