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Autore: SirMikelo    22/05/2017    2 recensioni
Charles McCain è un pedofago, un pazzo omicida che agisce solamente su bambini indifesi.
Genere: Thriller | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Chi era quell'uomo?
Seduto davanti al giudice, con le braccia congiunte sotto il tavolo in legno, il proprio avvocato che rovistava in una valigetta nera, alla ricerca di... di cosa, esattamente? Quale documento, pezzo di carta timbrato con il marchio dello stato avrebbe potuto tirarlo fuori da quella situazione? Troppe, veramente tante accuse gravavano su di lui. In quel preciso istante, la mente offuscata dai cori degli assestanti, un pubblico composto da padri e madri di famiglia, era come se stesse affogando in una mare trafficato da squali affamati.
Il principale indiziato di questo caso, l'uomo di cui stiamo parlando, aveva compiuto un macello di ventiquattro giovani vite, sequestrando la loro anima e chiudendola in un cassetto per l'eternità. Precisamente. 
Aveva strappato loro il cuore, lo aveva gettato all'interno di uno dei tanti scompartimenti del comodino di camera sua e aveva sigillatone il contenuto. Un mostro, un fottuto mostro che, fino ad adesso, aveva vagato per le strade cittadine a piede libero. Un pedofilo, pedofago forse è il termine più corretto, un essere così ripugnante e colmo di cattiveria che aveva cancellato per sempre, dalla faccia della terra, il docile sguardo di quelle giovani e povere creature.
Ma lui rimaneva placido sulla sua seggiola, impassibile, filtrando dalle orecchie le cattiverie che venivano dette sul proprio conto; parolacce, insulti di ogni genere fuoriusciti dalle bocche della gente lì presente.
Il giudice richiamò l'ordine in sala. Aveva una parrucca pomposa a calcargli la testa, una di quelle tipiche dei giudici americani, color argento e ferro. Picchiettò con il proprio martelletto sul bancone da lavoro, e presto il silenzio calò su tutti i partecipanti. Si schiarì  la gola, poi prese finalmente a parlare:
- Buongiorno a tutti. Oggi, ventidue ottobre, ci troviamo qui riuniti per esaminare il caso di Charles McCain. Le accuse?
Un giovane avvocato si levò dal proprio posto, inforcò gli occhiali che portava abitualmente e prese a parlare.
- Vostro onore, le accuse sono le seguenti: l'uomo è colpevole di ventiquattro omicidi, tutti adoperati su bambini apparentemente innocenti, anzi, sicuramente innocenti...
Il giudice alzò una mano.
- Si astenga da eventuali commenti.
- Sì, vostro onore. Le prove: abbiamo rinvenuto nella propria dimora un arma contundente, una mazza per la precisione, più uno strano aggeggio da cucina, uno snocciolatore per olive, lo chiamano.
- Quindi? - chiese il vecchio giudice.
- Quindi, noi ipotizziamo che il qui presente McCain abbia dapprima ucciso le vittime a colpi di mazza, dopodiché si sia occupato dei loro cuori carpendoli dal petto con l'ausilio dello snocciolatore, piano piano, insomma. Reputiamo anche che possa aver fatto di peggio, come levare loro il cuore mentre essi erano ancora in vita.
- Cos'ha da dire a sua discolpa, signor McCain?
L'uomo teneva il capo rivolto verso il basso. Sorrideva lievemente. 
- Allora? - si spazientì il giudice.
McCain non fece una grinza. Rimase immobile, senza sollevare lo sguardo. Il suo avvocato invece non sapeva più da che parte girare la testa. Consultava fogli a dismisura, senza trovare modo di aiutare il suo cliente. Un bimbo entrò allora con un palloncino tenuto saldamente in mano. Giochicchiava, superando il corridoio che separava gli spalti dalla porzione di stanza in cui risiedevano il giudice e l'indiziato. Il palloncino incappò allora nel viso di McCain, ma questi rimase impassibile, come se si fosse adagiata una mosca sul proprio occhio scoperto. Sembrava una marionetta. Tutti si levarono in piedi, mentre il giovane avvocato occhialuto prese ad esaminare il corpo di Charles McCain. Gli toccò le guance, e le sentì plasticose, quasi imbottite di silicone. Capì che era una maschera, e gliela tolse con grande delicatezza.
- È l'agente Smith!
- Dov'è finito l'indiziato?!
L'agente Smith lo aveva liberato dalla cella, e ora giaceva morto su una sedia del tribunale, mentre il pazzo omicida correva il più velocemente possibile per le strade di New York, scomparendo dalla vista di tutti.
 
   
 
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