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Autore: Crateide    22/05/2017    1 recensioni
"- Ehi?
Un tocco delicato sulla spalla e il suono di quella voce – della sua voce – la fecero trasalire.
Max risollevò le palpebre e volse il capo alla propria destra, incontrando subito gli occhi chiari di Chloe. Della sua Chloe."
Genere: Angst, Introspettivo, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Yuri | Personaggi: Chloe Price, Max Caulfield
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Incompiuta
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Just say you’ll be there for me
Please say that you’ll be there
Just say that you’ll be my side
When the storm subsides

- When The Storm Subsides, In This Moment -

 

 

 

 

La stazione era un concentrato di rumori fastidiosi. I fischi dei treni stridevano nell’aria, riempivano gli angoli, dolevano alle orecchie. Il vociare confuso dei pendolari era un sottofondo quasi angosciante, così come i richiami imperiosi dei controllori.

Max si guardò intorno, scrutando i volti delle persone che le passavano accanto. Alcuni erano rilassati, altri parevano agitati, altri ancora erano tesi come la pelle di un tamburo. Un parlottio vivace e cacofonico – alle sue orecchie quasi agitato – accompagnava quel via vai senza posa.

“Chissà se gli abitanti di questa cittadina sanno già cos’è accaduto ad Arcadia Bay” si chiese, abbassando lo sguardo sulle proprie scarpe da ginnastica sporche di fango. Non doveva avere un bell’aspetto, pensò. In fondo, era sopravvissuta alla forza distruttiva di un tornado.

Max si abbracciò il busto e chiuse gli occhi, ignorando l’ennesimo fischio che sfrigolò nell’atrio della stazione. Immersa nel buio, rivide la tempesta abbattersi sulla sua città e con la sua inarrestabile forza distruttiva radere al suolo gli edifici, sbrindellare il terreno, mietere vittime innocenti.

Mugolò tutto ad un tratto, rannicchiandosi nelle spalle, colta da un inaspettato brivido gelido.

“È solo colpa mia!” si disse, “Avrei dovuto aiutare quelle persone, avrei dovuto fare qualcosa!”.
- Ehi?

Un tocco delicato sulla spalla e il suono di quella voce – della sua voce – la fecero trasalire.

Max risollevò le palpebre e volse il capo alla propria destra, incontrando subito gli occhi chiari di Chloe. Della sua Chloe.

La stava scrutando con attenzione, con uno sguardo penetrante e al tempo stesso tagliente. Max notò che nell’altra mano stringeva una bottiglietta d’acqua, in un modo così convulso che la plastica pareva sul punto di esplodere.

“Anche tu senti i sensi di colpa morderti il cuore?”.
- Chloe...
- ...Max, ormai non si può più tornare indietro.

Max si guardò i palmi arrossati e tremanti, trattenendo a stento un conato. Da quando Arcadia Bay era stata distrutta, da quando il tornado era svanito all’orizzonte plumbeo, lasciando dietro di sé solo morte e distruzione, lei aveva perduto i propri poteri. Aveva cercato di tornare indietro nel tempo, di aggiustare le cose, di non dover compiere quell’atroce scelta, ma era stato tutto inutile. Il Fato – o qualsiasi cosa fosse – si era compiuto e non le avrebbe ma più permesso di intervenire per cambiare le cose.
- Hai ragione – sussurrò infine, tornando a guardare Chloe e incontrandone gli occhi arrossati e stanchi – ma non posso placare questo dolore, questi sensi di colpa.
- Max, abbiamo attraversato mezzo Stato senza rivolgerci la parola – le disse l’altra – devo forse dedurre che ti stai pentendo della tua decisione?
- Assolutamente no! Non lo farei mai, io tengo troppo a te e non ti avrei mai e poi mai sacrificata! Dio solo sa quanto ho dovuto penare per fare in modo che tu vivessi. Tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto solo per averti accanto, Chloe. Perché senza di te, io non posso vivere!

E nel pronunciare tali parole, le sue guance si tinteggiarono di rosso.

Chloe le passò un braccio sulle spalle spioventi e appoggiò il capo contro il suo, sospirando.
- Allora cosa ti affligge così tanto? – le chiese.

Max deglutì il dolore, ma non riuscì ad impedire ad una lacrima di scivolare giù, disegnando il profilo del suo zigomo tondo.
- Il fatto che, se avessi fatto di più, forse oltre a te sarei riuscita a salvare anche Arcadia Bay e i suoi abitanti – rispose in un singulto.

La voce dissonnante dell’altoparlante colmò il silenzio fra loro, annunciando l’arrivo di un treno per chissà dove.
- Max, sulle tue spalle è stato posto un peso enorme – le sussurrò Chloe all’orecchio – hai... abbiamo dovuto compiere dei sacrifici, ma se non l’avessimo fatto, ora io e te non staremmo insieme – sospirò di nuovo, staccandosi leggermente da lei per poterla guardare negli occhi lucidi – sarò egoista, anzi, lo sarò sicuramente, ma sono felice che tu abbia scelto me e che tu abbia sacrificato la vita di quegli stronzi egoisti per salvare la mia.
- Chloe, io...

Ma prima che potesse aggiungere altro, Chloe le prese il viso fra le mani e la baciò con ardore e passione, allacciando la lingua alla sua, imprimendo in quel gesto tutto l’amore che provava per lei. Max se ne sentì quasi annientare e scacciare, mentre ricambiava quel bacio con disperazione. Le gettò le braccia al collo e chiuse gli occhi, lasciando libere le lacrime.

Forse, avrebbe convissuto in eterno con i sensi di colpa.

Forse, non sarebbe mai riuscita a dimenticare il fatto che a causa sua erano morte persone innocenti.

Ma di una cosa era certa: se avesse perduto Chloe, la sua vita non avrebbe avuto più senso.

 

 

 

 

 

 

 

Angolino dell’autrice:

Ciao a tutti!

Questo è il secondo racconto che scrivo su questo fandom e nasce da un prompt che mi è stato assegnato da un’amica mentre su fb ne elemosinavo qualcuno. Il prompt in questione era: “treno in arrivo”.

Il titolo della OS è lo stesso del brano degli In This Moment.

Scegliendo chiaramente il finale in cui Max sacrifica Arcadia Bay per salvare Chloe, ho voluto da una parte immaginare i pensieri di Max e relativi sensi di colpa e dall’altra l’arrivo in una stazione non specificata, che segnerebbe l’inizio di una nuova vita per le nostre due piratesse. Da sfondo, il l’amore che nutrono l’una per l’altra, che a mio avviso le ha portate a rimanere sempre unite nonostante tutto e a superare ogni difficoltà.

Nella speranza che ciò che ho scritto abbia senso non solo per me.

 

Senza pretese,

Elly

 

 

 

   
 
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