Storie originali > Favola
Ricorda la storia  |      
Autore: E r r e_    23/05/2017    2 recensioni
Arnold è, ormai, un vecchio gufo viaggiatore con un vasto e ricco bagaglio di esperienze ed avventure sulle spalle, che un giorno, verso la fine della stagione estiva, decide di fermarsi per l'inverno in un nuovo e gigantesco bosco sconosciuto, dove gli abitanti, incuriositi dal suo arrivo, lo osservano silenziosi da lontano.
Ben presto, Arnold, prima che l'autunno giunga nel bosco, stringerà amicizia con ognuno di loro.
Dopo il lungo letargo, una notte di primavera, il vecchio gufo, di ritorno al suo nido dopo una lunga giornata, sentirà un disperato piagnucolio proveniente da un ramo poco distante la sua dimora: è Bernard, un giovane corvo, esiliato dagli altri abitanti del villaggio perché soprannominato "uccello del malaugurio".
Riuscirà il vecchio e socievole Arnold a diventare anche amico del giovane Bernard?
[Breve storia scritta senza alcuna pretesa; 744 parole].
Genere: Avventura | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Buonsalve a tutti! ^^
Scrivo come al solito "buon" accompagnato da "salve", perché chissà in quale momento della giornata leggerete questa piccole favola scritta di mio pugno senza alcuna pretesa.
Ammetto che questa sarà la prima ed ultima volta che pubblicherò in questa sezione, dato che io solitamente scrivo su generi totalmente diversi.
Questa storia è nata qualche anno fa, ed è ispirata ad un testo narrativo già scritto su un libro scolastico di antologia, ecco perché ho preferito mettere la nota AU: non ricordo nemmeno chi fosse l'autore, dato che era un esercizio di riscrivere di nuovo la storia da un punto di vista differente o qualcosa del genere, perciò alla fine è una piccolo racconto breve di mia completa invenzione che seguiva una determinata traccia riguardante questo gufo e questo corvo. 
Detto ciò, bando alle ciance e buona lettura! ^^
 
L'amico gufo e il giovane corvo.
 
Tanto tempo fa, in un gigantesco bosco situato sulle montagne più alte e carezzate dalle nuvole, giunse planando in direzione di un vecchio e solido ramo appartenente ad un gigantesco ed imponente albero, un vecchio gufo viaggiatore.
Seppur avesse una certa età e fosse parecchio in la con gli anni, disponeva di forti e resistenti ali marroni scuro, con chiare e leggere chiazze gialle sulle punte, nonostante il dorso fosse completamente bianco.
Arnold – questo era il suo nome – in vista dell’arrivo di un altro gelido inverno, non stette con le mani… anzi, con le ali in mano, ed incominciò a svolazzare rapido per il bosco in cerca di robusti ramoscelli per costruirsi il suo nuovo nido, per poi procurarsi anche prelibati insetti per il suo palato che avrebbe conservato e poi consumato durante l’imminente e fredda stagione.
Nel frattempo, tra gli abitanti del bosco, si sparse la voce che un gufo che nessuno aveva mai visto prima, stesse mettendo radici nel loro territorio. Questi, quindi, incuriositi, si avvicinarono al volatile e lo osservarono in silenzio senza dare nell’occhio per non disturbarlo.
Una volta che Arnold ebbe finito di costruire il suo nuovo e caldo rifugio per l’inverno, decise di presentarsi agli abitanti del bosco e di diventare loro amico, spiegando che si sarebbe fermato da quelle parti solo per quella lunga e fredda stagione, per poi raccontare a loro di quanto amasse sentirsi libero di viaggiare tra le boscaglie e le foreste, esplorando e conoscendo altri luoghi che non aveva ancora visitato. A quel punto, gli abitanti del villaggio gli diedero calorosamente il benvenuto tra loro, accogliendolo quasi come se fosse un vecchio amico e condividendo gli ultimi giorni d’estate anche in sua compagnia.
Giunsero le stagioni fredde ed Arnold le trascorse al caldo nel suo nuovo nido, cibandosi di tutto il cibo che aveva accumulato, e poi allo scoccare della nuova primavera fu felice e gioioso di ricominciare a svolazzare per il bosco, fin quando, una notte, udì il piagnucolio triste di qualcuno poggiato su un ramo poco distante dalla sua piccola dimora.
Arnold gli si avvicinò cauto, accorgendosi che colui che stava singhiozzando era un giovane e spennacchiato corvo nero.
« Perché sei così triste? », gli domandò, leggermente preoccupato.
Il pennuto, che si stava coprendo il becco, si mostrò quasi vergognandosi agli occhi del vecchio Arnold.
« Non è evidente? », rispose quest’ultimo. « Sono brutto e tutto spennacchiato. Non ho amici. Chi è che mi vorrebbe essere amico? E poi sono un corvo! Chi è che vorrebbe essere amico di un corvo?! ».
« Io! », fu la risposta pronta di Arnold. « Io voglio essere tuo amico, giovane pennuto ».
« Tu? », domandò il corvo, sentendosi preso in giro. « Tu che sei così bello, anche se anziano? Sai cosa vuol dire essere cacciato ed esiliato da tutti i boschi perché non sei colorato? Sai cosa vuol dire essere soprannominato “uccello del malaugurio”? ».
« Più o meno », disse Arnold amichevolmente, scrollando le ali. « Conobbi un amico tempo fa che aveva il tuo stesso problema ».
« “Aveva”?», chiese il corvo perplesso.
« Sì, esatto, aveva, ma poi ha risolto. E’ un mio vecchio amico: Will, il pipistrello. L’ultima volta che lo incontrai due primavere fa era nella tua stessa situazione ».
« E cos’ha fatto per avere un po’ di compagnia? ».
« Ho condiviso i miei amici con lui », gli spiegò Arnold. « Dai, vieni… com’è che hai detto che ti chiami? ».
« Oh, non l’ho mica detto, ma il mio nome è Bernard ».
« Il mio è Arnold, dai, vieni che ti presento tutti i miei amici », lo spronò il vecchio gufo, spiccando il volo per poi essere seguito a ruota dal suo nuovo amico.
Il giorno dopo, come Arnold aveva promesso al giovane corvo, radunò tutti gli animali che erano diventati suoi amici nella foresta che lo accolsero e gli diedero calorosamente il benvenuto, tant’è che Bernard si commosse anche per tutto quell’affetto che non aveva mai ricevuto prima di allora.
Qualche tempo più tardi, Arnold prese nuovamente la decisione di ripartire per collezionare nuove emozionanti avventure. Invitò in quel suo ennesimo e lungo viaggio per il mondo anche Bernard, con cui aveva cominciato a condividere la sua casa, ma il giovane e spennacchiato pennuto rifiutò perché finalmente aveva trovato una casa e degli amici che gli volevano bene e che lo avevano accettato nonostante i suoi difetti.


L'amico gufo e il giovane corvo: 744 parole.
 

 

 

   
 
Leggi le 2 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Favola / Vai alla pagina dell'autore: E r r e_