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Autore: Balder Moon    02/06/2017    0 recensioni
Trama: In un futuro molto lontano il tasso di omicidi è diminuito del 70% perché è stata inventata una macchina, la ghosthunter machine, in grado di intrappolare gli ectoplasmi e di proiettarle come ologrammi.
Lavorare alla omicidi è una noia mortale e non è altro che pura procedura meccanica che i poliziotti non vogliono fare, così, il dipartimento di New York si trasforma in una piccola unità di venti persone tra novelli, agenti prossimi alla pensione e i puniti. È facile riconoscere quest'ultima categoria, sono quelli che hanno fatto un casino e vengono spediti alla omicidi per punizione e il detective Ford, insieme al suo androide Taylor, ne hanno fatto uno e bello grande.
Arresi all'idea di una carriera nella omicidi, una mattina come le altre, le due si recano sulla scena del delitto, ma questa volta non sarà come tutte le altre.
Genere: Generale, Introspettivo, Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Epilogo
 
Ford mise le mani nella tasca dei pantaloni della divisa, lo sguardo che non si staccava da Mendelson che veniva portato via dagli agenti del FBI.
Si disse che non era affar suo cosa gli sarebbe capitato, lei aveva avuto la sua confessione, inventata di sana pianta dagli agenti del FBI per nascondere la verità. Il suo caso era chiuso.
Adesso avrebbe ridato pace a Marc Chang, gli avrebbe dato la possibilità di continuare la propria vita nel suo amato distretto, ben sapendo che chiunque era stato l’assassino, era stato catturato e rinchiuso a vita. 
- Ottimo lavoro, Ford – disse l’agente che era intervenuto sul posto con lei e Taylor.
- Una giornata come tutte le altre - rispose la donna, distogliendo lo sguardo da Mendelson. 
- C’è… qualcosa che possiamo fare per poterla ringraziare? – chiese l’altro.
Ford sorrise, voleva comprare il suo silenzio? Beh, sì, in fondo si poteva fare. Si era già venduta abbastanza al sistema e lei aveva qualcuno da proteggere, pensò, spostando lo sguardo su Taylor.
L’androide era seduta sul retro di un’ambulanza e un tecnico stava controllando che tutto andasse per il verso giusto.
Quando l'angente del FBI aveva saputo cosa le era successo aveva chiamato subito un tecnico segno che  tutti sapevano la verità. Un angente non si sarebbe mai scomodato per un androide qualunque, no uno del FBI. 
- Avete il coltello dalla parte del manico, a cosa vi serve ringraziarmi? – chiese, guardando l'altro. 
- Abbiamo lavorato bene – rispose l'agente, Ford dovette trattenersi dallo scoppiare in una profonda risata – vogliamo tenerci stretti chi lavora bene con noi
La detective guardò lo guardò. Stronzate, volevano solo tenere d’occhio Taylor.
Ford scosse la testa. Taylor era il suo androide, le era stata affidata sin da suo primo giorno di lavoro, erano legati sia per legge che emotivamente, e anche se aveva titubato poche ore prima, guai a chi abrenne provato ad alzare un dito su di lei.
- Dimenticatevi di Taylor.
- Come?
- Dimenticatevi di Taylor, non le torcerete un solo capelli, né lei né i suoi colleghi, nessuno .
- Se lei non darà fastidio a noi, noi non daremo fastidio a lei – disse l’agente, alzando le mani in segno di resa.
Ford prese gli occhiali da sole dalla tasca della divisa:- E sa cos'altro mi piacerebbe? – chiese.
- Cosa? 
Ford indossò gli occhiali:- Una bella promozione alla omicidi. Abbiamo un posto vuoto adesso, no? E: "La prima donna a capo della sezione",  non suona così male, le pare?
L’angente scosse la testa, ma poi sorrise:- Suona benissimo – rispose.
Adesso che tutto era deciso, si concendò con un cenno della testa.
Fece qualche passo all’indietro e poi si voltò, diretta all’ambulanza per vedere come Taylor stesse.  
In cuor suo sapeva che non era finita, che non si finiva mai quando si aveva a che fare con gli agenti del FBI, anche se sorridevano, anche se realizzavano i suoi desiderio,  ma la sua mente… la sua mente sperava ardentemente che fosse così e Ford le volle dare ragione.
 


Note:
Scusate il terribile ritardo, ma è stato un periodo di forte stress.
Come per ogni mia storia, mi sono voluta dare una seconda possibilità che forse arriverà o fore no.
Ringrazio con tutto il cuore chi è arrivato fin qui e mi ha accompagnato in questo breve viaggio.
Alla prossima
Balder Moon
  
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